Ambiente futuro fraternità: tre cantieri della speranza secondo Papa Francesco.

In occasione della Giornata Mondiale della Gioventù, iniziata ieri a Lisbona, il Papa ha esortato i giovani a essere costruttori di pace e di fraternità.

La Giornata Mondiale della Gioventù deve essere occasione per il “vecchio continente, o anziano continente [detto a braccio]” di “apertura universale”, perché “di vera Europa, il mondo ha bisogno”. È quanto ha auspicato papa Francesco, nell’incontro con le autorità portoghesi presso il Centro Cultural de Belém di Lisbona, primo appuntamento dei numerosi eventi in programma in questi giorni per la Giornata mondiale della gioventù. Un discorso che, partendo dall’evento globale coi giovani in terra lusitana posticipato di un anno a causa della pandemia di Covid-19, richiama molti dei temi cari a Francesco: l’ambiente, la cura del creato “casa comune”, l’apertura e l’accoglienza capaci di abbattere muri e confini che devono essere “zone di contatto”, investire sui figli e non sulle armi, e “tre cantieri di speranza in cui possiamo lavorare tutti uniti: l’ambiente, il futuro, la fraternità”.

 

A Lisbona, ad attenderlo per la XXXVII Giornata Mondiale della Gioventù in programma dal 2 al 6 agosto e che rappresenta il 42mo viaggio internazionale del pontefice argentino, vi sono oltre un milione di giovani provenienti dai cinque continenti. Prima della partenza, il papa ha salutato – come è ormai consuetudine da qualche tempo – un gruppo di persone nella residenza di Casa Santa Marta, accompagnate dall’elemosiniere card. Konrad Krajewski. Fra queste vi erano anche ragazzi e ragazze, spiega una nota vaticana, che “stanno vivendo un periodo in una comunità di recupero, e che quindi sono impossibilitati a partecipare alla Giornata Mondiale della Gioventù”. 

 

Nel discorso alle autorità, il papa ha detto di essere “felice” del viaggio a Lisbona, città del trattato Ue del 2007, e che definisce “città dell’incontro che abbraccia vari popoli e culture” e ”diventa ancora più universale; diventa, in un certo senso, la capitale del mondo e rivela il tratto cosmopolita del Portogallo, che affonda le radici nel desiderio di aprirsi al mondo e di esplorarlo, navigando verso orizzonti nuovi e più vasti”. Dall’estrema periferia occidentale, il pontefice vuole dunque sottolineare il ruolo dell’Europa di cui il mondo ha bisogno, ovvero “di pontiere e di paciere nella sua parte orientale, nel Mediterraneo, in Africa e in Medio oriente”. “Così l’Europa – ha proseguito – potrà apportare, all’interno dello scenario internazionale, la sua specifica originalità, delineatasi nel secolo scorso quando, dal crogiuolo dei conflitti mondiali, fece scoccare la scintilla della riconciliazione, inverando il sogno di costruire il domani con il nemico di ieri, di avviare percorsi di dialogo e di inclusione, sviluppando una diplomazia di pace che spenga i conflitti [il papa ricorda a braccio la guerra in Ucraina] e allenti le tensioni, capace di cogliere i segnali di distensione più flebili e di leggere tra le righe più storte”.

 

Francesco ricorda poi “con preoccupazione” i tanti luoghi in cui “si investono continuamente fondi sulle armi anziché sul futuro dei figli”. “Io – sottolinea – sogno un’Europa, cuore d’Occidente, che metta a frutto il suo ingegno per spegnere focolai di guerra e accendere luci di speranza” e sappia “ritrovare il suo animo giovane […] un’Europa che includa popoli e persone, senza rincorrere teorie e colonizzazioni ideologiche” e che sappia rifarsi “ai padri fondatori”. Vi è poi un richiamo all’oceano “immensa distesa d’acqua” che ricorda “le origini della vita. Nel mondo evoluto di oggi – afferma – è divenuto paradossalmente prioritario difendere la vita umana, messa a rischio da derive utilitariste, che la usano e la scartano. Penso a tanti bambini non nati e anziani abbandonati a sé stessi, alla fatica di accogliere, proteggere, promuovere e integrare chi viene da lontano e bussa alle porte, alla solitudine di molte famiglie in difficoltà nel mettere al mondo e crescere dei figli”. Una critica che investe anche le “leggi sofisticate sull’eutanasia”, come “il facile accesso alla morte, soluzione di comodo che appare dolce, ma in realtà è più amara delle acque del mare”.

