Roma, 1 lug. (askanews) – Colloqui tecnici indiretti tra Stati uniti e Iran sono in corso a Doha, con Qatar e Pakistan nel ruolo di mediatori. Lo ha riferito a Reuters una fonte con conoscenza diretta dei negoziati.
Secondo la fonte, l’inviato statunitense Steve Witkoff e Jared Kushner, genero del presidente Donald Trump, hanno incontrato martedì il premier qatariota per preparare il terreno alle sessioni tecniche di oggi, ma non partecipano direttamente ai colloqui.
Il ministero degli Esteri del Qatar ha confermato che il primo ministro Sheikh Mohammed bin Abdulrahman bin Jassim Al Thani, che è anche ministro degli Esteri, ha incontrato Witkoff e Kushner. Secondo Doha, il colloquio si è concentrato sul memorandum d’intesa tra Stati uniti e Iran e sugli sforzi per promuovere sicurezza e stabilità nella regione attraverso dialogo e diplomazia. Nel confronto sono stati affrontati anche gli sviluppi regionali, compreso il cessate il fuoco in Libano.
Ma, “al momento non sono previsti incontri ad alto livello tra le parti iraniana e americana nell’ambito del meccanismo negoziale adottato”, ha detto un portavoce del ministero degli Esteri, secondo la Cnn.
I contatti arrivano in una fase di forte incertezza. Secondo il Wall Street Journal, che cita fonti ufficiali statunitensi, Trump negli ultimi giorni ha valutato un possibile ritorno alla guerra con l’Iran, tenendo diversi colloqui con il segretario alla Difesa Pete Hegseth e con il capo degli Stati maggiori riuniti, generale Dan Caine, sulla possibilità di nuovi attacchi.
Secondo le fonti, Trump ha tuttavia deciso in questa fase di restare sulla via diplomatica. I colloqui, hanno riferito i funzionari, si sono concentrati sulla possibilità che gli Stati uniti abbandonino i negoziati e lancino un attacco su vasta scala contro l’Iran, un’opzione descritta da alcuni come un modo per “finire il lavoro”.
Secondo il rapporto, Trump ha detto ai suoi collaboratori di ritenere che una nuova ondata di attacchi potrebbe far deragliare i contatti diplomatici e ridurre le possibilità di arrivare, alla fine, allo smantellamento del programma nucleare iraniano.
Per questo, secondo le fonti, il presidente preferisce al momento limitarsi ad attacchi mirati contro l’Iran nel caso in cui Teheran violi il memorandum d’intesa. Fonti dell’amministrazione hanno inoltre riconosciuto che una ripresa della guerra equivarrebbe a un’implicita ammissione del fallimento dell’accordo con l’Iran.
