Roma, 4 mag. (askanews) – Il 97% degli italiani dichiara di conoscere l’omeopatia, oltre 10 milioni l’hanno utilizzata nell’ultimo anno e il 55% degli adulti si dichiara favorevole ai medicinali omeopatici. Ma c’è ancora un grande potenziale di crescita: molti cittadini favorevoli, infatti, non sono ancora utilizzatori anche per gli ostacoli che la legge impone alla comunicazione. È quanto emerge dall’indagine realizzata da Eumetra per conto di Omeoimprese, l’associazione di categoria che riunisce le aziende del comparto in Italia.
Silvia Nencioni, Presidente di Omeoimprese, ha spiegato: “L’omeopatia è ampiamente conosciuta e generalmente molto apprezzata dagli italiani ma soffre di una carenza di informazione corretta e strutturata, che ne limita anche lo sviluppo. Molti consumatori, molti pazienti, faticano a distinguere un medicinale omeopatico, per esempio da un integratore, da prodotti erboristici. Non a caso oltre il 30% degli intervistati dichiara di aver acquistato gli omeopatici anche o esclusivamente che non sono autorizzati. I medicinali omeopatici possono essere venduti, dispensati, direi, unicamente con la mediazione del farmacista”.
Oggi tra coloro che si sono avvicinati per la prima volta all’omeopatia le principali aspettative riguardano il rafforzamento delle difese dell’organismo (il 32%), la possibilità di trattare disturbi specifici come raffreddore, mal di testa o ansia (il 31%), e il sostegno al benessere in modo naturale (30%). Molti italiani però ancora non hanno le idee chiare sull’omeopatia e l’informazione a riguardo ha ancora dei limiti.
La Presidente di Omeoimprese Silvia Nencioni ha affermato: “Quest’indagine ci mostra che 8 italiani su 10 chiedono in maniera proprio esplicita di avere maggiori informazioni. La farmacie e il medico rimangono sicuramente gli interlocutori privilegiati, però certamente uno dei limiti importanti dell’informazione in omeopatia riguarda anche il fatto che sulle confezioni dei medicinali omeopatici non è possibile inserire campi d’applicazione e la posologia. E quindi, insomma, avere una confezione e un foglietto informativo parlante ci si aspetta che faciliterebbe sicuramente la diffusione dell’omeopatia. E poi anche la formazione degli operatori sanitari”.
