Roma, 17 set. (askanews) – Le piattaforme digitali dovranno rispettare per tutti gli utenti sotto i 18 anni il principio della “sicurezza fin dalla progettazione”, senza funzionalità tossiche o che creino dipendenza. Lo ha affermato oggi la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, presentando in conferenza stampa l’EU Kids Act, approvato dal Collegio dei commissari.
“Per ogni persona sotto i 18 anni le piattaforme devono seguire il principio della sicurezza fin dalla progettazione: niente funzionalità tossiche o che creano dipendenza, niente trappole”, ha detto von der Leyen. “Le piattaforme hanno giocato troppo a lungo con la salute mentale dei nostri figli. Ora invertiamo l’onere della prova. Ora devono dimostrarci che sono sicure”.
“Per anni le piattaforme hanno negato i danni che hanno creato. Hanno cercato di evitare regole prescrittive e di stabilire le regole secondo i propri tempi. Con il Kids Act cambiamo tutto questo”, ha proseguito la presidente della Commissione. Le piattaforme più grandi dovranno quindi presentare preventivamente dettagliati piani per la sicurezza dei minori: “Invece di lasciare alle autorità il compito di dimostrare il danno dopo che si è verificato, le piattaforme dovranno dimostrare in anticipo di essere sicure”.Il Kids Act prevede “niente social media sotto i 13 anni e nessun account personale sotto i 15”, ha spiegato von der Leyen. Tra i 13 e i 15 anni saranno consentiti soltanto “mini account creati e supervisionati dai genitori o dai tutori, con funzionalità limitate e una restrizione del tempo a un massimo di un’ora al giorno”.
“Oggi i nostri figli interagiscono con alcune delle tecnologie più sofisticate mai create e queste non sono state create pensando al benessere e allo sviluppo dei bambini”, ha sottolineato von der Leyen. “Le piattaforme sono progettate per catturare l’attenzione. Gli algoritmi imparano dal nostro comportamento e lo sfruttano per farci cliccare, reagire e continuare a scorrere. E troppo spesso queste funzionalità che creano dipendenza sono il modello di business”.
“I genitori non possono competere o tenere il passo con gli algoritmi e non dovrebbero essere costretti a farlo”, ha aggiunto von der Leyen, ricordando tra le conseguenze dell’uso problematico dei social “privazione del sonno, depressione, ansia, autolesionismo, comportamenti di dipendenza e, tragicamente, suicidio”.
La verifica dell’età avverrà attraverso strumenti certificati dall’Ue. “La piattaforma apprenderà una sola cosa: se sei abbastanza grande per avere accesso oppure no”, ha spiegato von der Leyen.
La presidente della Commissione ha infine ricordato che i rischi legati ai meccanismi che creano dipendenza non riguardano soltanto i minori: “Stavo parlando, per esempio, di design che creano dipendenza. Fanno male a tutti, minori e adulti”. Per questo la Commissione presenterà in autunno un più ampio Digital Fairness Act.

