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Euro digitale, Bce: per banche costo netto introduzione 4-5,77 mld

Roma, 10 ott. (askanews) – La Banca centrale europea ha pubblicato uno studio che quantifica tra 4 e 5,77 miliardi di euro, su un periodo complessivo di quattro anni, i costi per il passaggio all’euro digitale che dovrebbero essere sobbarcati dalle banche commerciali dell’area euro. Annualmente si tratterebbe di un costo tra 1 e 1,44 miliardi.

La stima è contenuta in una analisi (A view on recent assessments of digital euro investment costs for the euro area banking sector) che secondo la Bce “conferma la plausibilità” dei costi che, precedentemente, erano stati stimati dalla Commissione europea tra 2,8 e 5,4 miliardi per le banche.

La previsione Bce, invece, di fatto si discosta da una stima che era stata pubblicata dal gruppo di consulenze PwC su mandato di una associazione privata (Ecas) lo scorso giugno, che quantificava i costi di introduzione dell’euro digitale per le banche a 18 miliardi di euro.

Parallelamente la Bce ha effettuato una simulazione secondo cui l’introduzione dell’euro digitale, considerando un limite individuale alla detenzione ipotetico di 3.000 euro, non avrebbe impatti rilevanti per la stabilità del sistema bancario e finanziario. (fonte immagine: ECB).

Manovra, Schlein: senz’anima, coalizione c’ anche in Parlamento

Firenze, 10 ott. (askanews) – “L’alleanza non solo nelle regioni, a sostegno in questo caso del nostro Eugenio Giani, ricordo che qui in Toscana il lavoro della coalizione stato anche di allargarsi a chi non era prima in maggioranza, hanno fatto un lavoro prezioso con Eugenio sul programma, ma l’alleanza esiste anche su una visione condivisa del futuro del nostro Paese.

Abbiamo presentato oggi insieme una risoluzione sul documento di finanza pubblica pubblicato dal Governo e l’abbiamo fatto con tutte le forze che sostengono le nostre coalizioni progressiste in tutte le regioni”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein parlando con i giornalisti a Firenze a margine del comizio di chiusura della campagna elettorale di Eugenio Giani.

” una risoluzione in cui denunciamo una manovra, di nuovo, per la terza volta, senza anima, senza prospettive di rilancio per il Paese, in cui l’unica cosa che aumenta la spesa militare, mentre non si vedono ancora le misure di sostegno alle imprese rispetto ai dazi di Trump, le misure di sostegno alle famiglie sul potere di acquisto, perch sappiamo che i salari degli italiani sono purtroppo tra i pi bassi in Europa, quindi una risoluzione della coalizione progressista che propone le nostre battaglie, da quella del salario minimo a quella per ridurre il costo dell’energia, a quella per le misure di incentivo all’economia sul modello dell’industria 4.0″, ha spiegato Schlein.

“Insomma, si vede che la coalizione c’ e non c’ soltanto nelle regioni, nei territori, ma c’ anche in Parlamento”, ha concluso.

Stellantis consegne terzo trimestre +13% a 1,3 milioni di unità

Milano, 10 ott. (askanews) – Stellantis chiude il terzo trimestre con consegne stimate a 1,3 milioni di unità, con un aumento del 13% rispetto all’anno precedente. L’incremento è in larga misura attribuibile al Nord America, sostenuto anche dalla crescita delle consegne su base annua in Europa allargata e Medio Oriente e Africa.

Il Nord America ha registrato una ripresa particolarmente forte nel terzo trimestre, con una crescita delle consegne di circa 104 mila unità rispetto allo stesso periodo del 2024, pari a un aumento del 35% su base annua, comprese le prime consegne del Ram 1500 con motore Hemi V-8. Il miglioramento riflette principalmente i benefici di una normalizzazione nella dinamica delle scorte, rispetto alle iniziative di riduzione delle stesse nell’anno precedente che avevano ridotto temporaneamente la produzione.

Le consegne del terzo trimestre nell’Europa allargata sono aumentate di circa 38 mila unità, pari a un incremento dell’8% su base annua. La crescita è stata determinata principalmente dall’avvio della produzione di quattro recenti modelli su piattaforma Smart Car del segmento B, Citroën C3, Citroën C3 Aircross, Opel Frontera e Fiat Grande Panda, che non erano in produzione nello stesso periodo dell’anno precedente. I benefici dell’avvio della produzione di questi nuovi modelli sono stati parzialmente compensati dalla diminuzione delle consegne di veicoli commerciali leggeri (Lcv) e dalle minori consegne in alcuni Paesi ad alto volume.

Nelle altre regioni di Stellantis, le consegne sono cresciute complessivamente di 10 mila unità nette, pari a un aumento del 3% rispetto all’anno precedente, grazie soprattutto all’aumento del 21% in Medio Oriente e Africa, parzialmente compensato da un calo del 3% delle consegne in Sud America. L’aumento di 16 mila unità delle consegne in Medio Oriente e Africa riflette principalmente gli incrementi in Algeria, dove la produzione locale di modelli Fiat è in espansione, nonché gli sviluppi positivi del mercato in Turchia e in Egitto. In Sud America, la riduzione di 7 mila unità nel terzo trimestre 2025 rispetto all’anno precedente riflette principalmente una base di confronto insolitamente alta nel terzo trimestre 2024, quando Stellantis aveva recuperato le consegne in Brasile che avevano subìto ritardi a causa dell’alluvione del secondo trimestre 2024 nel Rio Grande do Sul.

La vita, istruzioni possibili per l’uso: Nan Goldin filmmaker

Milano, 10 ott. (askanews) – Nan Goldin è un’artista che ha in sé la forza, spesso complessa e dolorosa, di essere un simbolo di ciò che definisce il contemporaneo, di che cosa significa vivere ogni aspetto del proprio lavoro con intensità totalizzante. La sua ricerca ha segnato il modo in cui pensiamo oggi l’arte, ma anche le relazioni umane più profonde. Pirelli Hangar Bicocca le dedica a Milano una mostra che per la prima volta indaga tutta la sua produzione di video e slideshow.

“Da sempre – ha detto a askanews Lucia Aspesi, che ha curato la mostra insieme a Roberta Tenconi – la vita è l’essenza principale che ispira Nan e che si ritrova in tutte le sue immagini è stata diciamo il thread che l’ha guidata e l’ha fondamentalmente anche fatta crescere come artista, come filmmaker. Lo Slideshow non è nient’altro che un’immagine in movimento e il cinema è questo che ci racconta”.

Un movimento che è anche interiore, che tocca corde profonde della vita dell’artista ovviamente, ma anche dello spettatore, che viene chiamato dall’allestimento composto da una serie di casette, a entrare fisicamente nello spazio che poi si rivela soprattutto artistico e simbolico del cinema di Nan Goldin, e viene invitato a farlo, in un certo senso, abbandonandosi alle opere, senza difese. “Nan Goldin ha una poetica magistrale – ha aggiunto Lucia Aspesi – per raccontarci quella che è proprio l’essenza primaria della vita, dove amore e perdita si coniugano e le sa far risuonare quello che è il sentire di ognuno di noi nel cammino della nostra esistenza”.

E poi c’è lei, Nan Goldin, con la sua presenza, le sue istanze politiche, la sua energia magnetica e complicata che è alla base di lavori diventati un simbolo come “The Ballad of Sexual Dependency” oppure la straordinaria e devastante opera che chiude la mostra nello spazio del Cubo di HangarBicocca, “Sister, Saints, Sibyls”, installazione dedicata alla sorella maggiore ricoverata in un ospedale psichiatrico da adolescente e poi suicidatasi a 18 anni. Ed è una storia che riguarda anche noi, nelle nostre più profonde relazioni.

“Le mie due opere preferite – ha detto Nan Goldin presentando la mostra – sono ‘Memory Lost’, che riguarda la vita vissuta attraverso la dipendenza dalle droghe e ci parla di quandoi il mondo assomiglia a un punto oscuro, e poi c’è un nuovo lavoro sugli animali. In fondo è un’opera che parla di un mondo senza le persone, un modo preso solo dalle altre specie. Che poi è quello che desidero per il futuro”.

La sensazione è che la mostra, in qualche modo, non ci lasci scampo, ci costringa a fare i conti con le storie, ma soprattutto ci metta di fronte al fatto che anche un’esposizione sostanzialmente di opere video può avere una fortissima componente di presenza fisica, una corporeità che ci coinvolge e riguarda nel profondo. E ci lascia, nella molteplicità delle reazioni possibili, con la certezza che Nan Goldin, in ogni caso, sia un’artista imprescindibile.

La mostra “This will not end well” è organizzata dal museo di Pirelli con il Moderna Museet di Stoccolma, lo Stedelijk Museum di Amsterdam, la Neue Nationalgalerie di Berlino e il Gran Palais di Parigi.

Dilexi te, la riflessione di Leone XIV sull’amore che si fa prossimità

Con la sua prima esortazione apostolica, Dilexi te (“Ti ho amato”), Papa Leone XIV apre il pontificato con un gesto che è insieme teologico e poetico: riportare il cuore della Chiesa tra i poveri. Firmato il 4 ottobre 2025, nella festa di San Francesco d’Assisi, e pubblicato oggi,  9 ottobre, il testo si presenta come una carezza sul volto ferito del mondo. Non un manifesto dottrinale, ma un invito a ritrovare la radice evangelica dell’amore.

Il titolo, tratto dal Libro dell’Apocalisse, dialoga con l’ultima enciclica di Papa Francesco, Dilexit nos (“Ci ha amati”): due voci che si intrecciano  in un’unica melodia, la melodia della misericordia. Leone XIV raccoglie l’eredità del predecessore e la rilancia con un accento personale, più contemplativo e insieme più concreto. “Ho ricevuto questo progetto come un’eredità”, scrive, “e l’ho riconosciuto come parte del mio stesso cammino.”

Il Papa parla di una “scelta prioritaria per i poveri”, che non è opzione ma necessità evangelica. Non una via tra le tante, bensì il sentiero che riconduce la Chiesa alla sua verità più profonda. “Dio si muove a compassione verso la debolezza dell’uomo” — e il cristiano, se vuole incontrarlo, deve imparare la stessa tenerezza.

Ma Dilexi te va oltre la denuncia della “cultura dello scarto”. Leone XIV distingue con forza tra beneficenza e rivelazione: “Non siamo nell’orizzonte dell’elemosina, ma della rivelazione.” Il povero non è destinatario passivo, ma sacramento vivente della presenza di Cristo. In lui, scrive il Papa, “il Vangelo si fa carne e ci interroga con la forza di una carezza”.

La povertà, allora, non è solo mancanza materiale: è anche solitudine, smarrimento, analfabetismo spirituale. È il vuoto che attraversa le società dell’abbondanza, dove “si accumulano cose e si perdono legami”. Di fronte a questa ferita, Leone XIV invita a una “Chiesa che non abbia paura di toccare le piaghe del mondo”, che sappia trasformare l’assistenza in comunione e la distanza in ascolto.

Nelle sue pagine si avverte l’eco di San Francesco, di Agostino, di Giovanni Crisostomo: la tradizione antica che ritorna viva nel presente. È la mistica dell’incontro, dove l’amore non è un sentimento ma una postura del cuore.

Con Dilexi te, Papa Leone XIV non propone un programma ma un cammino: una rivoluzione silenziosa fatta di gesti semplici e di prossimità. Perché — suggerisce il testo — solo una Chiesa che si lascia amare dai poveri potrà amare davvero il mondo.

Bisogno di protagonismo e galateo della piazza

Il rispetto dovuto

Non suoni troppo paradossale: ci vorrebbe una sorta di galateo della piazza. Servirebbe cioè che gli avversari della piazza avessero più rispetto per quanti scelgono di manifestare. E altrettanto servirebbe che quanti invece si riconoscono in quelle piazze e in quelle bandiere fossero capaci di contrastare con più nettezza tutto quello che in quelle manifestazioni suona eccessivo e sbagliato, provocatorio.

La funzione dei cortei

Servirebbe agli uni e anche agli altri — e al Paese e alla sua politica più ancora. Chi non ama i cortei che paralizzano le città farebbe bene a ricordare che quei cortei sono anche una valvola di sfogo dei malumori che si accumulano al fondo del Paese. Giuste o sbagliate che siano (questione di punti di vista, ovviamente), quelle mobilitazioni evocano un bisogno di protagonismo politico che giova anche a chi governa. E che i governi, appunto, dovrebbero evitare di demonizzare come si usa fare.

Le illusioni contrapposte

D’altro canto le opposizioni farebbero bene a loro volta a non gloriarsi troppo di parole d’ordine che manifestamente hanno preso forma altrove e che non sembrano voler pagare nessun tributo, ma proprio nessuno, agli stati maggiori del campo largo. Così, la Meloni si fa qualche illusione sul sentimento di legge e ordine che varrebbe a condannare quanti scendono in piazza. E i suoi oppositori a loro volta si fanno qualche illusione anch’essi sul trascinamento che quei cortei produrranno nelle urne. Due letture troppo facili delle cronache di questi giorni, da cui forse nessuno trarrà un gran beneficio.

Fonte – La Voce del Popolo, 9 ottobre 2025

[Articolo qui riroposto per gentile concessione dell’autore e del direttore del settimanale della diocesi di Brescia]

Israeliani e palestinesi, tra sogno e incubo

Ricordo ancora qualche anziano militante della sinistra che evocava incantato il kibbutz, il modello di villaggio rurale seguito dagli ebrei già prima della nascita dello Stato di Israele. Un villaggio-azienda nel quale i mezzi di produzione sono collettivi, non privati. Era la materializzazione di un sogno, che faceva breccia in ambienti non marginali della sinistra di tutto il mondo.

