Tivat (Montenegro), 4 giu. (askanews) – L’Unione Europea rilancia il processo di allargamento, ripartendo dai Balcani occidentali e con lo sguardo rivolto a Ucraina e Moldova. Al vertice di Tivat i capi di Stato e di governo dell’Unione incontreranno i leader dei 6 paesi dell’area, per provare a dare una prospettiva concreta a percorsi aperti da anni, con i padroni di casa del Montenegro in fase in fase molto avanzata, insieme all’Albania.
L’obiettivo è dare nuovo smalto all’attrattività dell’Unione, che ha visto l’ultimo ingresso più di 10 anni fa (la Croazia nel 2013). Del resto, senza una concretizzazione degli sforzi compiuti, i paesi balcanici resterebero esposti alle pressioni degli altri attori internazionali: Russia, Cina, Turchia. Ecco allora che nella cittadina balneare sulla costa adriatica ci saranno quasi tutti i leader europei. Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron, Friedrich Merz e Pedro Sanchez, insieme ai vertici delle istituzioni comunitarie: il presidente del Consiglio europeo Antonio Costa, la presidente della Commissione Ursula von der Leyen, la presidente dell’Eurocamera Roberta Metsola. A loro il compito di tenere insieme le prospettive dei Paesi balcanici, da anni impegnati per raggiungere gli standard richiesti dall’Unione, con lo “sprint” che si vorrebbe imprimere all’adesione di Ucraina e Moldova.
Situazione non semplice, per l’Italia. Roma è da sempre sponsor dall’ingresso dei Balcani, mentre la posizione sull’Ucraina è più complessa per il governo di Giorgia Meloni. La Lega si oppone fermamente alla prospettiva, Forza Italia è invece favorevole. Fratelli d’Italia prova a mediare, rinviando a un momento successivo all’auspicata pace con la Russia l’ingresso: “Il sostegno all’Ucraina è per noi fondamentale”, ha chiarito qualche giorno fa il responsabile organizzazione Giovanni Donzelli, ma “è chiaro che un ingresso dell’Ucraina nelll’Unione europea in questo momento, non in una condizione di raggiunta pace con la Russia, vorrebbe dire estendere la guerra a tutta l’Europa per quelle che sono le norme europee, quelli che sono gli accordi internazionali. Quindi finché non viene raggiunta la pace è comprensibile la posizione che auspica Salvini. Raggiunta la pace è invece ben comprensibile la posizione che auspica Tajani di un ingresso anche dell’Ucraina in Europa, quindi dipende dal momento in cui si prende in considerazione l’ingresso”.
Già stasera molti leader europei saranno in Montenegro, a partire dal presidente francese Emmanuele Macron in visita nel Paese, per una cena informale ospitata dal presidente montenegrino Jakov Milatovic. La presidente del Consiglio è attesa alle 15 di domani a Tivat, prima sarà a Reggio Calabria per una parata per il 212esimo anniversario di fondazione dell’Arma dei Carabinieri. Il vertice inizierà alle 12 con una sessione plenaria, poi alle 14 il pranzo di lavoro.
