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Ci sono feriti dopo l’attacco iraniano a Dubai

Roma, 28 feb. (askanews) – Le autorità dell’emirato di Dubai, negli Emirati Arabi Uniti, hanno confermato che si è verificato un incidente in un edificio nella zona di Palm Jumeirah, che ha causato feriti.

“Le squadre di pronto intervento sono state immediatamente dispiegate e il sito è stato messo in sicurezza. La Protezione Civile di Dubai ha confermato che l’incendio è ora sotto controllo”, ha dichiarato l’Ufficio Stampa di Dubai in un comunicato.Secondo l’ufficio stampa, quattro persone sono rimaste ferite e sono state trasferite in strutture mediche per le cure necessarie.

“Le autorità continuano ad adottare tutte le misure necessarie per salvaguardare la salute pubblica”, ha affermato l’ufficio stampa di Dubai.

Sanremo, Sayf: aspettative zero, così sono grato di quello che succede

Sanremo, 28 feb. (askanews) – Sayf arriva in conferenza stampa in musica a poche ore dalla finale del Festival di Sanremo. In molti lo vedono in un buon piazzamento, alcuni pensano possa essere l’underdog di questa edizione ma il rapper genovese a poche ore dalla finale dice: “Aspettative zero, così sarà grato di quello che succede”.

Il petrolio lunedì alla prova dei mercati. Domenica riunione Opec+

Milano, 28 feb. (askanews) – Occhi puntati sul prezzo del petrolio lunedì all’apertura dei mercati dopo l’attacco militare di Usa e Iran contro l’Iran. La preoccupazione principale per gli operatori è la possibile chiusura da parte di Teheran dello Stretto di Hormuz: da qui passa un terzo del totale delle esportazioni mondiali di petrolio trasportate via mare. Intanto, secondo indiscrezioni di stampa, i Paesi membri dell’Opec+, nella riunione di domani che era già stata programmata, potrebbe valutare un aumento più consistente della produzione di petrolio rispetto a quanto preventivato. Si vedrà se il possibile “maxi-aumento” sarà sufficiente a stabilizzare il mercato.

L’attacco all’Iran “ha sicuramente ripercussioni più ampie rispetto al Venezuela”, ha affermato Florian Weidinger, CIO di Santa Lucia Asset Management, riporta Cnbc. “Ecco perché il rischio è maggiore. Ci si aspetta che il prezzo del petrolio aumenti in modo più violento la prossima settimana”. “Il Venezuela era una storia di produzione. L’Iran è una storia di strozzature”, ha spiegato Kenneth Goh di UOB Kay Hian, il più grande broker di Singapore.

Lo Stretto di Hormuz, che collega il Golfo Persico al Golfo di Oman, è riconosciuto come uno dei punti nevralgici più importanti al mondo per il petrolio. Secondo i dati della società di ricerche di mercato Kpler, nel 2025 circa 13 milioni di barili al giorno di greggio hanno transitato nello Stretto, rappresentando circa il 31% dei flussi globali di petrolio trasportati via mare. A giugno 2025, quando Israele ha attaccato i siti nucleari iraniani, il prezzo del petrolio ha subìto un forte calo per poi recuperare una volta chiarito che lo Stretto non era stato chiuso. “Questo è il modello a cui faranno riferimento i mercati lunedì”, ha affermato Goh, aggiungendo che potrebbe verificarsi una fuga verso beni rifugio con un rafforzamento del dollaro, dello yen giapponese e una corsa all’oro.

Sanremo, Sayf: spero attacco a Iran sia solito capriccio Usa

Sanremo, 28 feb. (askanews) – “Nel marasma di questa settimana le notizie le apprendo a spicchi, l’ho sentito ma non mi sono informato bene, spero sia il solito capriccio Usa e che non si vada oltre”. Così Sayf, il rapper genovese in gara a Sanremo in conferenza stampa in merito a chi gli chiedeva cosa pensasse dell’attacco all’Iran.

“Il mio invito non è al semplice disertare ma una presa di coscienza, nel senso che gli ordini arrivano da una posizione di potere ma poi per essere eseguiti c’è tutta una scala di persone che devono effettivamente fare: dall’uccidi al chi uccide c’è una serie di gente fino a chi materialmente compie il gesto e non vorrebbe nemmeno farlo”.

Stasera riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza dell’Onu sull’Iran

Roma, 28 feb. (askanews) – Una riunione straordinaria del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite è stata convocata per le 22 di stasera ora italiana, a seguito del nuovo attacco militare in Iran operato congiuntamente da Stati Uniti e Israele e la rappresaglia della Repubblica islamica. Lo indicano fonti del Palazzo di Vetro. La riunione straordinaria per discutere “la situazione in Medio Oriente”, ha annunciato l’Onu, si terrà su iniziativa di Francia e di Bahrein.

Antonio Guterres, il segretario generale dell’istituzione internazionale, ha condannato “l’escalation” nella regione e ha chiesto “l’immediata cessazione delle ostilità”.

Iran, Landini: solidarietà a popolazione, respingiamo attacco unilaterale

Milano, 28 feb. (askanews) – “Esprimiamo vicinanza e solidarietà al popolo iraniano e a tutte le popolazioni che subiscono le conseguenze della guerra e della repressione”, ma “respingiamo l’attacco unilaterale degli Usa e di Israele”. Così, in una nota, il segretario generale della Cgil Maurizio Landini.

“Siamo da sempre a fianco delle iraniane e degli iraniani che lottano per la democrazia, la libertà e per i diritti civili – ha spiegato -. Abbiamo manifestato negli ultimi anni a fianco del movimento Donna, vita, libertà e ci siamo attivati per la liberazione dei sindacalisti vittime di repressione e violenza in Iran”.

“Respingiamo – ha proseguito Landini – l’attacco unilaterale degli Usa e di Israele poiché rappresenta l’ennesima grave violazione del diritto internazionale e rischia di innescare una escalation in un momento in cui sono fin troppi i fronti di guerra aperti. Ai morti del regime sanguinario degli ayatollah, rischiano di aggiungersi le vittime di questo nuovo scellerato conflitto. Invochiamo il cessate il fuoco, il rispetto del diritto internazionale, il ritorno alla diplomazia e al negoziato”.

“La Cgil – conclude – continuerà a impegnarsi con il sindacato internazionale per la promozione del multilateralismo, del dialogo e della pace come presupposti per la solidarietà e la giustizia sociale”.

Xiaomi lancia 17 Series, "Eccellenza della fotografia mobile"

Barcellona, 28 feb. (askanews) – Xiaomi ha presentato a Barcellona, nei giorni del MWC, la sua nuova Xiaomi 17 Series, mostrando gli ultimi progressi dell’azienda nella tecnologia mobile. Insieme a questa, è stata svelata anche una selezione di nuovi prodotti AIoT e accessori, tra cui Xiaomi Scooter 6 Series e Xiaomi Watch 5, che ampliano ulteriormente l’ecosistema connesso di Xiaomi. A dimostrazione della sua ambizione in termini di design, Xiaomi ha anche presentato Xiaomi Vision Gran Turismo, un concept visionario di hypercar elettrica creato per la leggendaria serie Gran Turismo.

Come elemento centrale dell’annuncio odierno, Xiaomi ha svelato anche un’evoluzione della sua partnership con Leica. La collaborazione è stata elevata da un modello di Ricerca e Sviluppo congiunto di grande successo a un nuovo Modello di Co-creazione Strategica, che riflette una partnership più profonda e completa.

Realizzati sfruttando questo modello aggiornato, Xiaomi 17, Xiaomi 17 Ultra e Leica Leitzphone powered by Xiaomi ambiscono a stabilire un nuovo punto di riferimento per la fotografia mobile, combinando prestazioni di imaging di livello flagship con un design elegante, resistente ed ergonomicamente raffinato. Forte di oltre un secolo di esperienza Leica nel campo dell’imaging, Xiaomi 17 Series offre un’esperienza smartphone top di gamma completa, con al centro funzionalità foto e video leader del settore.

Xiaomi 17 Series presenta un design minimalista che privilegia l’eleganza e un look professionale. Linee pulite, bordi levigati e un layout essenziale creano un aspetto sobrio e deciso, che riflette la raffinatezza della serie. Il design di Xiaomi 17 Series, definito da curve ‘Golden Arc’ perfezionate attraverso innumerevoli iterazioni, contribuisce a una presa confortevole e sicura. Grazie a un design ricercato e a tecniche di produzione LIPO all’avanguardia, le cornici ultra-sottili assicurano che Xiaomi 17 Series sia comoda e facile da impugnare, offrendo al contempo un display quasi senza bordi.

Xiaomi 17 Ultra, il più sottile e leggero Xiaomi Ultra di sempre, misura 8,29 mm di spessore e pesa 218,4 g, sfoggiando un corpo raffinato e completamente piatto con cornici ultra-sottili e un modulo fotografico riposizionato, più piccolo e meno invasivo. Disponibile in White, Black e il nuovo Green Starlit, offre un aspetto premium che si addice a un dispositivo da vero top di gamma. Oltre al suo aspetto mozzafiato, la Xiaomi Guardian Structure garantisce una robusta durabilità con Xiaomi Shield Glass 3.0, che offre il 30% in più di resistenza alle cadute rispetto a Xiaomi 15 Ultra, un retro in fibra di vetro ad alta resistenza, un telaio in lega di alluminio e una classificazione IP68 per una protezione completa contro polvere e umidità.

Per un’esperienza di imaging e di tecnologia ancora più compatta, Xiaomi 17 misura 8,06 mm di spessore e pesa solo 191 g, pur integrando una potenza di calcolo di fascia alta, capacità di imaging avanzate e una batteria robusta. Disponibile nelle accattivanti colorazioni, Venture Green, Alpine Pink, Ice Blue e il classico Black³, presenta un modulo fotografico ridisegnato, una curvatura significativamente ridotta nella transizione del telaio e cornici ultra-sottili da 1,18 mm². Oltre a un design elegante, audace e di grande impatto visivo, Xiaomi 17 è costruito per durare, con la Xiaomi Guardian Structure che vanta un telaio in alluminio 6M42, Xiaomi Shield Glass e certificazione IP68, garantendo durata e tranquillità.