E un sogno era anche quello incarnato dall’Olp, un sogno che si situava lungo il solco dei movimenti di decolonizzazione e di più generale liberazione del Terzo mondo.

E poi i sogni si sono trasformati in incubi. La corruzione e le pratiche clientelari di Al-Fatah, la principale componente dell’Olp, hanno favorito l’affermazione e il prevalere, in particolare nella Striscia di Gaza, di Hamas. E a Israele la stella laburista si è gradualmente spenta, fino a cedere il posto a un premier come Benjamin Netanyahu.

Ora sembra ridestarsi il sogno della pace e della coesistenza pacifica. Non pochi interpretano la svolta delle ultime ore, legata all’iniziativa del presidente Donald Trump, come la conferma che non vi sia alternativa alla “realpolitik”; a quella concezione secondo la quale la Politica, quella con la maiuscola, non può che fondarsi sui rapporti di forza e sulle esibizioni muscolari.

È davvero così? Non credo. Se non mutano approcci e percorsi della politica, a ogni livello, saremo sempre alla posa della prima pietra, con il ciclico alternarsi di guerra e tregua. O, se vogliamo, di sogni e incubi.

Se la Francia fa crollare l’Europa

Quando, alla fine del 2016 e agli inizi del 2017, si stava andando verso le elezioni presidenziali francesi e le possibilità di vittoria di Marine Le Pen erano concrete, nel corso delle presentazioni del mio libro Europa al bivio non mi stancavo di enfatizzare i pericoli, assai elevati, che sarebbero derivati per l’Unione Europea da quell’eventuale successo della Destra d’Oltralpe. E naturalmente, dopo la vittoria di Emmanuel Macron, i miei interventi successivi esaltarono, al contrario, il rinnovato possibile slancio per le istituzioni comunitarie che ad esse avrebbe potuto fornire un Presidente francese dall’imprinting così europeista, che venne rimarcato dal suo mirabile discorso alla Sorbona nel novembre di quello stesso anno.

Macron e l’incubo del ritorno alle urne

Non immaginavo certo che nemmeno dieci anni dopo ci saremmo trovati di nuovo innanzi alla possibile, anzi più che probabile vittoria elettorale della Destra transalpina in elezioni legislative nuovamente anticipate, qualora fossero indette. Ed è questo il motivo principale per il quale Macron sta ancora in queste ore provando a individuare il nome di un primo ministro in grado di costruire una maggioranza parlamentare sufficiente per guadagnare un po’ di tempo e magari per immaginare una coalizione in grado di sconfiggere le ali estreme dello schieramento politico.

Le condizioni nelle quali si svolgerebbe la campagna elettorale sarebbero molto peggiori di quelle del 2017: non tanto sul piano economico-sociale (anche se il tradizionale conflittismo sindacale transalpino ha azzerato o quasi ogni velleità riformatrice macroniana) quanto in quello della politica internazionale, che pure è l’ambito nel quale il giovane e obiettivamente poco empatico Presidente ha conseguito i suoi migliori risultati (da ultimo, l’iniziativa trainante per il riconoscimento dello Stato di Palestina).

Il pericolo delle ali estreme

I due partiti estremisti in crescita, a destra il Rassemblement National e a sinistra La France insoumise, sono sostanzialmente uniti da un sentimento violentemente antieuropeo e da un convinto sostegno alle ragioni di Putin, a cominciare dalle motivazioni espresse per giustificare il suo attacco all’Ucraina.

A questo punto è bene sottolineare, con nettezza, una verità: la Francia è, con la Germania, l’asse portante dell’Unione Europea. Inutile ricordarne i perché, talmente evidenti e noti essi sono. Ora, un conto è Parigi in parziale dissenso con Bruxelles: è già capitato (resta celebre la crisi della “sedia vuota” voluta da De Gaulle, che paralizzò la CEE per sette mesi nel 1965) e fa parte del gioco. Ma affatto diverso sarebbe avere Parigi contro Bruxelles: significherebbe la fine dell’Unione, con grande soddisfazione di tutti quelli che vogliono un’Europa divisa e debole.

Le conseguenze per l’Europa e per l’Italia

Da Trump a Putin, forse pure da Xi a Modi, a Orban e ai tanti sovranisti continentali e nostrani, tutti trarrebbero vantaggio da una Francia antieuropea. La Francia è l’unica potenza nucleare della UE. È l’unica potenza europea con un seggio permanente al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Senza la Francia, obiettivamente, nessuna ipotesi di Difesa Comune Europea sarebbe neppure immaginabile. La Politica Agricola Comune, pur con tutte le sue problematiche, salterebbe completamente avviando un conflitto infra-europeo devastante. E si potrebbe proseguire a lungo su questa china.

È bene che soprattutto noi italiani, per quanto spesso i nostri cugini d’Oltralpe ci appaiano antipatici, vanitosi e arroganti, ce ne si renda conto.

Un futuro da scongiurare

Un trionfo elettorale della Destra estrema e un ottimo risultato della Sinistra estrema rafforzerebbero le speranze di crescita delle forze più marcatamente sovraniste, antieuropeiste e in taluni casi pure populiste in Germania, in Gran Bretagna (che è fuori dall’UE ma sempre in Europa, specie dal punto di vista militare), oltre che in altri Stati più piccoli.

E qui in Italia consoliderebbe il tentativo estremista della coppia Salvini-Vannacci (fintanto rimarrà tale), con la conseguente riemersione iper-nazionalista di Giorgia Meloni, attenuata in questi anni di governo da una postura moderata nel rapporto con i partners continentali — eccezion fatta proprio con Macron, guarda caso. Sarebbero notizie pessime per la povera Ucraina, nell’immediato. Ma terribili pure per gli europei tutti, nel medio periodo.

Siamo dunque nelle mani dei francesi, che non vogliono aumentare nemmeno di un anno l’età pensionabile ma rischiano di consegnare il loro Paese alle mire di chi vuole un’Europa debole, non comprendendo che così condannerebbero anche la Francia ad un destino calante.

C’è ancora un esile margine per trovare un governo e una maggioranza, a Parigi. Dobbiamo sperare che accada.

Milano Premier Padel P1: Coello e Tapia conquistano i quarti

Roma, 9 ott. (askanews) – Quarantotto minuti ieri, prima del ritiro di Miguel e Nuno Deus, 58 oggi, giorno della prima vittoria sul campo. Arturo Coello e Agustin Tapia vanno di corsa e, con il 6-4 6-1 ad Alex Ruiz e Juanlu Esbri, hanno raggiunto i quarti di finale dell’Oysho Milano Premier Padel P1. Il primo set, per i numeri 1 del ranking FIP, non era comunque stato una passeggiata: Arturito e Agus hanno dovuto annullare quattro palle break, ma alla prima occasione nel decimo game hanno subito colpito, trovando subito l’allungo anche nel secondo set, dominato dai campioni in carica. L’asticella, domani, si alzerà, con Coello e Tapia che se la vedranno con Paquito Navarro e Jon Sanz (5), che hanno battuto 6-3 6-4 Inigo Jofre e Alex Arroyo. Ai quarti anche Momo Gonzalez e Fran Guerrero con il doppio 6-4 a Fede Mouriño e Rama Valenzuela.

Nel tabellone femminile, esordio con brivido per Paula Josemaria e Ari Sanchez, costrette al terzo set da Noa Canovas e Laia Rodriguez: le teste di serie numero 2 si sono poi imposte 6-1 4-6 6-3 e domani se la vedranno con Ale Salazar e Martina Calvo (7), anche loro in campo tre set contro l’idolo di casa Carolina Orsi, che ha sfiorato l’impresa prima di cedere 6-2 4-6 6-2. Anche l’altro quarto di finale della parte bassa rispetta le previsioni: Andrea Ustero e Sofia Araujo (4) con il 6-2 6-2 a Lucia Martinez Gomez e Nuria Rodriguez affronteranno Marina Guinart e Veronica Virseda (8), avanti grazie al 6-3 6-2 su Marta Barrera e Marta Caparros.

Legge Pella, l’Italia primo paese con una legge sull’obesit

Roma, 9 ott. (askanews) – Si tenuta quest’oggi, presso Palazzo Baldassini a Roma, la conferenza “L’obesit una malattia”, organizzata dalla Federazione Italiana Associazioni Obesit (FIAO) per approfondire in un dibattito condiviso con associazioni di pazienti, clinici ed istituzioni le novit normative introdotte dalla Legge Pella, approvata lo scorso 1 ottobre dall’aula del Senato. Alla conferenza organizzata dalla FIAO ha partecipato anche il Ministro della Salute, Orazio Schillaci, il quale ha sottolineato il valore sociale e clinico della Legge Pella, soffermandosi in particolar modo sulla necessit di garantire pari dignit alle persone con obesit.

Sin dalla fase di disegno della legge, la FIAO ha lavorato al fianco delle istituzioni per far riconoscere l’obesit come una malattia progressiva e recidivante. Sul tema intervenuta la Presidente della Federazione Italiana Associazioni Obesit, Iris Zani: “Siamo molto soddisfatti dell’approvazione della Legge Pella. Si tratta di un punto di partenza importante, attraverso questa legiferazione deve passare il messaggio che l’obesit una malattia a tutti gli effetti e che il paziente non l’unico responsabile della sua condizione. necessario lavorare sulla consapevolezza delle persone con obesit che, da ora in poi, possono chiedere aiuto in maniera concreta. A seguito dell’approvazione della Legge Pella lavoreremo sull’inserimento nei LEA e sull’approvazione del Piano Nazionale Cronicit”.

La Legge Pella, inoltre, la prima legge al mondo sull’obesit. Un primato importante per l’ordinamento italiano e per gli attori protagonisti che hanno reso possibile la legiferazione sul tema. L’On. Roberto Pella, primo firmatario della legge, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “La legge, innanzitutto, riconosce l’obesit come una malattia. Questo onora le istituzioni ed il Paese: siamo la prima Nazione a dotarsi di uno strumento normativo sul tema, si tratta di una legge concreta ed innovativa che risponde concretamente ai bisogni delle persone con obesit, ma anche al tema della prevenzione. Per arrivare alla legge Pella abbiamo lavorato e condiviso questo impegno con il mondo accademico, scientifico, ma anche con le istituzioni e le regioni”.

La conferenza organizzata dalla FIAO ha dunque evidenziato il valore sociale e clinico della Legge Pella e, in particolar modo, la necessit di garantire pari dignit alle persone con obesit.

TH Group, Peroglio Longhin: crescita sopra 20% ultima stagione

Rimini, 9 ott. (askanews) – TH Group ha registrato una crescita sopra il 20% nell’ultima stagione con performance positive in tutti i segmenti – montagna, mare ed estero – mentre per l’inverno in corso le vendite sono gi al 60-70% con previsioni di crescita a due cifre. Lo ha dichiarato l’amministratore delegato Alberto Peroglio Longhin a margine della presentazione della nuova identit del gruppo al Ttg di Rimini.

“L’ultima stagione per TH andata molto bene. Abbiamo fatto una crescita sopra il 20% con una crescita in tutti i segmenti, montagna, mare, anche l’estero con Marsa Alam – ha spiegato Peroglio Longhin -. E’ una buona stagione perch abbiamo fatto una serie di modifiche e interventi sul prodotto, sulla nostra attivit commerciale e registrare il fatto che abbia dato questo risultato ci sprona sullo sviluppo della nuova stagione”.

“La nuova stagione per quanto riguarda l’inverno ci sta dando degli ottimi segnali – ha aggiunto l’a.d. -. Siamo avanti molto rispetto all’anno passato. Prevediamo a questo punto di registrare una crescita perch abbiamo circa il 60-70% delle vendite inverno gi fatte che probabilmente si consolider a due cifre e lo vedremo poi a Pasqua, ma sono ottimista”.

Tanzilli (Fs): turismo vale 13% Pil, noi risposta a turismo lento

Rimini, 9 ott. (askanews) – Ferrovie dello Stato risponde alla “richiesta crescente di turismo lento” con Treni Turistici Italiani che porta i viaggiatori nei borghi e nelle aree interne, mentre gi oggi 28 aeroporti italiani sono collegati ai servizi del gruppo. Lo ha detto il presidente di Ferrovie dello Stato, Tommaso Tanzilli, al Ttg di Rimini.

“Il gruppo Ferrovie dello Stato da sempre attento all’argomento turismo, perch essendo una grande azienda di stato non ci possiamo dimenticare che questa nazione ha il 13% del suo Pil che fatto dal settore economico turismo”, ha spiegato Tanzilli. “Noi facciamo turismo di default perch comunque facendo trasporti portiamo non solo pendolari e cittadini italiani che spesso fanno anche turismo, ma portiamo anche stranieri. E’ sufficiente salire su un Frecciarossa, ma anche su un Intercity per vedere che spesso una gran parte dei passeggeri sono turisti”.

“Abbiamo costituito da qualche anno una societ che si chiama Treni Turistici Italiani che d risposta a quella richiesta crescente di turismo lento che c’ nel mercato turistico – ha aggiunto il presidente -. Quindi nostri treni vintage che vanno nei borghi, che vanno nelle aree interne dove c’ un’attenzione particolare al food italiano”. Sull’intermodalit, Tanzilli ha evidenziato come “abbiamo anche traghetti, traghettiamo le persone nello stretto di Messina; abbiamo i bus, abbiamo Bus Italia che sar il service delle Olimpiadi Milano Cortina. Siamo interconnessi con ITA Airways e gi oggi 28 aeroporti italiani sono collegati dai nostri servizi”.

