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giovedì, 22 Gennaio, 2026
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Vertice Ue sulle relazioni con gli Usa, anche dopo la retromarcia di Trump

Bruxelles, 22 gen. (askanews) – Si svolge oggi a Bruxelles, con inizio alle 19, il vertice straordinario dei capi di Stato e di governo che il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, aveva convocato domenica scorsa, 18 gennaio, per discutere delle ‘relazioni transatlantiche e delle loro implicazioni per l’Ue’. Il vertice, che si svolgerà come ‘cena di lavoro’, ha perso in gran parte la sua motivazione iniziale, dopo la marcia indietro di ieri da parte di Donald Trump rispetto ai nuovi dazi che il presidente americano aveva minacciato nei confronti della Danimarca e degli altri 10 paesi europei che si erano mostrati più solidali con Copenaghen in risposta alle pretese di annessione della Groenlandia agli Stati Uniti.

‘Nonostante le notizie positive di ieri sera, si è deciso di confermare il summit, per fare il punto su un anno di Amministrazione Trump negli Usa. Nel 2025, di fronte al nuovo stile, alle nuove prese di posizione e ai comportamenti’ del nuovo presidente, ‘abbiamo fatto ciò che ritenevamo giusto fare per stabilizzare le relazioni con gli Stati Uniti, vista l’importanza di queste relazioni’, ha spiegato oggi a Bruxelles un alto funzionario del Consiglio europeo.

‘Recentemente – ha aggiunto – abbiamo visto una forte volatilità in certe aree, ed è importante per i leader essere insieme per capire come percepiscono questa nuova realtà, che discutano su come affrontare questa nuova realtà, indipendentemente da quello che poi è successo nelle ultime 24 ore’, con la marcia indietro di Trump sui dazi. ‘Ora il contesto è diverso, e dobbiamo partire da questo’. Comunque, ha sottolineato il funzionario, ‘dopo le minacce del presidente Usa, ‘gli Stati membri e la stessa Ue hanno reagito molto rapidamente e in modo coordinato, con calma e fermezza, riaffermando i principi dell’Ue. E questo ha avuto certamente influenza sulla decisione di Trump’ di ritirare la minaccia.

‘Non è nelle corde del presidente Costa convocare dei summit straordinari ad ogni dichiarazione di Trump, e non sarà il caso in futuro; ma questa volta – ha ribadito – si è ritenuto fosse necessario, nella nuova realtà di oggi’, fortemente ‘volatile’, imprevedibile.

Al vertice di stasera ‘ci sono diverse questioni da affrontare: c’è al centro la questione Groenlandia, con le minacce commerciali sugli Stati membri dell’Ue, e quindi della stessa Ue; e poi altri temi che richiedono un coordinamento’ da parte dei membri dell’Unione, come ad esempio la questione degli inviti di Trump a diversi paesi europei, e alla stessa Ue, a partecipare al controverso ‘Board of Peace’ per Gaza. Soprattutto ‘l’Ue deve continuare a lavorare per attuare la sua agenda sulla autonomia geo-strategica’. E naturalmente, al Consiglio europeo si parlerà anche di Ucraina e di difesa e sicurezza.

‘Quello che vediamo oggi è che la minaccia dei nuovi dazi Usa non è più sul tavolo. Abbiamo avuto – ha riferito il funzionario – un briefing dal segretario generale della Nato’, Mark Rutte, il cui incontro con Trump ieri a Davos è stato risolutivo. ‘Da quello che capiamo l’accordo che c’è stato sulla Groenlandia prevede su due pilastri: da una parte un approccio bilaterale per la sicurezza dell’Artico, tra Usa e Danimarca e Groenlandia, nel quadro del Trattato di Difesa che esiste già tra loro; dall’altra, l’approccio in ambito Nato, che deve essere ulteriormente sviluppato’. In ogni caso ‘non c’è sul tavolo (o non c’è più, ndr) una minaccia militare nei riguardi della Groenlandia’. Il funzionario ha precisato successivamente che non sono noti per i termini precisi dell’accordo sulla Groenlandia, ma solo ‘il processo’ che è stato avviato per concluderlo.