Xiaomi continua la sua partnership con Leica per offrire un’esperienza di imaging professionale su Xiaomi 17 Series. Basata sul trattamento e la configurazione delle lenti ottiche Leica UltraPure, la nuova serie offre prestazioni affidabili in un’ampia gamma di condizioni di illuminazione, preservando i dettagli sia nelle scene luminose che in quelle in condizioni di scarsa luce. Una configurazione di lenti di alta gamma con rivestimento multistrato aiuta a ridurre i riflessi e le interferenze ottiche, permettendo a una luce più pulita di raggiungere il sensore. L’imaging della serie è supportato da strumenti come AI Creativity Assistant e funzionalità di Xiaomi HyperConnect, tra cui la condivisione di file e la configurazione Multicam, consentendo un flusso di lavoro di scatto e modifica più flessibile.

Progettato per una cattura di immagini potente e versatile, Xiaomi 17 Ultra apre nuove strade con il primo sensore della fotocamera principale LOFIC da 1″ di Xiaomi. Il sensore di immagine Light Fusion 1050L utilizza una tecnologia capacitiva all’avanguardia per aumentare significativamente la capacità di “full-well” e abilitare prestazioni HDR di prossima generazione. Un altro importante passo avanti è la fotocamera Leica da 200 MP 75-100 mm, dotata di uno zoom ottico meccanico 75-100 mm. Costruita secondo i riferimenti ottici Leica APO, la fotocamera teleobiettivo mantiene un’elevata qualità dell’immagine con ghosting e alterazioni cromatiche minime su tutta la gamma di zoom, e si estende a una lunghezza focale equivalente di 400 mm (17,2x) grazie alla tecnologia avanzata del sensore per una fotografia a lungo raggio eccezionale. Oltre alle sue avanzate capacità fotografiche, Xiaomi 17 Ultra offre una videografia ultra-dinamica con funzionalità di registrazione, colore e stabilizzazione di livello cinematografico, inclusa la registrazione Dolby Vision o ACES Log fino a 4K 120fps su entrambe le fotocamere principale e teleobiettivo.

Xiaomi 17, il flagship compatto per l’imaging, è dotato di un sistema fotografico altrettanto potente e versatile, che ruota attorno al sensore di immagine Light Fusion 950 top di gamma con dimensioni di 1/1.31″ e Super Pixel 4-in-1 da 2,4?m, offrendo un’impressionante gamma dinamica elevata di 13.5EV per immagini ricche e fedeli alla realtà in qualsiasi condizione di illuminazione. A completare il tutto il teleobiettivo flottante Leica da 60 mm, che offre ritratti a 60 mm, zoom ottico di livello 5x, macro precisa a 10 cm e AI Ultra Zoom 20x. Per gli autoritratti, una nuova fotocamera frontale da 50MP offre un autofocus migliorato sia a brevi che a lunghe distanze. La videografia è altrettanto solida, supportando la registrazione 4K 60fps Dolby Vision e 4K 60fps Log per dettagli nitidi, colori coerenti e una stabilità impressionante, migliorando la chiarezza e snellendo il flusso di lavoro per acquisizioni di livello professionale.

Grazie alla ricca tradizione fotografica di Leica, il sistema fotografico all’avanguardia di Xiaomi 17 Ultra può essere ulteriormente potenziato con due accessori che sono stati aggiornati. Il nuovo Xiaomi 17 Ultra Photography Kit presenta un design significativamente più leggero e compatto, che include un cinturino da polso, un otturatore a due fasi personalizzabile, un pulsante video dedicato e una classificazione IP54, il tutto ispirato alle fotocamere professionali e disponibile in vari colori. Per gli appassionati, Xiaomi 17 Ultra Photography Kit Pro eleva l’esperienza con un’impugnatura premium in pelle PU antiscivolo che ricorda le iconiche macchine Leica, una batteria integrata da 2000mAh (tip.), un pulsante di scatto rimovibile per un’ergonomia personalizzata e un’interfaccia utente unica in modalità Fastshot, offrendo un controllo completo per scatti professionali.

Ogni dispositivo di Xiaomi 17 Series è dotato della piattaforma mobile leader del settore Snapdragon 8 Elite Gen 5, che offre prestazioni ineguagliabili e il set di funzionalità più avanzato disponibile su un SoC mobile. La CPU Qualcomm Oryon di terza generazione ad alte prestazioni e personalizzata, la GPU Qualcomm Adreno di nuova generazione, l’NPU Qualcomm Hexagon avanzata, la RAM e lo storage sono adatti ai compiti mobili più esigenti e soddisfano facilmente le esigenze degli utenti, tra cui acquisizione rapida di foto e video, videochiamate in alta definizione, multitasking ad alta produttività e gaming intensivo. Xiaomi 17 Series introduce la HyperCharge fino a 100W e, in aggiunta, la ricarica PD-PPS da 100W, che apre a un’ampia gamma di caricabatterie compatibili.

A SAC i Frammenti di Silvia Beltrami e Giuseppe Gallace

Milano, 28 feb. (askanews) – SAC Spazio Arte Contemporanea di Robecchetto con Induno (MI) presenta la mostra Frammenti, bipersonale di Silvia Beltrami e Giuseppe Gallace a cura di Nicoletta Candiani e Sofia De Pascali. Già presenti al SAC in precedenti esposizioni collettive, i due artisti sono ora protagonisti di un dialogo visivo in cui le rispettive sensibilità si intrecciano e rispecchiano.

Sofia De Pascali ha presentato ad askanews l’esposizione: “Ci troviamo all’interno dello spazio di arte contemporanea SAC a Robeccetto con Induno. Questa è la prima mostra bi-personale che lo spazio presenta e vede come protagonisti Giuseppe Gallace e Silvia Beltrami. Frammenti è una mostra che vede un dialogo tra queste due sensibilità che un pochino si intrecciano e si rispecchiano. In entrambi i casi c’è questa attenzione al dettaglio, questa attenzione a ciò che può essere anche ambiguo e precario come un frammento. Le opere raccontano attraverso la pittura proprio questa volontà di decostruire anche un po’ la realtà.

Silvia Beltrami nello specifico attraverso l’utilizzo del collage sceglie proprio di dividere le immagini, quindi prendere delle immagini già esistenti, toglierle dal loro contesto originario per poi ricostruire l’immagine in una nuova lettura; ma nei casi più recenti abbiamo anche lo strappo d’affresco, in cui praticamente parte del muro viene staccato proprio come se si staccasse un’affresco attraverso l’utilizzo di questa colla vegetale. È come se venisse staccato il muro dal suo contesto originario. In questo caso, diventa una sorta di manifesto e viene riportato su un’altra parte di muro, un’altra parete, quindi da muro, ritorna ad essere muro attraverso questa sensazione di leggerezza. Questo ci riporta al Rinascimento, che in questo caso ha nuova vita e ci racconta una nuova storia.

Giuseppe Gallace lavora sulla pittura come spazio vivo, come spazio che può raccontare ma non necessariamente crea una scena, la lascia un po’ affiorare: figure fragili che ricordano un po’ degli elementi floreali. Il fiore diventa un po’ segno di fragilità, di precarietà, di qualcosa che può anche essere vulnerabile, può anche morire. E per fare questi fiori in alcuni casi vengono disegnati, in altri casi vengono proprio grattate sulla tela, in altri vengono proprio fatti affiorare dalla tela, emergono proprio come segno di stratificazione della realtà”.

SAC è uno spazio dedicato all’Arte Contemporanea nato nel 2019 allo scopo di promuovere artisti contemporanei e divenuto luogo di aggregazione sociale e divulgazione culturale. Situato nel cuore di Robecchetto con Induno nel Parco Lombardo della Valle del Ticino, SAC è inserito all’interno di una struttura appartenuta al bisnonno di Nicoletta Candiani, fondatrice e curatrice dello spazio, trasformata da realtà industriale prima tessile e poi conciaria in un punto di incontro, per restituire al territorio ciò che da esso è stato donato per quattro generazioni alla famiglia Candiani. Con una superficie di 1.400 metri quadrati e ambienti dedicati a mostre e residenze, SAC espone artisti contemporanei di talento, permettendo loro di realizzare progetti personali, ma riesce anche a coinvolgere il pubblico con laboratori, workshop e serate culturali.

La mostra Frammenti è aperta fino al 18 aprile 2026 dal mercoledì alla domenica dalle 14.30 alle 19.30.

Nota congiunta di Francia, Gb e Germania per condannare gli attacchi all’Iran

Roma, 28 feb. (askanews) – Il presidente francese Emmanuel Macron, il cancelliere tedesco Friedrich Merz e il primo ministro britannico Keir Starmer hanno condannato gli attacchi iraniani contro i Paesi del Medio Oriente, mentre la repubblica islamica ha reagito con raffiche di missili agli attacchi condotti dagli Stati Uniti e da Israele sin dal mattino.

“Condanniamo con la massima fermezza gli attacchi iraniani contro i Paesi della regione”, hanno dichiarato i leader in una nota congiunta dopo essersi consultati tra loro.

Ci sono crescenti indicazioni sulla possibile morte di Khamenei (secondo Channel 12)

Roma, 28 feb. (askanews) – Israele “valuta” che la Guida Suprema dell’Iran, Ali Khamenei, sia stata probabilmente uccisa in un attacco israeliano questa mattina: lo afferma Channel 12, citando fonti israeliane anonime e riferendo che ci sono “crescenti indicazioni” in tal senso.

Al momento non c’è alcuna conferma ufficiale della notizia sulla presunta morte della Guida Suprema iraniana. Secondo quanto comunicato, Khamenei dovrebbe pronunciare a breve un discorso, ma l’emittente televisiva suggerisce che, se così dovesse essere, lo stesso discorso dovrebbe essere stato registrato in anticipo. Channel 12 riferisce inoltre che gli attacchi di oggi hanno causato “danni molto significativi” alla leadership del regime iraniano e ai suoi comandanti militari.

Air Wick, debutto alla 76 edizione del Festival di Sanremo

Sanremo, 26 feb. (askanews) – Air Wick ha debuttato alla 76 edizione del Festival di Sanremo portando nella città dei fiori un’esperienza sensoriale inedita grazie alla nuova limited edition “Sinfonia di Fiori di Sanremo”. La fragranza, ispirata alla tradizione floreale della Riviera ligure, nasce per evocare la magia e le emozioni che da sempre caratterizzano la settimana sanremese, portando nelle case degli italiani un’armonia olfattiva capace di unire ricordi e presente.

