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Ucraina, Mosca: la Russia non intende attaccare Paesi Ue o Nato. Pronti a confermarlo con un accordo legale

Roma, 22 dic. (askanews) – Il viceministro degli Esteri russo, Sergey Ryabkov, ha affermato che la Russia è pronta a confermare, tramite un accordo legale, di non avere alcuna intenzione di attaccare né l’Ue né la Nato, secondo quanto riportano le agenzie russe.

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky si è offerto di rinunciare all’ambizione dell’Ucraina di aderire alla Nato nel tentativo di dimostrare la sua volontà di raggiungere un accordo per porre fine alla guerra. Per contro Zelensky e i suoi alleati europei hanno insistito affinché Europa e Stati Uniti forniscano garanzie di sicurezza “simili all’articolo 5”, riferendosi al principio fondante della Nato secondo cui un attacco a un Paese membro dovrebbe essere considerato un attacco a tutti.

La scorsa settimana, responsabili americani avrebbero affermato che gli Stati Uniti erano pronti a offrire all’Ucraina garanzie di sicurezza simili a quelle della Nato per salvaguardare un eventuale cessate il fuoco nella guerra della Russia contro l’Ucraina.

Il viceministro russo ha inoltre attaccato “Kiev e i suoi manipolatori” affermando che cercano di ostacolare il dialogo tra Russia e Stati Uniti non appena si manifesta un impulso positivo.

La Russia invita gli Stati Uniti a opporsi più attivamente ai tentativi europei di ostacolare il dialogo sull’Ucraina, ha affermato Ryabkov, aggiungendo che si osservano lenti progressi nei negoziati con gli Stati Uniti.

La Russia continuerà il dialogo con gli Stati Uniti sull’Ucraina e continuerà a muoversi verso il raggiungimento di una soluzione sostenibile alla crisi ucraina, ha concluso Ryabkov.

Aperte le prevendite per l’atteso live di YE – KANYE WEST

Milano, 22 dic. (askanews) – In seguito al grande interesse mediatico generato dall’annuncio del ritorno live di YE – KANYE WEST in Europa, l’organizzazione comunica le modalità ufficiali di vendita dei biglietti per l’evento in programma sabato 18 luglio 2026 alla RCF Arena ex Campo Volo di Reggio Emilia.

La prevendita early bird lunedì 22 dicembre, alle ore 10.00 (CET) su Ticketmaster con biglietti a partire da 89€ fino ad esaurimento delle disponibilità: https://ticketmasterita.queue-it.net/?c=ticketmasterita&e=kw20260718.

Una volta conclusa la fase early bird verranno attivate prevendite limitate soggette a disponibilità ridotta.

I restanti biglietti e tutti i pacchetti premium saranno messi in vendita dopo la presentazione ufficiale della lineup completa del Festival Hellwatt prevista non prima della fine di gennaio 2026, momento in cui verrà svelato l’intero progetto artistico e produttivo dell’evento.

Alcune categorie di biglietti già durante la fase di prevendita includeranno l’accesso al boulevard della RCF Arena per il pre party ufficiale curato da Zamna Festival con il format Zamna Takeover@Hellwatt riservato a 30.000 persone. I medesimi biglietti daranno inoltre accesso anche all’esclusivo after party che si svolgerà sempre all’interno del boulevard e sempre con il format Zamna Takeover@Hellwatt.

I cancelli per il pre party apriranno il 18 luglio alle ore 12.00 mentre i cancelli generali apriranno alle ore 17.00. Tutti gli orari indicati sono da intendersi in orario italiano.

Per le persone con disabilità si invita a contattare direttamente la RCF Arena all’indirizzo email concerti@maniamicheonlus.org per ricevere tutte le informazioni relative alle modalità di accesso.

Tutte le restanti informazioni saranno comunicate dopo l’annuncio ufficiale del Festival Hellwatt.

Corte Conti, Associazione magistrati spera revisione last minute riforma

Roma, 22 dic. (askanews) – La riforma della Corte dei Conti in discussione in Parlamento presenta criticità su una molteplicità di elementi, tra cui spiccano due diversi aspetti, da un lato i meccanismi che impongono dei tetti ai danni che gli amministratori possono essere chiamati a risarcire, che possono risultare molto esigui rispetto ai danni tessi – e il differenziale ricade su tutta la collettività – dall’altro il rischio che i giudici contabili si vedano recapitare una ondata di richieste di controlli preventivi supplementari.

Lo hanno spiegato gli tessi giudici contabili, oggi a Roma durante una conferenza stampa dell’Associazione magistrati della Corte dei conti.

“L’auspicio che facciamo è che le porte rimangano ancora aperte, confidiamo che il Senato possa ancora valutare adeguatamente queste norme”, ha affermato il presidente dell’Associazione, Donato Centrone. “Ove non dovesse avvenire, auspichiamo che si possa intervenire sui decreti attuativi – ha aggiunto – per ascoltare e farci partecipi, in fase di attuazione delle deleghe”.

Rispetto agli attuali livelli di controlli preventivi, circa 30mila all’anno operati da meno di 50 magistrati, la Corte dei Conti rischia di veder lievitare queste procedure per un ammontare non ancora chiaro, magari potrebbero raddoppiare.

Al tempo stesso i meccanismi di tetto ai danni di cui gli amministratori vengono chiamati a pagare in caso di colpa grave vengono limitato con un meccanismo di doppio, in cui opera il più favorevole tra il reddito annuo per due anni e il 30% del danno causato. E questo, da un lato, fa venire meno molto dell’effetto deterrente delle regole, dall’altro di fatto penalizza gli amministratori diligenti, secondo i giudici contabili.

“Confidiamo che il governo accetti di confrontarsi con chi quotidianamente opera nel settore per scrivere i decreti d’elevati”, ha ribadito Centrone. Alla conferenza stampa hanno partecipato anche i magistrati della Corte dei Conti Paola Briguori, Angelo Quaglini e Elena Papa.

Milano-Cortina, Mattarella consegna Tricolore ai portabandiera azzurri: Olimpiadi messaggio di pace

Roma, 22 dic. (askanews) – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto questa mattina al Quirinale gli atleti italiani in partenza per i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano-Cortina 2026 e ha consegnato la Bandiera italiana agli Alfieri della squadra olimpica, Arianna Fontana, Federico Pellegrino, Amos Mosaner e Federica Brignone, e agli Alfieri della squadra paralimpica, René De Silvestro e Chiara Mazzel.

“Queste Olimpiadi e Paralimpiadi saranno una vetrina per l’Italia”, “un’accoppiata di eventi che coinvolge veramente il nostro paese ponendolo al centro del mondo, non solo sportivo”, ha detto Mattarella alla cerimonia di consegna della Bandiera agli atleti italiani in partenza per i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano-Cortina 2026, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il quale, rivolto agli atleti, ha detto: “Tutta l’Italia sarà con voi”.

“Ringrazio quanti si sono impegnati per realizzare” questo obiettivo, “le istituzioni nazionali, le Regioni, i Comuni, la fondazione MIlano-Cortina”, ha sottolineato. “L’impegno” degli atleti avrà “intorno tutti noi”. “Sono uno dei tanti tifosi, ma vi seguirò con attenzione”, ha assicurato Mattarella.

Le Olimpiadi e le Paralimpiadi “sono legate a tanti valori, umani e sociali. Il rispetto, la fiducia in questo tempo difficile. Sarà molto importante il messaggio di pace, di solidarietà, di amicizia e sarà importante la diffusione di questo messaggio da parte degli atleti”, ha sottolineato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. – “Per voi – ha proseguito Mattarella rivolto agli atleti – saranno giorni affascinanti e lo saranno anche per coloro che non compaiono. Molte discipline sportive invernali sono individuali come carattere ma coinvolgono un irrinunziabile aspetto di squadra”.

E ancora, il Capo dello Stato si è soffermato sull’importanza dello sport per ragazzi e ragazze: “I giochi indurranno molti giovani a dedicarsi agli sport, a misurarsi con se stessi, risvolto altrettanto importante”.

Infine, ha sottolineato: “Desidero riaffermare la mia vicinanza e la mia riconoscenza per chi si dedica al movimento Paralimpico. Farlo crescere, farlo ampliare vuol dire accrescere l’inclusione, un obiettivo fondamentale di civiltà per il nostro paese”.

La rappresentanza dei Giochi, composta anche da tecnici e dirigenti, era guidata dal presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, Luciano Buonfiglio e dal presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Marco Giunio De Sanctis.

Nel corso della cerimonia, aperta dall’Inno nazionale eseguito da un quartetto d’archi del Teatro dell’Opera di Roma, sono intervenuti il presidente Buonfiglio, il presidente De Sanctis e il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi.

L’incontro si è concluso con l’esecuzione dell’Inno dei Giochi Olimpici.

Cina impone dazi su prodotti lattiero-caseari Ue fino al 42,7%. Ue: ingiustificati, pronti a difenderci

Roma, 22 dic. (askanews) – La Cina ha annunciato l’introduzione di dazi provvisori fino al 42,7% su una serie di prodotti lattiero-caseari provenienti dall’Unione europea. In una dichiarazione del ministero del Commercio cinese, Pechino ha affermato che le sovvenzioni della Ue per i prodotti lattiero-caseari hanno causato “danni sostanziali” all’industria nazionale. I prodotti colpiti dai dazi anti-sovvenzioni includono formaggi freschi e lavorati, nonché alcuni tipi di latte e panna.

L’iniziativa rischia di riaccendere le tensioni sugli scambi commerciali con l’Unione e rientra in un’indagine contro le sovvenzioni avviata da Pechino nell’agosto del 2024. I dazi variano dal 21,9% al 42,7%, con le aziende “che hanno collaborato all’indagine” soggette a dazi del 28,6% e quelle che “non hanno collaborato” soggette all’aliquota massima del 42,7%.

“È con preoccupazione che la Commissione europea prende atto dell’annuncio della Cina di istituire dazi compensativi provvisori sulle importazioni di prodotti lattiero-caseari dall’Unione europea. La Commissione ritiene che l’inchiesta si basi su accuse discutibili e prove insufficienti e che le misure siano pertanto ingiustificate e immotivate”. Lo ha affermato a nome della Commissione il portavoce per il Commercio, Olof Gill, durante il briefing quotidiano per la stampa dell’Esecutivo Ue.

“La Commissione – ha riferito Gill – sta ora esaminando la decisione preliminare e presenterà le sue osservazioni alle autorità cinesi.Il termine per la conclusione dell’inchiesta e l’eventuale imposizione di misure definitive è il 21 febbraio del prossimo anno. La Commissione – ha continuato il portavoce -valuterà tutte le informazioni disponibili in base alla conformità alle norme dell’Organizzazione mondiale del Commercio”.

“Stiamo facendo tutto il necessario – ha aggiunto Gill – per difendere gli agricoltori e gli esportatori dell’Ue, nonché la Politica agricola comune, dall’uso scorretto da parte della Cina di strumenti di difesa commerciale. La Commissione ha già preso provvedimenti presso l’Organizzazione mondiale del Commercio contro l’avvio di questa indagine sui prodotti lattiero-caseari da parte della Cina. Come sempre, la Commissione adotterà tutte le misure necessarie per difendere i diritti dei produttori europei”. Rispondendo poi alle domande dei giornalisti riguardo alle più ampie discussioni commerciali in corso con Pechino, il portavoce ha osservato che “il rapporto generale tra Ue e Cina è complesso e articolato”, e se c’è questo “sviluppo molto negativo” con i dazi annunciati oggi, “d’altra parte, nelle ultime settimane abbiamo iniziato a vedere un potenziale positivo per un impegno sui prezzi nel settore dei veicoli elettrici a batteria” per i quali l’Ue, dalla fine del 2024 ha imposto dazi compensativi alle importazioni dalla Cina dopo un’indagine anti sovvenzioni.

Quindi, ha assicurato, “restiamo impegnati a rafforzare le relazioni commerciali, economiche e di investimenti tra l’Ue e la Cina per un reciproco vantaggio. Ma affinché ciò accada in modo significativo – ha avvertito Gill -, c’è una serie di questioni e preoccupazioni che l’Unione europea ha da molti mesi e anni, e che vorremmo la Cina affrontasse: in termini di sovraccapacità, di uso scorretto degli strumenti commerciali, di deficit commerciale e così via. Perciò, ci aspettiamo che la Cina adotti misure significative su queste questioni, per aprire la possibilità di far avanzare positivamente la nostra relazione complessiva”, ha concluso il portavoce.

