New York, 07 ago. (askanews) – Per la prima volta degli scienziati hanno usato l’intelligenza artificiale per creare 16 nuovi virus non presenti in natura, alimentando speranze per nuovi progressi medici ma anche timori per la biosicurezza: il rischio è che si inventino patogeni letali da usare come nuove armi biologiche. Come emerso da uno studio pubblicato sulla rivista Science, gli scienziati della Standford University e dell’Arc Institute, un’organizzazione di ricerca di Palo Alto (California), hanno insegnato all’AI a riconoscere i modelli della struttura del DNA in natura, e poi a usare quei dati per generare migliaia di combinazioni di genomi.
Del totale, gli scienziati ne hanno costruiti e testati circa 300 in laboratorio e hanno scoperto che 16 erano virus vivi. Quei virus infettano i batteri ma non possono colpire gli esseri umani. Stando allo studio, l’AI è arrivata a generare ciò che l’evoluzione naturale avrebbe potuto impiegare milioni di anni.Il modello AI usato si chiama Evo, una sorta di ChatGPT. Come la chatbot di OpenAI risponde a domande grazie a un apprendimento basato su una vasta gamma di testi, Evo ha fatto training usando le sequenze genetiche di milioni di animali, piante, microbi e virus. In totale, Evo ha attinto a 9.000 nucleotidi, blocchi molecolari che compongono il DNA.Consapevoli dei potenziali pericoli, mentre addestravano Evo i ricercatori non hanno fornito al modello dati sui virus che infettano gli esseri umani. La settimana scorsa il National Institutes of Health ha introdotto una nuova politica per fermare la ricerca scientifica che mette a rischio la vita vietando agli scienziati di fare esperimenti che rendono gli agenti biologici più pericolosi. Non c’è tuttavia consenso nel giudicare il pericolo associato a un virus creato dall’AI.