“Sanremo rappresenta da sempre un momento iconico del panorama culturale italiano – ha detto Giulia Cuccolini, Marketing Director Southern Europe Air Wick – un appuntamento capace di trasformare la città in un palcoscenico unico, dove musica, tradizione e atmosfera si fondono in modo irripetibile. Essere presenti in questo contesto per Air Wick significa abbracciare appieno il valore emotivo del Festival e celebrare il potere che i profumi hanno nel dare forma ai ricordi e nell’arricchire le esperienze quotidiane”.

Fino al 28 febbraio, il pubblico può scoprire il mondo Air Wick all’interno di Casa Air Wick, uno spazio polisensoriale di oltre 100 mq allestito per la prima volta nell’area dell’ex cantiere navale, accanto al porto di Sanremo. Qui i visitatori saranno guidati in un viaggio olfattivo attraverso le principali fragranze del brand, fino a una stanza immersiva dedicata proprio alla limited edition “Sinfonia di Fiori di Sanremo”, presentata in anteprima.

“Sinfonia Fiori di Sanremo – ha aggiunto Cucciolini – nasce perchè volevamo dedicare a questa città una delle nostre fraganze, città che ha una connessione naturale con il brand essendo la città dei fiori, guardando alla riviera ligure, ai suoi profumi esotici, ai suoi fiori selezionando una fragranza che unisce note di fiori bianchi, mimosa, agrumi in una nota delicata e intensa potendola scoprire qui in casa Air Wick per la prima volta”.

In occasione del Festival, dal 22 febbraio sarà on air anche il nuovo spot televisivo firmato da Twister Film, secondo soggetto della campagna dedicata alla fragranza. La presenza di Air Wick si estenderà anche al Primafestival, portando la nuova fragranza nel racconto televisivo e rafforzando il legame tra profumi, emozioni e musica. L’esperienza sarà amplificata sui social grazie all’hashtag #AirWickSanremo, ai canali ufficiali @sanremorai e ai contenuti di Elisa Maino, creator da oltre 9 milioni di follower che racconta la magia della città dei fiori con una narrazione personale.

“Siamo molto contenti di questa collaborazione – ha detto Marco Tamiazzo, Brand Integration Director Rai Pubblicità – acompagnando un brand come Air Wick in un momento di trasformazione e revisione della loro strategia di marketing in una piattaforma come questa di Sanremo. Abbiamo lavorato a 360 gradi, con uno spot televisivo, radio e attività digitali. Non ultimo l’installazione”.

La partecipazione al Festival segna inoltre il debutto di Vestacy, la nuova realtà nata come spin off di Reckitt e oggi parte di Advent International, che apre così il suo primo capitolo come azienda indipendente con un’iniziativa ad alto impatto.

Masini: a 61 anni vivo un sogno, ancora a Sanremo e primo su Spotify

Sanremo, 28 feb. (askanews) – “Ritrovarmi a 61 anni esattamente 40 anni dopo, primo su Spotify è un miracolo. Io mi sento l’uomo più felice del mondo”. Così Marco Masini, in conferenza stampa al Festival di Sanremo, dove è in gara con Fedez sul brano “Male necessario”. “Per me è un sogno, dopo 36 anni, essere ancora in un Festival di Sanremo, con tutta l’evoluzione che ha subito la musica, il mondo, la tecnologia, salire sul palco con ragazzi di 20 anni, è come se tutto tornasse indietro, mi sento felice”. “Ringrazio Federico (Fedez) che mi ha dato la possibilità di fare questa esperienza con lui. Questa esperienza mi ha riempito il cuore e mi ha aiutato a scoprire di nuovo la musica, oggi sono felice di poter imparare da quelli più giovani”.

Sanremo, Laura Pausini e l’abbraccio con Conti: “Carlo ti voglio bene”

Sanremo, 28 feb. (askanews) – Ringrazio Carlo Conti e tutti voi, stasera devo partire perché domani non lavoro in Italia e all’ultima conferenza non ci sarò, ne approfitto per fare in bocca al lupo a tutti i miei colleghi in gara e per dirti che ti voglio molto bene”.

Così Laura Pausini in conferenza stampa prima dell’ultima serata del Festival di Sanremo, rivolgendosi a Carlo Conti che l’ha scelta come co-conduttrice di questa edizione e abbracciandolo.

Iran, Mantovano: la situazione è grave e preoccupante

Bologna, 28 feb. (askanews) – “La situazione è grave e preoccupante”. Lo ha dichiarato il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, dopo una riunione in videoconferenza convocata d’urgenza con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, i due vicepresidenti, il ministro della Difesa e i vertici dell’intelligence per seguire l’evoluzione degli attacchi partiti nelle scorse ore contro l’Iran.

Mantovano ha sottolineato che tra le principali preoccupazioni del governo vi è la sorte degli italiani presenti nel paese: “Non ci sono soltanto gli addetti all’ambasciata – ha spiegato Mantovano cominciando il dibattito su Giustizia e imprese: le implicazioni del referendum organizzato dall’associazione Incontri esistenziali di Bologna -, ci sono anche qualche centinaio di italiani sparsi in Iran”. L’ambasciata italiana, come quelle dei principali paesi occidentali, aveva già ridotto il proprio personale nelle settimane precedenti.

Il sottosegretario ha annunciato che nel corso della giornata e nei prossimi giorni si terranno ulteriori riunioni di coordinamento per seguire passo passo l’evoluzione della situazione.

Iran, Tajani: non sarà guerra lampo, durerà giorni e giorni

Roma, 28 feb. (askanews) – “La situazione è difficile e complicata, non sarà una guerra lampo, durerà giorni e giorni”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani dopo un punto alla Farnesina sulla situazione in seguito all’attacco di Israele e Usa contro l’Iran.

“L’obiettivo è quello di smantellare lo strumento bellico iraniano più pericoloso per Israele e per le basi americane nell’area”, ha detto.

“Abbiamo sempre lavorato fino all’ultimo giorno per sostenere il dialogo che era in corso – ha aggiunto – abbiamo però sempre detto che l’Iran con l’arma atomica e con missili che potevano colpire anche l’Europa e le altre parti del mondo rappresentava un pericolo, questa è anche la posizione della Unione Europea”.

Tajani: pronti ad evacuare italiani in Iran e nell’area

Roma, 28 feb. (askanews) – “Pronti ad evacuare se serve anche gli italiani che sono in Iran, qualora ci fossero delle richieste, i collegamenti sono molto difficili”. Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in un punto alla Farnesina, precisando che questa è “la priorità” del governo.

“L’ambasciatrice Amadei già è organizzata insieme al numero ridotto di dipendenti, di funzionari che sono a Teheran, perché abbiamo già nei giorni scorsi ridotto al minimo la presenza diplomatica in Iran, ma già pronti eventualmente a ripetere quello che abbiamo fatto in occasione dell’ultima guerra che c’è stata, a evacuare in Azerbaijan. Un italiano sta passando adesso alla frontiera, ma è andato per conto suo, tra Iran e Azerbaijan e verrà accolto da nostra ambasciata”, ha aggiunto.

Iran, Tajani: nessun italiano coinvolto, né civile né militare

Roma, 28 feb. (askanews) – “Intanto la prima notizia positiva è che non c’è neanche un italiano coinvolto degli attacchi molteplici che ci sono stati sia in Iran sia in altri paesi dell’area, in modo particolare nell’area del Golfo”. Lo ha detto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani dopo la riunione alla Farnesina per fare il punto sulla situazione italiana in seguito all’attacco contro l’Iran da parte di Israele e Stati Uniti.

“Anche i militari dell’Aeronautica militari che sono nella base in Kuwait che è stata attaccata con missili dall’Iran sono tutti incolumi, erano tutti nel bunker, quindi ci sono stati danni ingenti alla pista ma non ci sono militari italiani feriti e ci sono italiani coinvolti in nessuna azione militare – ha aggiunto – È stato fatto anche un attacco al comando della quinta flotta ma non ci sono italiani in tutta l’area coinvolti, né civili né militari”.

Iran, Salvini: dialogo preferibile ma chi è intervenuto aveva motivi

Milano, 28 feb. (askanews) – “La premier ha tutti i contatti che giustamente in queste occasioni deve avere, per noi come governo italiano, e anche per me come Lega, il dialogo e la diplomazia sono sempre la via preferibile. Ma è chiaro che quando un regime come quello islamico iraniano lavora alla bomba atomica, se qualcuno ritiene di intervenire ha le sue motivazioni per farlo”. Lo ha detto il vice premier e segretario della Lega Matteo Salvini, rispondendo ad una domanda a margine del sopralluogo in viale Vittorio Veneto a Milano dove è avvenuto il deragliamento di un tram.

“La nostra preoccupazione è tutelare la popolazione civile, siamo vicini ai giovani iraniani, alla popolazione iraniana che è stata massacrata durante le proteste dal regime nelle scorse settimane e alle centinaia di italiani residenti che stiamo provvedendo a sostenere e proteggere”, e su questo “sta lavorando egregiamente il Ministero degli Esteri”, ha concluso.

L’attacco Usa-Israele all’Iran: obiettivi, siti colpiti, risposta

Roma, 28 feb. (askanews) – Stati Uniti e Israele hanno lanciato su vasta scala contro l’Iran, dando seguito alle minacce da parte di Trump, che aveva avvertito Teheran di possibili raid in assenza di concessioni, in particolare sul programma nucleare. Il Pentagono ha denominato l’offensiva “Operation Epic Fury”questo secondo attacco statunitense in meno di un anno: lo scorso giugno Washington aveva bombardato tre siti nucleari iraniani.

OBIETTIVI: NUCLEARE E CAMBIO DI REGIME Trump ha presentato l’operazione come necessaria per bloccare le ambizioni nucleari iraniane e come un’opportunità di cambiamento a Teheran, alludendo chiaramente a un cambio di regime. “Probabilmente è la vostra unica occasione per generazioni”, ha detto rivolgendosi agli iraniani, invitandoli a “prendere il controllo del vostro governo” al termine delle operazioni.

Il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha definito l’Iran una “minaccia esistenziale” e ha affermato che l’operazione congiunta può “creare le condizioni affinché il coraggioso popolo iraniano prenda il proprio destino nelle sue mani”.

NEL MIRINO SITI MILITARI E CENTRI DI POTERE Esplosioni sono state segnalate in diverse città iraniane, oltre a Teheran a tra Qom, Kermanshah, Isfahan e Karaj, secondo i media locali.