Piantedosi: sgombero Askatasuna inevitabile, occupato da persone violente. Tra priorità anche Casapound

Milano, 22 dic. (askanews) – “E’ un immobile occupato abusivamente da 30 anni dove trovavano dimora persone che anche si sono contraddistinte per assalti ripetuti ai cantieri di Chiomonte, quelli della Tav, e anche per azioni fatte al di fuori dei confini della città di Torino ogni volta che ci sono manifestazioni che in qualche modo impegnano il controllo dell’ordine pubblico: quindi non capisco quale dovessero essere le cautele da adottare e per quali motivazioni”. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, intervenendo a L’aria che tira alle 12.30 su La7 sulle polemiche scoppiate dopo lo sgombero del centro sociale Askatasuna di Torino.

Piantedosi si è soffermato sull”‘inevitabilità” dello sgombero di Askatasuna effettuato per un’iniziativa di carattere giudiziario: “La polizia giudiziaria aveva ottenuto dall’autorità giudiziaria dei mandati di perquisizione dopo i noti fatti dei giorni scorsi. Poi si è accertato che queste persone, in violazione agli accordi che avevano con il Comune che aveva concesso l’utilizzo del bene, occupavano spazi che non erano non era legittimo occupare. Perciò, anche per motivi di incolumità delle persone, è scattata la revoca della disponibilità da parte del Comune. Di conseguenza è stata restituita la legittima proprietà al Comune di un immobile occupato abusivamente. Quindi non capisco perché la tempistica dell’intervento dovesse essere diversa”. Lo sgombero di CasaPound? Credo che sia tra le prime 6-7 posizioni dell’ordine delle priorità che ci siamo dati priorità, secondo criteri che però poi non sono neanche del tutto vincolanti. Nel senso che se se maturano i presupposti, l’intervento lo si fa anche prima”, ha detto Piantedosi.

“Inviterei chi si appiglia questo a considerare i tanti sgomberi che abbiamo fatto di qualsiasi colorazione pseudo politica. Io stesso da prefetto di Roma ne ho fatti tanti tra quelli occupati abusivamente da Forza Nuova e altre organizzazioni. Noi non guardiamo al colore politico degli occupati. Lo sgombero di CasaPound lo faremo”.

Referendum, Pd: strappi Governo su data sarebbero molto gravi

Roma, 22 dic. (askanews) – “Sarebbe molto grave se oggi, in Consiglio dei ministri, il Governo tentasse un nuovo colpo di mano anticipando la data del referendum e incidendo direttamente sull’esercizio democratico. La separazione delle carriere è stata approvata in Parlamento a maggioranza nella stessa versione uscita da Palazzo Chigi, senza possibilità di modifica o confronto: una forzatura già di per sé inaccettabile. Se ai cittadini non venisse nemmeno garantito il tempo necessario per informarsi e farsi un’opinione consapevole, saremmo di fronte a una gravissima compressione degli spazi democratici. Il Consiglio dei ministri non può diventare il luogo in cui si blindano decisioni già prese”.Lo dichiara la responsabile nazionale Giustizia del Pd, Debora Serracchiani.

Milano-Cortina, Mattarella consegna Tricolore ai portabandiera azzurri

Roma, 22 dic. (askanews) – Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha ricevuto questa mattina al Quirinale gli atleti italiani in partenza per i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano-Cortina 2026 e ha consegnato la Bandiera italiana agli Alfieri della squadra olimpica, Arianna Fontana, Federico Pellegrino, Amos Mosaner e Federica Brignone, e agli Alfieri della squadra paralimpica, René De Silvestro e Chiara Mazzel.

La rappresentanza dei Giochi, composta anche da tecnici e dirigenti, era guidata dal presidente del Comitato Olimpico Nazionale Italiano, Luciano Buonfiglio e dal presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Marco Giunio De Sanctis.

Nel corso della cerimonia, aperta dall’Inno nazionale eseguito da un quartetto d’archi del Teatro dell’Opera di Roma, sono intervenuti il presidente Buonfiglio, il presidente De Sanctis e il ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi.

L’incontro si è concluso con l’esecuzione dell’Inno dei Giochi Olimpici.

Milano-Cortina, Mattarella ad atleti: sarà vetrina, tutta Italia con voi

Roma, 22 dic. (askanews) – “Queste Olimpiadi e Paralimpiadi saranno una vetrina per l’Italia”, “un’accoppiata di eventi che coinvolge veramente il nostro paese ponendolo al centro del mondo, non solo sportivo”. Così, alla cerimonia di consegna della Bandiera agli atleti italiani in partenza per i Giochi Olimpici e Paralimpici di Milano-Cortina 2026, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il quale, rivolto agli atleti, ha detto: “tutta l’Italia sarà con voi”.

“Ringrazio quanti si sono impegnati per realizzare” questo obiettivo, “le istituzioni nazionali, le Regioni, i Comuni, la fondazione MIlano-Cortina”, ha sottolineato.

“L’impegno” degli atleti avrà “intorno tutti noi”. “Sono uno dei tanti tifosi, ma vi seguirò con attenzione”, ha concluso Mattarella.

EcoEridania raccoglie oltre 300 mila euro per progetti solidali

Genova, 22 dic. (askanews) – Oltre 300 mila euro per sostenere progetti nei settori della disabilit, della salute, dell’emergenza sociale e dell’educazione. E’ il risultato della raccolta solidale 2025 promossa dal Gruppo EcoEridania, leader in Italia e in Europa nella gestione dei rifiuti speciali, sanitari e industriali, con il coinvolgimento di dipendenti e fornitori. Le donazioni sono destinate ad una decina di enti e associazioni, tra cui la Fondazione Gaslini Insieme e la Fondazione Rava – Orfani del Ponte Morandi.

“E’ la conferma – spiega Andrea Giustini, presidente e fondatore di EcoEridania – di quanto EcoEridania riesce a fare attraverso lo sforzo dei suoi dipendenti e fornitori per una causa nobile che la nostra Fondazione. Quest’anno una super raccolta che ha superato i 300 mila euro che andranno devoluti alle nostre attivit della Fondazione EcoEridania Insuperabili e a sostegno di partner, noi li chiamami amici, con i quali collaboriamo da anni, e di impegni che ci siamo presi nel tempo, uno su tutti il sostegno allo studio per tutti gli orfani del Ponte Morandi”.

I risultati della raccolta solidale 2025 sono stati annunciati nel corso del Christmas Gala Dinner 2025, ospitato alla Leopolda di Firenze e condotto da Fabio Volo, alla presenza di dipendenti, partner e fornitori provenienti da tutta Italia ma anche di rappresentanti delle istituzioni. Durante la serata stata organizzata anche una lotteria solidale, che ha permesso di raccogliere altri 7.500 euro. “Eravamo – sottolinea Giustini – pi di 1200 persone. Ci siamo riuniti intorno a questi gesti, a questa nostra spiccata volont, oltre che di lavorare, anche di occuparci di chi meno fortunato di noi”.

Il Gruppo ha inoltre presentato una nuova iniziativa di welfare aziendale per tutti i dipendenti, che prevede la possibilit di trascorrere il giorno del proprio compleanno in ferie, senza perdita di retribuzione. Un progetto in linea con l’attenzione che, da sempre, EcoEridania dedica al benessere dei propri dipendenti.

“E’ la conferma di un percorso che stiamo facendo – conclude il presidente e fondatore di EcoEridania – e che iniziato qualche anno fa attraverso l’istituzione per tutti i dipendenti del Gruppo EcoEridania di una polizza vita, quindi tutti i dipendenti hanno una copertura a vita, del carrello della spesa quando c’ stato il post Covid e il problema dei soldi per andare avanti e del salario minimo che stato introdotto due anni fa. L’anno scorso abbiamo introdotto il contributo mamme, quindi tutte le neo mamme di EcoEridania, trascorso il periodo di maternit obbligatoria, possono rientrare in azienda e per 30 mesi noi copriamo le spese della babysitter fino a 600 euro al mese. E quest’anno il giorno del suo compleanno chi vuole pi rimanere a casa e godersi la sua giornata di festa con i suoi cari, con i suoi amici, senza preoccuparsi della sveglia e della giornata di lavoro”.

Turista italiana morta, Tajani: ci sarà un’inchiesta della magistratura in Egitto

Roma, 22 dic. (askanews) – “Purtroppo c’è stato uno scontro tra due imbarcazioni, la turista italiana è stata soccorsa e portata in ospedale, però purtroppo non ce l’ha fatta”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani, parlando, poco prima di imbarcarsi sull’aereo dell’aeronautica militare che lo porterà oggi nel Gibuti, della nostra connazionale tragicamente deceduta in Egitto in uno scontro tra imbarcazioni sul Nilo.

“Comunque noi – ha proseguito Tajani – continuiamo a seguire, attraverso la nostra ambasciata al Cairo e al nostro consolato a Luxor, la situazione anche degli altri italiani, perché a bordo della nave c’erano molti turisti del nostro paese. Gli altri non hanno avuto problemi ma purtroppo questa signora ha perso la vita”.

A proposito della dinamica dell’incidente, ancora da chiarire, Tajani ha spiegato che “ci sarà un’inchiesta della magistratura egiziana, vedremo di chi sono le responsabilità però purtroppo a questo punto non possiamo far altro che piangere la scomparsa di questa signora”.

Cinema, dal 5 al 10 maggio decima edizione del RIFF a Sestri Levante

Roma, 22 dic. (askanews) – Annunciate le nuove date del Riviera International Film Festival, evento da sempre dedicato al cinema indipendente, giovane e ribelle, che si accinge a tagliare il traguardo della decima edizione: si svolgerà dal 5 al 10 maggio 2026 a Sestri Levante, la perla del Tigullio e del Levante ligure dove tutto è nato nel 2017.

“No Riff, no Stories” è il claim scelto dagli organizzatori e rappresentato graficamente dalla locandina d’autore, affidata quest’anno all’artista Pietro Terzini, vincitore del premio “Top of the Forbes 2025” come “volto d’eccellenza” nel campo dell’arte e del Made in Italy, definito da Forbes Italia “il mago delle parole, il Merlino del packaging”. “L’idea della locandina nasce dall’assonanza tra le parole risk e Riff – ha spiegato Terzini – il rischio è infatti una componente fondamentale del processo creativo e rappresenta un tratto distintivo di un carattere ribelle, proprio come quello del Riviera International Film Festival. Proprio partendo da questa riflessione ha preso forma il concept ‘No Riff, no Stories’ che è diventato il cuore visivo della locandina”.

La scritta, realizzata nel tratto calligrafico tipico di Terzini, domina la composizione e guida lo sguardo dell’osservatore. A fare da sfondo è la Baia del Silenzio, disegnata come elemento centrale dell’immagine: uno spot emblematico di Sestri Levante e location prediletta dell’artista, già protagonista del Riff lo scorso anno in qualità di giurato. In questo intreccio tra parola, segno e luogo, la locandina celebra il decimo anno della rassegna, omaggiando la città che la ospita e il suo carattere ribelle ed indipendente.

“‘Audentes fortuna iuvat’, il 2026 segnerà il decimo anniversario del Riff – ha detto il presidente Stefano Gallini Durante – un evento importante non solo per il territorio, ma anche per il supporto che il Festival offre ai nuovi talenti che si affacciano al mondo del cinema e in particolare ai giovani registi che arrivano ogni anno da tutto il mondo. In pochi anni, il Riff si è affermato come una potente piattaforma per riunire talenti e ispirare tutti a cambiare, a vivere con passione e determinazione, a seguire le proprie aspirazioni. Un evento culturale che nobilita il cinema, l’arte e la creatività. Siamo felici dei nostri successi e non vediamo l’ora di rivedere il nostro pubblico, che cresce di edizione in edizione. I numeri sono quasi decuplicati dal 2017 ad oggi, con una crescita esponenziale anche nella copertura mediatica nazionale e internazionale. Ringraziamo tutti i nostri sostenitori, per averci accompagnato fino ad oggi”.

Novità di quest’anno è che l’Associazione Riviera Film, da sempre organizzatrice del Riff, si è trasformata in Fondazione Riviera International, istituita con l’ambizione di promuovere la cultura, l’intrattenimento e la sostenibilità ambientale attraverso il linguaggio universale del cinema e delle arti multimediali. Presidente della Fondazione è il direttore esecutivo del Riff, Vito D’Onghia, che ha dichiarato: “Siamo orgogliosi di annunciare la nascita della Fondazione Riviera International, un nuovo punto di riferimento per la promozione della cultura cinematografica a livello internazionale. La Fondazione opererà durante tutto l’anno attraverso un articolato programma di attività che include proiezioni e laboratori nelle scuole, iniziative di divulgazione sui linguaggi e le tematiche del cinema, progetti dedicati alla sostenibilità ambientale, laboratori internazionali e percorsi di internazionalizzazione del nostro festival di cinema indipendente. Questa realtà rappresenta un impegno concreto e di ampio respiro per la valorizzazione dei talenti emergenti, il coinvolgimento delle comunità e la promozione di un cinema responsabile, innovativo e aperto al mondo, contribuendo a rafforzare il ruolo della Riviera come polo creativo e culturale di rilievo nazionale”.

