Roma, 1 ott. (askanews) – Nicolas Winding Refn, il visionario regista danese di “Drive”, è arrivato a Roma per presentare il suo nuovo film “Her Private Hell”, uscito nelle sale (dall’1 ottobre con Mubi) italiane dopo essere passato all’ultimo Festival di Cannes.
Un film che si muove tra horror e fantascienza, neon, violenza e una nebbia misteriosa che pervade una metropoli futuristica, dove un’attrice (Sophie Thatcher) in cerca di suo padre intreccia il suo destino con quello di un soldato americano che deve salvare la figlia (Charles Melton).
Quello di Refn è un mondo artificiale e ipnotico con un’estetica visiva potente, un film che ha diviso la critica: “Non volevo mandare un messaggio – ha spiegato il regista – io creo esperienze per le persone; ovviamente amo i colori, il caos, il sesso, la violenza e tutti questi temi che sono nel film ma dentro c’è soprattutto la storia di una ragazza alla ricerca di suo padre, che in quel viaggio crea il padre perfetto. In questo racconto è forte il tema del rapporto padre-figlia”.
Refn ha parlato più volte di un importante intervento cardiaco a cui ha dovuto sottoporsi che gli ha cambiato la prospettiva: “Ho quasi sperimentato uno stato di pre-morte e poi sono riuscito a tornare. Questo non ha influito sul mio modo di fare cinema ma è cambiata la mia idea del tempo e di quanto sia prezioso; ho capito che se vuoi creare un’esperienza, devi assicurarti che sia un’esperienza degna per il pubblico perché devi rispettare il fatto che ti dedichi del tempo”.
Spicca la colonna sonora di Pino Donaggio, storico collaboratore di Brian De Palma, che accompagna le visioni del film. “Devo dire che la sua musica è il vero sangue del mio inferno privato – ha detto Refn – senza la sua musica non ci sarebbe film”.
E sul suo ritorno al cinema a 10 anni da “The Neon Demon” ha dichiarato di aver messo da parte, almeno nel prossimo futuro, l’esperienza con la tv.
“Il cinema è uno degli ultimi luoghi in cui si vivono esperienze collettive, dobbiamo proteggerlo, preservarlo, perché altrimenti perderemo gran parte della nostra umanità. Ci sono così tante cose nella tecnologia che ci stanno facendo a pezzi, l’intelligenza artificiale, l’algoritmo, la solitudine… I social media ci dividono sempre di più, anziché unirci. E se perdiamo anche il cinema allora perdiamo gran parte della nostra umanità. Per me il cinema è vita”.
Il regista incontra a Roma il pubblico in sala per accompagnare l’uscita; l’1 ottobre alle 19.15 al Nuovo Cinema Aquila alle 20.30 all’UCI Cinema Porte di Roma e al The Space Cinema Parco de Medici con Q and A al termine della proiezione; il 2 ottobre, alle 11.00 alla Multisala Lux, alle 19.00 al Cinema Troisi e alle 21.00 al Cinema Quattro Fontane.

