A Chiavari il delitto di una strana coppia

Un giovane barbiere egiziano viene ucciso a coltellate dal suo datore di lavoro e dal suo collega. I due, Tito e Bob, portano il corpo di Mohamed a Chiavari e lo fanno a pezzi.

 

Sestri Levante è nota per il suo mare ed in particolare, tra le altre, per la Baia del Silenzio e la Baia delle Favole. È appunto nel silenzio di qualche giorno fa che si è consumata l’uccisione di un ragazzo egiziano che sembra fosse particolarmente dotato nel mestiere di barbiere. Doveva essere uno dei pochi a saper tagliare anche in punta di forbice con l’accuratezza che si richiede per quella pratica in via di estinzione.

 

SI chiamava Mohamed, non un nome originale tra quelli del suo paese. Forse doveva ancora subire il fascino dell’Occidente per darsi di fantasia un riconoscimento diverso. Tempo prima, il titolare del negozio dove lavorava è stato più bravo, facendosi chiamare umilmente Tito, un nome molto diffuso al tempo dei Romani, di uso comune un po’ come Mohamed. Aveva comunque già influenzato l’altro dipendente che a sua volta si è ribattezzato come Bob. Solo il nostro Mohamed, appena diciottenne, un tipo evidentemente ostinato, ancora manteneva orgoglioso il suo nome.

 

Ci sono coppie celebri che si spendono per la giustizia, Starsky ed Utch ne sono un esempio, personaggi televisivi di qualche anno or sono. Tito e Bob, al prima impatto come nomi hanno suonato comunque bene, sia pur impegnati nel far fuori il barbiere rampante, colpevole di voler passare a lavorare da un potenziale concorrente.  Quella era una favola proibita perché l’hanno ucciso a coltellate in un appartamento di via Vado. Non doveva andare da nessuna parte Mohamed, inammissibile il suo tradimento che ambiva a muoversi libero per come gli conveniva.

 

Uccidere è qualcosa tutto sommato di facile. Si tirano tre coltellate ben piazzate ed il gioco è fatto. Un fendente al cuore per punirne i sentimenti di libertà, un altro al fegato per mortificare il coraggio che aveva avuto nel dichiarare il suo progetto, un ultimo allo stomaco perché non potesse ruminare oltre il suo sogno, Il genio vero è in quello che ne è seguito. Hanno messo Mohamed in una valigia e portato a Chiavari. “Abbellirono la vita con le arti”, questo è il motto riportato nel gonfalone della città. Sarà per questo che Tito e Bob, da validi artigiani, sono andati proprio là sulla foce dell’Entella, forse in omaggio al Purgatorio di Dante quando dice riguardo quel fiume che “Intra Sïestri e Chiaveri s’adima, Una fiumana bella,…” o più semplicemente perché è un luogo tranquillo e ci si possono lavare colpe e pene in pace. 

 

I due sono entrati invece in confusione. Forse per un istante hanno creduto e sperato di essere sulla rocca di Entella in Sicilia dove, ad affacciarsi, sul suo versante meridionale si vedono importanti tombe a fossa della necropoli eventualmente utili a nascondere il misfatto. Cambiare scenario gli avrebbe risparmiato un bel po’ di fatica. Forse in preda al panico, invece di mondarsi, hanno continuato nel delitto confondendo la perizia del barbiere con quella del macellaio. Del resto non si usa forse dire che per mettere ordine in quel certo ambiente ci vorrebbe la mannaia?! 

 

Tito e Bob, contro ogni insubordinazione, hanno tagliato a pezzi il corpo del nostro rampante barbiere, senza perdere nell’occasione un filo di logica. Le autorità di polizia hanno trovato le mani del poveretto separate l’una dall’altra ad una distanza di un centinaio di metri, in modo che non potessero tra loro ritrovarsi e stringere una nuova alleanza e riprendere i buoni sospirati propositi. La testa risulta ancora scomparsa, forse portata via dal mare in modo che ci si tolga di mente una volta e per tutte di certe ambizioni.

Il corpo squartato, per quanto si apprende, in mare, in modo che i pesci possano fare ripulisti e pulizia. 

 

Mohamed voleva andare a Pegli sotto altro padrone più umano di dove fosse finito. SI era incaponito così tanto che non erano bastate neppure le minacce di Tito e Bob al nuovo datore di lavoro per farlo recedere dai propositi. Lo facevano per il suo bene. Tito par che sia riconducibile nel suo significato a “difensore” è così coerentemente si è comportato. Un paio di secoli prima certe commistioni non avevano avuto successo. Pegliesi trasferiti sull’isola di Tabarca, zona Tunisia, dopo un po’ dovettero trasferirsi in Sardegna e rinunciare alla pesca del corallo. Da buoni Egiziani volevano evitare che Mohamed andasse anche lui incontro a qualche cocente delusione a causa di inutili vagabondaggi.

 

Sussi e Biribissi sono due personaggi di un libro per bambini che programmano un viaggio al centro della terra partendo dalle fogne di Firenze. Tito e Bob per spiccata attitudine avranno per anni invece maggiore dimestichezza con i cunicoli del carcere che con il campo aperto dove Mohamed ora taglia da maestro le ali alla cattiveria del mondo, sfogliando a giusto ritmo il calendario dell’infinito.