Meloni: la pace non arriva spontaneamente, solo una forza militare credibile allontana la guerra

Roma, 22 dic. (askanews) – “Non ho mai accettato la narrazione di chi contrappone l’idea del pacifismo alle forze armate”. Lo ha detto la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in visita al Comando Operativo di Vertice Interforze. “Solo una forza militare credibile allontana la guerra militare perché la pace non arriva spontaneamente. La pace è soprattutto un equilibrio di potenze. La debolezza invita l’aggressore la forza allontana l’aggressore”, ha sottolineato Meloni, in visita al Comando Operativo di Vertice Interforze, dove ha partecipato ad un collegamento in videoconferenza per rivolgere gli auguri ai Contingenti militari italiani impegnati nei teatri di operazioni internazionali, citando un passaggio di Publio Flavio Vegezio Renato uno scrittore romano del V secolo.

Cina impone dazi su prodotti lattiero-caseari Ue fino al 42,7%

Milano, 22 dic. (askanews) – La Cina ha annunciato l’introduzione di dazi provvisori fino al 42,7% su una serie di prodotti lattiero-caseari provenienti dall’Unione europea. In una dichiarazione del ministero del Commercio cinese, Pechino ha affermato che le sovvenzioni della Ue per i prodotti lattiero-caseari hanno causato “danni sostanziali” all’industria nazionale. I prodotti colpiti dai dazi anti-sovvenzioni includono formaggi freschi e lavorati, nonché alcuni tipi di latte e panna.

L’iniziativa rischia di riaccendere le tensioni sugli scambi commerciali con l’Unione e rientra in un’indagine contro le sovvenzioni avviata da Pechino nell’agosto del 2024. I dazi variano dal 21,9% al 42,7%, con le aziende “che hanno collaborato all’indagine” soggette a dazi del 28,6% e quelle che “non hanno collaborato” soggette all’aliquota massima del 42,7%.

Meloni: Italia ascoltata nel mondo per autorevolezza militari

Roma, 22 dic. (askanews) – “Noi veniamo ascoltati non perché siamo bravi, noi veniamo ascoltati perché rappresentiamo una nazione autorevole, noi veniamo ascoltati perché rappresentiamo una nazione forte e quella forza non la costruiamo noi, quella forza la costruiscono migliaia di uomini e donne sparsi nel mondo, lontani dalle loro famiglie, disposti a sacrificarsi e a farlo nell’ombra per dare a noi quello che serve a l’Italia”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, in visita al Comando Operativo di Vertice Interforze, dove sta partecipando ad un collegamento in videoconferenza per rivolgere gli auguri ai contingenti militari italiani impegnati nei teatri di operazioni internazionali.

“Voglio dire agli italiani fate un brindisi per questi uomini, fate un brindisi per queste donne a Natale perché voi non li conoscerete mai a loro devono praticamente tutti”, ha aggiunto sottolineando che “la credibilità che voi costruite è uno straordinario strumento del quale io dispongo e le istituzioni dispongono per difendere l’interesse nazionale italiano”.

Il Papa: è un mondo ferito dalla violenza, la rabbia strumentalizzata dal mondo digitale e dalla politica

Città del Vaticano, 22 dic. (askanews) – La Chiesa resti missionaria e portatrice di pace e di uno stile di concordia oggi più che mai necessario “in un mondo ferito da discordie, violenze e conflitti, in cui assistiamo anche a una crescita di aggressività e di rabbia, non di rado strumentalizzate dal mondo digitale come dalla politica”. L’indicazione è giunta stamane da Papa Leone XIV nel suo discorso alla Curia romana incontrata in Vaticano per gli auguri di Natale.

Proprio il “Natale del Signore – ha quindi aggiunto il Pontefice – reca con sé il dono della pace e ci invita a diventarne segno profetico in un contesto umano e culturale troppo frammentato. Il lavoro della Curia e quello della Chiesa in generale va pensato anche in questo orizzonte ampio”, è stata, quindi, l’indicazione data da Papa Prevost che poi ha aggiunto, rivolgendosi ai responsabili e al personale della Curia romana: “non siamo piccoli giardinieri intenti a curare il proprio orto, ma siamo discepoli e testimoni del Regno di Dio, chiamati ad essere in Cristo lievito di fraternità universale, tra popoli diversi, religioni diverse, tra le donne e gli uomini di ogni lingua e cultura. E questo – ha concluso – avviene se noi per primi viviamo come fratelli e facciamo brillare nel mondo la luce della comunione”.

“Auguro di cuore un Santo Natale a tutti voi. Che il Signore ci porti la sua luce e dia al mondo la pace!”. Con questo augurio di pace per il mondo, Papa Leone ha concluso stamane il suo tradizionale discorso per la festività natalizia rivolto alla Curia romana.

Un discorso nel quale il pontefice ha tratteggiato lo stile e l’orientamento degli uffici e del personale della Curia romana. “Ricordiamo questo, anche nel nostro servizio curiale: – ha tra l’altro detto il pontefice ai cardinali e a quanti lavorano negli uffici vaticani – l’opera di ciascuno è importante per il tutto, e la testimonianza di una vita cristiana, che si esprime nella comunione, è il primo e più grande servizio che possiamo offrire”.

Tv, arriva "Amadeus" sulla leggendaria rivalità tra Mozart e Salieri

Roma, 22 dic. (askanews) – La miracolosa ascesa e la leggendaria caduta di uno dei compositori più celebri del XVIII – il ribelle, il virtuoso, la rockstar Wolfgang Amadeus Mozart – nella nuova serie Sky Original in 5 episodi “Amadeus”, dal 23 dicembre in esclusiva su Sky e in streaming solo su Now, con la regia di Julian Farino (Giri/Haji – Dovere/Vergogna) e Alice Seabright (Chloe, Sex Education). La serie riadatta, dopo il pluripremiato film di Milos Forman, l’acclamata opera teatrale di Peter Shaffer, qui audacemente trasposta da Joe Barton (Black Doves, Giri/Haji, Progetto Lazarus).

“Amadeus” è una reinterpretazione della leggenda di Mozart (Will Sharpe – Giri/Haji, The White Lotus) e Antonio Salieri, interpretato da Paul Bettany (WandaVision, A Very British Scandal): la storia della maturazione di un genio musicale, e della sua successiva caduta per mano del compositore di corte, follemente geloso e tormentato, nel tentativo di dare un senso alla volontà di Dio. Nel cast anche Gabrielle Creevy (In My Skin, Black Doves) nel ruolo di Constanze Weber, moglie di Mozart.

Quando il venticinquenne Amadeus arriva nella vivace Vienna del Settecento, non più un bambino prodigio e alla ricerca di libertà creativa, il suo mondo si intreccia con due figure cruciali: la futura moglie Constanze Weber, pronta a sostenerlo con ostinata lealtà, e il devotissimo compositore di corte Antonio Salieri. Mentre il genio di Amadeus continua a fiorire nonostante i suoi demoni interiori, una reputazione controversa e lo scetticismo della corte conservatrice, Salieri si sente sempre più tormentato da ciò che appare come un dono divino. Amadeus minaccia tutto ciò che Salieri considera sacro: il suo talento, la sua reputazione e persino la sua fede in Dio. Salieri giura di distruggerlo. Ciò che inizia come una rivalità professionale si trasforma in un’ossessione profonda e personale, destinata a durare trent’anni, culminando in una confessione di omicidio e in un disperato tentativo di legare per sempre il proprio nome all’eredità di Mozart.

Accanto a Will Sharpe, Paul Bettany e Gabrielle Creevey, un grande cast corale: Rory Kinnear (The Diplomat, Skyfall) nel ruolo dell’Imperatore Giuseppe, Lucy Cohu (Becoming Jane) è Cecilia Weber, Jonathan Aris (The Sixth Commandment) interpreta Leopold Mozart, Ényì Okoronkwo (Renegade Nell, Progetto Lazarus) è Da Ponte, Jessica Alexander (La sirenetta) è Katerina, Hugh Sachs (Bridgerton) interpreta Von Strack, Paul Bazely (Such Brave Girls) è Von Swieten, Rupert Vansittart (Il Trono di Spade) è Rosenberg, Anastasia Martin (In From The Cold) interpreta Aloysia Weber, Nancy Farino (Masters of the Air) è Josepha Weber, Olivia-Mai Barrett (Invasion) è Sophie Weber e Viola Prettejohn (The Crown) veste i panni della Principessa Elisabetta, mentre Jyuddah Jaymes (Erano ragazzi in barca, Hijack – Sette ore in alta quota) interpreta Franz Süssmayr.

La manovra all’esame nell’Aula del Senato, presente Giorgetti. Il relatore: un "testo abbastanza sofferto"

Roma, 22 dic. (askanews) – E’ partito l’esame della Manovra in aula al Senato. Presente anche il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti. Il voto finale è previsto per domani.

Sono intervenuti tre dei quattro relatori alla Manovra. Tra quelli intervenuti, il senatore della Lega, Claudio Borghi, ha fatto notare che “si tratta di un testo abbastanza sofferto, ma che alla fine è stato effettivamente migliorato da parte del Parlamento che credo debba essere soddisfatto del lavoro fatto in quanto sono state recepite molte istanze, tantissime bipartisan. Un lavoro fatto assolutamente meritorio”.

E’ poi intervenuto il senatore di FdI, Guido Quintino Liris che ha evidenziato come il Parlamento si diventato “protagonista di alcuni passaggi centrali. Questa Manovra che stiamo scrivendo ci farà uscire un’anno prima dalla procedura di infrazione uscendo da quei vincoli che la ingessavano” permettendo “con il prossimo anno una legge di bilancio più espansiva”.

Infine ha preso la parola il relatore per Nm, Alejandro Borghese che ha voluto ringraziare per i temi inseriti in Manovra sugli italiani all’estero. Sono 53 gli iscritti a parlare al Senato. Ogni senatore avrà 10 minuti di tempo per esporre le proprie tesi, per un totale di quasi 9 ore di discussione.

Autobomba uccide un generale russo a Mosca. Le autorità: sospetti su Kiev

Roma, 22 dic. (askanews) – Un alto ufficiale delle Forze Armate russe è stato ucciso oggi in un attentato nel sud-ovest di Mosca, per cui gli inquirenti moscoviti evocano una possibile pista ucraina. La vittima è il generale di corpo d’armata Fanil Sarvarov, 56 anni, a capo della Direzione per la Preparazione Operativa dello Stato Maggiore Generale delle Forze Armate della Federazione Russa.

L’attentato è avvenuto intorno alle 8:00 del mattino su via Jasenevaja, nel quartiere periferico di Jasenovo. Secondo la ricostruzione del Comitato Investigativo russo, un dispositivo esplosivo con aggancio magnetico era stato fissato sotto il pianale della Kia Sorento usata dal generale. L’esplosione è scattata poco dopo che Sarvarov è partito in auto, investendo la parte anteriore del veicolo. Il militare è deceduto per le gravissime ferite riportate dalle schegge.

In una dichiarazione ufficiale, il Comitato Investigativo ha affermato che “una delle versioni degli eventi che stiamo valutando è quella legata all’organizzazione del crimine da parte dei servizi segreti ucraini”. Sarvarov era figura di massimo rilievo nell’apparato militare russo. Nato nel 1969 nella regione di Perm’, ha partecipato alla guerra in Cecenia tra il 1992 e il 2003. Tra il 2015 e il 2016 ha svolto un ruolo chiave nell’organizzazione e conduzione dell’operazione militare russa in Siria.

Il sito investigativo indipendente “Proekt” lo ha incluso nella sua banca dati dei comandanti coinvolti nell’invasione russa dell’Ucraina. Dal 2016 guidava infatti la Direzione per la Preparazione Operativa, un reparto dello Stato Maggiore centrale per la pianificazione e lo sviluppo della dottrina militare.

Confindustria, frenano export e industria IV trim, consumi deboli

Roma, 22 dic. (askanews) – “Quadro complicato” per l’economia nel quarto trimestre: secondo l’indagine periodica elaborata dal Centro studi di Confindustria (Congiuntura flash) il dollaro debole sull’euro, dovuto anche ai tagli dei tassi Federal reserve, continua a frenare l’export italiano, insieme ai dazi Usa. “Scricchiola di nuovo la fiducia delle famiglie e quindi le attese sui consumi – si legge -. L’industria fa ancora fatica”.

