Bruxelles, 27 gen. (askanews) – L’accordo commerciale Ue-Mercosur deve entrare in vigore “il più presto possibile”, perché, grazie all’azione del governo italiano, ora “tutela la produzione agricola”, e perché l’Italia, quarta potenza esportatrice al mondo, “ha tutto da guadagnare” dall’apertura di nuovi mercati, compresa anche quella che verrà con il nuovo accordo Ue-India, firmato oggi. E’ quanto ha affermato, in sintesi, il ministro per le Imprese e il Made in Italy, Adolfo Urso, in un punto stampa a margine dei suoi incontri a Bruxelles, oggi e domani, con i deputati italiani al Parlamento europeo e con cinque commissari europei, tra cui i vicepresidenti esecutivi Stephan Séjourné, responsabile per l’Industria, e Teresa Ribera, responsabile per la Concorrenza e il Grean Deal.
Riguardo all’applicazione provvisoria dell’accordo Ue-Mercosur, che la Commissione europea può decidere immediatamente dopo la prima ratifica da parte di uno dei quattro paesi sudamericani partecipanti, Urso ha confermato la posizione favorevole dell’Italia: l’accordo, ha sottolineato, “deve entrare in vigore prima possibile, non possiamo attardarci. Gli altri attori mondiali – ha rilevato – si muovono con una velocità imprevista in questo disordine, in questo caos globale, con un’Europa che è accerchiata da conflitti armati e da guerre commerciali. L’Italia, con altri attori, e mi riferisco alla Germania, alla Francia, ai grandi ‘paesi fondatori’, deve indirizzare la nostra comune Europa su una rotta sicura, stabile, oltre il mare in tempesta. Noi possiamo farlo, come ha dimostrato Giorgia Meloni nel Consiglio europeo, laddove sempre più spesso le posizioni italiane diventano le posizioni comuni”.
“Io ho chiesto a tutte le delegazioni italiane” dei partiti politici presenti al Parlamento europeo, “di fare altrettanto, di tutelare il sistema-Paese”, perché “tutelando la nostra Italia tuteliamo la nostra Europa”, ha riferito il ministro.
Alla domanda se la Commissione non debba aspettare la ratifica da parte del Parlamento europeo dell’Accordo, prima di metterlo in applicazione provvisoria, e il pronunciamento chiesto dagli eurodeputati alla Corte di Giustizia dell’Ue, Urso ha risposto: “La mia opinione è che l’accordo provvisorio, che tutela, grazie proprio all’azione del governo italiano, la produzione agricola, debba entrare in vigore prima possibile. Ed è bene che su questa strada si prosegua, come ha dimostrato anche l’intesa raggiunta oggi dalla Commissione con l’India”.
“Io mi auguro – ha aggiunto il ministro – che altrettanto venga fatto, prima possibile, con gli Emirati, il Consiglio di Cooperazione del Golfo, l’Indonesia, gli altri paesi del Sud-Est asiatico” con cui la Commissione sta negoziando accordi commerciali. “Noi abbiamo bisogno di coinvolgere gli altri in una prospettiva di crescita che peraltro avvantaggia le nostre imprese, i nostri cittadini e i nostri lavoratori”.
Urso ha poi osservato ancora che “l’Europa deve lavorare a tutelare la produzione interna, a tutelare il mercato interno, ma nel contempo anche ad aprire nuovi mercati. L’Italia, seconda potenza industriale europea, come la Germania, grande attore industriale – ha spiegato -, ha la necessità di tutelare l’industria e il mercato interno europeo; ma nel contempo l’Italia, grande paese esportatore, quarto paese esportatore al mondo, e la Germania, che ancora è la principale nazione esportatrice in Europa, (2:21) hanno lo stesso interesse ad aprire nuovi mercati, come è stato fatto con il Mercosur”, che è “molto importante e significativo, perché è capace di recepire proprio le istanze e i prodotti del nostro continente, del nostro paese”; e come è stato fatto ancora “questa mattina, con l’accordo raggiunto dalla Commissione europea con l’India, che crea il più grande mercato del mondo, con 2 miliardi di persone”.
“Questa – ha ribadito il ministro – è la strada che noi vogliamo percorrere: da una parte tutelare l’industria, la produzione, il mercato interno, dalla concorrenza sleale, in modo da salvaguardare adeguati livelli occupazionali e il benessere delle nostre famiglie e dei nostri cittadini; nel contempo aprire nuovi mercati, perché sappiamo che l’Italia ha tutto da guadagnare”.
A chi ricordava che il governo, che sul Mercosur ha cambiato posizione o ora lo sostiene convintamente, dopo aver ottenuto dall’Ue le concessioni che aveva chiesto, ma non è riuscito a convincere le organizzazioni agricole a smettere di opporsi allo stesso Accordo, Urso ha replicato: “Il ministro dell’Agricoltura (Francesco Lollobrigida, ndr) ha fatto un ottimo lavoro: nessuno sperava che raggiungesse questo obiettivo di tutela della produzione agricola. D’altra parte – ha precisato – è chiaro che noi dobbiamo tutelare l’interesse generale, che è anche l’interesse prevalente. E penso che tutti comprendano quanto importante sia aprire il Mercosur ai prodotti italiani, ai prodotti dell’agroalimentare italiano, alle indicazioni geografiche, finalmente riconosciute. Come hanno dimostrato gli altri accordi su cui si è ben lavorato, e mi riferisco a quello con la Corea del Sud e prima ancora con il Cile, ma anche ai risultati dell’accordo con il Canada. Alla fine, l’Italia è un paese che ci guadagna sempre, dall’apertura dei mercati”.
“Noi siamo – ha ripetuto il ministro – la quarta potenza esportatrice al mondo: dopo i grandi giganti della Cina, degli Stati Uniti e della Germania, c’è l’Italia, che per demografia e prodotto interno lordo non è comparabile con gli altri giganti; e nonostante questo ha superato grandi paesi esportatori come la Corea del Sud, come il Giappone. Noi abbiamo interesse, da una parte come paese produttore industriale, a tutelare la produzione interna, e dall’altra come grande paese esportatore ad aprire i mercati. Ovviamente, con condizioni che non siano penalizzanti; dico meglio: che avvantaggino le nostre imprese. Questo – ha affermato Urso – accade con il Mercosur, e accadrà ancora di più con l’India. E io penso che possa svilupparsi una politica che restituisca finalmente un ruolo alla nostra Europa”.
Quindi, gli è stato chiesto, l’accordo Ue-India non presenta criticità? “Dobbiamo vedere poi nei dettagli”, ha risposto il ministro. “Ci sarà sicuramente qualcosa da migliorare; però abbiamo visto che è già stata messa da parte, per reciproca intesa, la produzione agricola degli uni e degli altri” almeno nei settori più sensibili. D’altra parte, ha rilevato, “per quanto riguarda alcuni prodotti italiani, anche agricoli come il vino e l’olio, si aprono dei mercati importanti; soprattutto si aprono mercati per quanto riguarda tutta la nostra meccanica, che è la principale voce delle nostre esportazioni”.
“Certo, ancora abbiamo visto soltanto qualche dichiarazione, dobbiamo vedere poi i documenti, analizzarli con le nostre associazioni di impresa, confrontarci nel governo e con gli altri colleghi europei. È iniziato un percorso, però la direzione – ha concluso Urso – è quella giusta”.