Turismo, Debellini (TH): settore strategico ma sottovalutato

Rimini, 9 ott. (askanews) – Il turismo un settore strategico per l’Italia che vale oltre il 13-14% del PIL e coinvolge 12 milioni di persone, ma la sua frammentariet ha impedito a politici e comunicatori di comprenderne il peso reale nell’economia nazionale. Lo ha detto il presidente di TH Group, Graziano Debellini, presentando la nuova identit del gruppo al Ttg di Rimini.

“La frammentariet del turismo stata quella che non ha permesso ai politici o ai giornalisti di rendersi conto che questo un settore fondamentale, una delle gambe dell’economia”, ha spiegato Debellini. “Oggi ha un’incidenza sul Pil, se guardiamo tutto l’indotto, superiore al 13-14%. E’ una realt che coinvolge oltre 12 milioni. Il mese di agosto ci sono 17 milioni di clienti in Italia. Questa cosa qui uno non la pensa, va a vedere i difetti e gli angoli del sottoscala ancora da correggere, ma non si accorge che soprattutto dopo il Covid il turismo non pi soltanto l’idea della vacanza, una medicina rispetto allo stress e alle difficolt di questa epoca piena di contraddizioni, di guerre”.

Debellini ha sottolineato la necessit di investimenti per sostenere le imprese del settore: “Ci vogliono gli investitori perch gli alberghi bisogna tirarli su, quando ci sono bisogna ristrutturarli e bisogna anche saper fare sistema, bisogna innovare tutta la digitalizzazione. Questo un paese che ha 7.000 km di coste e 1.000 di montagna”.

Stablecoin, prudenza dei ministri Ue su ipotesi revisione MiCaR

Roma, 9 ott. (askanews) – Prudenza dei ministri delle Finanze della Ue e cautela del Mes sull’ipotesi di rivedere le normative – peraltro relativamente recenti – della “MiCaR”, la normativa sui titoli digitali, in particolare per tenere conto del rapido sviluppo di stablecoin. Forse un po’ più aperturista la Commissione europea, ma si tratta di sfumature. Quello che è certo è che la rapida crescita di questo segmento del criptuniverso sta mettendo pepe sulla coda alle autorità comunitarie per lo sviluppo dell’euro digitale.

In generale “nelle discussioni di oggi c’è un chiaro riconoscimento dei ministri dell’importanza della stabilità della regolamentazione. E del ruolo che regole stabili possono giocare sulla prevedibilità, e per questo nell’incoraggiare investimenti e innovazioni”, ha spiegato il presidente dell’Eurogruppo, Paschal Donohoe, nella conferenza stampa al termine della riunione.

Il tema stablecoin è stato affrontato nella parte di discussioni allargata a tutti i ministri della Ue. “Sappiamo che è probabile che questi asset digitali giocheranno un ruolo sempre più importante nei mercati finanziari. Ci siamo confrontati su opportunità e rischi”, ha proseguito l’esponente irlandese.

Quanto alla direttiva Ue Mica, o MicaR, “sì – ha detto Donohoe – penso che sia ancora idonea”. Piuttosto, il crescente sviluppo delle stablecoin “ha aggiunto urgenza sull’euro digitale: governi Commissione e Bce sono orientati ad accelerare ulteriormente” sullo sviluppo di una valuta digitale della Banca centrale (Cbdc).

Questi due temi si vanno a intersecare in un divario di strategie tra Stati Uniti ed Europa, che si è intensificato negli ultimi mesi. L’Ue punta sull’euro digitale, affermando che servirebbe a tenere il passo con la digitalizzazione dei pagamenti e a garantire autonomia strategica e la sovranità europee. Washington, dall’avvento dell’amministrazione Trump, ha invece vietato le Cbdc (come sarebbe l’euro digitale), puntando piuttosto sulle stablecoin denominate in dollari, che ad oggi rappresentano la stragrande maggioranza del settore (attorno al 99%).

Divari che riflettono approcci molto diversi e motivazioni che, a tratti, appaiono quasi ideologiche. Negli Usa a guida Trump si guarda con diffidenza alle valute digitali delle banche centrali perché si sospetta che possono diventare uno strumento di controllo sociale, al punto di vietarle. In Europa, all’opposto, si guarda con una certa inquietudine alle stablecoin, innanzitutto perché facenti parte del volatile settore dei criptoasset, e più nello specifico perché si teme che possano diventare uno strumento anche per insidiare la sovranità monetaria altrui.

Trattandosi di sviluppi – entrambi – molto recenti è intrinsecamente difficile valutarne i rischi concreti, dato che manca una casistica.

Donohoe ha voluto sottolineare che “il progetto dell’euro digitale è iniziato ben prima degli sviluppi che vediamo negli Usa” (risale al 2020). Ha confermato che vi sono preoccupazioni del sistema bancario irlandese sui potenziali costi di questo sviluppo. Tuttavia “l’euro digitale offrirà opportunità e benefici per le banche, le questioni relative ai costi possono essere inquadrate anche nell’ambito delle grandi opportunità che presenta”, ha detto.

Quanto alla Commissione europea, “ovviamente” quella delle stablecoin “è una questione che seguiamo attentamente. La Mica include salvaguardie per mitigare i rischi – ha detto per parte sua il commissario all’Economia, Valdis Dombrovskis – che includono poteri sia alle autorità nazionali, sia a quelle europee. E ci sono requisiti, come sulle riserve. Ma ovviamente alla luce dei recenti sviluppi negli Usa continuiamo a seguire la situazione attentamente per vedere se il nostro quadro normativo sia sufficiente, specialmente per le stablecoin denominate in euro. Tenuto conto che il 99% di quelle esistenti sono in dollari”.

Su questo versante, tuttavia, lo scorso 25 settembre si è verificato uno sviluppo rilevante: 9 grandi banche europee – tra cui le italiane UniCredit e Banca Sella (assieme a Ing, Kbc, Danske Bank, DekaBank, Seb, CaixaBank e Raiffeisen Bank International) hanno unito le forze per lanciare una stablecoin denominata in euro. Che sarà conforme proprio alle normative della Mica.

Mossa che potrebbe aver contribuito alla apparente cautela, espressa da Donohe a nome dei ministri, sull’ipotesi di rivedere queste norme.

Cauto è apparso anche il direttore del Mes, Pierre Gramegna. “Ho mostrato cautela – ha riconosciuto -. Dobbiamo colmare le lacune se ce ne sono. La discussione di oggi non ha dato opportunità di andare nei dettagli ma è chiaro che dato l’alto livello di stablecoin Usa in dollari dobbiamo cautelarci e dobbiamo vedere, alla luce degli sviluppi, se la Mica sia idonea. Al momento sembra di sì – ha detto – ma penso che sia sempre importante aggiustare, se è necessario”. (fonte immagine: European Union).

Manovra, Calenda a Meloni: decreto energia e reinserire Industria 4.0

Roma, 9 ott. (askanews) – “Chiedo ufficialmente alla Meloni di procedere con il decreto energia dove abbiamo spiegato come abbassare anzi, per la verit dimezzare, il costo per le industrie manifatturiere e di reinserire Industria 4.0 con super-iper ammortamento che ha funzionato che ha un impatto di bilancio molto diluito nel tempo. Credo che siano due cose fattibili”. Cos il leader di Azione, Carlo Calenda, che in conferenza stampa alla Camera, assieme a Luigi Marattin, deputato e segretario del Partito liberaldemocratico, ha lanciato un appello alla premier su possibili interventi per la prossima legge di bilancio.

Azione e il Pld, che oggi iniziano un percorso comune, attraverso le parole di Calenda, hanno chiesto alla presidente del consiglio di modificare Transizione 5.0, “ripristinando gli automatismi di Industria 4.0 con super e iper ammortamento, credito di imposta ricerca e sviluppo e formazione 4.0 ed estendendo gli incentivi anche a tecnologia green, Ia e innovazione sostenibile”. Non solo ma si punta anche a “rendere strutturale l’Ires premiale”, ha aggiunto.

CN Geologi, Filippo Cappotto riconfermato vicepresidente vicario

Roma, 9 ott. ( – una riconferma di peso quella di Filippo Cappotto, geologo siciliano, eletto nuovamente vicepresidente vicario del Consiglio Nazionale dei Geologi per il quinquennio 2025-2030. Dopo il primo mandato conclusosi con risultati importanti, la sua figura si rafforza ulteriormente all’interno del nuovo Consiglio guidato dal presidente Roberto Troncarelli. Un segno chiaro di continuit, fiducia e riconoscimento del valore strategico del suo contributo. Cappotto, originario della Sicilia, continuer a ricoprire una delle cariche pi rilevanti dell’organo nazionale di rappresentanza della professione geologica, con un ruolo ancora pi centrale nella definizione delle politiche operative e nei rapporti con le istituzioni, sia a livello nazionale che territoriale. Con lui anche Giovanni Pantaleo.

“La riconferma per me motivo di grande orgoglio – ha dichiarato Cappotto – ma soprattutto un’ulteriore responsabilit verso una professione che deve oggi pi che mai tornare protagonista delle scelte strategiche per il Paese. La geologia non pu essere un’opzione: una necessit, soprattutto in territori fragili come la Sicilia, dove il rischio idrogeologico, sismico e vulcanico parte integrante della nostra quotidianit.”

Il nuovo Consiglio Nazionale, insediatosi ufficialmente a Roma, lavorer nei prossimi cinque anni per rafforzare il ruolo dei geologi nella pianificazione del territorio, investendo su innovazione tecnologica, formazione dei giovani, collaborazione con universit e centri di ricerca, e una maggiore presenza nelle sedi decisionali. Per la Sicilia, la presenza due rappresentanti nazionali in costituisce anche una garanzia di attenzione costante alle problematiche regionali, in un momento storico in cui la gestione del territorio e l’adattamento ai cambiamenti climatici richiedono visione, competenza e azioni concrete. Una fiducia, dunque, che rafforza il legame tra il Consiglio Nazionale dei Geologi e il Sud Italia, e come punto di riferimento per tutta la comunit professionale geologica.

(Comunicato stampa)

Krasznahorkai: la letteratura esiste per sé e infonde speranza

Milano, 9 ott. (askanews) – “Sono molto contento di aver ricevuto il Premio Nobel, soprattutto perché questo premio dimostra che la letteratura esiste di per sé, al di là di tutte le aspettative non letterarie, e che viene ancora letta. E a quelli che la leggono infonde una certa speranza nel fatto che la bellezza, la nobiltà e il sublime ancora esistono in sé e per sé. Può dare speranza anche a coloro nei quali la vita è viva appena. Fiducia – anche se sembra che non ve ne sia ragione”. Questo il messaggio che lo scrittore ungherese Laszlo Krasznahorkai, oggi insignito del Nobel dall’Accademia di Stoccolma, ha rilasciato ai suoi editori.

Professioni, eletto il nuovo Consiglio Nazionale dei Geologi

Roma, 9 ott. – Si ufficialmente insediato il nuovo Consiglio Nazionale dei Geologi, che rappresenter la categoria professionale nel quinquennio 2025-2030, in un momento cruciale per il ruolo della geologia nelle politiche nazionali. Alla presidenza stato eletto Roberto Troncarelli, geologo laziale, da anni attivo nei settori della progettazione geologica e della tutela ambientale. Insieme a lui, un Consiglio “di continuit” – cos definito dagli stessi eletti – che ha designato quale vicepresidente Filippo Cappotto, siciliano, segretario Mario Nonne, sardo, e tesoriere Tatiana Bartolomei, veneta. La squadra chiamata a portare avanti un mandato all’insegna della visione e dell’impegno quotidiano per la valorizzazione della professione. Il programma del nuovo Consiglio prevede: proposte di riforme normative, una sempre maggiore presenza dei geologi nelle interlocuzioni istituzionali e di rappresentanza associativa, collaborazioni pi strutturate con universit e centri di ricerca e investimenti significativi nella formazione dei professionisti. Centrale sar anche la promozione dell’innovazione tecnologica, con l’introduzione e l’impiego di strumenti digitali avanzati per l’analisi e la prevenzione dei fenomeni naturali estremi, ormai sempre pi frequenti. Nel suo discorso di insediamento, Troncarelli ha sottolineato la necessit di continuare a porre la geologia al centro delle decisioni strategiche per il futuro del Paese, ribadendo: “Il territorio italiano non pu essere gestito senza il contributo di chi lo conosce nella sua struttura pi profonda. I temi della pianificazione territoriale, della prevenzione dei rischi naturali e dello sviluppo sostenibile – afferma Troncarelli – continueranno a rappresentare i fari che guideranno ogni nostra azione. Per noi geologi, questo ci che possiamo definire il nostro giuramento di Ippocrate”. Questa la mission dell’organo di indirizzo politico, da oggi pienamente operativo. Ha inoltre espresso un sentito ringraziamento al presidente uscente Arcangelo Francesco Violo per il lavoro svolto negli ultimi cinque anni: “A lui va il nostro riconoscimento per l’impegno, la dedizione e la passione con cui ha guidato il Consiglio in una fase delicata e di transizione.” Tra i componenti eletti nel nuovo Consiglio Nazionale figurano: Eros Aiello (Toscana), Giovanni Capulli (Piemonte), Emanuele Emani (Emilia-Romagna), Giulio Iovine (Calabria), Riccardo Martelli (Toscana), Doriana Mastrangelo (Puglia), Daniele Mercuri (Marche), Giovanni Pantaleo (Sicilia), Paola Pia Pino D’Astore (Marche), Rudi Ruggeri (Lombardia) e Valentina Casolini (Liguria). Una nuova stagione si apre per la geologia italiana, con l’obiettivo dichiarato di potenziare il ruolo del geologo nelle sfide legate alla governance del territorio, ai rischi idrogeologici, alla transizione ecologica ed energetica e ai cambiamenti climatici.