A favore, invece, giocano gli investimenti, grazie in larga parte al Pnrr, i servizi, tirati dal turismo straniero, e il calo del prezzo del petrolio. Secondo l’indagine a dicembre per alcuni giorni il rendimento dei Btp è sceso sotto quello dei titoli francesi, nella media del mese sono in linea: 3,49% in Italia (+0,57 lo spread sulla Germania), 3,48% in Francia (+0,56). Quelli spagnoli sono più bassi: 3,23% il tasso, +0,30 lo spread.

Con tassi Bce fermi (2%) il costo del credito alle imprese italiane non scende più (3,52% a ottobre, quasi come a luglio). Intanto la Banca Centrale Usa ha ridotto i tassi ufficiali per la terza seduta di fila (3,75% a dicembre), prosegue l’analisi di Confindustria, preoccupata della frenata dell’occupazione, annunciando altri ribassi senza un timing definito. Questo contribuisce a un dollaro svalutato sull’euro: 1,17 a dicembre, vicino al picco.

Prosegue il lento calo del prezzo del petrolio (63 dollari al barile a dicembre), poco sotto la media 2019; anche il prezzo del gas scende (27 euro/MWh), ma è ancora doppio rispetto ai valori pre-2022. Perciò, rileva il Centro studi di Confindustria, l’inflazione al consumo in Italia è moderata (+1,1% a novembre), ma il costo dell’elettricità per le imprese resta alto: 0,28 euro/KWh, contro 0,18 in Francia e 0,17 in Spagna.

Dopo la positiva performance nel 3° trimestre, restano favorevoli gli indicatori per gli investimenti in impianti e macchinari a fine 2025: a novembre salgono i consumi elettrici, nel 4° in media si mantiene elevata la fiducia delle imprese di beni strumentali (soprattutto le attese di produzione) e anche quella delle imprese di costruzioni nonostante un lieve calo recente.

A ottobre le vendite al dettaglio sono cresciute (+0,5%, ma nulla la variazione acquisita per il 4° trimestre) e a novembre le vendite di auto sono aumentate moderatamente. Inoltre, si legge il numero di occupati, dopo il calo a luglio-agosto, è tornato in espansione a settembre-ottobre. La fiducia delle famiglie, però, si è bruscamente ridotta a novembre, recuperando solo in parte a dicembre.

Carburanti, cali nel weekend prenatalizio, benzina sotto 1,7 al lt

Roma, 22 dic. (askanews) – Prezzi dei carburanti in ribasso nel fine settimana che ha preceduto le festività natalizie, tradizionale appuntamento di viaggi e trasferimenti per le famiglie. Secondo la le rilevazione di Staffetta Quotidiana, in media i prezzi praticati comunicati dai gestori all’Osservatorio prezzi del ministero delle Imprese e del made in Italy ed elaborati, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 20mila impianti risultavano: benzina self service a 1,691 euro/litro (-7 millesimi, compagnie 1,694, pompe bianche 1,685), diesel self service a 1,645 euro/litro (-9, compagnie 1,647, pompe bianche 1,639). Benzina servito a 1,833 euro/litro (-8, compagnie 1,874, pompe bianche 1,756), diesel servito a 1,785 euro/litro (-9, compagnie 1,826, pompe bianche 1,708). Gpl servito a 0,688 euro/litro (invariato, compagnie 0,699, pompe bianche 0,677), metano servito a 1,395 euro/kg (+1, compagnie 1,412, pompe bianche 1,381), Gnl 1,212 euro/kg (-1, compagnie 1,214 euro/kg, pompe bianche 1,211 euro/kg).

IP ha ridotto di 1 centesimo al litro i prezzi consigliati della benzina e del diesel, Q8 e Tamoil rispettivamente di 1 e 3 centesimi sul diesel. Questi i prezzi sulle autostrade, aggiunge Staffetta Quotidiana: benzina self service 1,788 euro/litro (servito 2,056), gasolio self service 1,743 euro/litro (servito 2,014), Gpl 0,830 euro/litro, metano 1,488 euro/kg, Gnl 1,262 euro/kg.

Antitrust: sanzione di 98,6 mln ad Apple per abuso posizione dominante

Milano, 22 dic. (askanews) – Dall’Antitrust sanzione di oltre 98 milioni di euro ad Apple per abuso di posizione dominante. L’Autorità ha accertato una condotta restrittiva della concorrenza per quanto riguarda l’App Tracking Transparency (ATT) policy, ossia le regole sulla privacy imposte dalla società agli sviluppatori terzi di app distribuite tramite l’App Store.

L’Autority, si legge in una nota, ha irrogato alle società Apple, Apple Distribution International e Apple Italia una sanzione di 98.635.416,67 euro per abuso di posizione dominante. Apple ha violato l’articolo 102 del TFUE per quanto riguarda il mercato della fornitura agli sviluppatori di piattaforme per la distribuzione online di app per utenti del sistema operativo iOS. In tale mercato, Apple è in posizione di assoluta dominanza tramite il suo App Store.

Al termine di una complessa istruttoria, condotta anche in coordinamento con la Commissione europea, con altre Autorità nazionali della concorrenza e con il Garante per la Protezione dei Dati Personali, l’AGCM ha accertato la restrittività – sotto il profilo concorrenziale – dell’App Tracking Transparency policy, ossia delle regole sulla privacy imposte da Apple, a partire da aprile 2021, nell’ambito del proprio sistema operativo mobile iOS, agli sviluppatori terzi di app distribuite tramite l’App Store. In particolare, gli sviluppatori terzi sono obbligati ad acquisire uno specifico consenso per la raccolta e il collegamento dei dati a fini pubblicitari tramite una schermata imposta da Apple, il c.d. ATT prompt che, tuttavia, non risulta sufficiente a soddisfare i requisiti previsti dalla normativa in materia di privacy, costringendo quindi gli sviluppatori a duplicare la richiesta di consenso per lo stesso fine.

L’Antitrust ha accertato che le condizioni dell’ATT policy sono imposte unilateralmente, sono lesive degli interessi dei partner commerciali di Apple e non sono proporzionate per raggiungere l’obiettivo di privacy, così come asserito dalla società.

Magatti: l’Europa ha bisogno di un nuovo umanesimo cristiano

Oltre la rendita simbolica

«Il tempo delle rendite simboliche è finito». Nell’editoriale pubblicato su “Avvenire”, Mauro Magatti coglie con lucidità il punto critico della condizione europea: l’Europa non può più limitarsi a evocare il proprio glorioso passato come fondamento della sua legittimazione presente, men che meno della sua proiezione futura.

D’altra parte l’umanesimo sottostante al progetto europeo non è un semplice lascito culturale, ma una forma di vita e un progetto fondato su tre pilastri: lo Stato di diritto, con la limitazione della violenza; la democrazia, con l’uguaglianza politica dei cittadini; il welfare, come traduzione concreta del principio di solidarietà. Un equilibrio che ha garantito per decenni pace, prosperità e inclusione.

 

Il rischio del nichilismo europeo

Oggi, però, quei pilastri mostrano segni evidenti di affaticamento. Lo Stato di diritto rischia di irrigidirsi in un apparato burocratico che soffoca l’iniziativa individuale o collettiva; la democrazia di ridursi a procedura svuotata di senso; il welfare di trasformarsi da strumento di emancipazione in mera amministrazione del declino.

Il passaggio forse più inquietante dell’analisi di Magatti riguarda la diagnosi di un nichilismo europeo che non nasce dalla miseria o dall’oppressione, ma dall’“abbondanza senza orientamento”. In un continente in cui la vita è sempre più protetta, il desiderio collettivo appare paradossalmente più debole. Si vive più a lungo, ma si fatica a rispondere alla domanda decisiva: per che cosa?

Non solo difendersi, ma affermare

Da qui il nodo politico e culturale centrale: «Difendersi non basta». L’Europa non può più definirsi soltanto per sottrazione — non imperiale, non autoritaria, non aggressiva — mentre altre grandi potenze dichiarano esplicitamente ciò che vogliono essere nel mondo. L’Unione è chiamata a chiarire non solo che cosa intende proteggere, ma che cosa vuole affermare.

Significa prendere posizione sul senso del progresso, sul rapporto tra tecnica e vita, sulle condizioni della pace, sulla responsabilità verso le generazioni future. Significa interrogarsi se l’umanesimo europeo — fondato su libertà, limite, responsabilità e cura — possa ancora rappresentare una proposta credibile per il XXI secolo.

La questione politica dei cattolici democratici

È qui che l’editoriale di Magatti interpella direttamente la politica. Chi può oggi raccogliere e tradurre questa visione in progetto? La tradizione cattolico democratica o social-cristiana ha storicamente tenuto insieme persona, democrazia, solidarietà e integrazione, costruendo un’Europa non solo come mercato o architettura istituzionale, ma come comunità di destino.

Rilanciare oggi quel patrimonio non significa nostalgia, ma responsabilità storica. Significa restituire voce a un umanesimo cristiano capace di abitare le trasformazioni digitali, ecologiche e geopolitiche senza smarrire il primato della persona e il senso del limite. Perché, come ricorda Magatti richiamando Esopo, “Hic Rhodus, hic salta”: per l’Europa — e per gli europeisti di matrice cristiana — il tempo del salto è arrivato.

L’oblio della storia: la controversa nascita degli Stati Uniti

«La lotta dell’uomo contro il potere è la lotta della memoria contro l’oblio». [Milan Kundera]

Un paragone scomodo ma necessario

Può apparire azzardato tentare un confronto storico tra i coloni europei e i migranti contemporanei; tuttavia, tale paragone merita di essere affrontato, se non altro per confutare la narrazione sull’immigrazione oggi sostenuta da parte dell’attuale classe dirigente statunitense.

Per farlo, è necessario partire da un chiarimento preliminare: i nativi americani — impropriamente definiti “indiani” — non costituivano un popolo omogeneo. Erano invece organizzati in centinaia di nazioni differenti, con lingue, religioni, strutture sociali e stili di vita distinti.

La civiltà dei nativi americani

Alcuni gruppi erano agricoltori sedentari, altri nomadi dediti alla caccia o alla pesca costiera. Il tratto comune che li univa era il profondo legame con la Terra, concepita secondo una visione olistica: la natura non era una risorsa da possedere, bensì una realtà sacra con cui vivere in armonia.

Questa concezione si rifletteva anche nell’organizzazione sociale, spesso egualitaria o matricentrica, e in sistemi di governo complessi fondati sul consenso collettivo.

Le grandi aree culturali

Le principali nazioni native possono essere classificate in base alle aree culturali e geografiche in cui vivevano prima della colonizzazione.

Nelle Grandi Pianure vivevano popolazioni nomadi, cacciatrici di bisonti, come Sioux, Cheyenne e Comanche; tra i Sioux emersero figure storiche di rilievo come Toro Seduto e Cavallo Pazzo.

Nel Sud-Est prevalevano comunità agricole, tra cui Cherokee, Choctaw e Seminole.

Nel Nord-Est si distinsero gli Irochesi, riuniti in una potente confederazione di sei nazioni, nota per la sua influenza politica e per una struttura di potere con elementi democratici.

Nel Sud-Ovest vivevano sia agricoltori sia nomadi, come Pueblo, Navajo e Apache.

Lungo la Costa Nord-Occidentale, infine, si svilupparono popolazioni di pescatori e artisti, tra cui Tlingit, Haida e Kwakiutl.

La frattura della colonizzazione

Questo complesso ecosistema, fondato su un delicato equilibrio — nel quale i conflitti intertribali erano spesso ritualizzati più che realmente distruttivi — fu sconvolto dall’arrivo dei colonizzatori europei. La colonizzazione diede avvio a uno sterminio sistematico delle popolazioni native, risultato di una combinazione di fattori.

L’introduzione di malattie come il vaiolo e il morbillo, contro le quali i nativi non possedevano alcuna immunità, provocò milioni di morti. A ciò si aggiunsero guerre combattute con una schiacciante superiorità militare e tecnologica, nonché l’Indian Removal Act del 1830, che sancì la deportazione forzata di intere comunità.

Fame, deportazioni e acculturazione forzata

Fu adottata anche una deliberata strategia della fame: la distruzione sistematica dei bisonti, principale risorsa alimentare delle popolazioni delle Pianure, mirava a costringere i nativi nelle riserve. A completare questo processo vi fu l’acculturazione forzata, finalizzata allo sradicamento delle lingue, delle religioni e delle tradizioni indigene.

L’ultimo grande scontro, avvenuto a Wounded Knee il 29 dicembre 1890, segnò la fine delle guerre indiane e la definitiva sottomissione dei popoli nativi.

Migrazioni a confronto

In sintesi, i coloni europei usurparono le terre dei nativi americani: un atto che costituisce il fondamento della ricchezza e del potere degli Stati Uniti e i cui effetti si protraggono ancora oggi.