Immagini postate da Teheran hanno mostrato dense colonne di fumo. Video verificati dal New York Times indicano raid in un’area che ospita il palazzo presidenziale e il Consiglio Supremo per la Sicurezza Nazionale, oltre a un attacco nei pressi del Ministero dell’Intelligence.

Secondo diversi funzionari israeliani, uno degli obiettivi della prima ondata era colpire il maggior numero possibile di leader militari. L’aeronautica israeliana ha parlato di “una vasta ondata di attacchi” su obiettivi militari nell’ovest dell’Iran. Fonti dei due Paesi prevedono che l’offensiva durerà diversi giorni.

Immagini satellitari hanno evidenziato danni e una colonna di fumo nel complesso protetto della Guida Suprema Ali Khamenei a Teheran, che secondo le autorità iraniane sarebbe tuttavia al sicuro, come pure il presidente Masoud Pezeshkian, definito “in buone condizioni “.Colpita anche un’area residenziale di Narmak, dove risiede l’ex presidente Mahmoud Ahmadinejad. (Segue) LA PRIMA RISPOSTA IRANIANA: MISSILI SU ISRAELE E BASI USA Le Guardie Rivoluzionarie hanno annunciato il lancio di una raffica di missili e droni contro Israele. Secondo Fars, Teheran ha colpito anche basi americane nella regione, tra cui Al Udeid (Qatar), Ali Al Salem (Kuwait), Al Dhafra (Emirati Arabi Uniti) e il quartier generale della Quinta Flotta in Bahrein.

Il ministero della Difesa del Qatar ha dichiarato di aver “intercettato con successo diversi attacchi”. Un funzionario di Kata’ib Hezbollah in Iraq ha riferito di raid contro basi del gruppo filoiraniano, con almeno tre morti.

ITA sospende i voli da e per Tel Aviv fino al 7 marzo

Roma, 28 feb. (askanews) – “Alla luce dell’attuale situazione in Medio Oriente, ITA Airways ha deciso di sospendere i voli da e per Tel Aviv fino al 7 marzo (incluso il volo AZ809 dell’8 marzo). I seguenti spazi aerei non saranno utilizzati fino al 7 marzo: Israele, Libano, Giordania, Iraq e Iran. Inoltre, per ragioni operative sono sospesi i voli da e per Dubai fino al 1° marzo”. Lo comunica ITA Airways.

“I passeggeri – si spiega – possono richiedere la riprotezione su un volo alternativo o il rimborso del biglietto. Si prega di controllare lo stato del volo nella sezione Info Voli sul nostro sito web prima di recarsi in aeroporto”.

“Ci scusiamo per il disagio causato ai nostri passeggeri. La Compagnia monitora e valuta costantemente la situazione della sicurezza in Medio Oriente ed è in stretto contatto con le autorità. La sicurezza dei passeggeri e degli equipaggi è sempre la massima priorità per ITA Airways e per il Gruppo Lufthansa”, conclude la nota.

Sanremo, Fedez: errori in passato ma ora rimetto al centro la musica

Sanremo, 28 feb. (askanews) – “Una cosa che mi ha insegnato soprattutto lo scorso Sanremo e mi ha fatto piacere è come la musica riesce molto spesso a

spegnere il rumore di fondo. Sono rimasto molto contento di come, sia l’anno scorso che quest’anno, siamo riusciti ad andare un po’ oltre le mie responsabilità e le mie azioni al di fuori della musica. Io sto cercando, piano piano, di rimettere al centro la musica e mi focalizzo su questo, consapevole degli errori commessi nel passato. Non posso cambiare il passato ma posso solo concentrarmi sul presente, su quello che sarà”. Così Fedez, in conferenza stampa al Festival di Sanremo, dove si presenta insieme a Marco Masini con ul brano “Male necessario”.

Tajani: In Iran "non sarà una guerra lampo, durerà giorni e giorni"

Roma, 28 feb. (askanews) – Il ministro degli Esteri Antonio Tajani, terminata la riunione con gli ambasciatori dell’area mediorientale, ha affermato che “non sarà una guerra lampo durerà giorni e giorni”, in quanto “l’obiettivo è quello di smantellare lo strumento bellico iraniano”.

“Ci auguriamo che non ci sia una escalation della situazione però è una situazione critica ripeto, per noi la priorità è garantire i cittadini italiani”, ha osservato il ministro Tajani.

L’Iran: continueremo gli attacchi fino alla completa sconfitta di Israele e Usa

Roma, 28 feb. (askanews) – L’Iran continuerà gli attacchi fino alla “completa sconfitta” di Stati uniti e Israele. Lo ha dichiarato il comandante del quartier generale centrale Khatam al-Anbiya delle forze armate iraniane, Ali Abdollahi, secondo quanto riportato dall’agenzia di stampa ufficiale Irna.

“In risposta all’aggressione degli Stati uniti e del regime sionista contro l’Iran, è stato lanciato un devastante attacco missilistico contro tutti i territori occupati e le basi statunitensi nella regione; questa operazione proseguirà senza sosta fino alla completa sconfitta del nemico”, ha affermato, citato dai media ufficiali iraniani.

Referendum, Meloni: un peccato se vince No, ridicoli toni apocalittici

Roma, 28 feb. (askanews) – Al referendum “io penso che un’eventuale vittoria del no sarebbe un peccato. Perché questa è una nazione che ha bisogno di essere modernizzata, e quello che noi stiamo cercando di fare è modernizzarla”. Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un’intervista a Bloomberg.

“Penso che il referendum della giustizia debba essere approcciato guardando a cosa prevede la riforma, se la giustizia migliora o non migliora con questa riforma – spiega -. I toni apocalittici che vengono utilizzati in questa nazione da alcuni sono ridicoli, sono ridicoli e purtroppo tradiscono il tentativo di utilizzare lo scontro politico per fare in modo che in Italia non cambi nulla”.

“Dopodiché che cosa fa la riforma? Introduce ad esempio la separazione delle carriere tra la magistratura giudicante e la magistratura requirente. Lei sa che in almeno 22 paesi europei su 27 le carriere della magistratura requirente e della magistratura giudicante sono separate? E come è possibile che qui diventi strumento di un governo illiberale, quello che esiste praticamente in quasi tutte le grandi democrazie occidentali? In questo caso, sono io che vorrei rendere l’Italia più al passo con l’Europa”, conclude.

Ue, Meloni: soluzione non è superare unanimità, faccia meno cose e meglio

Roma, 28 feb. (askanews) – “Sul fatto che l’Europa abbia bisogno di assicurarsi un futuro sono d’accordo, non sono d’accordo sul superamento dell’unanimità. Non credo che sia quella la soluzione, particolarmente non sulla politica estera che è uno degli elementi fondamentali della sovranità degli Stati”. Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un’intervista a Bloomberg sottolineando che c’è “diciamoci la verità, una burocrazia… molto, molto, molto invasiva. Molto invasiva anche rispetto alle scelte della politica, perché vedo delle decisioni che vengono prese e poi vengono rallentate da una burocrazia che delle volte sembra avere una propria agenda”.

“Penso che l’Europa possa più agilmente superare la sua lentezza occupandosi di meno cose, facendolo molto meglio. Continuo a credere nell’unico principio dell’Unione Europea che non è stato realmente costruito, che è il principio della sussidiarietà, cioè non si occupi Bruxelles di quello che Roma può fare meglio, non si occupi Roma da sola di quello che non può fare da sola e per cui ha bisogno di Bruxelles. Per cui credo che l’Unione Europea dovrebbe occuparsi appunto sicuramente di quelle cose, il tema dell’Ucraina è uno di quei temi, per carità, di quelle cose che gli Stati nazionali non possono fare da soli. Piuttosto che pretendere di risolvere ogni problema, perché è molto più difficile trovare delle soluzioni su tutto piuttosto che trovarle su quello su cui è necessario trovarle”, osserva.

Trump: la mia principale preoccupazione è la libertà per la popolazione dell’Iran

Roma, 28 feb. (askanews) – Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha dichiarato che la sua principale preoccupazione è rappresentata dalla “libertà” per il popolo dell’Iran e che gli Stati Uniti stanno lavorando per rendere questo Paese un luogo “sicuro”.

“Tutto ciò che voglio è la libertà per il popolo”, ha detto Trump al Washington Post, parlando con il quotidiano in una breve telefonata poco dopo le 4 ora locale.

Sollecitato dal quotidiano su quale sperasse fosse l’eredità dell’operazione militare, ha risposto: “Voglio una nazione sicura. Ed è quello che avremo”.

Governo, Meloni: non va tutto bene ma stabilità ha fatto differenza

Roma, 28 feb. (askanews) – “Penso che noi dobbiamo essere soddisfatti dei risultati che l’economia italiana ha raggiunto in questi anni” e questo “non per dire va tutto bene ma per dire che considero giusta la strategia”, cioè “l’elemento della stabilità in Italia ha fatto totalmente la differenza”. Lo afferma la presidente del Consiglio Giorgia Meloni in una intervista rilasciata a Bloomberg.

“La stabilità che questo governo ha avuto, poiché la stabilità è anche prevedibilità per chi investe, soprattutto per chi investe, fa totalmente la differenza – spiega Meloni -. E questa è la ragione per la quale noi lavoriamo anche con le riforme per mantenere prevedibilità e stabilità sul medio periodo. Perché anche qui la questione non è reputazionale, la questione è molto economica e molto seria”.

“Noi abbiamo drammaticamente pagato l’instabilità dei nostri governi, lo abbiamo pagato in termini di risorse, lo abbiamo pagato in termini di assenza di strategia”, sottolinea Meloni.

Iran, Schlein: impedire nucleare ma non con azioni fuori dal diritto

Milano, 28 feb. (askanews) – “Siamo tutti convinti che l’Iran non possa sviuppare l’arma nucleare, ma il modo per impedirlo non sono le azioni militari unilaterali ma la via diplomatica per isolare il regime e impedire il supporto ai suoi crimini brutali”. Lo ha detto la segretaria del Pd Elly Schlein, dal palco di una iniziativa del Pd a Milano sulla sanità.

“Ci preoccupa moltissimo la drammatica escalation in corso in M.O. dopo l’attacco congiunto di Usa e Israele all’Iran. Trump diceva che avrebbe portato la pace e messo fine ai conflitti invece qui si apre la strada a una pericolosa escalation al di fuori del diritto internazionale che può avere risvolti imprevedibili anche sulla fragile tregua a Gaza”, ha aggiunto Schlein.

