C’è una felice coincidenza nel 23 settembre 2026, centodecimo anniversario della nascita di Aldo Moro. Al mattino Taranto torna alle sorgenti del suo pensiero; nel pomeriggio, a Montecitorio, viene presentata l’Edizione Nazionale delle Opere di Aldo Moro, con la piattaforma digitale destinata a rendere sistematicamente consultabile il vastissimo patrimonio dei suoi scritti.
Taranto, dove tutto cominciò
L’infaticabile Domenico Amalfitano, presidente del Centro di cultura per lo Sviluppo “G. Lazzati”, ha promosso una nuova occasione di confronto: All’inizio di un pensiero per tornare al futuro, alle 9.30 nel Dipartimento Jonico dell’Università di Bari. Punto di partenza è il volume Aldo Moro. Il Diritto – Lo Stato, curato da Antonio Incampo, che ripropone le dispense delle lezioni di Filosofia del diritto degli anni 1944-45 e 1946-47.
Non è soltanto un ritorno accademico alle origini. Quelle pagine permettono di rintracciare alcune categorie che accompagneranno Moro nella vita pubblica. Lo Stato, scriveva il giovane professore, è una società che si sviluppa secondo «un ideale di giustizia universalmente valido»; e il diritto deve tendere alla costruzione di un mondo sociale fondato sulla «partecipazione cosciente e libera di tutti i soggetti».
Qui affiora già qualcosa che potremmo chiamare, senza irrigidirlo in una formula, il nucleo della “ideologia” politica morotea: la persona prima dell’apparato, la società non assorbita dallo Stato, il pluralismo, la libertà e la responsabilità come condizioni dell’ordine democratico.
Gli undici anni decisivi
Taranto, del resto, non è una cornice occasionale. Moro vi trascorse undici anni, dal 1923 al 1934. Frequentò il liceo classico Archita, dove conseguì la maturità, e il circolo giovanile cattolico San Francesco d’Assisi presso il convento di San Pasquale dei Frati Minori. Qui partecipò ai “gruppi del Vangelo”, guidati da padre Michelangelo Ridola, che Moro avrebbe ricordato come colui che lo aveva accompagnato nei «primi passi della mia vita spirituale».
Il convegno mette attorno a Incampo competenze diverse: Paolo Acanfora, Raul Buffo, Ines Ciolli, Piero Coda, Pasquale Ferrara, Ivan Ingravallo e Lucio D’Ubaldo, con la moderazione di Marco Frittella. E guarda già oltre l’appuntamento, proponendo per Taranto un “luogo pedagogico” dedicato ai giovani, alla cultura costituzionale e alla lettura di Moro.
Da Taranto all’Opera omnia
Poche ore dopo, alle 17, nella Sala della Regina di Montecitorio e alla presenza del Presidente della Repubblica, sarà presentata l’Edizione Nazionale: Renato Moro ne illustrerà il progetto e Francesca Tomasi la dimensione delle Digital Humanities, prima della tavola rotonda sull’eredità dello statista.
Taranto e Roma, dunque, finiscono per comporre una sola giornata. Da una parte si torna al giovane Moro, alla formazione spirituale e all’indirizzo filosofico-giuridico; dall’altra si consegna il complesso dei suoi scritti agli strumenti di conoscenza e utilizzazione del nostro tempo. Non per celebrare una reliquia della Repubblica, ma per verificare se dentro quelle pagine vi siano ancora domande capaci di interrogare la politica di oggi.
Forse è proprio questo il significato più profondo del titolo scelto per l’iniziativa di Taranto: tornare all’inizio di un pensiero per poter tornare al futuro.