Ne consegue che i migranti europei insediatisi nel territorio statunitense furono guidati da una logica di colonizzazione e di sostituzione, orientata all’espropriazione della terra e all’eliminazione delle popolazioni originarie. Una dinamica che non è paragonabile a quella dei migranti contemporanei, i quali cercano prevalentemente opportunità economiche, sicurezza o protezione politica e aspirano a integrarsi nelle società di arrivo.

Domani è un altro giorno

Il domani come alterità

Domani è un altro giorno. La canzone di Ornella Vanoni chiama il domani “un altro giorno”. Per malinconica routine? No, al contrario: qui altro significa diverso, differente. Deve essere un’altra cosa

Chi la canta dice di aspettarsi per domani un Giorno Nuovo, che non si trascini dai precedenti. Il Tempo di Natale evoca proprio questo: la certezza che il Nuovo sorge sempre.

Natale tra nostalgia ed eccitazione

Le feste natalizie oscillano tra nostalgia ed eccitazione. Ritualità risapute, in cui alla fine le promesse non vengono mantenute. Perché non c’entrano nulla con la vita. Perché, come dice don Fabio Rosini, «la prima vocazione è vivere. Vivere, ed essere felici».

Tutto ciò che sembra assomigliargli, ma non lo è davvero, non funziona.

Quando i riti perdono il senso

Non è tanto la zavorra del consumismo a rovinare il Natale, quanto il fatto che feste e riti vengano assunti dal capitalismo per sostituirne i significati con altri messaggi: suggestioni che gli assomigliano ma che sono radicalmente diverse, come il loglio che assomiglia al grano nella parabola della zizzania.

Si trasportano così nell’oggi tradizioni che non traducono più nulla di questo inaudito fenomeno del mondo occidentale, e dei suoi due millenni e oltre di domanda intorno allo stupore dell’Assoluto.

Questo lo dice Romano Guardini (1885–1968), teologo italo-tedesco, in un suo straordinario libricino del 1954: Natale e Capodanno. Pensieri per fare chiarezza.

Verità del Natale e del Capodanno secondo Romano Guardini

Sul Natale

«Che cosa significa dunque Natale?», si domanda Guardini.

Occorre prendere congedo da alcune concezioni, perché «sull’essenza del cristianesimo esistono definizioni annacquate e corrotte». Bisogna purificare le parole.

«Il cristianesimo non è la religione dell’amore del prossimo, dell’interiorità, o della personalità o di quant’altro di questo genere si possa ancora dire. Naturalmente, in tutto ciò v’è qualcosa di esatto, ma come un secondo aspetto, che acquisisce il suo senso solo quando è chiaro invece ciò che viene prima ed è autentico».

 

La Rivelazione come fondamento

Ciò che viene prima di tutto nel Natale, e che solo e soltanto ne giustifica la celebrazione, è che all’umanità accade una Rivelazione vitale, che essa non potrebbe mai creare da sé.

Accade un fatto, un evento, che nasce fuori dall’umanità. «Viene dall’altro lato del confine. Venuto al di qua del confine ora è presso di noi, con noi». E questo «in un senso inaudito».

Solo e soltanto questo è il Bambino, e il fatto carnale del Natale.

Tutto il resto — fedi, devozioni, riti, la gioia per i doni, l’affetto della famiglia, il rinvigorirsi della luce, la guarigione dall’angustia della vita — riceve senso solo da questo. Quando questa consapevolezza svanisce, tutto scivola via. Perché l’umanità non può produrre da sola ciò che la fa vivere.

Sul primo dellanno

Capodanno? Un significato concreto e tangibile: iniziare e finire.

«Due forze di fondo da cui scaturisce la vita nella sua totalità. Non potremmo sussistere se non iniziassimo ad ogni istante».

La vita non accade una volta per tutte. Nasce continuamente, altrimenti non esisterebbe.

 

La forza dellinizio

«La vita non scaturisce soltanto nella prima ora, quasi fosse una volta per tutte, ma emerge perennemente dalla profondità». Ogni risveglio non è semplice prosecuzione: «ha inizio qualcosa». Ogni giorno esiste una sola volta. Ogni mattino è nuovo. La forza dell’inizio si rende efficace: un inizio si è compiuto. Lo stesso accade in ogni opera che compiamo: è qualcosa di unico, anche solo perché non saremo mai più in quel punto della nostra vita.

Senza inizio, si soffoca

Il puro proseguire soffoca. «Nella monotonia del puro proseguire noi soffocheremmo». Ciò che rende possibile continuare a vivere è il costante inizio: il fatto che con ogni mattino, con ogni incontro, con ogni dolore e ogni gioia ci venga incontro il nuovo.

Edoardo Italia, tra volontariato e impegno giovanile. Intervista

«Dare voce e valore alla gioventù»

Dalle cronache recenti emerge un quadro spesso impietoso sulla condizione giovanile: partecipazione politica e al voto ai minimi storici, emergenza dei NEET (giovani che non lavorano e non si formano), condizioni precarie di ingresso nel mondo del lavoro e una scarsa competitività salariale rispetto alla media europea.

Eppure, esempi virtuosi smentiscono la facile vulgata dei giovani disimpegnati. Il Consiglio nazionale dei giovani (CNG), organo consultivo della Presidenza del Consiglio per le politiche giovanili, riunisce una cinquantina di associazioni impegnate a discutere e proporre soluzioni sui temi che riguardano le nuove generazioni, in un Paese non sempre attento ai loro bisogni.

Nel congresso conclusosi domenica è stato eletto il nuovo presidente nazionale del CNG. Si tratta di Edoardo Italia, 30 anni, di Crescentino (provincia di Vercelli), volontario e coordinatore giovani della Croce Rossa Italiana, che succede alla presidente uscente Maria Cristina Pisani. Lo abbiamo intervistato.

Perché hai deciso di candidarti come presidente del Consiglio nazionale dei giovani? Quali obiettivi ti muovono?

«Il mio primo obiettivo in Croce Rossa è stato quello di coinvolgere i giovani, proporre attività di volontariato e organizzare un’azione diretta verso la gioventù. Al CNG il tema è diverso: qui c’è entusiasmo e voglia di coinvolgere i giovani nel fare qualcosa di concreto, tutti insieme.

L’associazionismo, la sfera politica, il terzo settore, l’ambito della donazione, il tema dei giovani nelle piccole e medie imprese sono al centro della nostra progettualità. L’obiettivo è dare voce e valore alla gioventù, coinvolgendo i giovani e lavorando con loro.

Ho intenzione di far sì che questo spazio offra opportunità a tanti ragazzi, collocandosi tra casa e scuola e ampliando gli orizzonti della crescita personale e sociale. Se un giovane, oggi, in un piccolo paese non fa sport, non partecipa ad associazioni e rischia di vivere una vita chiusa e povera di opportunità, è più facile che incontri problemi di salute mentale, solitudine relazionale e intellettuale».

LItalia è un Paese per giovani oggi? I giovani hanno le opportunità che meritano?

«L’Italia è un grande Paese, lungo e stretto, fatto di realtà molto diverse. Alcuni territori sono più portati al coinvolgimento dei giovani perché ricchi di associazioni, strutture e spazi di confronto.

Altri territori, invece, faticano di più: penso alle aree di periferia o ai territori di montagna, dove la mancanza di strutture e risorse rende difficile coinvolgere non solo i giovani, ma l’intera popolazione. Altrove, invece, esiste una forte propensione all’agire civico, politico e sociale, capace di tradursi in azioni concrete per e con i giovani».

Come si può potenziare oggi lefficacia delle politiche giovanili in Italia?

«C’è una grande difficoltà di dialogo tra le associazioni, a ogni livello. Ognuna viaggia su binari diversi, pur parlando tutte di giovani e avendo l’obiettivo di coinvolgerli. Quello che manca è un reale coordinamento, un’azione costruita insieme.

Se le associazioni, ciascuna con la propria identità e finalità, lavorano in rete mettendo a sistema giovani e risorse, l’impatto può crescere in modo significativo. Se, ad esempio, la Croce Rossa collabora sul territorio con realtà come Avis, Coldiretti, Acli, che coinvolgono molti giovani, si possono convogliare singole iniziative in un’azione più incisiva a favore delle comunità».

 

Una responsabilità collettiva

Dopo questa conversazione possiamo trarre lo spunto per un giudizio sintetico e un apprezzamento. Forse manca ancora, nel nostro Paese, una piena consapevolezza da parte delle nuove generazioni di appartenere a un corpo sociale che rappresenta una ricchezza umana ed economica straordinaria. Una ricchezza che può essere messa a sistema mantenendo vivo il dialogo intergenerazionale, senza relegare ai margini la partecipazione alla costruzione e alla cura della cosa pubblica e del bene comune.

A Edoardo Italia e al nuovo consiglio di presidenza, rinnovato per il prossimo triennio, va l’augurio di un lavoro capace di sostenere talento, partecipazione e opportunità per i giovani.

Manovra, Schlein: italiani felici? Meloni racconta Paese inesistente

Roma, 21 dic. (askanews) – “Una manovra fatta tagliando le pensioni, sulla pelle di chi ha lavorato una vita. Una manovra che colpisce la sanità pubblica, mentre sei milioni di persone rinunciano alle cure. Una manovra che taglia scuola e università e poi insulta gli studenti, definendoli inutili”. Lo dichiara in una nota la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein.

“Intanto – aggiunge – il Governo si è spaccato e Giorgia Meloni, dopo giorni di silenzio, prova a raccontare un Paese che non esiste, sostenendo che gli italiani sarebbero pure felici di questa legge di bilancio. La verità è semplice: questa manovra è sbagliata, questa maggioranza ha fallito. E gli italiani – conclude Schlein – meritano di meglio di una presidente del Consiglio incoerente che continua a prenderli in giro ormai da tre anni”.

Milano-Cortina, Salvini: lavoro perché ci siano atleti ucraini e russi

Roma, 21 dic. (askanews) – “Io da ministro ho la responsabilità di fare le infrastrutture che ospiteranno le Olimpiadi Milano-Cortina. Fra poche settimane l’Italia verrà vista da tutto il mondo e sto lavorando perché gli atleti di tutti i paesi del mondo, anche quelli in conflitto, possano esserci, perché lo sport unisca, la cultura unisca”. Lo ha detto, rispondendo a una domanda sugli sviluppi della guerra in Ucraina e dei negoziati internazionali di pace, il ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, leader della Lega, ospite della puntata di questa sera di Zona Bianca, in prima serata su Rete4.

Ucraina, Salvini: chi parla di guerra con la Russia avvicina conflitto

Roma, 21 dic. (askanews) – “Ci tengo a dire che noi non vogliamo mandare i nostri figli a combattere in Ucraina né in Russia e che non siamo in guerra con la Russia: perché chi parla di guerra contro la Russia avvicina un conflitto ancora più pesante”. Lo ha detto Matteo Salvini, vicepremier e leader della Lega, nel corso della registrazione dell’odierna puntata di Zona Bianca, in onda in prima serata su Rete4.

“Quindi conto che i prossimi giorni e le prossime settimane siano positivi e spero – ha aggiunto – che nessuno in Europa abbia interesse a tirarla in lunga questa guerra, perché la guerra è sempre la sconfitta per tutti”.

Ucraina, Salvini: il prossimo non sarà un semplice decreto sulle armi

Roma, 21 dic. (askanews) – “Arriverà anche in consiglio dei ministri nei prossimi giorni un decreto sull’Ucraina e su richiesta della lega non sarà un semplice decreto sulle armi, ma si parlerà di difesa del popolo ucraino, di logistica, quindi non più solo di offesa e di attacco”. Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini, nel corso della registrazione di Zona Bianca, in onda stasera su Rete4.

“Spero – ha aggiunto – che tutti ascoltino le parole del santo padre e spero che nessuno in Europa abbia interesse a che la guerra vada avanti, perché lo sai meglio di me la guerra accade per motivi spesso economici”.

“Questa – ha detto ancora il leader della Lega – è una guerra che nessuno vincerà sul campo. Ecco: qualcuno può seriamente credere che l’Ucraina possa vincere sul campo, vista la sproporzione di forze in campo e possa riconquistare il terreno perduto? No, quindi io penso che prima verrà fermato questo conflitto meglio è per tutti”, ha concluso.

Rutte (Nato): Putin è il motivo per cui è difficile finire la guerra in Ucraina

Roma, 21 dic. (askanews) – Intervistato dal quotidiano tedesco Bild, in un’intervista pubblicata oggi, sul motivo per cui sia così difficile porre fine alla guerra in Ucraina, il segretario generale della Nato, Mark Rutte, ha risposto: “La ragione è (Vladimir) Putin!”.