Israele agli iraniani: lasciate tutte le zone presso i siti militari

Roma, 28 feb. (askanews) – L’esercito israeliano ha rivolto un appello a “tutte le persone che si trovano all’interno o nei pressi di fabbriche di produzione di armi e di installazioni militari in tutto l’Iran” affinché lascino immediatamente tali aree.

“Per la vostra sicurezza e il vostro benessere, vi esortiamo a evacuare subito queste zone e a rimanere all’esterno fino a nuovo avviso. La vostra presenza in questi luoghi mette in pericolo le vostre vite”, si legge in un messaggio pubblicato dall’esercito sul proprio account X in lingua persiana.

Gli Emirati si riservano il diritto di reagire ao missili iraniani

Roma, 28 feb. (askanews) – Gli Emirati arabi uniti si riservano il diritto di reagire agli attacchi missilistici attribuiti all’Iran e di adottare tutte le misure necessarie per proteggere il proprio territorio. Lo ha dichiarato il ministero della Difesa emiratino in una nota ufficiale.

Nel comunicato, le autorità di Abu Dhabi hanno confermato che il Paese è stato preso di mira da missili balistici iraniani e che le difese aeree hanno intercettato “un certo numero” di vettori. La caduta di detriti in un’area residenziale della capitale avrebbe provocato danni materiali e la morte di una persona di nazionalità asiatica.

Il ministero ha condannato l’attacco “nei termini più forti”, affermando che il colpire obiettivi civili e istituzioni nazionali costituisce una pericolosa escalation e una minaccia alla sicurezza dei civili, oltre a rappresentare una “palese violazione” della sovranità nazionale e del diritto internazionale. Le autorità hanno aggiunto che il Paese è “pienamente preparato” ad affrontare qualsiasi minaccia.

Yasmina Reza, la letteratura e la vita: insieme da nessuna parte

Milano, 28 feb. (askanews) – La vita e la letteratura sono due cose diverse, in molti casi antitetiche, come scriveva Pirandello: o la vivi, o la scrivi. La letteratura arriva da un vuoto, da una ricostruzione della realtà che è, per forza di cose, alternativa alla realtà di cui parla, per quanto nei fatti contigua e interdipendente. Di questo vuoto, e della relazione umbratile tra quello che si vive e quello che si scrive parla anche “Da nessuna parte”, il libro di Yasmina Reza che raccoglie per Adelphi due testi della scrittrice francese di natura autobiografica. Il primo, in particolare, che dà il titolo al volume, è una sorta di manifesto della sradicatezza dell’atto di scrivere, che chiaramente attinge allo scadimento della vita personale della commediografa, ma va oltre, apre quello spazio di assenza che è una delle condizioni che rendono possibile la grande letteratura. “Non conosco le lingue, nessuna lingua di mio padre, mia madre, dei miei antenati, non riconosco né terra né alberi, nessun suolo è stato l mio come quando si dice io vengo da lì…”. Il tono è questo, la voce è questa e la cosa più strana – ma è proprio così che funziona – è che in questa costruzione dell’assenza della vita al lettore si palesa l’apparizione della scrittura, la sua forza, il suo potere che nell’estrema solitudine dell’autore genera al tempo stesso, come diceva David Foster Wallace a Franzen, un antidoto alla solitudine.

Yasmina Reza ha scritto testi di una chiarezza tagliente come “Il dio del massacro” o “Felici i felici” o ancora “Babilonia” e “Bella figura”, che sono opere – teatrali o romanzi non importa – che mettono a nudo tutto il cuore umano con una lucidità chirurgica, che svelano come funzionano le coppie e le relazioni nel profondo. Questi testi, ci accorgiamo oggi, vengono proprio da quel vuoto di cui sopra, perché il loro grado di perfezione necessitava di togliere tutto il resto, tutto l’accessorio. Ma, e grazie al cielo nel mondo della letteratura ci sono ancora i ma, quell’accessorio è la vita, senza la cui esperienza non sarebbe stato possibile – probabilmente – né il vuoto né la letteratura esatta che ne è scaturita. “Da nessuna parte” sta in mezzo, racconta il vuoto, ma tiene un piede nella vita, e questo, probabilmente rende il libro meno clamoroso, lo lascia più vicino alla storia vissuta rispetto a quella scritta, ma tocca le stesse corde dell’umano che vengono smosse dai suoi romanzi o dalle pièce teatrali, con una tonalità diversa, ma non meno efficace.

Perché ciò che l’arte sa fare è, di solito, restituirci qualcosa che è così lampante per noi fruitori da apparire “più reale della realtà stessa” (ripensate, per esempio, al protagonista de “Il Pendolo di Foucault” di Umberto Eco che aspettava di incontrare Madame Bovary per farle una scenata). Qualcosa che abbiamo sempre sentito o voluto dire, senza mai trovare il modo giusto. Spesso quel modo lo trova l’arte, e non si tratta di ragionamenti filosofici, o non solo per lo meno, si tratta del modo in cui stai a una finestra a guardare tuo figlio che va a scuola da solo con una cartella più grande delle sue piccole spalle e del giorno in cui lui ti dice che non vuole più che lo stai a osservare; si tratta di un padre anziano a cui chiedi di suonare un’altra volta quel brano di Beethoven così difficile e lui, con tutto l’impegno, fa un disastro al pianoforte e, in qualche modo si congeda dalla musica e dalla vita; si tratta di quando giochi con i tuoi bambini in un parco e già senti tutta la malinconia della consapevolezza che a un certo punto non ci saranno più né bambini né quel parco. Tutte cose ordinarie, comuni – anche se non sappiamo suonare il pianoforte, non è quello il punto – che appartengono alla sfera emotiva della vita di ognuno. Ecco, i due testi che compongono “Da nessuna parte” stanno in quella provincia del sentimento che è riconoscibile e ci parla come se fossimo noi. Non è il capolavoro del dio del massacro, ma è uno spazio di lingua e sentimento che ripropone il meccanismo della grande letteratura con un gradiente diverso, più vicino.

Ed è, soprattutto, un umanissimo conforto perso con il tempo, “la cattiveria del tempo” che ci porta via, che ci lascia senza fiato, che racconta del passato e del futuro e di quell’infinità di momenti che noi non abbiamo visto e non vivremo. A un certo punto leggendo i pezzi frammentari di questo libro ci si potrebbe sentire come Roy Baty di “Blade Runner” che pensa alle lacrime nella pioggia, quando “è tempo di morire”. In fondo di questo si parla, è tutto qui. E anche una grande scrittrice come Yasmina Reza sta in questo tempo ed è possibile, anzi inevitabile, che questi racconti comunque non vadano “da nessuna parte”, alla ricerca di tutto quello che continuiamo a perdere, secondo dopo secondo, sapendo che lo stiamo perdendo. Il vuoto doloroso che genera lo spazio della scrittura è anche quello che ci permette di avere questa consapevolezza della perdita, quella lucidità assente – ma che non può essere realmente assente – che appartiene allo sguardo dello scrittore anche quando guarda se stesso. Qui, in questo momento che sta tra la disperazione e il distacco sentiamo vibrare il talento di Yasmina Reza, anche in un libro diverso, personale, comune (e commovente) come questo. (Leonardo MerlinI)

Medvedev: gli Usa mostrano il loro "vero volto"

Roma, 28 feb. (askanews) – Gli Stati Uniti mostrano il loro “vero volto”, denuncia l’ex presidente russo Dmitry Medvedev, in seguito all’attacco congiunto israeliano-statunitense contro l’Iran.

L’ex presidente e attuale vice segretario del Consiglio di sicurezza russo, Dmitry Medvedev, denuncia i bombardamenti americani e israeliani sull’Iran in un messaggio pubblicato in russo sul suo account Telegram.

“Il combattente per la pace ha mostrato ancora una volta il suo vero volto. Tutti i negoziati con l’Iran erano solo un’operazione di copertura. Nessuno ne dubitava. Nessuno desiderava negoziare realmente su alcunché”, ha affermato Medvedev.

L’Iran: è arrivata la prova della storia, preparati a difenderci

Roma, 28 feb. (askanews) – “È arrivata la grande prova della storia”, ha dichiarato il ministero degli Esteri iraniano in un lungo comunicato diffuso dopo l ‘avvio dell’operazione militare Usa-Israele.

Teheran ha accusato gli Stati Uniti di aver lanciato ancora una volta un’azione militare mentre erano in corso negoziati tra le due parti, come già avvenuto prima della guerra di giugno.

“Il popolo iraniano è orgoglioso di aver fatto tutto il possibile per evitare la guerra”, si legge nella nota. “Così come eravamo pronti al negoziato, siamo oggi più preparati che mai a difendere la nazione iraniana.” “La rinnovata aggressione militare da parte degli Stati Uniti e del regime israeliano avviene mentre era in corso un processo diplomatico tra Iran e Stati Uniti”, si legge nella dichiarazione del ministero degli Esteri iraniano.

Il comunicato afferma che gli attacchi di Usa e Israele costituiscono una violazione del diritto internazionale, dell’integrità territoriale e della sovranità dell’Iran, avendo colpito infrastrutture civili e militari nel Paese.

“La rappresaglia contro questa aggressione è un diritto legittimo dell’Iran ai sensi dell’articolo 51 della Carta delle Nazioni Unite”, prosegue la nota.

Il ministero invita gli Stati membri dell’Onu, in particolare i Paesi musulmani del Medio Oriente e quelli che “si sentono responsabili del mantenimento della pace e della sicurezza internazionale”, a condannare le azioni di Stati Uniti e Israele.

L’Iran: nel nostro mirino le basi Usa nel Golfo

Roma, 28 feb. (askanews) – L’Iran ha confermato di aver preso di mira diverse basi militari statunitensi nella regione del Golfo, tra cui Al-Udeid in Qatar, Al-Salem in Kuwait, Al-Dhafra negli Emirati arabi uniti e la Quinta flotta Usa in Bahrain, dopo l’attacco congiunto israelo-statunitense di oggi. Lo riferisce l’agenzia iraniana Fars. Gli attacchi militari condotti da Stati uniti e Israele contro l’Iran costituiscono una “violazione della sovranità nazionale e del diritto internazionale e rappresentano un atto di aggressione armata”. Lo afferma il ministero degli Esteri iraniano in una dichiarazione ufficiale diffusa dai media di Stato di Teheran Nel comunicato, Teheran sostiene che i raid abbiano colpito infrastrutture difensive e siti civili in diverse città del Paese, denunciando una “palese violazione” dell’integrità territoriale iraniana e della Carta delle Nazioni unite. Il ministero ricorda l’azione militare sarebbe avvenuta mentre Iran e Stati uniti erano impegnati in un processo diplomatico.

