Periferie

 

 

Lucetta Scaraffia
(Osservatore Romano)
 
Il Papa venuto dalla fine del mondo ha portato subito a Roma, in Vaticano, la periferia attraverso i suoi occhi. Il punto di vista dal quale ha guardato al ruolo che doveva assumere, al modo di vivere previsto per un Papa, era così nuovo che ne ha subito colto il rischio di distacco dalla vita vera, dai rapporti con gli altri esseri umani, soprattutto da quei rapporti imprevisti dai quali — lui lo sapeva bene — potevano venire ispirazione e forza.
 
Guardare il mondo dal punto di vista delle periferie ha ispirato ogni gesto e ogni decisione del suo pontificato: sin dal primo viaggio a Lampedusa, isola sperduta nel Mediterraneo, il cui interesse ai suoi occhi era quello di essere punto di arrivo di migliaia di migranti, periferia che accoglieva coloro che fuggivano dalle periferie disastrate del mondo. Poi sono venuti i viaggi al confine fra Messico e Stati Uniti, altro luogo dove si consuma la tragedia delle migrazioni, e nelle zone più devastate del pianeta — come le bidonville delle città latinoamericane dove si prepara e distribuisce la droga poi venduta nei paesi ricchi — sempre alla ricerca delle parole giuste per scuotere un mondo ricco che non vuole sentire parlare dei poveri. 
 
Papa Francesco sa bene che dalle periferie viene il male, e quindi può venire il bene, per il mondo. In questa ottica, rivoluzionando le tradizioni curiali, ha creato molti cardinali che operano in luoghi periferici e considerati di poco conto, per far capire ancora una volta che guardare alle periferie significava rovesciare il tavolo e rinnovare sul serio.
 
Due sono gli atti più forti che ha compiuto: l’enciclica Laudato si’, che ha ribaltato completamente il punto di vista dal quale si guarda l’inquinamento, buttando davanti agli occhi del mondo — abituato alle lamentele per lo smog delle grandi città — il prezzo enorme e ingiusto che pagano coloro che vivono nei paesi poveri a uno sviluppo che non tiene conto delle esigenze degli esseri umani e della natura, ma solo del guadagno.
 
E poi l’apertura del giubileo della misericordia a Bangui: quando Francesco ha aperto la porta di quella povera cattedrale, in mezzo a una popolazione dilaniata dalla guerra, tutto il mondo ha capito che l’era della Chiesa trionfale che mostra la sua bellezza e la sua opulenza da San Pietro veniva superata. Era la Chiesa stessa che chiedeva misericordia per le periferie spesso dimenticate.
 
Ma c’è un’altra periferia ancora da salvare, proprio nel cuore della Chiesa: le donne, religiose e laiche, che hanno tanto da dire, tanto da dare, e non sono ascoltate.