Quanto al tema del commercio, ha sottolineato, ‘noi eravamo pronti nel caso in cui dazi fossero stati imposti. Sembra che non serva più, e questo è positivo. C’è un accordo con gli Usa’ sui dazi, ‘che ora può andare avanti perché non è più rimesso in discussione’; ma comunque, se non fosse andata così, ha precisato, ‘noi eravamo pronti e restano pronti gli strumenti’ di difesa commerciale dell’Ue, e in particolare lo strumento anti coercizione. ‘Sono ancora sul tavolo, non sono chiusi nel cassetto. Sono lì per essere usati se necessario, quando ci fossero le condizioni’, ha insistito il funzionario, secondo cui questa è la posizione di ‘una grande maggioranza di Stati membri’.

E alla domanda se vi sia la maggioranza qualificata favorevole necessaria, ha risposto: ‘Non posso dirlo oggi, ma sono convinto che, se le minacce fossero confermate, gli Stati membri sarebbero pronti ad attivare lo strumento anti-coercizione, che ha gradi diversi: può essere più leggero o più intenso. L’Ue è pronta ad agire, in modo calmo ma fermo’. Negli ultimi giorni, nelle reazioni dei governi dell’Ue alla minacce di Trump ‘ho visto un livello di unità molto elevato, con una reazione calma, ma anche ferma, per il rispetto e la difesa dei principi dell’Ue’.

Comunque, ha puntualizzato il funzionario, in questo Consiglio europeo ‘non considero probabile che i leader chiedano l’attivazione dello strumento anti-coercizione, perché la situazione è cambiata nelle ultime 24 ore. Non sarebbe prudente ora definire le condizioni’ per attivarlo, ‘non è il caso di fare speculazioni su scenari futuri. Ci sono comunque condizioni giuridiche per l’attivazione, e decisioni che devono prendere gli Stati’.

Quanto al trattato Ue-Usa sui dazi concluso in estate in Scozia, riguardo alla sospensione della ratifica decisa nei giorni scorsi dal Parlamento europeo, a causa dei nuovi dazi minacciati da Trump, il funzionario, dopo aver precisato di ‘non voler mandare alcun messaggio al Parlamento’, ha osservato che quelle minacce oggi non ci sono più, e che quindi ci si può aspettare ora che la ratifica vada avanti. ‘Se la situazione nel commercio non cambia, e non ci sono dazi aggiuntivi, allora vale quest’accordo, e l’Ue rispetta gli accordi’.

Comunque, ha ricordato, ‘sta alla Commissione europea decidere’ di prorogare la sospensione delle contromisure da 93 miliardi di euro che erano state preparate per penalizzare le esportazioni Usa nell’Ue, nel caso in cui non fosse stato raggiunto un accordo sui dazi. In mancanza di una decisione di Bruxelles, la sospensione verrebbe meno il 7 febbraio e i contro-dazi europei entrerebbero automaticamente in vigore.

Sulla partecipazione degli Stati membri inviatati e della stessa Ue al ‘Board of Peace’ di Trump per Gaza, il funzionario del Consiglio europeo ha spiegato che ‘l’obiettivo politico della pace è condiviso da tutti. Ma ci aspettavamo che il ‘Board of Peace’ fosse focalizzato solo sul piano per la pace a Gaza; ora vediamo che invece è una proposta con prospettive molto più ampie, e con un nuovo formato che pone delle questioni giuridiche, di compatibilità con il diritto Ue’ e degli Stati membri. Insomma, ‘ci sono forti dubbi, dobbiamo confrontarci con l’Amministrazione Usa per chiarire queste questioni e per cambiare il quadro che è stato presentato. Non credo – ha osservato ancora – che al Consiglio europeo ci sarà una discussione analitica della questione, ma ci sarà uno scambio con una analisi politica’ tra i diversi Stati membri.

Non è in agenda, infine, una discussione sull’Accordo Ue-Mercosur, ma il tema potrebbe comunque essere affrontato. L’attuazione dell’accordo, appena firmato, rischia di essere ritardata di almeno un anno dopo che ieri il Parlamento europeo ha chiesto alla Corte di Giustizia di pronunciarsi sulla compatibilità di alcune sue parti con i Trattato Ue.

Il funzionario ha ricordato comunque che il Consiglio Ue ha già approvato la possibilità per la Commissione di decidere se eventualmente attivare in anticipo l’accordo interinale sugli scambi (Ita) con il Mercosur, in attesa del parere della Corte di Giustizia e della successiva ratifica del Parlamento europeo. ‘Il Parlamento europeo è indipendente. Il Consiglio continuerà a sostenere la firma dell’accordo, e si è già espresso per un’introduzione provvisoria. Ora spetta alla Commissione decidere’, ha concluso.