La Repubblica islamica afferma di aver partecipato ai negoziati pur essendo a conoscenza delle intenzioni di Washington e di Israele di compiere nuovi attacchi, al fine di dimostrare alla comunità internazionale la legittimità della propria posizione. Ora, si legge, “è tempo di difendere la patria”, e le forze armate iraniane risponderanno con determinazione. Teheran rivendica il diritto alla legittima difesa ai sensi della Carta Onu e afferma che le proprie forze armate utilizzeranno “tutte le capacità” per respingere l’aggressione. Il ministero degli Esteri richiama inoltre le responsabilità delle Nazioni unite e del Consiglio di sicurezza affinché intervengano contro quella che definisce una grave violazione della pace e della sicurezza internazionale.

L’Iran invita infine tutti gli Stati membri dell’Onu, in particolare i Paesi della regione e islamici e i membri del movimento dei non allineati, a condannare gli attacchi e ad adottare misure collettive, sostenendo che l’azione militare contro la Repubblica islamica minaccia la stabilità regionale e globale.

L’obiettivo primario dell’attacco il complesso dell’ayatollah Khamenei

Roma, 28 feb. (askanews) – Tra gli obiettivi dei raid statunitensi in Iran figurerebbero il Parlamento, la presidenza, il Consiglio supremo per la sicurezza nazionale, il ministero dell’Intelligence, l’Organizzazione iraniana per l’energia atomica e, soprattutto, il complesso dell’ayatollah Ali Khamenei, la guida suprema. Lo ha riferito l’emittente statunitense Fox News, citando una lista di bersagli attribuita agli attacchi Usa.

L’emittente ha inoltre affermato che sarebbero stati condotti anche attacchi informatici contro media iraniani, tra cui l’agenzia statale Irna.

MotoGp, Acosta vince la Sprint in Thailandia

Roma, 28 feb. (askanews) – È Pedro Acosta a conquistare la prima Sprint Race della stagione 2026 della MotoGP sul circuito di Buriram, in Thailandia, al termine di un finale acceso e ricco di tensione. Lo spagnolo della Ktm precede Marc Marquez e Raul Fernandez dopo un duello serrato deciso da una penalità inflitta al pilota Ducati negli ultimi giri.

Scattato bene dalla griglia, Marquez prende subito il comando alla prima curva, superando Marco Bezzecchi, partito forte con l’Aprilia. La gara entra nel vivo a metà distanza, con continui sorpassi e controsorpassi tra Marquez e Bezzecchi, prima che il pilota romagnolo scivolasse una volta tornato in testa, provocando una bandiera gialla e rimescolando le carte.

Negli ultimi giri in scena il duello tutto spagnolo tra Marquez e Acosta, con il giovane della Ktm incollato alla ruota del connazionale. A tre tornate dalla fine il distacco è minimo, appena pochi decimi, mentre Raul Fernandez resta a circa un secondo, pronto ad approfittare di eventuali errori.

Il momento decisivo arriva all’inizio dell’ultimo giro: contatto tra Marquez e Acosta, con il ducatista che tocca il rivale mandandolo largo. L’episodio finisce sotto investigazione e lo Stewards Panel decide per la penalità, imponendo a Marquez di restituire la posizione. All’ultima curva il pilota Ducati cede il passo, consegnando la vittoria ad Acosta.

MotoGp, Bezzecchi in pole in Thailandia

Roma, 28 feb. (askanews) – Marco Bezzecchi ha conquistato la pole position nel Gran Premio di Thailandia, prima tappa del mondiale MotoGP 2026 sul circuito internazionale di Buriram. Il pilota italiano dell’Aprilia ha preceduto il campione del mondo Marc Marquez per 35 millesimi, mentre Raul Fernandez completa la prima fila.

Bezzecchi ha fatto segnare il miglior tempo in 1’28″652, nonostante una scivolata nelle fasi finali delle qualifiche senza conseguenze per il pilota. Marquez, sulla Ducati, si è confermato vicino alla vetta, confermando il suo ruolo di favorito per il titolo.

In difficoltà Francesco Bagnaia, che non ha superato la Q1 e partirà dal 13° posto sulla griglia, mentre alle spalle dei primi tre scatteranno Di Giannantonio, Martin e Acosta.

Esplosione in Bahrain, c’è il quartiere generale delle Forze Navali Usa

Roma, 28 feb. (askanews) – Un’esplosione è avvenuta in Bahrain, secondo quanto riferito da media regionali.

Al momento non sono disponibili dettagli sulla località esatta, sulla natura dell’episodio né su eventuali danni o vittime. Le autorità del Bahrain non hanno diffuso dichiarazioni ufficiali e non risultano conferme indipendenti sull’accaduto.

Le sirene d’allarme avevano poco prima risuonato in alcune zone del Bahrain, il piccolo Stato insulare nel Golfo Persico che ospita il quartier generale delle Forze Navali Centrali degli Stati Uniti e della Quinta Flotta americana.

Tennis, Cobolli in finale ad Acapulco

Roma, 28 feb. (askanews) – Flavio Cobolli è in finale all’Atp 500 di Acapulco. Il romano ha battuto il serbo Miomir Kecmanovic con il punteggio di 7-6, 3-6, 6-4 dopo due ore e mezza di gioco. Per Flavio si tratta della prima finale del 2026, la quarta a livello Atp e la terza in un ‘500’ dopo Amburgo 2025 e Washington 2024. Con questo risultato, Cobolli diventa il primo italiano di sempre a raggiungere la finale ad Acapulco: sfiderà per il titolo nella notte tra sabato e domenica il vincente del derby americano tra Tiafoe-Nakashima.

Malattie rare, Mattarella: diritto a salute sia uniforme nel Paese

Roma, 28 feb. (askanews) – “Per definizione, la cura dei pazienti affetti da malattie rare si presenta particolarmente complessa. Opportunamente, quest’anno, la Giornata Mondiale delle Malattie Rare è dedicata all’equità nell’accesso alle cure”. E’ quanto afferma in una dichiarazione il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

“Il tema richiama l’attenzione sulla necessità di garantire a tutte le persone, indipendentemente dalla natura della malattia da cui si è affetti, pari diritti e pari opportunità terapeutiche”, osserva il presidente lanciando un appello perchè il diritto alla salute sia per tutti, uguale su tutto il territorio nazionale.

“L’Italia si distingue per il suo impegno attivo nel promuovere l’accesso ai farmaci destinati alle patologie rare e nel ridurre i tempi che intercorrono tra l’autorizzazione e l’effettiva disponibilità delle terapie. Permangono, tuttavia – sottolinea il Capo dello Stato -, disomogeneità territoriali che incidono sull’effettiva esigibilità delle prestazioni e determinano disparità non più accettabili: il diritto alla salute, costituzionalmente garantito, deve trovare uniforme applicazione sull’intero Territorio nazionale”.

Trump: abbiamo avviato operazioni militari su larga scala in Iran

Roma, 28 feb. (askanews) – “Poco fa, le forze armate degli Stati Uniti hanno avviato operazioni di combattimento su larga scala in Iran”: lo ha dichiarato il presidente americano Donald Trump in un video postato su Truth. L’obiettivo è “difendere il popolo americano eliminando minacce imminenti provenienti dal regime iraniano”, ha affermato. Il presidente Donald Trump, nel videopubblicato su Truth Social, ha dichiarato che “il nostro obiettivo è difendere il popolo americano eliminando minacce imminenti provenienti dal regime iraniano, un gruppo feroce composto da persone molto dure e terribili. Le sue attività minacciose mettono direttamente in pericolo gli Stati Uniti, le nostre truppe, le nostre basi all’estero e i nostri alleati in tutto il mondo.” Il presidente Donald Trump ha invitato poi il popolo iraniano a “prendere il controllo del proprio governo” una volta concluse le operazioni militari in corso.

“Probabilmente questa sarà la vostra unica occasione per generazioni”, ha affermato. “Per molti anni avete chiesto l’aiuto dell’America, ma non l’avete mai ottenuto. Nessun presidente era disposto a fare ciò che io sono disposto a fare stasera. Ora avete un presidente che vi sta dando ciò che volete, quindi vediamo come rispondete”, ha detto Trump.

Nuove mappe di speranza: l’educazione secondo Leone XIV

Educare è generare futuro

Leone XIV rilegge la Gravissimum educationis come lente per un presente “discrasico”: Guido Lazzarini, recuperando una categoria di ascendenza ippocratica, impiega “discrasia” per nominare il malessere che nasce dalla cattiva mescolanza di elementi tra loro contraddittori in sistemi sociali attraversati da mutamenti rapidi.

In questo scenario — segnato da disuguaglianze, guerre, migrazioni forzate e da cornici simboliche sempre meno capaci di dare senso — l’educazione torna a imporsi come snodo decisivo e generativo: non normalizzazione performativa né mera trasmissione di nozioni, ma formazione integrale, capace di educare anche al sentire, al discernere tra bene e male, al misurare la gravità delle scelte e al coltivare l’empatia.

La comunità educante: nessuno educa da solo

Il Papa insiste su un “noi” di immediata evidenza: famiglie, docenti, studenti, istituzioni, corpi intermedi. È un invito a disinnescare l’isolamento dei sistemi formativi e l’automatismo del “si è sempre fatto così”.

In questa prospettiva la cura va sottratta alle letture privatistiche: non sentimento individuale, ma pratica pubblica e responsabilità condivisa, un tessuto di legami che sostiene, accompagna e include.

Umano prima dell’algoritmo

Digitale e intelligenza artificiale non vanno né idolatrati né demonizzati con tecnofobie fuori contesto: vanno governati, per evitare un efficientismo senza spessore, in cui la persona viene ridotta a un indice di produttività e il sapere a pura procedura. Servono competenze adeguate, un impianto etico chiaro, tutela dei dati e accesso equo; ma il punto fermo resta uno: la tecnologia sia strumento, mai destino.

Patto educativo e tre urgenze

Il riferimento è il Patto Educativo Globale; a esso Leone XIV affianca tre urgenze trasversali. Vita interiore: educare alla profondità, restituendo spazio a silenzio e discernimento, cioè alla capacità di ascoltare, valutare e scegliere oltre l’impulso. 

