Roma, 23 lug. (askanews) – “Scherzetto”, il nuovo film di Mario Martone, sarà presentato alla 83esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia, Fuori Concorso.
Interpretato da Toni Servillo, Lorenzo Perrotta, Serena Rossi, Leonardo Lidi, Gianluca Di Gennaro, con l’amichevole partecipazione di Giovanni Ludeno, con sceneggiatura di Mario Martone e Ippolita di Majo, tratta dall’omonimo romanzo di Domenico Starnone edito da Einaudi, “Scherzetto” è una produzione Mad Entertainment con Rai Cinema, in associazione con EDI Effetti Digitali Italiani e Picomedia, opera realizzata e distribuita con il contributo del Ministero della Cultura. Le vendite internazionali sono affidate a Rai Cinema International Distribution, mentre la distribuzione italiana è di 01 Distribution.
Una casa in cui hai abitato da bambino e dove non abiti più, una città che hai lasciato, un balcone, il vuoto, le voci della strada che risalgono con la loro oscena vitalità, e poi la sfida tra un nonno e un nipotino.
Il nonno, Daniele Mallarico, ha superato i settant’anni, è un noto illustratore che, ormai vedovo, vive da solo a Milano. Il nipote si chiama Mario, cinque anni, una peste che parla come un libro stampato, conosce tutto, sa fare tutto, spiega ogni cosa. I suoi genitori sono orgogliosissimi di lui. È stata proprio la figlia Betta a chiedere a Daniele di tornare a Napoli, nella casa di famiglia, per tenere per qualche giorno Mario mentre lei e il marito, Saverio, sono fuori per un convegno, ma certo non poteva immaginare… Tra quattro mura e un balcone, si consuma un vero e proprio duello che mette Daniele di fronte ai suoi fantasmi.
“Mi sono innamorato del romanzo di Domenico Starnone Scherzetto a cominciare dal titolo”, ha raccontato Mario Martone. “Due personaggi agli estremi della vita, una situazione familiare spesso comica, un unico ambiente, e dei fantasmi. Ma lavorando al film si sono affacciati anche i miei, di fantasmi, difficili da tenere a bada, e ho cominciato a inseguirli con la macchina da presa. Anche per Toni Servillo non credo si sia trattato solo di interpretare un ruolo, è stata un’immersione in un campo incognito, quello dominato dalla presenza di un bambino di cinque anni che ogni giorno avrebbe potuto dirci: “basta, mi sono stufato” (è anche successo!). Bene, alla fine l’abbiamo fatto, ora tutto sembra così leggero. Sembra”.