(Comunicato stampa)

Francia, Dombrovskis: servono "misure consistenti" su conti 2026

Roma, 9 ott. (askanews) – La Francia deve adottare “consistenti misure” sul risanamento dei conti pubblici per centrare gli obiettivi fissati sul prossimo anno e “speriamo” che, una volta chiarita la situazione del governo, “sarà in condizioni di intervenire con misure necessarie per crescita e finanze pubbliche sostenibili”. Lo ha affermato il commissario europeo all’Economia, Valdis Dombrovskis nella conferenza stampa al termine dell’Eurogruppo.

“Ho avuto un primo incontro con il ministro Roland Lescure per discutere della situazione politica e dei prossimi passi, così come del lavoro sulla preparazione del bilancio. E’ chiaro che per il 2026 servono misure consistenti di risanamento – ha detto Dombrovskis – e sottolineo l’importanza di attenersi agli obiettivi di medio termine”.

Il processo di formazione del governo è in corso, così come quello di preparazione del bilancio. “Daremo la nostra valutazione formale nel pacchetto di autunno e speriamo – ha concluso – che presto la Francia sarà in condizioni di intervenire per fare quanto serve a crescita sostenibile e finanze pubbliche sostenibili”.

AXA Italia partner fondatore della 4 edizione Dolomite Conference

Venezia, 9 ottobre 2025 – Nella sede di Rai Veneto di Palazzo Labia a Venezia si tenuta la conferenza stampa di presentazione della quarta edizione della Dolomite Conference su Global Governance del Climate Change and Sustainability, un incontro che si pone come fornitore di idee alla conferenza delle Nazioni Unite (COP) che si terr a novembre a Belm, in Brasile.

Ad aprire l’evento, organizzato in collaborazione con il CEBRI (Centro Brasileiro de Rela es Internacionais) e una rete di altre importanti istituzioni accademiche e di ricerca, stato Francesco Grillo, Direttore del Think Tank Vision e Docente presso l’Universit Bocconi: “Rispetto alle edizioni precedenti che si sono tenute a Trento, la conferenza si tiene quest’anno a Venezia: una citt unica per il suo posizionamento sulla questione del cambiamento climatico. La conferenza tiene conto dei grandi cambiamenti politici che ci sono stati negli ultimi dodici mesi negli Stati Uniti e in Europa, ma si rafforza l’evidenza che ciascuno di noi pu misurare con un termometro l’accelerazione del cambiamento climatico e quindi la necessit di ridisegnare quest’agenda”.

Partner fondatore della Dolomite Conference il Gruppo AXA Italia, tra i leader mondiali nel settore della protezione. Intervenuta nel corso della conferenza, la Chief Customer & External Communication Officer di AXA Italia Letizia D’Abbondanza ha ribadito come la compagnia assicurativa abbia creduto fin dall’inizio nella bont del progetto, volto a mettere al centro del dibattito la scienza e la voglia di trovare soluzioni concrete al cambiamento climatico. La sostenibilit tra i pilastri del piano strategico di AXA Italia, con la volont di unire all’ambito assicurativo una serie di strumenti che rendano i clienti consapevoli dei rischi.

D’Abbondanza ha infine sottolineato la necessit di aggiornare lo story telling inerente il cambiamento climatico, traducendo le evidenze scientifiche in strumenti quotidiani, utili a persone e aziende per prendere consapevolezza sull’approccio al tema.

Manovra, Dombrovskis: pareri Commissione Ue il 23 novembre

Roma, 9 ott. (askanews) – La Commissione europea presenterà le sue valutazioni sui piani di bilancio dei paesi Ue sul 2026 il prossimo 23 novembre, con il “pacchetto di autunno”. Lo ha riferito il commissario europeo all’REconomia, Valdis Dombrovskis nella conferenza stampa al termine dell’Eurogruppo, ricordando che i suddetti piani andranno notificati entro il 15 ottobre.

“Mantenere finanze pubbliche solide, investendo in sicurezza e difesa sarà cruciale nel periodo in avanti – ha detto -. La Commissione è pronta a esaminare i piani per il 2026 entro il 15 ottobre, abbiamo ricevuto quelli di Olanda e Finlandia”. Bruxelles, ha ricordato, valuterà in particolare l’andamento futuro della spesa netta.

“I Tavoli del Mare 2025”: a Fiumicino il grande summit nazionale

Roma, 9 ott. (askanews) – All’Hilton Rome Airport Hotel di Fiumicino terza edizione de “I Tavoli del Mare”, l’appuntamento nazionale dedicato allo sviluppo della Blue Economy e alla costruzione di un modello di intermodalit integrata tra portualit, fiume Tevere, aeroporto e rete ferroviaria.

Con il sottotitolo “Dove il mare incontra il cielo”, l’evento – patrocinato da Regione Lazio e Comune di Fiumicino – si proposto come un momento di confronto strategico tra istituzioni, imprese, universit e operatori del settore, con l’obiettivo di definire soluzioni concrete per rafforzare i collegamenti tra mare e hinterland e trasformare il territorio in un hub europeo della mobilit sostenibile e dell’economia blu.

Alla sessione istituzionale hanno preso parte il Ministro per le Politiche del Mare, Nello Musumeci, la Vicepresidente della Regione Lazio, Roberta Angelilli, e il Sindaco di Fiumicino, Mario Baccini, insieme ai vertici di Aeroporti di Roma (ADR), Ferrovie dello Stato, Fiumicino Waterfront, RAM, ENAC, oltre a rappresentanti del settore della cantieristica, della nautica, della pesca e a numerosi stakeholder istituzionali e territoriali.

I tavoli di lavoro hanno visto il contributo di rappresentanti dell’Universit della Tuscia, della Fondazione Portus, della Fondazione Catalano, della Fondazione Fiumicino 3000, della Capitaneria di Porto e dell’Autorit Portuale, insieme a operatori del settore pubblico e privato.

Per Angelo Perfetti, direttore de ilfaroonline.it e ideatore della manifestazione, “Il confronto sull’intermodalit oggi cruciale: porti, aeroporto e Tevere non devono essere realt separate, ma parti di un unico sistema integrato. Il Tevere, che fu l’antica via di collegamento tra Roma e il Mediterraneo, pu tornare ad avere un ruolo anche in chiave turistica, collegando la Capitale al suo mare e alle sue eccellenze. La sfida sviluppare infrastrutture e servizi che facilitino i flussi di merci e persone senza dimenticare il rispetto dell’ambiente. Solo con soluzioni sostenibili potremo valorizzare davvero la nostra identit marittima, generando nuove opportunit economiche e culturali per il territorio.”

Dunque un appuntamento strategico per il futuro del Paese laboratorio nazionale di idee e progetti concreti, con l’obiettivo di favorire lo sviluppo economico, promuovere la sostenibilit ambientale e valorizzare il patrimonio territoriale, rafforzando il ruolo dell’Italia nel Mediterraneo e nello scenario europeo.

Cartone animato pro-Flotilla mostrato in un asilo a Roma

Roma, 9 ott. (askanews) – “Ora gridiamo tutti insieme: viva, viva la libertà! Free, free Palestine! Free, free Palestine!”: decine di persone sono invitate a scandire insieme il coro. Siamo a Roma, non in una delle tante manifestazioni pro Pal di queste giorni, non in un’aula universitaria occupata o in un circolo di collettivi antagonisti. Il contesto è molto più infantile: una classe di una scuola dell’infanzia, bambini tra i 4 e i 6 anni, al plesso “XXI Aprile” dell’Istituto Comprensivo Via Soriso, zona Aurelia, quadrante nord-ovest della Capitale.

Come raccontato all’agenzia askanews, una maestra, nell’ottica di affrontare con i più piccoli il tema del dramma del popolo di Gaza, alcuni giorni fa ha radunato i bambini e in classe, da You Tube, ha mostrato loro un video di 9 minuti. “C’ERA UNA SVOLTA – raccontare ai bambini il movimento della Global Sumud Flotilla” è il titolo: un fimato, spiega la didascalia, “in sostegno al movimento umanitario, civile, globale e pacifico più grande della storia: Global Sumud Flotilla. Siate liberi di condividere questa storia con i bambini che avete intorno, che siate genitori, insegnanti, educatori o esseri umani responsabili”.

Si tratta di un cartone animato che ha come protagonista un orsacchiotto, di nome Agi, che non riesce a dormire, è preoccupato “per quello che gli ha raccontato il suo amico Amir, un orso gentile che abita in una terra lontana, tra il fiume il mare”, la Palestina. Una terra che “è stata attaccata dalla cattiveria che vuole mandarli via e prendere il loro bosco”, racconta la storia, mostrando Agi che da un Pc vede un video di altri piccoli animali, volpi e conigli, feriti, con le loro tane a fuoco per i bombardamenti. Gli animali del bosco “hanno tanta fame” e anche la loro scuola è stata distrutta, come anche i loro giocattoli. Orso Agi giustamente non si dà pace, è triste, “non sa come aiutare tutti quei cuccioli spaventati”, e chiede aiuto alla luna, una luna piena che mangia una fetta di cocomero, che gli dà un’idea.

Allora Agi, con un radio al grido di “viva, viva la libertà! Free, free Palestine!” (che la voce narrante invita più volte a ripetere tutti insieme) convoca i suoi amici, costruiscono una imbarcazione, poi si reca anche nelle scuole a cercare sostegno, “perchè ogni cucciolo conosca la verità”. Parte poi una flotilla di barchette di carta: “la cattiveria fa di tutto per spaventarli, ma “l’anguria è buona, dolce e fresca” e la flotta dei cuori di anguria solca il mare, arrivando infine da orso Amir in Palestina. “Nessuno è troppo piccolo per fare la differenza”, la morale che conclude il video.

Come spesso ormai accade nelle chat scolastiche, saputo l’accaduto i genitori si sono divisi, tra chi ha apprezzato la modalità di trattare un tema difficile con un linguaggio delicato adatto ai bambini e chi, invece, ha protestato e chiesto spiegazioni alla preside, ritenendo l’argomento non pertinente per le attività di un asilo, soprattutto quell’invito ai piccoli a gridare “free, free Palestine!” tutti insieme in classe.

Mattarella a Tallinn per Arraiolos e visita a Base Nato di Amari

Tallinn, 9 ott. (askanews) – Il vertice Arraiolos tra i capi di Stato non esecutivi dell’Unione europea quest’anno si tiene a Tallinn, in Estonia, il paese baltico tra i più esposti dell’Europa alle tensioni con la Russia. Sergio Mattarella arriverà in serata per incontrare i suoi omologhi e confrontarsi proprio su medioriente e Gaza nella giornata in cui sembra più vicino il Piano di pace predisposto da Trump.

Domani mattina si svolgerà la ventesima Riunione dei Capi di Stato del Gruppo Arraiolos con al centro i temi dell’intelligenza artificiale. Il capo dello Stato verrà accolto dal presidente della Repubblica estone Alar Karis prima di partecipare alla sessione di lavoro.

Nell’occasione del viaggio in Estonia il capo dello Stato ha deciso di fare visita anche alla base aerea di Ämari dove sono presenti militari italiani del contingente Nato guidati dal comandante Operativo di Vertice Interforze (COVI), Generale di Corpo d’Armata Giovanni Maria Iannucci e il Comandante della Task Force Air (TFA) – 32° Stormo, Col. Gaetano Farina che illustrerà al Presidente l’attività in cui sono impegnati i nostri militari qui in Estonia. La base aerea di Ämari in Estonia è un’importante struttura NATO utilizzata per le operazioni di pattugliamento aereo e difesa collettiva nel Baltico, attualmente ospita forze italiane con aerei F-35.

Hamas: ci sono contrasti sulla lista dei prigionieri

Roma, 9 ott. (askanews) – Un accordo di cessate il fuoco nella Striscia di Gaza non è stato ancora firmato a causa di contrasti sulla lista di diversi prigionieri palestinesi la cui liberazione è richiesta da Hamas. Lo ha dichiarato Walid Kilani, portavoce in Libano del movimento integralista islamico palestinese.

“Un accordo di cessate-il-fuoco nella Striscia di Gaza non è stato ancora firmato a causa di contrasti sulla lista dei leader palestinesi incarcerati e che dovrebbero essere rilasciati dalle carceri israeliane. Tra questi ci sono Marwan Barghouti, Abdullah Barghouti, Ahmad Saadat, Ibrahim Hamed e Hassan Salama”, ha affermato Kilani.

Le armi dei movimenti di resistenza, tra cui Hamas, e la questione della governance della Striscia di Gaza non sono state discusse in questa fase dei negoziati indiretti in Egitto, ha aggiunto il portavoce.

Un anno in più all’uomo che ha fatto ricorso contro condanna Pelicot

Roma, 9 ott. (askanews) – Un anno in più di carcere all’uomo che ha fatto ricorso contro la condanna per lo stupro di Gisèle Pelicot: lo ha deciso – scrive la stampa francese – la Corte d’appello di Nimes, nel Sud della Francia.

Husamettin Dogan, 44 anni, di origini turche, si era dichiarato innocente, nonostante le immagini video mostrate in tribunale che lo ritraevano mentre penetrava Gisèle Pelicot immobile. La sua condanna a 9 anni in primo grado è stata ora innalzata di un anno, a 10 anni. L’accusa aveva chiesto una pena di 12 anni di reclusione per Dogan, il quale sosteneva di essere stato “vittima” di Dominique Pelicot.

Dogan è stato condannato per “stupro aggravato” lo scorso dicembre, durante un processo in cui sono stati condannati altri 50 uomini. Dei 51 uomini condannati, 17 hanno inizialmente presentato ricorso, per poi ritirarlo poco dopo.

Gisèle Pelicot, 72 anni, è stata drogata dall’allora marito per circa un decennio e violentata a sua insaputa da decine di uomini reclutati su internet.