Digitale umano: usare piattaforme e IA senza delegare loro la direzione; l’algoritmo deve servire la persona, non ridurla a un parametro di efficienza né a una variabile. Pace come metodo: non solo tema, ma stile educativo; imparare a gestire conflitti e differenze con linguaggi non violenti, pratiche dialogiche e contesti inclusivi, perché la convivenza si apprende vivendola.

Disarmare le parole

“Disarmare le parole”, “alzare lo sguardo”, “custodire il cuore”: tre verbi-programma che, oggi, indicano ancora una rotta concreta per attraversare questa miscela dissonante senza smarrire la direzione.

 

La lezione di Giovanni Papini e il referendum sulla giustizia

Il dibattito e le verità di comodo

I toni del dibattito sul prossimo referendum in tema di giustizia si scaldano e si attenuano a seconda delle giornate e forse delle condizioni del tempo, piovose o di sole. Ciascuno tira la giacca verso il proprio convincimento, professando solo le verità che tornano comode e omettendo quelle spinose a favore della controparte. Del resto Giovanni Papini, in un suo aforisma, commentava asciuttamente che «Ci son di quelli che non dicon nulla ma lo dicon bene − ce n’è altri che dicon molto ma lo dicon male. I peggio son quelli che non dicon nulla e lo dicon male».

È fatale che sia così ed è per questo che, per una volta, il popolo farebbe bene a uscire dalla pigrizia di cui è imbevuto e a darsi da fare per informarsi. Il proprio voto ha, malgrado tutto, ancora la dignità di un peso, un valore pur minimo che non può dismettersi e che va recuperato. La sfiducia verso il sistema è per alcuni aspetti comprensibile, ma chiamarsi fuori dalla mischia non aiuta la barca a galleggiare. Del resto, come sentenzia Umberto Galimberti, «c’è un mucchio di gente che vive a propria insaputa» e sarebbe il caso almeno per una volta di smentirlo.

La folla, le istituzioni e l’“accozzaglia”

Già in passato Papini traduceva aspramente il senso di sconforto verso questa o quella istituzione e verso una società disincantata e inaridita:

«Prendete un branco d’uomini, di qualunque specie siano, scelti a caso. Se applaudiscono un discorso o un’accademia sono “il rispettabile pubblico”; se fanno delle mediocri o cattive leggi si chiamano “Parlamento Nazionale”; se assaltano un palazzo o un regime sono “la plebe scamiciata”; se fischiano le tragedie di un poeta sono la “gran bestia”; se vanno a batter le mani sotto le finestre di un re o di un ministro sono la “nobile moltitudine plaudente” — e son sempre gli stessi uomini colla stessa faccia e la stessa anima. L’Omo Salvatico, per risparmiar tempo, li chiama sempre, qualunque cosa dicano o facciano, “accozzaglia”.»

Ancora, dava un giudizio sprezzante della società in cui dimorava:

«In principio erano i mezzomini, cioè mezze bestie che però, con l’andar del tempo, diventarono, almeno in parte, grandi uomini, cioè eroi. Nei tempi moderni sono spariti via via i gentiluomini, i valentuomini, i galantuomini, e finalmente son quasi scomparsi perfino gli uomini. Ora son rimasti sulla scena i sottomini che stanno fantasticando intorno ai superuomini.»

Verrebbe oggi da guardarsi più che mai dalla tentazione di cadere nella retropia, quella che secondo Bauman è la tendenza contemporanea a cercare rifugio in un passato idealizzato a causa della sfiducia in un futuro dal quale, se possibile, ci si vorrebbe liberare.

Fronti incrociati e armistizi provvisori

Il referendum ha scompigliato le carte, per cui una parte di quelli di un fronte sta con gli avversari e viceversa. Ciò per cui, secondo il poeta autore di una celebre Storia di Cristo, «gli amici non sono altro che nemici con i quali abbiamo concluso un armistizio non sempre onestamente rispettato».

A rimedio della sua censura, ipotizza però che se «in ogni amico v’è un nemico che sonnecchia, non potrebbe darsi che in ogni nemico vi sia un amico che aspetta la sua ora?» Tutto dunque, dopo il voto, potrebbe ricomporsi; tutto potrebbe costituire un’opportunità di emancipazione per la nostra troppo fragile attuale democrazia.

Dopo la baruffa: la prova della maturità

Il grande commentatore sportivo Rino Tommasi diceva che i pronostici li sbaglia solo chi li fa ed è quindi bene non azzardarsi in previsioni. Così via continuando, al termine della baruffa, con la saggezza di Kipling dovremmo essere in grado di saper trattare la vittoria e la sconfitta come due impostori e recuperare un’armonia che al momento appare inverosimile.

Forse non sarà così, perché tutti troppo affascinati dalle parole di Emily Brontë, per cui «solo gli inquieti sanno come sopravvivere alla tempesta e non poter vivere senza».

ll valore della solidarietà e il vuoto della politica

Una solidarietà radicata nella coscienza civile

Storicamente il nostro Paese è sempre stato molto sensibile alla solidarietà. Un valore che scende pesantemente in campo ogniqualvolta dobbiamo affrontare, giudicare o mobilitarci per eventi particolarmente luttuosi che toccano e scuotono la profondità della coscienza di ciascuno di noi.

Una solidarietà cristiana e laica che, comunque sia, smuove milioni di italiani. Una solidarietà né politica, né partitica e né, tantomeno, di schieramento ma che, comunque sia, è in grado di costruire un tessuto etico e culturale che rappresenta un giacimento di valori da cui non si può prescindere. Eppure, malgrado questa specificità italiana e questa ricchezza ideale, spiace rilevare che proprio il valore della solidarietà stenta a fecondare e a fermentare il dibattito politico e pubblico italiano.

Il dibattito pubblico e la cultura del nemico

Un dibattito ed un confronto che prescindono quasi radicalmente da qualsiasi riferimento ideale — per non parlare della dimensione etica — perché è tutto e solo concentrato sulla demolizione del nemico, sulla sua criminalizzazione e, in ultima analisi, sulla volontà pervicace di non fare sconti a nessuno ricorrendo a tutti i metodi, leciti ed illeciti, pur di annientare chi la pensa diversamente da te.

Insomma, non possiamo non registrare una pesante e marcata dissociazione tra i riferimenti culturali vissuti, sbandierati e anche praticati e poi la loro sostanziale rimozione e cancellazione nel momento in cui dovrebbero avere una cittadinanza attiva nella dimensione pubblica.

La crisi etica della politica contemporanea

Una presa d’atto che conferma la povertà e anche la crisi della politica contemporanea, almeno nella sua dimensione etica e valoriale. Perché anche su questo versante non possiamo dimenticare la ricca, feconda e storica lezione dei cattolici impegnati in politica nella lunga e sempre biasimata Prima Repubblica. Uno stile, va pur detto, che non ha nulla a che vedere con l’imbarbarimento della politica contemporanea e né con comportamenti che prescindono quasi scientificamente da qualsiasi postura istituzionale e soprattutto valoriale.

Ricucire la frattura tra valori e vita pubblica

Per questi motivi credo che non giova alla stessa qualità della democrazia, nonché alla salute del nostro sistema politico, creare un fossato invalicabile tra i valori più profondi che le persone incarnano e vivono — non solo durante le emergenze di qualsiasi genere che scuotono le coscienze — e il loro modo d’essere nella concreta dialettica politica.

Forse proprio in questa profonda dissociazione tra i valori e la cultura da un lato e le dinamiche concrete della politica dall’altro risiede la crisi di quello “spirito pubblico” che dovrebbe sempre caratterizzare la dimensione della politica. Soprattutto di coloro che si definiscono ancora cattolici impegnati in politica.

1946, l’ora costituente della nazione

Nel giugno del 2026 ricorrono gli ottant’anni di uno dei passaggi più densi della nostra storia: il 2 giugno 1946, data del referendum istituzionale e dell’elezione dell’Assemblea Costituente. In quella giornata, gli italiani scelsero la Repubblica, affidando a un’Assemblea rappresentativa il compito di rifondare lo Stato dopo il crollo del fascismo e la tragedia della guerra. Il 1946 fu lo snodo in cui si intrecciarono crisi sociale, ridefinizione degli equilibri internazionali e competizione tra culture politiche di massa; al centro di quel crocevia si colloca la figura di Alcide De Gasperi.

La transizione democratica

Si tratta di un momento decisivo della transizione democratica italiana. Con il voto popolare e l’elezione dell’Assemblea Costituente si compì il passaggio dalla Monarchia alla Repubblica, al termine di un processo avviato con la caduta del fascismo e sviluppatosi in un quadro istituzionale provvisorio: tra il 1943 e il 1948, infatti, si susseguirono nove governi, mentre l’iniziativa politica passava ai partiti del Comitato di Liberazione Nazionale, protagonisti dell’unità nazionale e della ricostruzione democratica.

Sovranità, crisi e legittimazione popolare

La transizione avvenne in condizioni estreme: crisi economica, tensioni sociali, sovranità limitata e un sistema internazionale già segnato dalla logica bipolare. La frattura tra il 25 luglio e l’8 settembre 1943 delegittimò l’ordinamento monarchico; nel 1946 si trattò di ricostruire la legalità restituendo al popolo la decisione sulla forma dello Stato. Il referendum rappresentò un compromesso politico alto, ma soprattutto il fondamento di una nuova legittimità basata sul suffragio universale.

I partiti e il compromesso costituente

Le elezioni amministrative della primavera 1946 riattivarono la competizione pluralistica e inaugurarono una mobilitazione di massa, ampliata dal voto alle donne. I partiti, riorganizzati dopo la clandestinità e la Resistenza, divennero infrastrutture decisive della partecipazione e della mediazione. Nell’Assemblea Costituente il conflitto ideologico si tradusse in confronto regolato, generando un compromesso tra culture politiche diverse che avrebbe segnato la futura Carta: diritti sociali, pluralismo, equilibrio dei poteri.

La leadership di De Gasperi

In questo passaggio la leadership di Alcide De Gasperi fu centrale, muovendosi tra stabilizzazione interna e difficile ricollocazione internazionale dell’Italia sconfitta. La sua azione tenne insieme discontinuità politico-costituzionale e continuità dello Stato, accompagnando l’ancoraggio occidentale senza interrompere, nell’immediato, la collaborazione antifascista.

