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lunedì, 5 Gennaio, 2026
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Venezuela, Trump: governeremo fino a transizione, se serve ripetiamo

Roma, 3 gen. (askanews) – Gli Stati Uniti gestiranno il Venezuela finché non ci sarà una transizione giusta e appropriata, ha dichiarato il presidente Usa Donald Trump in conferenza stampa dopo l’attacco a Caracas e la cattura del presidente Nicolás Maduro. “Vogliamo pace, libertà e giustizia per il grande popolo venezuelano”, ha affermato l’inquiilno della Casa Bianca, sottolineando che l’operazione è stata “una delle dimostrazioni di forza più efficaci e potenti nella storia degli Stati Uniti”. E ancora, “le persone qui dietro di me, noi gestiremo” la situazione nel Paese. Alle sue spalle, il segretari di Stato Marco Rubio, il capo del Pentagono Peter egseth, il generale Dan Caine e il vice capo di gabinetto, il consigliere Dan Scavino. Il presidente ha poi aggiunto, laconicamente di non sapere al momento se saranno inviate truppe.

Trump ha definito l’azione militare “un assalto spettacolare come non se ne vedevano dalla Seconda guerra mondiale”, paragonandola all’uccisione di Qasem Soleimani nel 2020 e all’eliminazione di l’attacco e di al Baghdadi nel 2019. Ha anche avvertito che Washington è pronta a “una seconda ondata” se necessario. “Tutte le opzioni militari restano sul tavolo”, ha detto, insistendo che “quanto è accaduto a Maduro accadrà anche ad altri” se non verranno rispettate le condizioni Usa.

Il presidente Usa ha affermato che la caduta del presidente venezuelano Nicolas Maduro avrà ripercussioni anche su Cuba: “Penso che Cuba sarà qualcosa di cui finiremo per parlare”, perchè “è molto simile, nel senso che vogliamo aiutare il popolo di Cuba”. Alle parole del presidente ha fatto seguito l’intervento di Marco Rubio, che ha invitato apertamente le autorità cubane a considerare l’azione statunitense in Venezuela come un segnale diretto. “Quando il presidente parla, lo si deve prendere sul serio”, ha detto Rubio. “Se vivessi all’Avana e fossi nel governo, sarei quantomeno preoccupato”.

Il presidente ha sostenuto che “la Dottrina Monroe è stata superata di gran lunga” e che l’operazione renderà il Venezuela “una nazione più sicura”. Il riferimento è alla Dottrina Monroe, enunciata dal presidente James Monroe nel 1823, e sintetizzata nell’idea strategica della fine dell’influenza europea e il diritto statunitense a controllare il continente americano come propria zona naturale di influenza. “Noi ci siamo”, ha detto.

Il leader americano ha aperto la conferenza stampa a Mar-a-Lago affermando che “la schiacciante potenza militare americana, aerea, terrestre e marittima, è stata impiegata per lanciare un assalto spettacolare”, continuando in diretta televisiva il flusso di dichiarazioni compiaciute continuato per tutta la giornata.

Trump ha motivato l’attacco con la necessità di “portare l’illegittimo dittatore Nicolas Maduro davanti alla giustizia”, ha continuato, affermando che l’attacco è stata una “dimostrazione della potenza americana”. Le forze Usa hanno dimostrato “velocità, precisione, competenza straordinari”.

Il presidente americano ha poi collegato l’operazione anche alla gestione del settore petrolifero del Paese sudamericano, annunciando che aziende Usa investiranno nel paese. “Tutti sapete che il business del petrolio è stato particolarmente duro”, ha affermato Trump. “Non veniva pompato praticamente niente, se comparato a quanto veniva estratto e a quanto sarebbe potuto succedere”.

Trump ha dichiarato che quanto accaduto al presidente venezuelano Nicolas Maduro “accadrà anche agli altri” vertici militari e politici di Caracas, se non verranno soddisfatte le condizioni poste da Washington: “Siamo pronti e gli Stati Uniti manterranno tutte le opzioni militari finché non verranno soddisfatte tutte le condizioni”, e quindi “tutte le autorità militari e politiche del Venezuela devono capire che quello che è successo a Maduro succederà anche a loro”.