Generali Italia, i dati del Welfare Index PMI

Roma, 9 ott. (askanews) – Si tenuta a Roma, la tappa del roadshow2025 dedicato al territorio per diffondere e promuovere la cultura del welfare aziendale tra le aziende di piccole e medie dimensioni, con la presentazione del Rapporto Welfare Index PMI Lazio. Welfare Index PMI il primo indice che misura il livello di welfare aziendale delle piccole e medie imprese italiane. Promosso da Generali Italia con la partecipazione delle principali Confederazioni italiane: Confindustria, Confagricoltura, Confartigianato, Confprofessioni e Confcommercio. Generali produttore, fornitore e promotore di welfare operando su tre diversi fronti: iniziative per i 14 mila dipendenti in Italia; soluzioni personalizzate per le imprese assicurate; progetti dedicati allo sviluppo della cultura del welfare nelle piccole e medie imprese, come il Welfare Index PMI. Abbiamo parlato con Massimo Monacelli, General Manager di Generali Italia:

“Siamo molto colpiti di vedere come in questi ultimi dieci anni il tema del welfare si sia sviluppato a livello di piccola e media impresa in quantit, in qualit, in un modo davvero notevole. Testimonianza che questa iniziativa che abbiamo in paternariato con il Ministero del Lavoro, con le confederazioni nazionali, sta portando davvero un valore di crescita, di consapevolezza di questo settore. Sul welfare noi ci impegniamo tanto anche come datori di lavoro perch il welfare raggiunge i nostri oltre tredicimila dipendenti in Italia, una palestra, un laboratorio per noi molto importante perch ascoltando tutti i nostri colleghi noi lavoriamo per continuamente migliorare e arricchire i nostri servizi di nuove soluzioni a beneficio delle persone e vediamo quanto questo aumenti l’ingaggio delle persone all’interno dell’azienda e crea un valore condiviso”.

Negli ultimi otto anni, le imprese laziali con livello di welfare elevato sono triplicate passando dal 12% nel 2016 al 36% nel 2024 distinguendosi per continuit, buone pratiche e contributo al benessere territoriale. quanto emerge dal Rapporto Welfare Index PMI Lazio. Fondamentale l’impatto positivo che il welfare ha sui lavoratori e sulle loro famiglie. intervenuta Barbara Lucini, Responsabile Country Sustainability & Social Responsibility:

“Ci troviamo in una situazione in cui abbiamo una forte accelerazione, una forte responsabilit sociale delle imprese sul territorio, con una forte partecipazione delle istituzioni, presenti a nostro appuntamento con figure di grande rilevanza, abbiamo un terzo settore assai attivo, quindi ci sono le premesse per un rilancio dei sistemi di welfare nel nostro paese, per un rinnovamento dei modelli di servizio che siamo usciti affinch il welfare sia non solo un modello che distribuisce risorse ma ne genera anche di nuove”.

Welfare Index PMI mira a stimolare il cambio culturale sulla consapevolezza del valore del welfare integrativo in azienda. Perch l’interconnessione tra realt produttiva e territorio il pi grande successo che si possa perseguire per la sicurezza, il benessere dei dipendenti e delle loro famiglie e lo sviluppo del nostro Paese.

Poste Italiane, bonifici istantanei veloci e sicuri

Roma, 9 ott. – Da oggi entrano in vigore le nuove regole europee sui bonifici. Nel tutorial del TG Poste vediamo come compiere l’operazione in modo semplice e sicuro con la Super App di Poste Italiane.

Green Power Energia, perch investire nell’efficienza energetica

Roma, 9 ott. – Il settore dell’efficientamento energetico cresce, e con lui anche l’interesse di tante realt che si affacciano su questo mercato con approcci diversi. C’ chi punta tutto sugli incentivi, chi propone soluzioni standard, chi si limita alla fase d’installazione. Green Power Energia ha scelto un’altra strada: ascolto, metodo e soluzioni su misura, perch dietro ogni impianto ci sono esigenze precise. Ne abbiamo parlato con Igor Bruzzese, Ceo dell’azienda:

“Tra le motivazioni che spingono molti privati a fare questa scelta non c’ solo il risparmio in bolletta. Chi si approccia all’efficienza energetica desidera avere un miglioramento del proprio stile di vita e del confort abitativo. Le aziende, invece, si muovono verso questa direzione per ragioni di carattere economico e di sicurezza energetica, alla luce anche di ci che sta accadendo nel mondo, basti pensare ai recenti conflitti internazionali. Inoltre, avere sicurezza energetica per un’azienda vuol dire avere di costi di produzione stabili e calcolabili, donando ai propri prodotti un’impronta green.”

Non tutte le soluzioni proposte dagli operatori del settore sono davvero pensate su misura: e proprio da qui parte il metodo di Green Power Energia: “Oggi molto diffuso il concetto di ‘pacchetto’, – afferma Bruzzese – tuttavia noi riteniamo che l’impianto vada customizzato, quindi cucito sulle esigenze del cliente. Capita spesso di approcciarsi ad aziende che hanno gi dei sistemi di efficientamento energetico, ma che non sono n efficaci, n efficienti: in Green Power Energia partiamo dall’analisi delle esigenze, tramite i nostri specialisti sul territorio, per passare poi a una fase di progettazione all’interno dell’azienda e solo successivamente facciamo la proposta al cliente, una proposta di valore.” Ma per ottenere risultati nel tempo, non basta installare un sistema per l’efficientamento energetico: serve qualcuno che sappia prendersene cura, anche dopo. “Il post vendita fondamentale: spesso l’efficacia di un sistema di efficientamento legata a una buona manutenzione e a interventi tempestivi su eventuali malfunzionamenti che, seppur rari, possono verificarsi. La nostra azienda, con quasi quindici anni di esperienza nel settore, in grado di gestire tutte le problematiche e le esigenze del cliente” conclude Igor Bruzzese. Un team specializzato e sempre orientato alla crescita: per Green Power, il vero valore comincia dalle persone. per questo che l’azienda ha scelto inoltre di investire sulla formazione, sia tecnica che personale, affinch i giovani talenti possano crescere nella terra che li ha visti nascere.

(Servizio Pubbliredazionale)

Atletica, spionaggio su Jacobs: Giacomo Tortu stop per 3 anni

Roma, 9 ott. (askanews) – Giacomo Tortu, fratello di Filippo e tesserato Fidal, è stato squalificato e inibito per 36 mesi per spionaggio illegale ai danni di Marcell Jacobs: lo ha deciso il Tribunale federale della Fidal (Federazione Italiana di Atletica Leggera). La Procura federale aveva chiesto la radiazione. Nel suo dispositivo, il Tribunale federale scagiona la Raptors Milano, società di Giacomo Tortu, e conferma “l’estraneità di Filippo Tortu” all’azione “posta in essere nel suo presunto interesse”.

Nel dispositivo del Tribunale federale si legge che “pur a fronte della richiesta di radiazione fatta dalla Procura e della gravissima condotta posta in essere dal Sig. Giacomo Tortu, si ritiene equo irrogare al medesimo le congiunte sanzioni della squalifica e della inibizione temporanea, entrambe nella misura edittale massima di anni tre, ai sensi dell’art. 5 commi 1, 5 e 6 R.G., che comportano il divieto di svolgere in tale periodo qualsiasi attività in ambito Fidal”. Nel dispositivo viene confermato che “il campione olimpionico Filippo Tortu risulta assolutamente estraneo all’iniziativa dell’Incolpato”

Ferrari svela piano 2030 e primi dettagli bev. Titolo crolla in Borsa

Maranello, 9 ott. (askanews) – Ferrari svela al Capital markets day a Maranello i primi particolari dell’elettrica, aggiorna i target 2025 e presenta il nuovo piano industriale al 2030 che prevede una crescita dei ricavi a 9 miliardi, della redditività, con un margine lordo di almeno il 40%, 4 lanci l’anno e un aumento della politica di dividendi dal 35% al 40% degli utili. Negativa la reazione in Borsa dove il titolo è stato anche sospeso per eccesso di ribasso con perdite fino al 16%.

“I numeri sono un punto di partenza, ma il mercato si aspettava ricavi più alti, questo è chiaro. E’ importante che rispettiamo gli obiettivi, non possiamo vincolarci a target che poi non siamo in grado di raggiungere. Dobbiamo essere prudenti”, ha detto il Ceo di Ferrari, Benedetto Vigna durante il Capital markets day

In merito al piano “è ambizioso come quello del 2022. Vogliamo continuare a crescere ed essere esclusivi e per esserlo non possiamo produrre troppe auto”, ha detto Vigna.

Rispetto all’Ipo del 2015 “Ferrari oggi è un’azienda ancora più forte”, ha detto il presidente John Elkann che ha voluto ribadire il suo impegno “personale” nel sostenere il brand e ha annunciato l’apertura nel 2029 del polo formativo M-Tech a Maranello. La prima elettrica del brand dimostra “la nostra volontà di progredire, la sua architettura è rivoluzionaria”, ha detto Elkann.

Oltre ai numeri al 2030, Ferrari ha aggiornato i target 2025: i ricavi sono ora attesi a 7,1 miliardi di euro (da 7 mld), l’Ebitda a 2,72 miliardi (2,68 mld) pari a un margine del 38,3%, con una generazione di cassa industriale di 1,3 miliardi (1,2 mld). Oggi sono 90mila i clienti attivi, in crescita del 20% rispetto al 2022.

“Raggiungiamo con un anno di anticipo i target di redditività. Abbiamo un portafoglio ordini fino al 2027 che è un punto di forza per il nuovo piano la 2030”, ha detto il Cfo Antonio Picca Piccon.

Riguardo i target del nuovo Piano 2026-2030, Ferrari punta a raggiungere ricavi netti di circa 9 miliardi di euro, con un tasso di crescita annuale composto di circa il 5%, grazie principalmente al mix prodotto e alle personalizzazioni. L’Ebit è atteso ad almeno 2,75 miliardi (margine 30%), l’Ebitda a 3,6 miliardi (margine 40%). La generazione di free cash flow industriale cumulato è vista a circa 8 miliardi nel periodo 2026-2030, a fronte di investimenti cumulati per circa 4,7 miliardi, il 40% nel primo anno.

In aumento anche i dividendi con un pay-out alzato al 40% dal 35% dell’utile pari a un ammontare cumulato di circa 3,5 miliardi dal 2027 al 2031. Inoltre nell’arco del piano è previsto un nuovo programma di buyback per circa 3,5 miliardi di euro.

Sul fronte prodotto prevede quattro nuovi lanci l’anno con la Ferrari elettrica che sarà un’aggiunta all’offerta dei modelli di gamma. Nel 2030 l’offerta di prodotti sarà per il 40% Ice, 40% ibrida e 20% elettrica, obiettivo dimezzato rispetto al 40% indicato nel vecchio piano. Secondo quanto suggerito dal Ceo Vigna, è probabile attendersi un secondo modello elettrico nell’arco del piano.

Intanto Ferrari ha presentato i dettagli, powertrain sospensioni e telaio, del primo modello bev che uscirà a maggio 2026, con altre tappe intermedie con nuovi dettagli. Diversi componenti, fra cui le batterie che saranno sostituibili, e i motori, sono prodotti nel nuovo E-Building che è stato completato. Il nome della vettura, una quattro porte come la Purosangue, e il prezzo saranno annunciati più avanti. Dalla presentazione è emerso che avrà due assali elettrici progettati internamente, 4 ruote motrici all’occorrenza e sterzanti. La potenza supera i mille cavalli (1.130 circa) per uno 0-100 km/h in 2,5 secondi, 310 km/h di velocità massima e un’autonomia fino a 530 km.

“La Ferrari Elettrica non vuole essere alternativa ma aggiuntiva nella nostra gamma. È la miglior decisione che potevamo prendere. E’ la dimostrazione che possiamo gestire più tecnologie e realizzare prodotti unici. Ci aiuterà ad allargare la nostra base clienti”, ha detto Vigna.

Agrivoltaico, Boccanera (NextEnergy): Giugliano modello virtuoso

Roma, 9 ott. (askanews) – Presentato a Napoli il parco agrivoltaico “Terra del Sole: modello di cooperazione e innovazione sostenibile” da Gianluca Boccanera, Global Managing Director Starlight, societ del Gruppo NextEnergy che si occupata dello sviluppo di questo progetto: “Oggi celebriamo non tanto un progetto in s, che ha visto finalmente la luce dopo pi di sei anni di gestazione progettuale e autorizzativa, ora in fase di realizzazione, quanto piuttosto un modello virtuoso e sostenibile di sviluppo che vede la collaborazione fattiva e positiva del mondo delle istituzioni, associazioni di categoria e imprenditoria privata. Terra del Sole rappresenta un modello di co-progettazione che parte dal basso e che mette al centro l’agricoltura e la produzione di energia pulita, che porta sviluppo e benessere alle comunit locali oltre che rilancio sociale e ambientale. Siamo convinti che simili progetti possano davvero portare a non perdere, ma anzi a recuperare terreni utili ora abbandonati o in via di abbandono da un punto di vista agricolo, mentre si d un contributo alla transizione energetica e si perseguono obiettivi di rilancio sociale oltre che ambientale. Noi come Gruppo NextEnergy ci siamo, per mettere a disposizione le nostre competenze e i nostri capitali e speriamo di poter proseguire il rapporto proficuo instaurato in particolare con Coldiretti per individuare altre aree che possono essere recuperate e maggiormente valorizzate dal connubio tra agricoltura e fotovoltaico”.

