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Videocittà Watercult 2026: Apparat protagonista doppio appuntamento

Roma, 15 giu. (askanews) – Dopo aver svelato il tema dell’acqua e le novità della IX edizione, Videocittà, il Festival della Visione e della Cultura Digitale ideato da Francesco Rutelli con la direzione artistica di Anna Lea Antolini e la direzione creativa di Michele Lotti, completa il programma di Watercult 2026 – al Gazometro di Roma dal 10 al 12 luglio – annunciando l’arrivo del compositore, musicista e producer tedesco Apparat, protagonista di una doppia partecipazione speciale con la sonorizzazione dell’installazione In Lympha ideata e prodotta da Eni e un dj set esclusivo pensato per il Festival, in programma sabato 11 luglio.

Accanto al producer tedesco, il Festival presenta UNDA, la nuova installazione monumentale prodotta da Eni che illuminerà il Gazometro G4, le opere e gli artisti che completano il programma di Videoarte, il progetto artistico-scientifico Ocean Suite realizzato dal CMCC e la collaborazione con Filmmaster, dedicata al racconto della Cerimonia di Chiusura Olimpica di Milano Cortina 2026.

Apparat all’anagrafe Sascha Ring, ha ridefinito negli ultimi vent’anni i confini tra elettronica, composizione orchestrale e scrittura vocale, sviluppando un linguaggio sonoro capace di unire sperimentazione, intensità emotiva e ricerca timbrica. Vincitore del David di Donatello per la migliore colonna sonora grazie al lavoro realizzato per Capri-Revolution di Mario Martone, nominato ai Grammy Awards con l’album LP5 e autore delle musiche della serie cult Dark, ha portato la propria musica sui palchi dei più importanti festival internazionali, dal Sónar al Primavera Sound, affermandosi come una delle voci più autorevoli dell’elettronica contemporanea.

A Videocittà 2026 l’artista sarà protagonista di una doppia partecipazione speciale: la sua iconica traccia Black Water, reinterpretata in una nuova versione realizzata per il quindicesimo anniversario del brano, entrerà a far parte di In Lympha, la grande installazione immersiva ideata e prodotta da Eni in collaborazione con Videocittà, che invaderà gli spazi dell’Opificio 41 per tutta la durata del Festival interpretando l’acqua come origine e principio generativo: ciò che nutre, mette in movimento e da cui ogni forma si evolve ed espande. A questo si aggiunge uno speciale DJ set in programma sabato 11 luglio sul Main Stage del Gazometro, pensato appositamente per Videocittà e concepito come uno spazio di totale libertà artistica ed espressiva tra elettronica, ambient e sperimentazione.

Tra le principali novità di questa edizione anche UNDA, la nuova installazione luminosa site-specific prodotta da Eni per Videocittà e ideata da Visioni Parallele e Niulab con la produzione esecutiva di Eventitaliani. Per la prima volta il Gazometro G4 si trasforma in un’opera visibile esclusivamente dall’esterno, diventando un nuovo segnale luminoso nel paesaggio urbano della Capitale. Attraverso una composizione di luce e laser ispirata al moto perpetuo dell’acqua, UNDA reinterpreta uno dei simboli più iconici dell’archeologia industriale contemporanea trasformandolo in un faro urbano in continua metamorfosi. Un flusso di onde luminose attraversa la struttura evocando il ritmo del mare e la sua capacità di modellare il paesaggio nel tempo.

Si amplia anche la sezione Videoarte, curata da Damiana Leoni e Rä di Martino, da sempre una delle sezioni portanti del festival. Accanto alla presenza già annunciata di Adrian Paci l’11 luglio che presenterà le opere Turn On, Di queste luci si servirà la notte e The Column, il 10 luglio la proiezione delle opere di alcuni tra i più interessanti protagonisti della scena artistica internazionale contemporanea, dedicate al tema dell’acqua. Spazio quindi a Shahzia Sikander, artista pakistana nota per aver sovvertito le tradizioni della pittura in miniatura dell’Asia centrale e meridionale, con il tableau cinematografico dipinto a mano 3 to 12 Nautical Miles sulle storie di commercio, colonialismo e potere che hanno segnato il passato e presente; al collettivo milanese che esplora il rapporto tra immagine, paesaggio e percezione FLATFORM – già conosciuto per le sue esposizioni al MAXXI, Centre Pompidou e Fondazione Prada nonché candidato agli Academy Awards nel 2021 – che in dialogo con le curatrici presenterà l’opera Quello che verrà è solo una promessa: un lungo piano sequenza che racconta gli effetti dell’innalzamento delle acque. Poi ancora l’artista argentina multidisciplinare Cecilia Bengolea che indaga il rapporto tra corpo, movimento e ambiente attraverso la danza contemporanea e pratiche popolari, con l’opera in bianco e nero Lighting Dance dove esplora il rapporto tra elettricità atmosferica, musica e movimento; e infine Monira Al-Qadiri, artista kuwaitiana che ha esposto in contesti internazionali come il Guggenheim di Bilbao, il Palais de Tokyo e la Biennale di Venezia 2022 nella mostra centrale ‘The Milk of Dreams’, con Driver, un racconto sulla pesca delle perle nel Golfo Persico che ha sostenuto per secoli l’economia della sua regione. L’acqua come fenomeno naturale, climatico e scientifico è invece al centro di OS Ocean Suite, il progetto artistico-scientifico realizzato dal CMCC – Centro Euro-Mediterraneo e sui Cambiamenti Climatici con Nova System Academy e Planetaria.

