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30 anni di Fondo Fon.Te.

Roma, 16 giu. (askanews) – A palazzo Wedekind è stato celebrato il trentennale del Fondo Fon.Te. Con oltre 355.000 iscritti e un patrimonio superiore ai 7 miliardi di euro, il fondo previdenziale complementare per i dipendenti del terziario rimarca il proprio ruolo di assistenza non solo ai lavoratori che entrano in età pensionistica, ma soprattutto ai giovani. Insegnare i valori della pianificazione previdenziale e l’importanza del secondo pilastro è tra le priorità del Fondo.

L’intervista al Presidente di Fondo Fon.Te. Maurizio Grifoni: ” La crescita è vigorosa e importante. Sempre più persone comprendono l’importanza di essere previdenti e di come costruire il futuro sia molto importante. La previdenza complementare sarà centrale per lo sviluppo e la crescita del Paese.”

Oltre 52 mila aziende aderenti e più di 500 milioni di euro raccolti nella prima parte del 2026. Il Fondo Fon.Te. assume sempre più il ruolo non di alternativa, bensì di pilastro complementare al tradizionale strumento previdenziale.

Le parole del Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Claudio Durigon: “Io oggi sono venuto molto volentieri a fare gli auguri per questi 30 anni, ma soprattutto per la grande idea che hanno avuto le parti sociali dell’epoca: creare i presupposti di un fondo previdenziale è fondamentale per i nostri futuri pensionati. Dl canto nostro, stiamo rafforzando sempre di più lo sviluppo del fondo. Abbiamo fatto delle norme che vanno in corrispondenza per dare risposte anche ai giovani che entrano, dando loro la possibilità di dare pubblicatamente il loro TFR in questi fondi previdenziali, rafforzando il secondo pilastro che è fondamentale per il loro futuro”.

Al centro della giornata anche la cerimonia di annullo filatelico, con l’applicazione di un timbro speciale, raffigurante il logo stilizzato di Fondo Fon.Te., su un francobollo poi successivamente applicato su una cartolina commemorativa. Lo sguardo, nonostante le celebrazioni, non è rivolto agli ultimi 30 anni, bensì ai prossimi tre decenni, con uno scenario dove il secondo pilastro assume un ruolo sempre più fondamentale.