Roma, 30 set. (askanews) – Ali Asgari, il regista di “Un po’ di luce”, presentato alla Mostra di Venezia e distribuito nei cinema dall’1 ottobre, sta girando l’Italia per accompagnare il suo film, che racconta di una piccola speranza in un Iran tra repressioni e guerra. Dopo Roma farà tappa a Milano, Bologna, Parma, Reggio Emilia, Firenze, Padova e Napoli.
Asgari ha spiegato: “Stiamo vivendo in una situazione in cui non possiamo organizzare per il futuro una cosa molto grande, perché siamo circondati di tragedie, quindi per me era importante parlare di questa speranza, anche se è piccola ancora c’è”.
Il regista di “Kafka a Teheran” e “Divine Comedy”, che ha studiato diversi anni in Italia, questa volta porta sullo schermo la storia di un medico iraniano a cui è stato chiuso l’ambulatorio. La sua colpa è stata quella di aver soccorso i manifestanti durante le violentissime repressioni dell’inizio di quest’anno, alla vigilia degli attacchi di USA e Israele contro il suo Paese. L’uomo perde ogni speranza, vuole farla finita, ma pian piano rivede, appunto, un po’ di luce. “Dopo tanti anni siamo abituati a vivere e continuare a vivere nonostante tutti questi problemi, anche guerra, tutte queste repressioni, siamo abituati a vivere in questa situazione. – ha detto il regista – Tutto quello che è successo dopo la guerra, la vita quotidiana del popolo è peggiorata. Non succede che la guerra può cambiare la vita in un modo migliore”.

