4.5 C
Roma
mercoledì, 7 Gennaio, 2026
HomeAskanewsVenezuela, riunito il Consiglio di sicurezza Onu. Il presidente colombiano Petro: io...

Venezuela, riunito il Consiglio di sicurezza Onu. Il presidente colombiano Petro: io pronto alle armi

Roma, 05 gen. (askanews) – Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite ha aperto la sessione di emergenza sulla cattura del leader venezuelano Nicolas Maduro da parte degli Stati Uniti. Il Venezuela ha formalmente richiesto la riunione del Consiglio, che comprende come membri permanenti Cina, Francia, Russia, Regno Unito e Stati Uniti. Un portavoce del Segretario generale dell’Onu, António Guterres, aveva dichiarato sabato che le azioni degli Stati Uniti in Venezuela “costituiscono un pericoloso precedente”. A presiedere il Consiglio è l’ambasciatore della Somalia.

“Sono profondamente preoccupata per la possibile intensificazione (del conflitto) e la stabilità della situazione nel Paese, per il potenziale impatto sulla regione e per il precedente che potrebbe creare in merito alle relazioni tra gli Stati”, ha detto il sottosegretario generale delle Nazioni Unite, Rosemary A. DiCarlo, aggiungendo che “le norme del diritto internazionale non sono state rispettate durante l’operazione militare in Venezuela” Intanto il presidente colombiano Gustavo Petro – ex militante della guerriglia M-19 – si è detto disposto ad impugnare le armi in difesa del Paese in caso di aggressione, in un messaggio su X diffuso nel contesto delle operazioni militari statunitensi in Venezuela. “Sebbene non sia mai stato un soldato, conosco la guerra e le operazioni clandestine. Ho giurato di non toccare mai più un’arma dopo l’accordo di pace del 1989, ma per il bene del mio Paese riprenderò le armi, armi che non voglio”, ha concluso. Petro ha infine sottolineato la sua politica contro il narcotraffico, sottolineando i sequestri record, l’interruzione della coltivazione di coca e un programma volontario di sostituzione delle colture che copre 30.000 ettari.

La presidente messicana Claudia Sheinbaum ha ribadito la condanna nei confronti dell’intervento militare statunitense in Venezuela, chiedendo il rispetto del diritto internazionale. “Il Messico riafferma un principio che non è nuovo e non ammette ambiguità: rifiutiamo categoricamente l’intervento negli affari interni di altri Paesi (…), la sovranità e l’autodeterminazione dei popoli non sono né facoltative né negoziabili; sono principi fondamentali del diritto internazionale e devono essere sempre rispettati senza
eccezioni”, ha proseguito. Riferendosi alla storia dell’America Latina, ha sottolineato infine una conclusione “inequivocabile”: “L’intervento non ha mai portato democrazia, non ha mai generato benessere o stabilità duratura”.