Agrivoltaico, Bellelli: a Giugliano risposta vincente

Roma, 9 ott. (askanews) – “Noi di Coldiretti Campania siamo contenti che questa iniziativa sia nata in un territorio difficile. Una zona che in passato ha creato danni a quel mondo agricolo che oggi cerca riscatto dando prova di quanto sia importante la sostenibilit per quello stesso territorio. E’ una risposta vincente. Un’iniziativa che offre anche la possibilit alle aziende agricole di poter trarre un altro reddito da un’altra attivit. Sono questi i motivi che rendono importante questo primo impianto. Sicuramente in futuro ci sar modo di poterlo replicare in altre zone”.

Lo ha dichiarato Ettore Bellelli, Presidente Coldiretti Campania, in occasione della presentazione a Napoli di “Terra del Sole” l’ambizioso e rivoluzionario progetto che promette di segnare un nuovo corso per l’agricoltura e l’energia pulita in Italia. Un parco agrivoltaico frutto di intese, coprogettazione e figlio di un modello di sviluppo che vede imprenditori ed agricoltori alleati per favorire la transizione energetica sostenibile nel rispetto del bene pi prezioso: la terra. Sviluppato da NextEnergy Group e in fase di realizzazione a Giugliano in Campania.

Guterres (Onu): "Tutte le parti rispettino l’accordo di pace a Gaza"

Roma, 9 ott. (askanews) – Il segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres ha invitato tutte le parti coinvolte nella guerra di Gaza a rispettare pienamente l’accordo di pace proposto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump e a cogliere le opportunità che offre.

“Esorto tutte le parti a rispettare pienamente i termini dell’accordo e a sfruttare appieno le opportunità che offre”, ha detto ai giornalisti alle Nazioni Unite. Guterres ha anche chiesto che “tutti gli ostaggi” siano “rilasciati con dignità”, mentre l’Onu – ha sottolineato – è pronta a fornire il suo pieno sostegno all’attuazione dell’accordo.

Fragilit e rinascita, l’arte di Miyazaki al Ninfeo di Villa Giulia

Roma, 9 ott. (askanews) – “Se dovessi trovare un messaggio nella mia arte, potrebbe essere ‘immagina il futuro'”, dice l’artista giapponese Keita Miyazaki, arrivato a Roma per inaugurare la sua personale al Ninfeo del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, aperta ai visitatori fino al 2 novembre.

“The Eternal Duality – L dove scorre l’acqua, tra storia e rinascita” l’esposizione site-specific – curata da Pier Paolo Scelsi con la co-curatela di Ilaria Cera (Crea) e la direzione artistica di Riccardo Freddo (Rosenfeld Gallery) – pensata in dialogo con l’architettura del Ninfeo e con l’acqua che qui tornata a scorrere. Le nove installazioni realizzate con parti di motori dismessi, lamiere industriali, carta impermeabile colorata e piegata, feltro e tessuti, esprimono la dualit tra antico e moderno, tra parti dure e massicce e parti delicate, tra l’arte che ha il potere di rigenerare, come gli oggetti riciclati usati, e la fragilit del presente.

L’artista di Tokyo, attivo tra Giappone e Regno Unito, dallo tsunami del 2011 ha approfondito la sua ricerca sul creare arte da scarti e macerie, che rivivono. “Dobbiamo pensare al mondo futuro che vogliamo – spiega – a come possiamo utilizzare i materiali, parti industriali di auto rottamate, cose che nessuno usa pi, a come far convivere sistema meccanico e natura. E io li combino insieme proprio per per far riflettere sul rapporto tra l’uomo e la natura”. ” incredibile essere a Roma- dice – la mia prima mostra qui, sento un po’ di pressione nel confrontarmi con la storia romana, ma sono onorato di mostrare il mio lavoro e spero che le persone possano trarne ispirazione”.

la prima volta che l’arte contemporanea entra a Villa Giulia. Luana Toniolo, Direttrice del Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia: “Il Museo Etrusco di Villa Giulia non solo il pi importante museo etrusco al mondo, un museo ospitato in una delle ville pi belle del Rinascimento, che nel ‘600 veniva considerata l’ottava meraviglia, noi pensiamo che per valorizzarla il modo migliore sia proprio farlo tramite l’arte contemporanea”. ” un’opera basata sull’acqua – ha aggiunto – e Villa Giulia nasce grazie all’acqua tra il 1550 e 1l 1555 nel punto in cui ancora sgorgava l’acquedotto dell’Acqua Vergine di et romana”.

Il percorso si snoda tra il Ninfeo, la Grotta dell’Acqua Virgo la Sala dello Zodiaco e il Giardino Sinistro, da dove si scorge l’Istituto di Cultura Giapponese in dialogo diretto con Miyazaki.

“Ripensiamo l’Europa”: il programma del convegno

I democratici cristiani possono andare fieri della loro storia e contribuire, in questa fase, a una nuova riflessione sull’Europa. Ha scritto infatti Etienne Borne, eminente filosofo francese e maïtre à penser del Mouvement Populaire Republicain (MRP), che “il sogno europeo è il contributo della politica democristiana a questo secolo” ventunesimo.

Con il suo esempio di ordinamento sovranazionale, unico ad essere sperimentato con successo nel secondo Novecento, l’Europa ha garantito 70 anni di pace in un continente afflitto da guerre fin dal medioevo. È nata una moneta unica che ha messo in evidenza come l’integrazione economica, civile e culturale non sia più un semplice auspicio, ma una condizione indispensabile per avanzare sulla strada della crescita comune legando partecipazione democratica, equità sociale ed innovazione.

Ora, è convinzione diffusa che nel quadro di risorgenti imperialismi l’Europa costituisca una riserva di civiltà. La democrazia è sotto attacco, sono a rischio le nostre libertà. Come salvare, allora, un patrimonio di valori che sostiene l’impalcatura dell’Unione? E soprattutto come rinnovarlo nel contesto di sfide così grandi e minacce così forti, con una guerra di occupazione ai danni dell’Ucraina, che scoperchia la tradizionale volontà della Russia di fare dell’Europa uno spazio di neutralità militare e di subalternità politica?

Certo, nell’immediato la risposta non può non riguardare la capacità di difesa, visto ciò che incombe all’orizzonte; ma alla lunga non può non esigere uno sforzo di attenzione al cammino necessario per una maggiore integrazione politica e istituzionale. Industria, servizi, welfare: serve “riarmare” un modello di sviluppo. Più Europa significa reinvenzione di una storia, per riscoprire il nucleo vitale della politica di De Gasperi, Adenauer e Schuman. Da qui, senza integralismi e preclusioni, la propettiva di un’Unione europea che possa ancora avvantaggiarsi di una memoria straordinariamente ricca e della spinta evocativa che da essa si sviluppa sulla scia dell’umanesimo cristiano.

“Ripensiamo l’Europa”, dunque: questo è il titolo della lectio magistralis che terrà il prof. Jean-Dominique Durand al convegno promosso dall’Associazione Nazionale Democratici Cristiani (ANDC) e dal Centro Documentazione Europea (Lumsa). È un invito alla riflessione e all’impegno, in condizioni tutte nuove. Come ieri nel contesto di una grande forza unitaria, così oggi, in nome di una limpida appartenenza ideale, ciascuno è chiamato a dare il proprio apporto al rinvigorimento di quella che De Gasperi chiamava la “nostra Patria Europa”.

Scarica il programma completo

Il governo israeliano fa sapere che non libererà Marwan Barghouti

Roma, 9 ott. (askanews) – Israele non intende rilasciare il leader politico palestinese Marwan Barghouti, definito “terrorista” da Tel Aviv, nell’ambito dell’accordo raggiunto con Hamas per il rilascio degli ostaggi israeliani detenuti a Gaza in cambio della liberazione di prigionieri palestinesi. Lo ha dichiarato un portavoce del governo israeliano.

“Posso dirvi fin da ora che non sarà coinvolto in questo rilascio”, ha dichiarato ai giornalisti il portavoce Shosh Bedrosian, secondo quanto riporta il Times of Israel. Barghouti sta scontando cinque ergastoli per il suo ruolo nella pianificazione di attacchi terroristici che hanno ucciso cinque israeliani durante la Seconda Intifada.

Agrivoltaico, Bonavitacola: a Giugliano si riscrive la storia

Roma, 9 ott. (askanews) – “Il parco agrivoltaico ‘Terra del Sole’ riscrive la storia di Giugliano, combinando in modo esemplare modernit, tecnologia e rispetto per l’ambiente. L’unione tra la produzione di energia da fonte rinnovabile e l’agricoltura lancia un messaggio potente per riportare il territorio a splendere. Dobbiamo ringraziare NextEnergy Group e Coldiretti per aver fortemente creduto in questa iniziativa, la Regione pienamente al loro fianco. Questo progetto rappresenta una speranza concreta per la rinascita della comunit giuglianese e per la valorizzazione del suo territorio, un chiaro segnale di fiducia nel futuro”.

Lo ha dichiarato Fulvio Bonavitacola, Vice Presidente e Assessore all’Ambiente, Regione Campania, in occasione della presentazione a Napoli di “Terra del Sole” l’ambizioso e rivoluzionario progetto che promette di segnare un nuovo corso per l’agricoltura e l’energia pulita in Italia. Un parco agrivoltaico frutto di intese, coprogettazione e figlio di un modello di sviluppo che vede imprenditori ed agricoltori alleati per favorire la transizione energetica sostenibile nel rispetto del bene pi prezioso: la terra. Sviluppato da NextEnergy Group e in fase di realizzazione a Giugliano in Campania.

Agrivoltaico, Pecoraro Scanio: Giugliano “Terra del Sole”

Roma, 9 ott. (askanews) – “In un paese dove si fanno tante chiacchiere, spesso a vanvera, fare cose concrete un fatto rivoluzionario. Per esempio il pi grande impianto agrivoltaico etico, cio realizzato insieme tra agricoltori e aziende produttrici di energie rinnovabili”. Lo ha dichiarato Alfonso Pecoraro Scanio, Presidente della Fondazione UniVerde, alla presentazione a Napoli di “Terra del Sole”, l’ambizioso e rivoluzionario progetto che promette di segnare un nuovo corso per l’agricoltura e l’energia pulita in Italia. Un parco agrivoltaico frutto di intese, coprogettazione e figlio di un modello di sviluppo che vede imprenditori ed agricoltori alleati per favorire la transizione energetica sostenibile nel rispetto del bene pi prezioso: la terra. Sviluppato da NextEnergy Group e in fase di realizzazione a Giugliano in Campania.

“La Campania, con la sua inestimabile specificit e la sua tradizione agricola di pregio, ha l’opportunit unica, con il parco agrivoltaico ‘Terra del Sole’, di porsi come laboratorio nazionale di questa svolta. Partendo dall’iniziativa di Giugliano in Campania, la nostra agricoltura ha il potenziale per essere la protagonista indiscussa delle transizioni energetica ed eco-digitale. Queste sfide, legate alla produzione rinnovabile e agroalimentare sostenibili, possono trasformarsi in un volano di sviluppo economico e tecnologico a beneficio della comunit e della sua autonomia produttiva. Modelli come il parco ‘Terra del Sole’, con moduli sopraelevati e ben distanziati tra di loro, dimostrano che possibile integrare la produzione energetica pulita con le attivit del primo settore. Il rispetto e la continuit dei suoli agricoli fertili stata una priorit che mi sono posto da Ministro dell’Agricoltura, prima, e poi da Ministro dell’Ambiente. La transizione sostenibile solo se le infrastrutture energetiche e il progresso digitale pi avanzati lavorano per il bene della terra e dei suoi frutti e questo parco agrivoltaico ne un esempio concreto”, ha aggiunto Pecoraro Scanio.

Festa Roma, in anteprima il docufilm "Pontifex" di Daniele Ciprì

Roma, 9 ott. (askanews) – Sarà presentato in anteprima alla Festa del Cinema di Roma “Pontifex”, il documentario diretto da Daniele Ciprì, nato dal soggetto di Massimo Maria de’ Cavalieri e sviluppato con la sceneggiatura del Prof. Arnaldo Colasanti. Prodotto da Mnemosyne e OvePossibile, “Pontifex” intreccia testimonianza, spiritualità e narrazione cinematografica per affrontare le grandi domande del nostro tempo. E dopo il passaggio alla Festa sarà distribuito in sala 24, 25 e 26 novembre da Film Club Distribuzione.

Al centro del documentario, che sarà presentato il 15 ottobre al Teatro Studio Gianni Borgna e il 16 al Giulio Cesare, l’intervista esclusiva a S.E.R. Mons. Rino Fisichella, una delle voci più autorevoli della Chiesa cattolica, che si confronta con temi centrali del dibattito contemporaneo, utilizzando un linguaggio accessibile, essenziale, ma capace di trasmettere la dirompente forza della Speranza.

“Pontifex” alterna linguaggi e registri: accanto alla parte documentaristica, trova spazio una sezione fiction che dà corpo a una narrazione simbolica e universale. In un dialogo immaginifico tra tre personaggi – una donna (la Speranza), un uomo (il Suicida) e una figura terza (il Mondo) – il documentario riflette sul rapporto tra l’essere umano e la fede, tra la crisi e la ricerca di senso. Ad accompagnare nel viaggio, gli attori Rossella Brescia, Cesare Bocci e Gianni Rosato.

Arricchiscono il film, una selezione di materiali d’archivio concessi da Vatican Media e dall’Istituto Luce, tra cui sequenze inedite delle celebri “Visite del Venerdì della Misericordia” compiute da Papa Francesco durante l’Anno Giubilare 2016: incontri con malati, anziani, disabili, bambini, realtà spesso invisibili raggiunte dal Pontefice con grande umanità.

“Pontifex” non è solo un documento di fede, come testimoniato dal Patrocinio del Dicastero Vaticano per l’Evangelizzazione, ma un viaggio umano e visivo attraverso i luoghi simbolo della città del Giubileo, i suoi quartieri più autentici, i luoghi di culto e il volto della città che accoglie pellegrini da tutto il mondo, nel loro cammino verso la Porta Santa.

