HomeAskanewsVasco chiude con oltre 3 milioni di biglietti venduti il tour 2026

Vasco chiude con oltre 3 milioni di biglietti venduti il tour 2026

Milano, 29 giu. (askanews) – Udine saluta il tour 2026 con due date sold out, 28 e 29 giugno, al Bluenergy Stadium. Nel 2027 Roma ospiterà dieci concerti, un mese di festa per celebrare i cinquant’anni di carriera con la più grande residency mai realizzata in Italia.

«Vado al massimo. Vado a gonfie vele.» È il bilancio più semplice, ma anche il più efficace, di Vasco Live 2026, un tour che consegna alla storia molto più di una straordinaria successione di concerti. Un road trip cantato a squarciagola. Dal primo all’ultimo secondo. Da chiunque si sia trovato a sentire anche una sola nota del concerto a chi era li per lavorare. Tutti hanno cantato. Vasco è un distributore di emozioni, emozioni di tutti i colori, che rendono ogni concerto una catarsi collettiva

La scaletta “perfetta”: La set list dei pezzi quasi sconosciuti, o dei “pezzi mancanti”, come la chiama il Kom, ha letteralmente sorpreso tutti, per primi i fan storici che la sognavano da tanto tempo ma che mai avrebbero immaginato di ritrovare tutte insieme nello stesso concerto canzoni come: “Non siamo mica gli americani, che loro possono sparare agli indiani (Vacca gli indiani)”, “Fegato spappolato”, “Sono ancora in coma”, “Alibi”, “Ciao”, “Una nuova canzone per lei” e la stessa “Vado al massimo” in un arrangiamento punk. Tutti brani che Vasco ha scritto tra il 1979 e il 1987, gli anni in cui si è costruito il mito, tra rock e poesia e che costituiscono la spina dorsale di tutta la sua discografia. Con oltre tre milioni di biglietti venduti, Vasco Live è diventato uno dei più importanti progetti di musica dal vivo in Europa. Ma i numeri, da soli, non bastano a raccontarne il significato.

Tutto è iniziato a Rimini, il 29 e 30 maggio, da quel momento il tour è diventato un lungo racconto collettivo. Ogni città ha aggiunto un capitolo, ogni concerto ha rafforzato un legame. È questo il fenomeno Vasco: trasformare un concerto in una tribù, con grandi canzoni che, pur appartenendo al passato, continuano a parlare al presente.

“Finalmente è la nostra festa”: sul palco Vasco appare ogni sera in forma straordinaria. Sorride, scherza, si emoziona e dialoga con una band che oggi sente definitivamente sua. «C’è un affiatamento pazzesco.» Gli arrangiamenti firmati da Vince Pastano hanno dato nuova energia a un repertorio immenso, mantenendone intatta l’identità.

Vasco Rossi ha aperto la stagione dei grandi eventi musicali con uno spettacolo unico, si dice in giro che sia la scaletta più bella degli ultimi anni, e totale. Uno show internazionale, di elevata tecnologia.

I numeri del tour: 504 persone al seguito, due giorni per smontare il ferro e tre per rimontarlo.

La vera magia del 2026 è stata il ritorno in stadi e location più “raccolte” (fatta eccezione per il parco urbano di Ferrara). Dopo Ferrara, dove è tornato dopo circa 40 anni, un’altra tappa storica è Olbia, dove ha fatto i suoi primi concerti nell’87, e dove è venuto Salmo a dargli il benvenuto in terra sarda.

“Vengo sotto casa vostra” era stata la promessa. E promessa è stata mantenuta. Da Rimini a Ferrara, da Olbia, da Bari ad Ancona, a Udine dove non si esibiva dal 2008.

Nel backstage il sentimento è sempre lo stesso: esausti, ma profondamente felici. Perché questo tour ha riunito padri, figli, nipoti, e ha ricordato che la gioia è qualcosa che vale sempre la pena celebrare.

Il live di Vasco continua a essere molto più di uno spettacolo. È appartenenza. È identità. È una catarsi collettiva costruita con musica, parole e verità.

Vasco Live 2026 si conclude. Ma la storia no. Perché il prossimo capitolo è già scritto.

Nel 2027 Roma ospiterà il Giubileo di Vasco: dieci concerti allo Stadio Olimpico, un mese di festa. La più grande residency mai realizzata in Italia per celebrare cinquant’anni di carriera. Un progetto destinato a segnare una nuova pagina nella storia della musica dal vivo italiana.

Non è un caso che proprio in questi giorni Keith Richards abbia dichiarato che anche i Rolling Stones stanno valutando una residency, «Suonerei a Roma». Il formato guarda al futuro. Vasco è già lì. Roma 2027. Il Giubileo del Blasco. Cinquant’anni di storia. E una storia che continua.