“È disposto a sacrificare 1,1 milioni dei propri cittadini”, ha aggiunto, “E quest’anno i suoi progressi sono minimi: conquiste territoriali trascurabili, meno dell’1 per cento del territorio ucraino rispetto all’inizio dell’anno. Di conseguenza, secondo le nostre stime, fino a 1,1 milioni di persone sono state uccise o ferite sul fronte russo”.

Rutte ha inoltre dichiarato che “diversi Paesi europei hanno indicato di essere pronti a fornire truppe, se necessario”. Si “stanno definendo i dettagli precisi di questa “Coalizione dei volonterosi”: come si svolgerebbe un dispiegamento? Cosa accadrebbe sulla terra, in mare, in aria, ecc.? Tutti questi elementi sono in fase di elaborazione”, ha proseguito. Il segretario generale della Nato ha inoltre affermato di avere “un grande rispetto” per il presidente americano Donald Trump, “l’unico a essere riuscito a portare Putin al tavolo dei negoziati e l’unico che possa infine costringerlo a fare la pace”.

Anche se l’inquilino della Casa Bianca ha già “perso la calma più volte”, ha ricordato il segretario generale della Nato, non si aspetta “assolutamente” che gli Stati Uniti ritirino il loro sostegno all’Ucraina. “Quello che osserviamo attualmente è che gli scambi di informazioni e le forniture di armi all’Ucraina continuano”, ha sottolineato.

Manovra, Conte: da Meloni sovranismo in versione Colle Oppio

Roma, 21 dic. (askanews) – “Una domanda. La settimana si chiude con Meloni che esulta per aver approvato in Europa 90 miliardi che destiniamo all’Ucraina col nostro debito comune, mentre restiamo ai margini dei negoziati di pace, e il triste teatro di una Manovra misera e ingiusta. Una Manovra che non affronta il dramma della sanità pubblica, peggiora la legge Fornero aumentando l’età pensionabile, cancella Opzione donna, taglia sulla scuola e al ‘libro delle tasse’ di questi anni di pressione fiscale record aggiunge tasse su pacchi online, accise, ritenute d’acconto che aumenteranno fino all’1 per cento sulle fatture delle imprese. Grazie alla nostra azione di opposizione, siamo riusciti a scongiurare obbrobri come la corsa al condono e l’innalzamento del tetto del contante a 10mila euro”. Lo ha scritto sui suoi canali social il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, che ha aggiunto: “una domanda alla premier Meloni: quando si è trattato di portare in Italia i 209 miliardi del Pnrr grazie al debito comune vi siete astenuti in Europa. Adesso che con il debito comune destiniamo 90 miliardi per continuare a sostenere l’Ucraina in guerra con la Russia siete stati decisivi. È questo il sovranismo in versione Colle Oppio? Quando andrà in Europa a chiedere misure e fondi per le imprese, per gli agricoltori, per il crollo del potere d’acquisto, per la sanità degli italiani?”

(Segue)

Fiumicino ha superato (per la prima volta) 50 milioni di passeggeri in un anno

Roma, 21 dic. (askanews) – All’aeroporto di Roma Fiumicino è stato raggiunto e superato, per la prima volta, il record storico di 50 milioni di passeggeri in un anno. Lo comunica la società di gestione aeroportuale AdR, spiegando che il primato è stato registrato alle porte delle festività natalizie in cui la società del gruppo Mundys, prevede di accogliere complessivamente altri 2 milioni di viaggiatori, a partire dal 22 dicembre e fino al 7 gennaio compreso, oltre ai 180 mila attesi allo scalo di Ciampino. Il 2025 si chiuderà, quindi, con oltre 51 milioni di passeggeri complessivi, registrando un aumento di oltre il 4% rispetto all’anno precedente, pari a più di 2 milioni di transiti aggiuntivi.

Il lungo raggio si è confermato uno dei principali driver di sviluppo. In particolare, il Nord America ha mantenuto la leadership chiudendo l’anno con 4,7 milioni di passeggeri, sostenuto da una programmazione estiva che ha toccato punte di 40 partenze giornaliere e da un significativo rafforzamento della destagionalizzazione: nei mesi di novembre e dicembre il traffico è cresciuto del 20% rispetto al 2024 e di oltre il 75% rispetto al periodo pre-Covid. Risultati altrettanto rilevanti si registrano sul fronte asiatico, dove nel 2025 i movimenti sono aumentati del 16%, grazie alla forte domanda verso Corea, Giappone e Bangladesh e al ritorno del collegamento con Hong Kong operato da Cathay Pacific. In parallelo, è proseguito il rafforzamento del mercato di corto e medio raggio, alimentato da importanti progetti di sviluppo basati a Fiumicino, in particolare da parte di vettori come Wizz Air ed easyJet. Sul piano strategico, l’ingresso di Lufthansa in ITA Airways rappresenta un passaggio di grande rilevanza, destinato a consolidare ulteriormente il ruolo del Leonardo da Vinci come hub di riferimento per il Sud Europa. “Il traguardo dei 50 milioni di passeggeri rappresenta il risultato di una programmazione operativa, di una visione industriale di lungo termine, di investimenti coerenti e del lavoro di una grande squadra di persone che, ogni giorno, contribuisce a consolidare il posizionamento di Roma Fiumicino come hub di livello globale. – ha dichiarato Marco Troncone, amministratore delegato di Aeroporti di Roma -. I numeri confermano quindi il ruolo che questo aeroporto stellato è chiamato a svolgere per il Paese: un’infrastruttura centrale per la sua connettività globale, a supporto dell’attrattività turistica e della competitività economica italiana. Questo record rappresenta un ulteriore driver nell’implementazione del nostro Piano di sviluppo sostenibile, progetto strategico pensato per garantire capacità, resilienza e sostenibilità anche nei prossimi decenni, in linea con le sfide ambientali e industriali che attendono il settore”.

Macron lancia la costruzione della portaerei che sostituirà la Charles de Gaulle

Roma, 21 dic. (askanews) – Il rimpiazzo della ‘Charles de Gaulle’ prende forma in modo un po’ più ufficiale. Emmanuel Macron ha dato il via alla costruzione della futura portaerei francese destinata a sostituire quella attuale e che dovrà entrare in servizio nel 2038.

“In conformità con le ultime due leggi di programmazione militare e dopo un esame completo e approfondito, ho deciso di dotare la Francia di una nuova portaerei”, ha annunciato il capo dello stato francese durante il Natale con le truppe ad Abu Dhabi. “La decisione di avviare la realizzazione di questo grandissimo programma è stata presa questa settimana”, ha aggiunto.

Calcio, Sinner incontra Infantino a Dubai

Roma, 21 dic. (askanews) – Calcio e tennis insieme. È l’incontro avvenuto a Doha tra Jannik Sinner e il presidente della Fifa, Gianni Infantino. Il tennista azzurro, che sta proseguendo la preparazione a Dubai in vista dell’inizio della stagione, ha seguito mercoledì scorso la finale di Coppa Intercontinentale tra Psg e Flamengo, vinta ai rigori dai francesi. Nell’occasione, Sinner ha incontrato Infantino, grande appassionato di tennis che cerca di seguire tutti gli incontri del n. 2 al mondo. Inoltre, il presidente della Fifa è stato in passato tifoso di Adriano Panatta. Un legame costante, dunque, con il tennis azzurro.

Sci, Goggia: ‘Vincere è quello a cui ambisco: mi sono riscattata’

Roma, 21 dic. (askanews) – “Il dolore di oggi sarà la benzina di domani è il messaggio che ci siamo scambiati ieri con Gian Piero Gasperini, allenatore della Roma a cui resto molto legata dopo la sua esperienza a Bergamo con l’Atalanta” racconta Sofia Goggia al termine della vittoriosa prova in Val d’Isere che gli ha consegnato la prima vittoria stagionale, la 27esima della carriera. “La gara di ieri mi ha segnato tanto, è stata una giornata emotivamente molto dura e ho passato un’ora a piangere ripensando all’occasione sprecata. Arrivavo da tanta solidità ed invece l’errore di ieri mi ha fatto gettare al vento una occasione d’oro. Sono ripartita da lì, dalla voglia di riscatto. Come di fatto è stata tutta la mia carriera, fatta di ripartenze, da tanta voglia di risalire: vincere oggi è bello e ci sta. Quando sei sul podio sei sempre contento, vincere è però quello a cui ambisco. Ma l’esempio di ieri è emblematico: giornata bellissima, stavo sciando alla grande ed è andata così. Sì, quell’errore ce l’ho ancora qui, ma l’importante è avere sempre qualche nuova freccia nella faretra”.

Claudio Baglioni ha cantato al concerto di Natale al Senato

Roma, 21 dic. (askanews) – “Volevo trovare le parole giuste per ringraziare, ma per dire grazie c’è solo grazie. Grazie di questo privilegio, per essere qui e poter partecipare alle festività di Natale in questa magnifica aula. Grazie al presidente del Senato ai senatori e alle senatrici”. Lo ha detto Claudio Baglioni prendendo brevemente la parola durante la sua esibizione al concerto di Natale in Senato, accompagnato dal coro e dall’orchestra del Teatro San Carlo di Napoli. Tre i brani eseguiti: Strada facendo, Avrai e La vita è adesso.

Il presidente del Senato, Ignazio La Russa, ha donato a Baglioni la “martinella”, la campanella simbolo di palazzo Madama, quale riconoscimento per la sua carriera che, ha detto la seconda carica dello Stato, “fa parte della nostra storia, della storia di un artista, del nostro modo di sentirci italiani”. La campanella, ha scherzato La Russa, “può servire anche ai grandi artisti per mettere ordine nella musica italiana”.

“Quest’anno il concerto è dedicato in qualche modo a Napoli, perché ricorre proprio oggi l’anniversario di 2.500 anni, quanti ne sono passati dalla fondazione di Napoli e non potevamo che invitare il Teatro San Carlo, il suo coro, l’orchestra, perché è il simbolo sicuramente” della città. Aveva detto prima dell’esibizione La Russa, nell’indirizzo di saluto con cui ha aperto concerto natalizio nell’aula di palazzo Madama.

Mosca smentisce Zelensky: non previsti colloqui a 3 con Usa e Kiev a Miami

Roma, 21 dic. (askanews) – Il Cremlino ha negato che siano previsti colloqui a tre tra Ucraina, Russia e Stati Uniti, sulla guerra in corso mentre i diplomatici si riunivano a Miami per colloqui sulla fine del conflitto. Lo riferisce l’Afp.

Il leader ucraino, Volodymyr Zelensky, ieri aveva riferito che gli Stati Uniti avevano proposto a Miami un formato per un incontro sulla soluzione del conflitto con la partecipazione di Ucraina, Russia, Stati Uniti e rappresentanti dell’Europa.

Il Papa: tutti i bambini del mondo possano vivere nella pace

Milano, 21 dic. (askanews) – “Preghiamo insieme perché tutti i bambini del mondo possano vivere nella pace”. Lo ha detto Papa Leone XIV rivolgendosi dalla finestra del Palazzo Apostolico Vaticano ai pellegrini riuniti in piazza San Pietro per la recita dell’Angelus. “Oggi rivolgo un saluto speciale ai bambini e ai ragazzi di Roma. Carissimi, siete venuti con i vostri familiari e con i catechisti per la benedizione delle statuette di Gesù Bambino da collocare nel presepe delle vostre case, delle scuole e degli oratori. Benedico di cuore tutti i Bambinelli”.

Ci sarà aria polare durante la settimana di Natale

Milano, 21 dic. (askanews) – Si avvicina una perturbazione carica di piogge e nevicate che ci terrà compagnia per tutta la settimana di Natale. Mattia Gussoni, meteorologo de iLMeteo.it, conferma un deciso peggioramento delle condizioni meteorologiche già a partire da domenica, con le prime precipitazioni attese sulle regioni del Nord Ovest e sulle due Isole Maggiori. Tutto dipenderà dall’arrivo di correnti fredde di origine polare, dal Nord Europa, che andranno a alimentare la formazione di un ciclone mediterraneo, responsabile di una fase di maltempo diffuso sull’Italia.

Il contrasto termico tra le diverse masse d’aria, unito al continuo richiamo di umidità nei bassi strati e al raffreddamento in quota, creerà condizioni ideali per precipitazioni persistenti e localmente intense, soprattutto sui rilievi, dove sono attese nevicate abbondanti: sulle Alpi occidentali potrebbe cadere fino a 1 metro di neve entro Natale oltre i 1400 metri di quota.