Zucchero chiude con un grande successo le sue 12 date all’Arena

Milano, 9 ott. (askanews) – Grande successo per il ritorno live di Zucchero “Sugar” Fornaciari all’Arena di Verona. Con oltre 120.000 spettatori per i suoi 12 show che si sono tenuti tra il 16 settembre e ieri, mercoledì 8 ottobre, Zucchero si conferma l’artista dei record dell’anfiteatro veronese: si contano, infatti, oltre 720.000 spettatori da tutto il mondo nei 66 concerti tenuti ad oggi sul palco che più di ogni altro lo ha celebrato nella sua carriera! Inoltre, continua a detenere il primato di 22 show in un solo anno (da settembre 2016 a settembre 2017) e quello di 14 concerti consecutivi (tra aprile e maggio 2022). Il tour internazionale prosegue in Nord America. Tornano anche il prossimo anno le “sere d’estate” di forti emozioni e di grande musica dal vivo: dopo il successo degli ultimi due anni, Zucchero torna live negli stadi italiani e per la prima volta nell’ambito del prestigioso festival Umbria Jazz con il suo tour “Overdose d’amore”. La sua voce inconfondibile e unica, il repertorio ricco di brani che emozionano e scatenano da sempre fan da ogni angolo del mondo, la band straordinaria composta da grandissimi professionisti nazionali e internazionali e la sua carica esplosiva attraverseranno l’Italia regalando ancora una volta un’overdose di musica tutta suonata dal vivo e di pura energia.

Con lui sul palco, a suonare i suoi più grandi successi, la fedele super band composta da Polo Jones (Musical director, bass), Kat Dyson (guitars, bvs), Peter Vettese (hammond, piano and synth), Mario Schiliro’ (guitars), Adriano Molinari (drums), Nicola Peruch (keyboards), Monica Mz Carter (drums, percussions), James Thompson (horns, bvs), Lazaro Amauri Oviedo Dilout (horns), Carlos Minoso (horns) e Oma Jali (backing vocals).

Queste le date del tour “Overdose d’Amore” (prodotte da Friends & Partners):

4 luglio al Bluenergy Stadium – Stadio Friuli di UDINE 6 luglio allo Stadio Dall’Ara di Bologna 8 luglio allo Stadio Adriatico di Pescara 11 luglio all’Arena Santa Giuliana (Umbria Jazz) di Perugia 14 luglio allo Stadio Franco Scoglio di Messina I biglietti sono in prevendita su TicketOne e nei punti vendita abituali.

Per ulteriori informazioni consultare il sito: www.friendsandpartners.it.

Lucio Corsi annuncia l’uscita del disco La Chitarra Nella Roccia

Milano, 9 ott. (askanews) – Lucio Corsi annuncia il disco live “La Chitarra Nella Roccia – Lucio Corsi dal vivo all’Abbazia di San Galgano”, in uscita venerdì 14 novembre e da oggi disponibile in pre-order a questo link nei formati fisici Vinile Edizione speciale doppio LP trasparente 180 gr (include 12 pagine di booklet con foto, testi inediti, un fumetto originale e l’esclusiva locandina del film, anche in versione autografata), Vinile Nero doppio LP 180 gr, Cd con poster autografato e Cd con poster.

L’album si compone delle 21 tracce eseguite dal vivo durante il concerto tenutosi lo scorso luglio nella celebre abbazia cistercense di Chiusdino (Siena): una ricca tracklist che ripercorre i brani più amati del repertorio del cantautore, oltre alle canzoni tratte dall’ultimo disco “Volevo essere un duro” (disco d’oro), per l’occasione suonate da 16 musicisti.

L’omonimo film concerto – che racconta un live speciale in un luogo d’eccezione, affascinante e carico di storia – verrà presentato il 25 ottobre 2025 alla 20° edizione della Festa del Cinema di Roma, con la presenza dell’artista.

Con la regia di Tommaso Ottomano, fratello artistico, regista e co-autore di Lucio, e la produzione di Sugar, il film “La Chitarra Nella Roccia – Lucio Corsi dal vivo all’Abbazia di San Galgano” rafforza ancora di più il legame dell’artista con la sua terra. Le linee eleganti e imponenti dell’Abbazia – un gioiello incastonato nelle campagne toscane – fanno da cornice ad una serata irripetibile, in una dimensione più intima, che viene adesso finalmente svelata al pubblico.

Racconta il cantautore: «”La Chitarra Nella Roccia”, il film del concerto all’Abbazia di San Galgano catturato su pellicola 16mm, sarà presentato alla Festa del Cinema di Roma a ottobre. Tra le rovine di questo luogo magico che si staglia in mezzo ai campi della Toscana, sono atterrati due amplificatori giganti, 16 musicisti e i loro strumenti. Il film è diretto da Tommaso Ottomano e interpretato da me insieme al resto della banda. Nonostante la mancanza di un tetto nell’Abbazia, cosa che consentirebbe alla musica una facile via di fuga nel cielo, anche le canzoni sono state intrappolate in un disco.»

Aggiunge Tommaso Ottomano sulla creazione del film: «Sono passati più di dieci anni da quando io e Lucio ci siamo detti che avremmo voluto fare un concerto dentro l’Abbazia di San Galgano. Me la ricordo dalle gite in macchina da bambino e Tarkovskij, un posto magico, sospeso tra memoria e leggenda. Alla fine ce l’abbiamo fatta, e suonarci dentro è stata un’esperienza unica che era obbligatorio immortalare con una cinepresa. Abbiamo deciso di farlo interamente su pellicola 16mm, alla vecchia maniera, per catturare l’autenticità delle immagini ed enfatizzare il potere viscerale del live.»

Il mese scorso Lucio Corsi ha concluso il suo lungo tour estivo che, da giugno a settembre, lo ha visto calcare i palchi dei principali festival italiani percorrendo l’intera penisola, per un totale di 28 appuntamenti che hanno riscontrato grande successo di pubblico e critica. Ritornerà alla magia della dimensione live nel 2026 con due appuntamenti, prodotti da Magellano Concerti, che segnano due nuove prime volte per lui: “Tour Europeo 2026” nei club delle principali città europee, in partenza il 24 gennaio 2026 (info e biglietti a questo link), e “Lucio Corsi – Palasport 2026” nei palazzetti italiani, con tappe a Firenze (27 novembre 2026), Roma (5 dicembre 2026) e Milano (11 dicembre 2026) (info e biglietti a questo link).

Questi nuovi importanti tasselli nel suo percorso arrivano dopo la recente vittoria di due Targhe Tenco nelle categorie “Miglior canzone” e “Migliore album in assoluto” con il singolo e il disco “Volevo essere un duro”. Pubblicato per Sugar Music il 21 marzo su tutte le piattaforme digitali e il 4 aprile nei formati fisici vinili e CD, l’album è attualmente certificato disco d’oro. Ha inoltre conquistato il sesto posto della Top Album Debut Global di Spotify del weekend 21-23 marzo, oltre al primo posto della classifica FIMI degli album e della classifica CD, vinili e musicassette più venduti nella settimana di pubblicazione.

Cantautore toscano, riesce a rendere armonioso il rock d’autore e le sonorità folk insieme, trasformando le sue atmosfere surreali in poesia e legando un mondo a tratti grottesco ad una struttura musicalmente ricchissima. Ha debuttato alla 75esima edizione del Festival di Sanremo con il singolo “Volevo essere un duro”, classificandosi secondo e vincendo il Premio della Critica “Mia Martini”, entrando nel cuore del pubblico, per poi rappresentare l’Italia all’Eurovision Song Contest 2025 di Basilea, ottenendo il quinto posto. Il singolo è stato primo tra i brani indipendenti più suonati dalle radio per 10 settimane (Earone) ed è oggi certificato disco di platino. Durante i Tim Music Awards 2025, Lucio è stato inoltre premiato con il Singolo Platino per il brano “Volevo essere un duro”, il Disco Oro per l’omonimo album e il Live Oro per aver totalizzato oltre 100mila presenze nel corso del suo tour nei club italiani della scorsa primavera – che ha registrato il tutto esaurito – ed estivo, appena terminato.

Hamas: Israele manipola date e liste dell’accordo di cessate fuoco a Gaza

Roma, 9 ott. (askanews) – Il portavoce di Hamas Hazem Qassem ha accusato Israele di “manipolare le date, le liste e alcune delle procedure e delle fasi concordate nell’accordo di cessate il fuoco”, sostenendo che il governo guidato da Benjamin Netanyahu starebbe cercando di rinviare l’attuazione dell’intesa per motivi interni.

In un’intervista concessa ad al Jazeera, Qassem ha dichiarato che Netanyahu “sta cercando di mostrare alla popolazione di essere lui a controllare la situazione, a prendere le decisioni e a gestire tutto”, aggiungendo che Hamas “mantiene contatti con i mediatori per costringere l’occupazione a rispettare quanto concordato e per impedirle di guadagnare tempo”. “Si era parlato con i nostri amici di un cessate il fuoco a mezzogiorno di oggi, ma l’occupante, per motivi interni, sta rinviando l’annuncio ad altre date”, ha spiegato il portavoce. “Continuiamo a ribadire che l’occupante deve attenersi agli accordi e invitiamo i mediatori a intervenire per farla rispettare”.

L’ufficio del primo ministro israeliano Bejamin Netanyahu ha reso noto che l’accordo di cessate il fuoco entrerà in vigore solo dopo l’approvazione formale da parte del gabinetto di sicurezza, la cui riunione è prevista per le 18 ora locale (17 in Italia).

Le insidie del prossimo round negoziale sul piano Trump per Gaza

Roma, 9 ott. (askanews) – “Il prossimo round di negoziati sarà molto complicato”, ha ammesso una fonte vicina ai negoziatori palestinesi dopo l’intesa raggiunta sulla prima fase del piano di pace del presidente americano Donald Trump, che prevede un cessate il fuoco nella Striscia di Gaza e lo scambio di prigionieri tra Israele e Hamas. Gli altri punti del piano comprendono il disarmo di Hamas e degli altri gruppi armati palestinesi e la completa smilitarizzazione della Striscia di Gaza, da affidare in via temporanea a un comitato tecnico palestinese, monitorato da un “Consiglio di pace” internazionale, in attesa che subentri l’Autorità nazionale palestinese (AnP) una volta che avrà completato il processo di riforme richiesto dalla comunità internazionale.

Nella risposta inviata la scorsa settimana al piano di Trump, Hamas ha affermato di avere il mandato solo per stipulare un accordo su questioni direttamente legate alla guerra a Gaza, sottolineando che le altre questioni richiederanno il coinvolgimento di tutte le fazioni palestinesi. Parlando al sito americano Drop Site, una figura di spicco di Hamas, Mousa Abu Marzouk, e altre fonti che hanno preferito l’anonimato hanno ammesso di aver accettato perché “non c’è nessun altro accordo” possibile per mettere fine al conflitto a Gaza e che il gruppo ha deciso di correre il rischio che Israele torni a violare il cessate il fuoco “fidandosi del presidente Trump come garante degli impegni presi”.

Il calcolo interno tra i principali negoziatori, ha spiegato poi la fonte al corrente del negoziato, è stato che “l’analisi costi-benefici favoriva l’accettazione”, sottolineando al contempo che “i prossimi negoziati devono essere condotti in modo molto intelligente”.

Se verrà attuata la prima fase, il piano prevede il ritiro delle Forze di difesa israeliane (Idf) da Gaza, il disarmo di Hamas e la smilitarizzazione di Gaza, il dispiegamento di una Forza internazionale di stabilizzazione, una nuova forma di governance, riconoscendo al contempo la necessità di “un percorso credibile verso l’autodeterminazione e la statualità palestinese”. Un principio che si scontra direttamente con il rifiuto israeliano di uno Stato palestinese.

DISARMO DI HAMAS E RITIRO DI ISRAELE DA GAZA Stando all’analisi realizzata dallo European Council of Foreign Relations (Ecfr), il piano di Trump modificato su richiesta di Israele prevede che “tutte le infrastrutture militari, terroristiche e offensive, inclusi tunnel e impianti di produzione di armi, saranno distrutte e non ricostruite”. Tale formulazione equivale a “una resa completa per Hamas”, e se anche la leadership del gruppo accettasse, “molti dei suoi combattenti probabilmente rifiuterebbero di consegnare le armi e potrebbero disertare verso gruppi più intransigenti, meno propensi ad arrendersi (come la Jihad Islamica, i Comitati di Resistenza Popolare o le Brigate Mujaheddin)”.

Secondo gli analisti dell’Ecfr, per convincere Hamas a disarmarsi servirà quindi l’impegno israeliano a ritirarsi completamente da Gaza e ad avviare negoziati di pace israelo-palestinesi, mentre l’attuale piano di Trump prevede che Israele mantenga una “zona cuscinetto di sicurezza” che comprende oltre il 17% del territorio dell’enclave fino a quando “non sarà adeguatamente protetto da qualsiasi minaccia terroristica risorgente”. Una formulazione che lascia ampio margine di manovra a Israele.