 

Il pontefice si rivolge quindi direttamente ai “giovani provenienti da tutto il mondo, che coltivano i desideri dell’unità, della pace e della fraternità” e che “ci provocano a realizzare i loro sogni di bene”. A differenza di quanti invadono le strade a “gridare rabbia”, i ragazzi e le ragazze che partecipano alla Gmg rappresentano un invito a “condividere la speranza del Vangelo. E se da molte parti oggi si respira un clima di protesta e insoddisfazione, terreno fertile per populismi e complottismi, la Giornata Mondiale della Gioventù – aggiunge – è occasione per costruire insieme […] e navigare insieme verso il futuro”.

 

L’appuntamento di Lisbona, all’insegna del motto “Maria si alzò e andò in fretta” nella terra cara per le apparizioni della Madonna a Fatima, è al contempo occasione che spinge a immaginare “tre cantieri di speranza in cui possiamo lavorare tutti uniti: l’ambiente, il futuro, la fraternità”. Il tema dell’ambiente richiama “gli oceani che si surriscaldano e i loro fondali” che “portano a galla la bruttezza con cui abbiamo inquinato la casa comune. Stiamo trasformando le grandi riserve di vita in discariche di plastica”. Il secondo cantiere, il futuro, è quello dei giovani che devono affrontare i “tanti fattori” che li scoraggiano: mancanza di lavoro, ritmi frenetici, aumento del costo della vita, la fatica a trovare un’abitazione e la paura di formare famiglie e mettere al mondo dei figli. “In Europa e, più in generale, in Occidente, si assiste – avverte il papa – a una triste fase discendente della curva demografica”. Di fronte a questo elemento di crisi serve “la buona politica” capace di “essere generatrice di speranza. Essa, infatti, non è chiamata a detenere il potere, ma a dare alla gente il potere di sperare. È chiamata, oggi più che mai, a correggere gli squilibri economici di un mercato che produce ricchezze, ma non le distribuisce”. Terzo e ultimo il cantiere quello “della fraternità”, tema caro a Francesco e che “noi cristiani impariamo dal Signore Gesù Cristo. Perché, come notò Saramago, ‘ciò che dà il vero senso all’incontro è la ricerca, e bisogna fare molta strada per raggiungere ciò che è vicino’ (Todos os nomes, 1997)”. “Anche qui – conclude il papa – ci sono d’esempio i giovani che, con il loro grido di pace e la loro voglia di vita, ci portano ad abbattere i rigidi steccati di appartenenza eretti in nome di opinioni e credo diversi. Ho saputo di tanti giovani che qui coltivano il desiderio di farsi prossimi; penso all’iniziativa Missão País, che porta migliaia di ragazzi a vivere nello spirito del Vangelo esperienze di solidarietà missionaria nelle zone periferiche, specialmente nei villaggi all’interno del Paese, andando a trovare molti anziani soli”.

 

Il viaggio ricorre quasi in concomitanza col decimo anniversario del primo appuntamento internazionale di Francesco, anche in quel caso una Gmg (Rio de Janeiro del luglio 2013), cui sono seguite le giornate mondiali della gioventù di Cracovia nel 2016 e Panama nel 2019. Intenso il programma di queste giornate iniziate col saluto e il discorso alle autorità lusitane nel Centro Culturale de Belém, e che per oggi si concludono – archiviati gli incontri ufficiali – con i vespri recitati assieme a clero locale al Monastero Reale di Santa Maria di Belém. Domani l’appuntamento coi giovani universitari e la benedizione della prima pietra del  Campus Veritatis e, nel pomeriggio, il primo dei grandi appuntamenti coi ragazzi e ragazze al parco Eduardo VII. Il 4 agosto la confessione dei giovani al Giardino Vasco da Gama, ribattezzato per la Gmg “Parco del Perdono” e la via crucis alle 18. Fatima sarà il cuore della mattinata del 5 agosto, con la visita alla Cappella delle Apparizioni, mentre alla sera l’evento più atteso: la veglia di preghiera coi giovani in tre momenti al Parco Tejo, cui seguirà un discorso, l’esposizione dell’Eucaristia e la benedizione. Il 6 agosto, giornata conclusiva, la messa sempre al Parco Tejo con la consegna delle croci e l’annuncio di luogo e anno della prossima Gmg.

 

Fonte: AsiaNews