HomeAskanewsVolkswagen: utile -44%, taglia dividendo e alza esuberi, 50mila al 2030

Volkswagen: utile -44%, taglia dividendo e alza esuberi, 50mila al 2030

Milano, 10 mar. (askanews) – Il gruppo Volkswagen archivia il 2025 con conti in netto peggioramento: l’utile netto crolla del 44% a 6,9 miliardi di euro, mentre il risultato operativo si dimezza del 53% a 8,9 miliardi con un margine sceso al 2,8%, il livello più basso dallo scandalo dieselgate del 2016. I ricavi si attestano a 321,9 miliardi, sostanzialmente stabili (-0,8%), le consegne restano vicine ai 9 milioni di veicoli (-0,2%) mentre il flusso di cassa della divisione auto sale a 6,4 miliardi (+24%). In rialzo il titolo in Borsa del 2% circa.

A pesare sui conti i dazi Usa, che hanno inciso per 2,9 miliardi sull’utile operativo, e la svalutazione dell’avviamento Porsche per 2,7 miliardi. Sul fronte geografico crescono Europa (+5%) e Sud America (+10%), mentre arretrano Stati Uniti (-12%) e Cina (-6%). Il dividendo sarà ridotto del 17% a 5,26 euro per le privilegiate e 5,2 euro per le ordinarie. Per il 2026 il gruppo prevede ricavi stabili o in crescita fino al 3%, margine operativo tra 4% e 5,5% e flusso di cassa netto tra 3 e 6 miliardi, con un obiettivo di lungo periodo di ritorno sulle vendite tra l’8% e il 10% entro il 2030.

Il ceo Oliver Blume ha confermato il piano di ristrutturazione siglato con i sindacati a fine 2024: taglio di 50mila posti al 2030 (35mila nel brand Volkswagen, 7.500 in Audi, 4mila in Porsche), riduzione della capacità produttiva di 700mila unità in Europa e risparmi già realizzati per 1 miliardo nel 2025, con obiettivo di 6 miliardi entro il 2030. Per il sito di Osnabrück sono in corso trattative per produzioni legate alla Difesa, mentre Dresda sarà riconvertito alla ricerca. Blume ha avvertito che la concorrenza cinese eserciterà pressione crescente sui prezzi: “I produttori cinesi hanno identificato l’Europa come mercato da aggredire. Dobbiamo continuare a lavorare sui costi”, ha detto Blume ricordando che nei tre principali impianti in Germania sono già stati ridotti del 20%. In merito al conflitto in Medio Oriente e il rialzo dei prezzi di petrolio e gas, il Cfo Arno Antlitz ha detto che il gruppo è coperto da contratti a lungo termine e non prevede ricadute sulle vendite almeno nel breve. Se il conflitto si prolungherà potrebbero esserci delle ricadute sui prezzi delle componentistica e dei trasporti.

A livello di divisioni, la Core – Volkswagen, Skoda, Seat, Cupra e veicoli commerciali – chiude con ricavi a 145,2 miliardi (+3,7%) e utile operativo a 6,8 miliardi (-2%, margine 4,7%). La Progressive – Audi, Lamborghini, Bentley e Ducati – segna ricavi a 65,5 miliardi (+1,5%) e utile operativo a 3,4 miliardi (-13,6%, margine 5,1%). Pesante la Sport Luxury, composta dal solo Porsche: ricavi a 32,2 miliardi (-11,7%) e risultato operativo praticamente azzerato a 100 milioni dai 5,3 miliardi del 2024 (margine 0,3%), colpita dal calo in Cina, dai dazi Usa e da 3,1 miliardi di oneri per il riallineamento strategico verso motori termici e ibridi, con i conti dettagliati attesi domani.

Nel 2026 il gruppo punta su un’offensiva di prodotto: saranno lanciati oltre 20 nuovi modelli con tutti i sistemi di alimentazione, mentre entro fine 2027 saranno introdotti in Cina 30 nuovi modelli elettrici, ibridi e range extender sviluppati anche con Xpeng. A fine 2025 è entrata in funzione la gigafactory di Salzgitter, gestita dalla controllata PowerCo, con quella di Valencia attesa entro l’anno. “Il futuro della mobilità è elettrico, le batterie sono strategiche. Siamo il primo produttore europeo a sviluppare e produrre celle per batterie su larga scala”, ha detto Blume.