HomeAskanewsBce, Lane: "Durante adozione IA probabili pressioni inflazionistiche"

Bce, Lane: "Durante adozione IA probabili pressioni inflazionistiche"

Roma, 6 lug. (askanews) – Le conseguenze che la diffusione di strumenti di intelligenza artificiale avranno per inflazione e politiche monetarie delle banche centrali sono circondate da “molte incertezze, su portata e tempistica” dei meccanismi con cui potrebbero farsi sentire. Quindi “il miglior approccio per valutare l’impatto complessivo dell’IA rispetto all’appropriata linea monetaria è quello basato sui dati. Sarà una grande sfida per gli economisti monetari e per i decisori delle banche centrali negli anni a venire”. Lo ha affermato il capo economista della Bce, Philip Lane, nel suo intervento alla cena di gala, in occasione della conferenza conclusiva, ospitata dalla Banca d’Italia dell’ESCB Research Network on Challenges for Monetary Policy Transmission in a Changing World (ChaMP).

Nel suo intervento, l’economista irlandese ha spiegato come gli effetti inflazionistici dell’IA “dipenderanno da una serie di fattori”. Ma generalmente è sembrato propenso a ritenere che almeno inizialmente potrebbero essere tendenzialmente rialzisti: in particolare a causa dell’enorme utilizzo di energia di questi sistemi, che potrebbe aggiungere pressioni al rialzo sui prezzi.

Per capire uno di questi fattori bisognerà “determinare se la spinta tecnologica sarà quella di rafforzare il lavoro o di rafforzare il capitale. Spesso la tecnologia è considerata come un fattore che migliora il lavoro: si può produrre di più con lo stesso numero di lavoratori. Questo effetto rafforzerebbe i redditi per i lavoratori, in una misura che dipenderebbe dalla loro forza negoziale e da fattori istituzionali. Invece se l’IA avesse un effetto di rafforzamento sul capitale, gli aumenti di reddito beneficerebbero i detentori di capitali piuttosto che i lavoratori, in questo modo aumentando l’ineguaglianza tra redditi da lavoro e redditi da capitale”, ha osservato.

Un altro possibile fattore “è nella portata degli investimenti necessari per integrare l’intelligenza artificiale nelle catene di produzione. Qui – ha spiegato – l’elemento è rappresentato dalle capacità informatiche che richiedono un consistente aumento iniziale nelle spese”.

“Un terzo fattore – ha osservato Lane – riguarda il consistente aumento della domanda di energia. E fino a quando l’offerta non riesce a pareggiare questo aumento, si creano pressioni al rialzo sui prezzi dell’energia. È probabile – ha avvertito il capo economista della Bce – che questa dinamica aggiunga pressioni inflazionistiche durante la fase di adozione dell’IA”. (fonte immagine: ECB 2026).