Attraverso la sonificazione di oltre settant’anni di dati climatici legati al fenomeno ENSO (El Niño-Southern Oscillation), il progetto – posizionato nella rampa di accesso al Gazometro G3 per tutta la durata del Festival – trasforma il dialogo invisibile tra oceano e atmosfera in un paesaggio sonoro immersivo, rendendo percepibili attraverso la musica le connessioni profonde che regolano gli equilibri climatici del pianeta. Un incontro tra ricerca scientifica e creazione artistica che traduce dati, numeri e modelli climatici in esperienza sensoriale.

Agorà, il programma professionale del festival coordinato da Guido Pietro Airoldi dedicato all’internazionalizzazione della filiera italiana delle creative technologies, dell’audiovisivo immersivo, della digital art e dell’industria culturale contemporanea, realizzato con il sostegno del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale (MAECI) e di ICE – Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane / ITA – Italian Trade Agency, si conferma come piattaforma di incontro tra operatori italiani e internazionali, buyer, curatori, istituzioni, festival, studi creativi e aziende. Tra le novità del programma anche la collaborazione con Filmmaster, tra le più prestigiose realtà creative e produttive italiane, che nel 2026 celebra cinquant’anni di attività. Alfredo Accatino, Presidente e Chief Creative Officer, e Adriano Martella, Head of Creative e Creative Director, racconteranno sabato 11 luglio, il processo creativo che ha trasformato l’acqua nel principio narrativo della Cerimonia di Chiusura Olimpica di Milano Cortina 2026, mostrando come un fenomeno naturale possa diventare racconto collettivo, linguaggio visivo e spettacolo capace di parlare a centinaia di milioni di spettatori nel mondo.

Il programma di Videocittà si arricchisce inoltre della collaborazione con Stellantis e Giffoni Innovation Hub che porteranno a Videocittà Wasted di Tobia Passigato, cortometraggio ambientato su un’isola di rifiuti nel mezzo dell’oceano che riflette sul rapporto tra uomo, consumo e ambiente e sarà proiettato venerdì 10 luglio nella terrazza del Gazometro G3.

Videocittà si riconferma luogo di pensiero e confronto tra artisti e creativi, esperti e pubblico di tutte le età. Con il ciclo di incontri AQUA ideati da Francesco Rutelli , e con gli Aqua Talk di Simone Arcagni il Festival amplia la riflessione sul tema dell’acqua affrontandone le implicazioni ambientali, storiche e strategiche, tra cambiamenti climatici, patrimonio culturale e scenari geopolitici globali.

Si parte il 10 luglio con Acqua che manca e precipitazioni intense: investire per prevenzione, Adattamento e quartieri-spugna è molto meglio che lamentarsi e riparare i danni Introduce Giulio Boccaletti (Direttore Scientifico CMCC, Centro Euromediterraneo sui Cambiamenti Climatici). Intervengono: Erasmo D’Angelis, Marco Lombardi; Giovanni Milani, Claudio Rosi, Ginevra Sotirovic, coordina Natalia Bagnato; si prosegue l’11 luglio con ‘Gli insegnamenti di Roma antica: acque nelle Terme e fontane; acqua per milioni di persone già duemila anni fa, dalla Caput Mundi alle coste atlantiche, alla Siria’. Introduce Alfonsina Russo (DG Valorizzazione Ministero della Cultura). Intervengono: Giorgio Ortolani, Alessandro Viscogliosi, coordina Laura Larcan. Si chiude il 12 luglio con ‘Mari e Oceani nel mondo che cambia: geopolitica e navigazione; energia e risorse sottomarine; comunicazioni e sicurezza’.

Introduce Alessandro Lanza (Presidente Fondazione Enrico Mattei). Intervengono: Luiza Bialazievicz, Amb. Vincenzo De Luca, Massimo Frezzotti, coordina Giovanna Pancheri. Si continua con i tre AQUA talk, incontri informali e multidisciplinari in cui il docente ed esperto di nuovi media Simone Arcagni nei tre giorni del festival dialoga con artisti, creator e personalità il cui cammino artistico e professionale affonda le radici nella ricerca, nella sperimentazione e nel pensare fuori dagli schemi: N.A.I.P., Valentina Tanni, Siamounmagazine, Eki, Valerio Ferrara, Elisabetta Modena, Vino, Matilde De Feo, Federico Ferrazza, Eki. I momenti di confronto si arricchiscono di un public panel dedicato alla produzione dell’esperienza virtuale In Pinus con la partecipazione del Prof.re Giuseppe Scarascia Mugnozza e dei suoi protagonisti nell’ambito del progetto europeo CO-VISION presso l’anfiteatro.

Le nuove produzioni e i nuovi protagonisti si inseriscono all’interno di un programma che vede già la presenza delle installazioni immersive Nature’s Computility dell’artista cinese Cao Yuxi, Water: always the same, always different di Giuseppe La Spada, Francesca Heart e Amanda Lana, una line-up di live e dj set audio visuali che comprende la partecipazione di alcuni dei più importanti e stimati producer come Mace, Populous, Nziria, Sara Persico & Mika Oki, Voices From The Lake e Liminal State, le esperienze in realtà virtuale presentate da Diversion e Rai Cinema, la mostra Riflessi di Arte al Gazometro. Con Watercult 2026, Videocittà continua a esplorare l’acqua come elemento naturale, culturale, simbolico e tecnologico: una presenza che attraversa musica, videoarte, installazioni immersive, ricerca scientifica e immaginazione contemporanea, trasformandosi in un filo conduttore capace di connettere linguaggi, discipline e visioni del futuro.