FORZA INTERNAZIONALE DI STABILIZZAZIONE Il dispiegamento di questa Forza “sarà fondamentale per la smilitarizzazione di Gaza e il completo ritiro di Israele”, ma dovrebbe avere un mandato “chiaramente definito e concordato”, eliminandone il ruolo “al monitoraggio e alla risoluzione del conflitto”. Questa forza internazionale dovrebbe avere anche il ruolo di addestrare un nuovo corpo di polizia palestinese che gestisca la sicurezza. Al momento, però, non è ancora chiara la composizione di questa nuova forza. L’Anp premerà probabilmente per riattivare e incorporare quello che resta delle proprie forze di sicurezza insieme ai 5.000 poliziotti addestrati in Egitto e Giordania, hanno sottolineato gli analisti. Da parte sua, Israele potrebbe anche spingere per includere membri di gruppi sostenuti in funzione anti-Hamas, come la milizia di Abu Shabab. E “a fronte della realtà sul campo e della necessità di ottenere il consenso di Hamas, probabilmente dovrà incorporare molti dei circa 15.000 membri delle attuali forze di polizia di Gaza”. Gli analisti ricordano che non sono membri di Hamas e che erano stati precedentemente autorizzati da Israele nell’ambito di un accordo di cessate il fuoco del 2018. “La loro completa smobilitazione rischierebbe di far deragliare qualsiasi processo di stabilizzazione post-conflitto”, hanno ammonito.

LA GOVERNANCE DI GAZA Il piano di Trump prevede un primo livello, locale, formato da un comitato di transizione tecnico e apolitico, responsabile “della gestione quotidiana dei servizi pubblici e delle amministrazioni comunali per la popolazione di Gaza”, composto sia da palestinesi che da esperti stranieri. Sia Hamas che l’Anp chiedono che questo comitato abbia potere decisionale, anche nella definizione del modello di ricostruzione di Gaza. Il secondo livello è il Consiglio di Pace, guidato da Trump e dall’ex primo ministro britannico Tony Blair. Hamas ha già fatto sapere che Blair è “una figura sgradita nel contesto palestinese”, ma di fatto non è ancora chiaro quale sarà il mandato e la portata di questo Consiglio.

Secondo gli analisti, questo Consiglio “potrebbe agire come governo di fatto, con ampi poteri sulle questioni umanitarie, economiche, legislative, di sicurezza e di ricostruzione di Gaza” e questo potrebbe portarlo “a nominare giudici, licenziare i membri del comitato amministrativo, così come a controllare le risorse naturali di Gaza, tra cui il suo giacimento di gas offshore, e distribuire terreni senza alcuna reale responsabilità o supervisione”. Frizioni tra i due livelli di governance, insieme “alle richieste palestinesi di decidere autonomamente i propri affari, potrebbe innescare conflitti”, perché anche se Hamas ha da tempo espresso la propria disponibilità a non partecipare alla governance dell’enclave, punta comunque ad avere una voce. A sua volta l’Anp potrebbe temere ancora di più tale situazione, perchè “questo modello di governance potrebbe lasciarle poca o nessuna autorità a Gaza, consolidando la separazione tra la Cisgiordania e la Striscia”.

Proprio a questo riguardo, il piano di Trump non parla di come riconnettere Gaza alla Cisgiordania, né di come porre fine al blocco israeliano della Striscia, “senza il quale non è possibile una riqualificazione economica sostenibile”.

RIFORME ANP Il ritorno dell’Anp a Gaza e l’avvio di un nuovo percorso politico sono subordinati al completamento di un programma di riforme legato al “piano di pace del presidente Trump nel 2020”, così come alla proposta lanciata da Francia e Arabia Saudita. Quest’ultima prevede l’abrogazione del suo sistema di pagamento per “martiri e prigionieri”, la riforma dei libri di testo scolastici e l’impegno a indire elezioni entro un anno dal cessate il fuoco a Gaza. Ad oggi, “l’Anp ha ampiamente rispettato i primi due passaggi e il presidente Abbas ha promesso elezioni legislative e presidenziali entro un anno dal cessate il fuoco”, hanno sottolineato gli analisti.

Il piano di Trump del 2020 risulta invece più insidioso, perché chiedeva all’Anp di rinunciare al diritto di aderire a “qualsiasi organizzazione internazionale” senza il consenso di Israele e di astenersi dall’intraprendere qualsiasi azione presso organismi come la Corte penale Internazionale e la Corte internazionale di Giustizia.

Nelle loro conclusioni, gli analisti Ecfr hanno sottolineato che “un percorso di pace credibile deve iniziare con un cessate il fuoco a Gaza, ma non durerà senza un cambiamento radicale nell’atteggiamento pubblico e politico israeliano e senza un’inversione di tendenza nell’espansione degli insediamenti israeliani in Cisgiordania”. Inoltre, hanno sottolineato Hugh Lovatt e Muhammad Shebaba, è “necessario garantire risultati politici da Israele per sostenere il processo di smantellamento di Hamas” e “tutto questo richiede un incessante sforzo congiunto da parte degli stati europei e arabi per esercitare pressioni dirette su Israele”, così come sugli Stati Uniti perchè si adoperino per “garantire il rispetto degli impegni israeliani”. “Senza tutto questo, il piano di Trump potrebbe fallire prima ancora di decollare”, è la loro conclusione.

Cinema, dal 13 novembre nelle sale "Due famiglie, un funerale"

Roma, 9 ott. (askanews) – Arriverà dal 13 novembre nelle sale italiane la commedia “Due famiglie, un funerale”. Un film che mescola il caos della vita familiare con il dramma di una malattia, regalando risate inaspettate e riflessioni sull’amore, sui legami e sulle beffe del destino.

Peppino (Maurizio Mattioli), impresario funebre romano da sempre supportato dal maldestro Spartaco (Enzo Salvi), è un uomo che si destreggia tra funerali disastrosi, affari turbolenti e… due famiglie. Una con la moglie Lidia (Anita Kravos) e l’altra con l’amante spagnola Helena (Isabelle Adriani). Una vita già complicata, che diventa una vera e propria corsa contro il tempo quando Peppino scopre di avere solo poche settimane di vita. Il protagonista attua una mossa che sconvolgerà le vite di tutti. Definitivamente.

Una commedia che mescola con leggerezza il destino, l’amore e la morte, invitando a riflettere sulla famiglia e sui legami che ci uniscono. Un film che non si prende mai troppo sul serio, ma che mostra come, anche nel caos, la vita possa sorprenderci e portare a momenti di felicità inaspettati. “Due famiglie, un funerale” è diretto da Mark Melville, e prodotto da Marvaso Production Films, in collaborazione con Taffo Funeral Services.

Consorzi Cobat, Viva (Cobat RIPA): centralit filiera

Roma, 9 ott. (askanews) – Cobat RIPA ha raccolto 88.627 tonnellate di pile e accumulatori esausti, con una crescita del +35% rispetto al 2023. La raccolta ha riguardato in particolare 51.379 tonnellate di batterie per veicoli e 33.075 tonnellate di batterie industriali, cui si aggiungono 4.174 tonnellate di batterie portatili. Parallelamente, i soci del Consorzio hanno immesso sul mercato 236.853 tonnellate di pile e accumulatori, un dato leggermente inferiore rispetto al 2023, ma superiore al 2022.

Sono i numeri illustrati in occasione della presentazione del Bilancio di Sostenibilit dei Consorzi Cobat alla Stampa Estera a Roma.

“Questi risultati confermano la centralit della filiera RIPA per il recupero di materie critiche e per la sicurezza ambientale”, ha commentato David Viva, Direttore Generale di Cobat RIPA.

Bce, direttorio vuole mantenere capacità di risposta in caso di shock

Roma, 9 ott. (askanews) – La Bce mantiene lo status quo sui tassi di interesse anche per garantirsi margini di manovra e “agilità”, nel caso in cui fosse necessario intervenire di fronte a qualche shock su prezzi o crescita economiche. E sempre per questo riafferma l’orientamento a non vincolarsi ad alcuna decisione futura sul costo del danaro. E’ quanto emerge dai verbali del Consiglio direttivo, che si è svolto lo scorso 10 e 11 settembre, pubblicati oggi dall’istituzione monetaria.

Nell’area euro “l’inflazione è rimasta vicina (all’obiettivo) del 2% per diversi mesi” e secondo i componenti del Consiglio direttivo della Bce “le aspettative sul restano saldamente ancorate, con la maggior parte delle misure che continuano a pervederla attorno al 2%, elemento che supporta la stabilizzazione dell’inflazione attorno all’obiettivo”. In questa occasione la Bce ha deciso nuovamente di confermare i tassi di interesse di riferimento per l’area euro, con il tasso sui depositi al 2%.

Secondo il documento, i banchieri centrali hanno identificato rischi su entrambi i versanti per l’inflazione: potenzialmente rialzisti, ma anche al ribasso sul medio termine. Tra quelli che potrebbero contenere la dinamica dei prezzi viene citato il rafforzamento dell’euro, oltre al potenziale effetto frenante sull’economia. D’altra parte “alcuni componenti” del Consiglio hanno sostenuto che negli ultimi mesi sarebbero aumentati i rischi al rialzo sul medio termine.

In questo quadro, e con una valutazione di rischi sulla crescita economica che si sono fatti più equilibrati, “tutti i componenti hanno appoggiato la proposta del (capo economista Philip) Lane mantenere i tre tassi chiave della Bce invariati”, riportano ancora i verbali.

“Con le prospettive sull’inflazione che restano più incerte del consueto e con il rischio di shock su prezzi e crescita in ambo le direzioni, è importante che il Consiglio direttivo mantenga la sua piena opzionalità sulle future riunioni – si legge – e possa essere agile per reagire rapidamente ad ampi shock, se necessario. La comunicazione – aggiunge il documento – deve mantenere un tono prudente e neutrale e restare orientata non vincolarsi sulle future decisioni per i tassi di interesse”.

Consorzi Cobat, Massaro (Cobat TYRE): motore innovazione

Roma, 9 ott. (askanews) – “Abbiamo superato i target ministeriali e dimostrato che la filiera PFU pu diventare un motore di innovazione e sostenibilit, anche grazie a nuove applicazioni industriali della gomma riciclata”. Lo ha dichiarato Francesco Massaro, Direttore Generale di Cobat TYRE, in occasione della presentazione del bilancio di sostenibilit integrato dei Consorzi Cobat.

Cobat TYRE ha raccolto 38.377 tonnellate di pneumatici fuori uso, corrispondente al 111,36% rispetto al target. La Lombardia si conferma la regione con il maggior volume (4.266,40 tonnellate), ma ottime performance sono arrivate anche dal Sud, a dimostrazione di una rete logistica solida e capillare.

Nuoto, Benedetta Pilato e Chiara Tarantino sospese per 90 giorni

Roma, 9 ott. (askanews) – La Federnuoto ha disposto una sospensione di 90 giorni dalle attività sociali e federali per Benedetta Pilato e Chiara Tarantino, con effetto immediato. La misura arriva a conclusione del procedimento avviato dalla Procura federale, che ha tenuto conto dei risultati dell’inchiesta sul furto all’aeroporto di Singapore e del comportamento collaborativo mostrato dalle due atlete, entrambe autrici di una piena ammissione di responsabilità.

Dopo aver ricevuto il nulla osta del Procuratore generale del Coni, la Federnuoto ha approvato la proposta sanzionatoria avanzata dalla Procura federale, relativa alle richieste di patteggiamento presentate singolarmente da Pilato e Tarantino. La decisione chiude così il capitolo disciplinare interno, aperto in seguito ai fatti dello scorso 14 agosto.

Le due nuotatrici azzurre erano state fermate all’aeroporto di Singapore con l’accusa di furto di prodotti cosmetici all’interno del duty free. L’episodio era avvenuto al termine di una vacanza successiva ai Mondiali di nuoto disputati nella città-Stato del sud-est asiatico.

Secondo la ricostruzione, le atlete erano state trattenute per alcuni giorni dalle autorità locali e poi autorizzate al rientro in Italia grazie all’intervento dell’ambasciata italiana e della Farnesina.

Nei giorni successivi al rientro, Benedetta Pilato aveva dichiarato di essere stata una “protagonista involontaria” della vicenda, sostenendo che fosse stata Tarantino a sottrarre gli oli essenziali e a riporli a sua insaputa nella borsa che lei portava con sé. Chiara Tarantino, invece, non aveva mai replicato pubblicamente a questa versione.

Con la sospensione odierna, la Federnuoto chiude formalmente il caso, pur lasciando aperta una ferita d’immagine che ha scosso due delle giovani promesse più luminose del nuoto italiano.

Italgrob, Stati Generali e previsioni per il mercato Horeca

Milano, 9 ott. (askanews) – Un settore strategico che da sempre dimostra grande capacit di crescita e di reazione. Partecipazione importante agli Stati Generali Mercato Food & Beverage, evento promosso da Italgrob (Federazione Italiana dei Distributori Horeca) presso il Museo Alfa Romeo. Nome programmatico, quello dell’incontro, “Raccontare il presente, immaginare il futuro”. E obbiettivo chiaro: cercare una visione comune tra tutte le parti in causa.

Antonio Portaccio, Presidente Italgrob, ha dichiarato: “Il nostro obiettivo fotografare il mercato. Nel corso degli ultimi anni il potere d’acquisto fortemente depauperato, ma non bisogna fermarsi. necessario capire in che modo la filiera pu rilanciare i consumi”.

L’andamento su cui ragionare poi, un’estate 2025 che ha riallineato la situazione dopo i primi mesi difficili dell’anno: stabile il dato sui Distributori di Bevande, lieve incremento della Grande Distribuzione Organizzata, flessione del Cash&Carry. Il risultato un numero globale vicinissimo a quello del 2024.

Alessandro Fontana, Direttore Centro Studi Confindustria, ha rilasciato le seguenti dichiarazioni: “Siamo in un momento fortemente condizionato dai dazi americani, ma anche dalle guerre e da altre barriere commerciali. Questi elementi creano grande incertezza nelle famiglie e nelle imprese, ci vuol dire che le famiglie tendono a risparmiare, mentre le aziende preferiscono ritardare le scelte d’investimento”.

Collaborazione e visione comune fondamentali per il comparto Horeca. Per guardare con fiducia al 2026.