La fase clou del maltempo è prevista proprio per la settimana di Natale, il ciclone si manterrà molto attivo nel corso di Lunedì 22, Martedì 23 e Mercoledì 24 Dicembre con piogge battenti su buona parte dell’Italia. Da segnalare anche il deciso rinforzo dei venti con raffiche intense lungo le coste. La giornata di Natale si preannuncia alquanto burrascosa, con condizioni meteorologiche che non si vedevano da diversi anni durante questa festività. Le regioni del Centro-Sud e le due Isole Maggiori dovranno fare i conti con rovesci temporaleschi, venti forti e nevicate sugli Appennini a partire dai 1200-1400 metri di quota.

Al Nord, invece, si registreranno maggiori schiarite specie su Lombardie e Triveneto; discorso diverso su Emilia Romagna, Piemonte e Valle d’Aosta che rimarranno sotto l’influenza di precipitazioni diffuse, con possibilità di neve fino a quote collinari. Un bianco Natale dunque per le principali località sciistiche delle Alpi occidentali con i fiocchi che potrebbero spingersi fin sulla città di Cuneo.

Dal primo gennaio la Bulgaria sarà il 21esimo Paese dell’area euro

Roma, 21 dic. (askanews) – Dal primo gennaio 2026 la Bulgaria sarà il 21esimo paese membro dell’area dell’euro. Lo ricorda la Banca d’Italia, spiegando con una nota che lo scorso 8 luglio 2025 il Consiglio dell’Unione europea ha approvato l’adesione della Bulgaria e fissato il tasso di conversione del lev bulgaro a 1,95583 lev (BGN) per 1 euro (EUR).

La generalità del pubblico potrà chiedere il cambio della valuta bulgara a titolo gratuito, a partire dal mese di gennaio e fino al 2 marzo 2026, “al valore di parità” (1,95583 lev per 1 euro), per un importo massimo di 2.000 lev (circa mille euro) per persona, al giorno, presso le seguenti Filiali della Banca d’Italia: Milano, Bologna, Roma Sede, Napoli e Catanzaro.

L’utenza istituzionale con conto presso la Banca d’Italia potrà presentare le banconote in valuta bulgara per il riconoscimento del relativo controvalore presso la sola Filiale di Roma CDM (Centro Donato Menichella).

La Deejay Ten nel 2026 fa tappa in quattro città

Milano, 21 dic. (askanews) – Dopo il successo della scorsa edizione che ha visto la partecipazione di oltre 60mila persone, la Deejay Ten annuncia gli appuntamenti del 2026.

La corsa non agonistica ideata da Linus e firmata Radio Deejay, da oltre vent’anni anni appuntamento fisso per centinaia di migliaia di persone in giro per l’Italia arriverà nel 2026 in quattro città: si parte da Torino il 29 marzo per poi arrivare a Bari il 19 aprile, proseguire a Treviso il 17 maggio e approdare a Milano per il gran finale il 4 ottobre.

Un grande momento di condivisione per vivere le bellezze della città libera dal traffico quotidiano e trascorrere una domenica all’insegna dello sport e del divertimento in compagnia di Radio Deejay e degli speaker più amati dell’emittente. L’evento, a cui possono partecipare persone di tutte le età e capacità atletica, prevede due percorsi differenti da 10 e 5 km, il primo rivolto ai superiori di 16 anni e il secondo accessibile a chiunque.

Sponsor tecnico di questa edizione adidas che accompagnerà i partecipanti durante tutte le tappe fornendo le maglie e la gym sack di quest’anno. Svelate oggi quelle per la prima tappa di Torino del 29 marzo 2026 che saranno di colore verde acqua per il percorso da 10km e rosa per quello da 5km. Ogni iscritto riceverà la sacca gara con pettorale e chip per il rilevamento cronometrico, e per chi terminerà il percorso la sacca ristoro con la medaglia di partecipazione e i gadget degli sponsor.

Oltre alla maglia ufficiale, adidas arricchirà ogni weekend della Deejay Ten con eventi dedicati, sessioni di allenamento funzionale e tante sorprese nelle città ospitanti, affiancando l’expo del villaggio Deejay Ten con attività e momenti interattivi pensati per la community di runners e non solo.

Un’iniziativa pensata per accompagnare e coinvolgere ogni profilo di runner: dagli atleti più esperti a chi si sta avvicinando alla disciplina o si sta preparando per nuove sfide, mantenendo sempre al centro il valore della community, elemento identitario e distintivo della Deejay Ten.

Le iscrizioni per le quattro tappe sono aperte sul sito di Radio Deejay al link https://deejayten.deejay.it/.

Gilberto Gil torna in conceto in Italia dopo 3 anni

Milano, 21 dic. (askanews) – Gilberto Gil torna in Italia dopo 3 anni con “Gilberto Gil in concert”: 2 imperdibili appuntamenti a Roma (6 aprile, Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone) e a Milano (8 aprile, Alcatraz) che celebrano oltre 60 anni di carriera!

I biglietti per la data di Roma sono disponibili su Ticketone.it e nei punti di vendita abituali, quelli per la data di Milano invece su Ticketone.it, Ticketmaster, Vivaticket e DICE e nei punti di vendita abituali.

Gilberto Gil ha rivoluzionato il panorama musicale grazie alla sua capacità di unire tradizione e innovazione, fondendo samba, bossa nova, tropicalismo e influenze internazionali in uno stile unico e inconfondibile che ha conquistato il pubblico in tutto il mondo con ritmi, armonie e parole che raccontano la cultura, la storia e l’anima del Brasile.

Attualmente impegnato in “Tempo rei”, il suo ultimo tour che in Brasile sta registrando il tutto esaurito in ogni tappa, Gilberto Gil porterà nelle 2 uniche date italiane tutta la sua energia e il suo repertorio, dove ripercorrerà la sua lunga e ricca carriera musicale e riproporrà alcuni dei suoi brani più amati, tra cui “Aquele Abraço”, “Toda Menina Baiana”, “Expresso 2222”, “Andar com Fé”, “Drão”, “Palco” e “Não Chore Mais”.

A condividere il palco con lui una superband d’eccezione composta dai figli e nipoti: Bem Gil (voce, chitarra, basso), Jose Gil (voce, batteria), João Gil (voce, chitarra, basso) e Flor Gil (voce, tastiera).

«Ho sempre saputo che la musica era il mio linguaggio – afferma Gilberto Gil – E che la musica mi avrebbe fatto conoscere il mondo, e portato a scoprire nuovi territori, perché il mio è sempre stato il linguaggio della terra e del cielo».

Le date italiane sono prodotte e organizzate da Intersuoni BMU in collaborazione con Bass Culture.

Gilberto Gil torna in conceto in Italia dopo 3 anni

Milano, 21 dic. (askanews) – Gilberto Gil torna in Italia dopo 3 anni con “Gilberto Gil in concert”: 2 imperdibili appuntamenti a Roma (6 aprile, Auditorium Parco della Musica Ennio Morricone) e a Milano (8 aprile, Alcatraz) che celebrano oltre 60 anni di carriera!

I biglietti per la data di Roma sono disponibili su Ticketone.it e nei punti di vendita abituali, quelli per la data di Milano invece su Ticketone.it, Ticketmaster, Vivaticket e DICE e nei punti di vendita abituali.

Gilberto Gil ha rivoluzionato il panorama musicale grazie alla sua capacità di unire tradizione e innovazione, fondendo samba, bossa nova, tropicalismo e influenze internazionali in uno stile unico e inconfondibile che ha conquistato il pubblico in tutto il mondo con ritmi, armonie e parole che raccontano la cultura, la storia e l’anima del Brasile.

Attualmente impegnato in “Tempo rei”, il suo ultimo tour che in Brasile sta registrando il tutto esaurito in ogni tappa, Gilberto Gil porterà nelle 2 uniche date italiane tutta la sua energia e il suo repertorio, dove ripercorrerà la sua lunga e ricca carriera musicale e riproporrà alcuni dei suoi brani più amati, tra cui “Aquele Abraço”, “Toda Menina Baiana”, “Expresso 2222”, “Andar com Fé”, “Drão”, “Palco” e “Não Chore Mais”.

A condividere il palco con lui una superband d’eccezione composta dai figli e nipoti: Bem Gil (voce, chitarra, basso), Jose Gil (voce, batteria), João Gil (voce, chitarra, basso) e Flor Gil (voce, tastiera).

«Ho sempre saputo che la musica era il mio linguaggio – afferma Gilberto Gil – E che la musica mi avrebbe fatto conoscere il mondo, e portato a scoprire nuovi territori, perché il mio è sempre stato il linguaggio della terra e del cielo».

Le date italiane sono prodotte e organizzate da Intersuoni BMU in collaborazione con Bass Culture.

Campo degasperiano, Follini: l’eredità scomoda dello statista trentino

Foto Schicchi
Foto Schicchi

Se la Democrazia Cristiana è stata il partito del Paese, Alcide De Gasperi è stato il politico – o meglio, l’uomo di Stato – che ha messo il Paese davanti al partito e che ha lasciato in eredità, a chi riflette dopo oltre 70 anni dalla sua morte una lezione ancora attuale.

La domanda che si è posto Gianfranco Astori nella sua lezione degasperiana di quest’estate è una domanda decisiva: come un partito complesso, anche diviso, poté affrontare la sfida di riunificare il Paese?

La strada in salita

Questo interrogativo richiama alla memoria un aspetto che spesso trascuriamo quando parliamo di De Gasperi, soprattutto noi che ci sentiamo depositari di quella tradizione: tendiamo infatti a mettere in evidenza i successi, ciò che è riuscito, ma dimentichiamo la fatica, le difficoltà, le inimicizie, la strada in salita che egli dovette percorrere senza alcuna garanzia di arrivare a una destinazione certa.

Le idee ricostruttive della Democrazia Cristiana – la prima pubblicazione significativa in cui De Gasperi mette per iscritto la sua visione – nascono come una sorta di testamento: una riflessione maturata alla fine di una vita che, paradossalmente, dal punto di vista politico, stava ricominciando. Non lo sapeva, non lo pensava, ma quelle parole erano un messaggio nella bottiglia rivolto alle generazioni future.

Contro lantilibertà demagogica

Da quel momento in poi, De Gasperi percorre un sentiero riconoscibile ancora oggi, a distanza di tanti anni. Usa le parole come argine contro l’antilibertà demagogica, intuendo per tempo che nel fondo del Paese esisteva un sentimento negativo che avrebbe accompagnato a lungo la sua azione politica. Questo sentimento non lo abbandonò mai del tutto e contribuì alle difficoltà che egli dovette affrontare, anche dopo aver vinto le elezioni e dopo essersi insediato saldamente alla guida del governo.

Nemici dichiarati e riconoscimenti inattesi

Spesso raccontiamo De Gasperi come se il suo successo fosse stato un destino naturale. Non lo fu. Implicava rischi enormi e avversità politiche fortissime. C’era un pezzo largo e minaccioso dell’Italia – da destra e da sinistra – apertamente ostile a lui. I fascisti lo chiamavano “l’austriacante” e lo consideravano un traditore; Togliatti parlò di “scarponi chiodati” in un comizio a mo’ di chiarimento su come avrebbe cacciato l’avversario nel caso avesse vinto il Fronte popolare. L’aggressività politica di quegli anni era reale e pericolosa.

È significativo che un qualche riconoscimento gli venisse paradossalmente da Mussolini, il quale, nel tramonto della Repubblica Sociale, disse che in futuro sarebbero potute emergere due figure: Gronchi e De Gasperi. Un riconoscimento che vale qualcosa, se letto nel contesto di quel frangente dtrammatico.

La fermezza dello statista

De Gasperi governò in modo profondamente diverso da Giolitti e seppe essere, con il suo stile, un grande statista. In alcuni momenti fu particolarmente determinato. Ricordiamo, ad esempio, il confronto con i monarchici e con il ministro della Real Casa, Falcone Lucifero, dopo il referendum istituzionale. A un certo punto De Gasperi disse: “Beh, se andiamo avanti così, domani uno di noi sarà in prigione”. Quella fermezza contribuì a far accettare il verdetto anche a Umberto di Savoia.

Le difficoltà con la Chiesa e dentro la Democrazia Cristiana

Ma le avversità non vennero solo dall’esterno. Anche in casa democristiana De Gasperi incontrò ostacoli, incomprensioni e diffidenze. Tendiamo a dimenticarlo con una certa indulgenza verso i nostri “padri”, ma De Gasperi dovette fare i conti con i franchi tiratori, con tensioni interne, con le famose schede bianche, con una seconda generazione democristiana che faticava a riconoscersi nel

suo stile e nel suo metodo.

Emblematica è la vicenda dell’udienza negata da Pio XII, e la lettera straordinaria che De Gasperi scrisse: “Come cristiano accetto l’umiliazione; ma come capo di un governo ho il dovere di chiedere conto delle ragioni per cui quell’udienza non mi viene concessa”. In quella frase c’è tutto De Gasperi.

