La pelle dei poliziotti
Ogni tanto si dovrebbe avere il coraggio di parlare chiaro e riconoscere la realtà per come dicono i fatti. Rita Pavone non sapeva di aver involontariamente ispirato i delinquenti che a Torino si sono resi protagonisti, loro sì, degli scontri contro le forze dell’ordine. “Datemi un martello. Che cosa ci vuoi fare? Lo voglio dare in testa a chi non mi va…”.
Così un poliziotto è stato preso a martellate, a calci, pugni e bastonate per mano di un gruppo diimpavidi facinorosi che con il coraggio delle iene muovono in gruppo contro una sola vittima accerchiata per l’occasione di caccia.
L’allarme di Bertinotti
In una intervista Bertinotti, a cui non manca intelligenza e cultura, ci dice che la piazza ha sostituito le lotte di fabbrica. Osserva anche che i giovani d’oggi, che descrive sdraiati e dipendenti dalle nuove comunicazioni di massa e privi di partecipazione, se si è correttamente compreso, si sono sostanzialmente svegliati diventando i rappresentanti della nuova generazione di Gaza. In questo modo “la piazza è diventata il luogo dove questo avviene contro l’oppressione di un sistema sempre più imperante, che sorveglia e punisce ed è incapace di consenso”. Così la “piazza è il luogo deputato del nuovo conflitto…” e dunque emerge “la necessità di tornare a scendere in piazza…”.
E’ una lettura che denuncia la debolezza della politica e della sua incapacità di intercettare le idealità e la richiesta di giustizia di una parte di società. E’ una interpretazione della storia che ha una sua parte di verità ma corre il rischio diprestarsi, pur non volendo, come sostegno culturale ad episodi che richiedono invece meno sociologia e più nettezza.
L’ambiguità del popolo dei manifestanti
A Torino i protagonisti non sono stati coloro che hanno pacificamente sfilato ma i delinquenti che hanno usato tecniche di guerriglia urbana per dare sfogo ad espressioni di pura violenza. Non si è trattato di uno sparuto gruppo di agitatori.
Se si contano oltre 100 agenti feriti vuol dire che la massa di quei banditi aveva una impressionante consistenza ed aver messo a ferro a fuoco esercizi commerciali, aver usato pietre e bastoni, appiccato incendi e quant’altro ancora testimonia che siamo di fronte ad una realtà assai diversa che va oltre il legittimo ricorso alla piazza per far valere i propri diritti.
Ancor peggio, quello stesso popolo che hapacificamente partecipato alla manifestazione non ha sollevato una voce per stigmatizzare le azioni criminali riportate in cronaca di giornali.Mettono con troppa disinvoltura nel conto il prezzo aggiuntivo dei loro cortei. E’ tornato a casa silente lasciando pericolosamente pensare che chi tace, tutto sommato, acconsente.
Qualcuno potrebbe replicare che il mondo è zeppo di gentaglia anche ad alti livelli e che non bisogna prendersela comodamente con chi vive il diritto della protesta. IL caso Epstein è un triste esempio di una nutrita schiera di “bravi ragazzi” forse meno pericolosi di quelli del film di Scorsese che pure non ci andavano con la mano leggera. Non si deve però buttare sempre la palla in tribuna per giustificare tutto.
La Sinistra in bilico su una pericolosa linea di confine
Se la Sinistra è apparsa tempestivamente più attenta a lanciare subito allarmi perché sui fatti accaduti non ci siano strumentalizzazioni piuttosto che chiedere azioni immediate per garantire il ripristino dell’ordine pubblico non va bene. E’ una questione di significativa priorità che deve far riflettere. A volte le sfumature sono sostanza. Nell’occasione la piazza e una parte della politica ha lasciato spiazzato il buon senso.
Non a caso l’ex senatore del PD, Stefano Esposito, ha detto “Per poco non c’è scappato il morto, è inaccettabile che ci sia qualcuno a Sinistra che continua a dare copertura politica a questi delinquenti”.
Una volta, ai tempi del terrorismo c’era una parte di società che si dichiarava “Né con lo Stato né con le BR”.
Forse tutta la politica, senza esclusione di partiti, dovrebbe avere il fegato di dichiarare di riconoscersi, senza distingui e sofismi di sorta, con lo Stato e con altrettanta nettezza contro i martellatori di ieri e di domani. Ma sul serio.
