Milano, 15 gen. (askanews) – Andamento contrastato a Piazza Affari per i titoli Unicredit (+1,3% a 72,36 euro) e Mps (-1,5% a 9,203 euro) dopo la smentita dell’istituto guidato da Andrea Orcel ai recenti rumors circa un interesse per la quota di Delfin nella banca senese. “Le recenti voci e il clamore riguardo alla partecipazione in Mps sono di natura speculativa e ingiustificate, così come lo sono le ipotesi relative al presunto interesse nell’acquisto di altre partecipazioni”, ha scritto UniCredit in un comunicato diffuso prima dell’apertura dei mercati. “E’ motivo di rammarico dover nuovamente intervenire per smentire voci che sono pura invenzione e non hanno altro effetto se non quello di alimentare confusione e distorsioni sul mercato”.
Da giorni si susseguivano rumors su un possibile disimpegno della holding della famiglia Del Vecchio, primo azionista di Mps, con UniCredit potenziale acquirente della quota del 17,5%. L’eventuale mossa avrebbe avuto ripercussioni anche su Generali, di cui il Monte è oggi primo socio dopo il successo della scalata a Mediobanca. Non solo: sempre stando ai rumors, UniCredit avrebbe persino preso in considerazione un investimento diretto nella stessa Delfin. Da ultimo, indiscrezioni di stampa di questa mattina paventavano un possibile incontro nel fine settima tra lo stesso Orcel e Francesco Milleri.
Ma a stretto giro è arrivata la smentita di UniCredit. Il ruolo del team interno dedicato all’M&A è di valutare tutte le opzioni, ha spiegato la banca, e ciò comporta “interlocuzioni, analisi e valutazioni preliminari sui potenziali target” che però “non implicano in alcun modo la concreta possibilità che un’operazione venga effettivamente realizzata”. La decisione di procedere o meno con qualsiasi operazione, ha ribadito UniCredit, è basata “esclusivamente sulla capacità del potenziale obiettivo non solo di integrarsi nella strategia del gruppo, ma anche di soddisfare i nostri più volte dichiarati parametri di rendimento finanziario”. Il concetto di disciplina finanziaria e di creazione di valore sono principi più volte espresso da Orcel in tema di aggregazioni e da cui l’AD non intende prescindere. In Borsa Mps viaggia a multipli elevati, rendendo più complesso centrare un ritorno sull’investimento di almeno il 15% indicato da Orcel.
Intanto, sul fronte Mps – in attesa dell’assemblea del 4 febbraio chiamata a deliberare sulle modifiche allo Statuto che, tra le altre cose, prevedono l’adozione della lista del cda – è possibile l’esclusione dell’AD Luigi Lovaglio dai lavori del board per la presentazione della lista, nell’ambito del rinnovo degli organi sociali previsto in primavera. Secondo ricostruzioni di stampa, sarebbe infatti questa la posizione cui è giunto il Comitato nomine della banca che nei giorni scorsi ha approvato una bozza di regolamento, finalizzato a disciplinare la formazione della lista. Sul banchiere pesa l’indagine della Procura di Milano sulla scalata a Mediobanca che vede Lovaglio indagato.