Se vogliamo dirla fino in fondo, dobbiamo riconoscere che la difficoltà più grande De Gasperi la ebbe proprio nel rapporto con la seconda generazione democristiana. Dopo di lui, il segretario del partito diventa Fanfani, che è il meno degasperiano per carattere e formazione, e prima di questo evento inizia a profilarsi l’azione di Aldo Moro. De Gasperi ebbe il sospetto di essere stato messo in difficoltà anche da Dossetti, e forse da Moro stesso, allora sottosegretario agli Esteri, nel dibattito sulla NATO.

Uneredità difficile

Tutto questo per dire che De Gasperi uscì da quella stagione con un’eredità enorme, ma difficile da metabolizzare. Dopo la sua morte, e fino al 1974 – quando Scoppola pubblica La proposta politica di De Gasperi – il degasperismo viene in parte archiviato anche nel mondo democristiano. Ciò non significa disconoscere la straordinarietà della sua figura, ma indica quanto fosse complessa e scomoda la sua lezione.

Vorrei chiudere affidandomi alle parole di Indro Montanelli, che non era certo un degasperiano. Questi racconta di un colloquio con De Gasperi: gli chiede di incontrarlo a casa, perché gli sembra più confidenziale. De Gasperi rifiuta: non intende confondere pubblico e privato. E così lo riceve in ufficio. Montanelli lo descrive tutto vestito di grigio, senza pennacchi, con gli occhi grigi e il volto di pietra grigia, una “grigia oratoria” che non conosce altri colori.

Alla fine di quel colloquio Montanelli scrive una frase decisiva: «Sento dinanzi a lui un gran rispetto senza timore, esattamente il contrario di quello che sentivo davanti a Mussolini: un gran timore senza rispetto». E conclude: «De Gasperi è l’antinàrciso, colui che parlando non si ascolta».

Ecco, credo che questa sia una buona ragione per cui, ancora oggi, vale la pena ascoltarlo.

N.B. Il testo, trascritto quanto più fedelmente possibile, non è stato rivisto dall’autore. Ecco il link per accedere alla video registrazione dell’intero dibattito:

 

https://youtu.be/15PJabi9y-o?si=47NWQd7fR5_wtGPQ

Cattolici, il significato di una “ricomposizione”

Il libro di padre Sorge e il dibattito degli anni Settanta

Nel 1979 Padre Bartolomeo Sorge, gesuita e politologo, diede alle stampe un libro che fu al centro del dibattito politico e culturale per molti anni. Il libro si intitolava provocatoriamente: “La ricomposizione dell’area cattolica in Italia”, con Città nuova Editrice. Un libro che ebbe un grande impatto nel mondo cattolico di quell’epoca e, in particolare, nel dibattito interno alla Democrazia Cristiana.

Un contesto storico profondamente diverso

Ora, dopo oltre 45 anni da quella pubblicazione, è di tutta evidenza che i temi affrontati in quella fase storica sono diversi, molto diversi rispetto alla stagione contemporanea. Ma è indubbio che se quando padre Sorge vergò quel libro esisteva ancora un partito che si chiamava Democrazia Cristiana e i cattolici italiani, seppur nella diversità e nel pluralismo, giocavano ancora un ruolo politico e culturale significativo, oggi la situazione è decisamente peggiorata.

La scomparsa dei cattolici dal dibattito politico

Per dirla in breve, i cattolici sono letteralmente scomparsi dal dibattito politico se non per rivendicare piccoli spazi di potere. I partiti democristiani o simil democristiani appartengono alla storia e sono stati del tutto archiviati. Le classi dirigenti dei vari partiti oggi in competizione prescindono radicalmente dalla cultura cattolico democratica, cattolico popolare e cattolico sociale.

La crisi dellassociazionismo e della formazione dirigente

E, infine, l’associazionismo cattolico di base ha smarrito, ormai da tempo, la sua antica vocazione a creare e soprattutto a formare classe dirigente. Quella classe dirigente che è stata decisiva per quasi 50 anni nella storia democratica del nostro paese con la presenza attiva e determinante della Democrazia Cristiana e che è proseguita ancora per qualche lustro dopo la fine del “partito italiano” per eccellenza.

Lurgenza di una nuova iniziativa dellarea cattolica

Ecco perchè, pur a fronte di una situazione politica e storica radicalmente diversa rispetto a quella in cui padre Sorge scrisse quel libro, è indubbio che oggi si rende ancor più necessaria ed indispensabile una ripresa di iniziativa politica, culturale e progettuale dell’area cattolica italiana. Sempre nel rispetto della laicità dell’azione politica da un lato e di un più accentuato pluralismo delle varie opzioni politiche dall’altro.

Una ricomposizione” laica e una provocazione culturale

Ma, al di là di questi due aspetti, è altrettanto vero che sarebbe anche utile una nuova ed aggiornata pubblicazione sulla necessità contemporanea di una “ricomposizione” laica dell’area cattolica italiana e anche, e soprattutto, di una rinnovata provocazione culturale che passa attraverso un’attenta analisi di quest’area. Detta con parole semplici, sarebbe necessaria un’iniziativa come quella che padre Sorge avanzò alla fine degli anni ‘70 dopo una stagione drammatica causa il terrorismo e alla vigilia, comunque sia, di nuovi sconvolgimenti politici e culturali.

Il rischio del bipolarismo e della polarizzazione

Di natura epocale come abbiamo poi potuto constatare negli anni seguenti. Dico questo perchè senza una ricomposizione, non fittizia o posticcia ma coerente e ragionata, dell’area cattolica o ex popolare o ex democristiana o ex centrista del nostro paese, il bipolarismo selvaggio è destinato a consolidarsi sempre di più e, con il bipolarismo, anche la radicalizzazione del conflitto politico e la polarizzazione ideologica.

Una risorsa per la qualità della democrazia

Due tasselli, questi ultimi, che indeboliscono la qualità della nostra democrazia e, al contempo, incrinano anche la credibilità delle nostre istituzioni democratiche per non parlare dell’efficacia dell’azione di governo. E, al riguardo, un contributo serio, qualificato e costruttivo può arrivare anche e soprattutto dalla cultura, dalla storia e dalla tradizione del cattolicesimo politico italiano. Ma non in ordine sparso, appunto. Perchè è di nuovo necessaria una seria, rigorosa e pensata “ricomposizione dell’area cattolica”.

Migrazioni, la crisi permanente e i limiti del “modello Albania”

Il Rapporto Migrantes – Diritto d’Asilo 2025 restituisce un’immagine che non consente più alibi: quella che per anni è stata definita un’emergenza è ormai una crisi strutturale e permanente del nostro tempo. A sottolinearlo è Agostino Sella, presidente dell’Associazione Don Bosco 2000, una delle realtà più attive nel sistema italiano dell’accoglienza, che invita istituzioni e opinione pubblica a guardare oltre la contingenza e a interrogarsi sulle scelte politiche compiute negli ultimi anni.

Le speranze recluse” di un sistema in affanno

Nel linguaggio del Rapporto, le “speranze recluse” diventano la metafora di un sistema che, troppo spesso, sacrifica la dignità umana sull’altare della sicurezza di frontiera. I numeri sui morti nel Mediterraneo, le deportazioni verso i lager libici, le lunghe attese nei centri di detenzione amministrativa non sono semplici statistiche, ma – osserva Sella – il segnale evidente di un fallimento politico europeo, che continua a rinviare una risposta strutturale al fenomeno migratorio.

Esternalizzare lasilo, restringere i diritti

Particolarmente critica è la valutazione dei modelli di esternalizzazione delle procedure di asilo, come il cosiddetto modello Albania. Secondo Sella, l’orientamento verso soluzioni fondate sulla detenzione amministrativa e sulla protezione dei confini rischia di collocarsi ai margini della democrazia, soprattutto quando incide sui diritti individuali e sulla tutela dei minori stranieri non accompagnati. L’esperienza quotidiana degli enti che operano sul campo mostra infatti come l’accoglienza non possa essere ridotta a protocolli burocratici o a dispositivi emergenziali svuotati di responsabilità politica.

Unalleanza per rimettere al centro la persona

La proposta che emerge non è di segno ideologico, ma profondamente pragmatica. Serve una visione strategica di lungo periodo, fondata su una collaborazione autentica tra istituzioni e terzo settore. Gli enti dell’accoglienza, ricorda Sella, non sono meri esecutori di servizi, ma vere e proprie antenne sociali, capaci di contribuire alla programmazione delle politiche migratorie. Senza questa alleanza, ogni modello rischia di restare inefficace. Con essa, invece, l’Europa potrebbe tornare a mettere al centro l’essere umano, senza rinunciare alla legalità né alla sicurezza.

A Berlino il Natale incontra l’algoritmo

In un mercatino di Natale di Berlino, tra luci, vin brulé e cori improvvisati, l’attrazione più fotografata non è una bancarella artigiana né un presepe tradizionale. È un robot umanoide. Si chiama Optimus, è prodotto da Tesla e, con movimenti ancora un po’ rigidi ma sorprendentemente precisi, serve popcorn caldi ai visitatori, salutando e posando per selfie senza mai perdere la calma.

Un umanoide tra le bancarelle

La scena ha qualcosa di simbolico: il cuore della tradizione europea, il mercatino natalizio, diventa il palcoscenico di una tecnologia che guarda al futuro prossimo. Optimus riempie i sacchetti con una paletta, li porge ai clienti e sembra ignorare il brusio che lo circonda. Qualcuno osserva che i suoi gesti sono ancora “troppo meccanici”, altri notano l’assenza di empatia. Ma soprattutto i più giovani si divertono: «È solo l’inizio», dicono.

Il progetto Tesla: molto più di una trovata

Presentato da Elon Musk come uno dei progetti più ambiziosi dell’azienda, Optimus non nasce per animare fiere o mercatini. L’obiettivo dichiarato è affiancare l’uomo nei lavori ripetitivi e fisicamente usuranti, dalla logistica alla manifattura. Il prezzo annunciato – attorno ai 20 mila euro – e la possibile commercializzazione entro un anno fanno capire che non si tratta più di fantascienza, ma di una strategia industriale concreta.

Curiosità (e inquietudini)

Non è la prima volta che un robot compare in uno spazio pubblico, ma è raro vederlo inserito in un contesto popolare e informale, non controllato come un laboratorio o una fabbrica. Ed è proprio qui che nasce la domanda di fondo: siamo pronti a condividere pezzi di quotidianità con macchine che imitano sempre meglio i gesti umani?

Il Natale, festa della relazione e della prossimità, diventa così anche il luogo dove misurare la distanza – ancora evidente – tra intelligenza artificiale e intelligenza emotiva.

Tecnologia senza calore?

Il successo mediatico dello stand berlinese dimostra che la curiosità supera la diffidenza. Ma resta aperta una questione culturale e sociale: la tecnologia può rendere più efficiente il mondo, ma non sostituisce il senso umano del lavoro, dell’incontro, della responsabilità. Per ora, Optimus serve popcorn. Domani potrebbe fare molto di più. Sta alla società decidere come e a quale prezzo.

M.O., Pizzaballa visita centri medici e tende sfollati a Gaza City

Roma, 20 dic. (askanews) – Il Cardinale Pierbattista Pizzaballa ha visitato oggi diversi centri medici e umanitari nella Striscia di Gaza, così come “le tende delle famiglie sfollate sul lungomare di Gaza City, dove sono stati informati sulla situazione umanitaria e sanitaria”. Lo ha riferito su X il patriarcato latino di Gerusalemme, precisando che Pizzaballa, accompagnato da monsignor Shomali, ha fatto visita all’ufficio di Caritas Gaza, a una clinica medica dell’Unione delle Chiese, a un punto di soccorso del Catholic Relief Services ad Al-Zaytoun, oltre all’Ospedale Al-Ahli (Battista) all’Università di Al-Azhar.

Il patriarca latino di Gerusalemme è arrivato ieri a Gaza per le celebrazioni natalizie.

Manovra, rispunta il condono 2003. Insorgono le opposizioni

Roma, 20 dic. (askanews) – Torna la proposte di riapertura del condono 2003 in una riformulazione di un emendamento alla manovra depositata in Commissione bilancio del Senato, i cui lavori sono stati sospesi dopo le forti proteste dell’opposizione.

La norma apre una sanatoria edilizia su tutto il territorio nazionale escludendo gli immobili per cui ci sia insuscettibilità assoluta di sanatoria o situati in aree vincolate. Possibile la sanatoria anche in zone sismiche purché gli immobili siano conformi alle norme tecniche. L’emendamento prevede poi che le regioni entro 60 giorni adottino una legge di attuazione della misura.