Nel 1946, sovranità, legittimazione e partecipazione si intrecciarono per ricostruire il rapporto tra Stato e cittadini. La Repubblica nacque dentro una crisi di sistema, trasformando il conflitto in fondamento del nuovo ordine democratico.

Una lezione per il presente

Ottant’anni dopo, quella stagione interpella il presente. Il 1946 insegna che le istituzioni non si consolidano solo attraverso regole formali, ma mediante un investimento politico e simbolico capace di ridurre la distanza tra potere e cittadini. La lezione di quella transizione — e della leadership che la rese possibile — consiste nella responsabilità di coniugare decisione e inclusione, stabilità e conflitto regolato. In tempi di nuove polarizzazioni globali, il 1946 continua a interrogare la nostra cultura politica sul valore delle scelte costituenti e sulla responsabilità delle classi dirigenti nei passaggi di snodo.

La sfida del consenso e la capacità di risolvere i problemi

Nell’attuale scenario politico i Popolari saranno ancora in grado di ritagliarsi uno spazio da protagonisti per contribuire a risolvere le tante questioni dell’oggi e del domani?

Osservando le dinamiche politiche attuali, l’impressione diffusa è di trovarsi di fronte a personalità brillanti nella comunicazione e abilissime nel raccogliere consenso, ma spesso incapaci di offrire risposte concrete o di indicare una prospettiva credibile rispetto alle preoccupazioni dei cittadini.

Comunicazione e responsabilità: il doppio livello della politica

Esistono vicende paradigmatiche in tal senso. Si pensi, ad esempio, alla posizione dell’On. Roberto Vannacci sull’invio delle armi all’Ucraina: da tempo sostiene che fornire armi a Kiev sia una follia e che le risorse dovrebbero essere destinate ai cittadini italiani. Tuttavia, il suo partito ha recentemente votato la fiducia al Governo guidato da Giorgia Meloni anche su questo fronte.

Si sta affermando, di fatto, un metodo che sembra contemplare due livelli distinti: una posizione per l’opinione pubblica e un’altra per il Parlamento.

Promesse programmatiche e traduzione nell’azione di governo

Molti esempi confermano questa tendenza: l’annunciata abolizione della legge Fornero, l’aumento delle pensioni, la riduzione delle accise sui carburanti, la revisione dei Livelli Essenziali di Assistenza, il Ponte sullo Stretto, la riforma della giustizia, il contenimento dei flussi migratori. Punti programmatici capaci di orientare il consenso, ma che spesso non trovano una traduzione coerente nell’azione di governo.

Eppure, nonostante ciò, i dati sulle previsioni di voto restano sostanzialmente invariati.

In questo contesto c’è ancora spazio per chi sceglie parole di verità, prudenza e senso della complessità?

Riscoprire il pensiero politico come strumento di speranza

Occorre arrendersi alla logica del “politico furbo” o può esistere ancora una politica che punti su proposte costruttive, credibili e coraggiose, capaci di conquistare fiducia nel tempo?

C’è ancora spazio per una politica che parta dal pensiero, dall’ascolto e dal confronto, per poi misurarsi su soluzioni che siano sintesi di processi comuni?

Io credo di sì.

Credo che sia ancora possibile organizzare la speranza anche nei nostri tempi. E per farlo occorre riscoprire uno strumento che qualche lustro fa si chiamava, semplicemente, Partito.

 

Vincenzo Arnone

Componente Direttivo Nazionale Base Popolare

Consigliere Comunale di Mangone (Cosenza)

Sanremo, nei duetti vince l’irriverenza di Ditonellapiaga e TonyPitony

Sanremo, 28 feb. (askanews) – Gli irriverenti Ditonellapiaga e TonyPitony con “The lady is a tramp” vincono la serata dei duetti, davanti a Sayf con Alex Britti e a Mario Biondi e ad Arisa con il Coro del Teatro Regio di Parma. Il pubblico fischia all’annuncio del posizionamento del terzo posto. Una serata, quella delle cover, al Festival di Sanremo, giocata anche “in famiglia” e con grandi omaggi alla musica italiana, da Mina a Ornella Vanoni, da De Andrè a Lucio Dalla, con Bianca Balti co-conduttrice accanto a Carlo Conti e Laura Pausini che, entrando, bellissima, dice: “Sono felicissima di essere qui, non solo per me, ma per tutte le persone che hanno sofferto”. Un anno fa sullo stesso palco aveva raccontato la sua battaglia contro il cancro. “Questa cosa che mi è successa – afferma – la malattia, è una cosa che vivono in tantissimi. Questo palco mi ha dato l’opportunità di lanciare un grandissimo messaggio”.

All’Ariston spunta Gianni Morandi per cantare il suo “Vita” con il figlio Tredici Pietro, poi Raf alla fine dell’esibizione svela che tra i ballerini che lo accompagnano c’è anche sua figlia, che sorride, emozionata. Sayf presenta sua madre che è sul palco durante l’esibizione. La Pausini scende in platea, bacia il padre, e dice: “Ti amo”. Insomma, il palco diventa una festa di famiglia.

La classifica dopo il podio vede in ordine: Bambole di Pezza con Cristina D’Avena, Tredici Pietro con Galeffi, Fudasca & Band, Sal Da Vinci con Michele Zarrillo, LDA & AKA 7EVEN, Nayt con Joan Thiele, Dargen D’Amico con Pupo e Fabrizio Bosso, Luchè con Gianluca Grignani. Fedez e Masini a sorpresa fuori dalla top 10.

Il Mister X su cui si sono rincorse voci per tutto il giorno è Alessandro Siani, che scherza: “Carlo per la prima serata hai chiamato l’uomo più bello del mondo, Can Yaman, con quei pettorali.. Ieri c’era Lapo e ci siamo rilassati, oggi ci sono io e andiamo a scendereà”. Laura Pausini apre con un medley dei suoi successi che parte dal carpet fuori dall’Ariston e arriva all’interno: pubblico in piedi e dopo “Io canto” dice: “Ognuno di noi ha il diritto di essere ascoltato, libero e rispettato”.

I big in gara. I balletti di Elettra Lamborghini con Las Ketchup su “Aserejé”, l’abbraccio fraterno di Eddie Brock e Fabrizio Moro, la complicità di Mara Sattei con Mecna, la danza del primo ballerino della Scala Timofej Andrijashenko mentre Patty Pravo intona “Ti lascio una canzone”.

Tocca poi a Levante e Gaia, scatenate su “I maschi” di Gianna Nannini, alla fine si abbracciano; in rete gira subito lo scatto di un bacio saffico, ma la regia allarga e non lo inquadra. Mina torna sul palco dell’Ariston con Malika Ayane.

Una serata eclettica, con stili molto diversi. Si torna agli anni ’80, ’90 con “Occhi di gatto”. Cristina D’Avena scatenata in versione rock con le Bambole di Pezza che fanno ballare e un finale potente con i Led Zeppelin. Dargen D’amico duetta con Pupo e Fabrizio Bosso e reinterpretano “Su di noi” con un messaggio contro la guerra: “Non sono qui per ammazzare la gente più o meno come me”.

È la volta di Tommaso Paradiso che con gli Stadio porta “L’ultima luna”, classico del 1979 di Lucio Dalla. Michele Bravi e Fiorella Mannoia con “Domani è un altro giorno” omaggiano Ornella Vanoni. Mannoia indossa la spilletta della bandiera palestinese.

Tredici Pietro dopo il duetto con il padre, Galeffi, Fudasca & Band si sente chiedere da Gianni: “Come sono andato?”. Ma il suo arrivo suscita polemiche. Alessandro Gassmann sui social si sfoga e racconta e che a lui è stato negato andare a Sanremo a presentare una serie di Rai1 perché è una regola sui parenti al Festival. “Regole non uguali per tutti?” dice.

Tocca poi a Maria Antonietta e Colombre con Brunori Sas; portano “Il Mondo” di Jimmy Fontana. Fulminacci sceglie Francesca Fagnani, reinterpretano “Parole Parole” inciso da Mina in duetto con Alberto Lupo, con l’inversione dei ruoli. Si balla con Aka 7even e Lda con “Andamento lento” insieme a Tullio De Piscopo e i ballerini argentati sul palco.

Raf sceglie i The Kolors con il cult anni ’80 “The Riddle” della pop star britannica Nik Kershaw. Palco affollato per J-Ax che reinterpreta “E la vita, la vita” del 1974 scritta da Enzo Jannacci e Renato Pozzetto con la band Ligera County Fam composta da Cochi Ponzoni, Paolo Jannacci, Paolo Rossi, Ale e Franz. Enrico Nigiotti, Alfa eàun bugiardino. Sul palco dell’Ariston arriva il brano di Samuele Bersani sul panico “En e Xanax”; Serena Brancale emoziona l’Ariston con una reinterpretazione di “Besame mucho”, accompagnata da Gregory Porter e Delia.

Sayf è scatenato in trio con Alex Britti e Mario Biondi con “Hit the Road Jack”, mentre Francesco Renga insieme a Giusy Ferreri omaggia David Bowie portando “Ragazzo solo, ragazza sola”, versione del capolavoro “Space Oddity” cantata in italiano dal Duca Bianco, con un testo riscritto da Mogol e pubblicata nel 1970. Arisa da brividi con il Coro del Teatro Regio di Parma per “Quello che le donne non dicono” di Fiorella Mannoia.

Problema tecnico per Samurai Jay, in duetto su “Baila Morena” con Belen Rodriguez e Roy Paci. Il microfono non funziona, lui si ferma, poi ricomincia. Belen ha uno spacco vertiginoso da cui spunta una giarrettiera di strass.

Sal Da Vinci interpreta con Michele Zarrillo il suo “Cinque giorni”, arrivato quinto al Sanremo targato Pippo Baudo. La battuta di Alessandro Siani: “Ti sei sposato, dopo cinque giorni ti sei lasciato”. Anche Marco Masini e Fedez omaggiano Gianna Nannini con “Meravigliosa creatura” e chiudono la performance con un messaggio sulla vita. “Osiamo dunque, perché vivere non è restare al sicuro, vivere è scegliere”.

Ermal Meta sceglie Dardust per portare all’Ariston una versione speciale di “golden hour”, il brano di Jvke del 2022 che è esploso su Tik Tok durante la pandemia. Omaggio di Nayt a Fabrizio De Andrè insieme a Joan Thiele; Gianluca Grignani accompagna Luchè con il suo brano “Falco a metà”. Chiello deve fare i conti con l’assenza di Morgan e – sopra un pianoforte – canta “Mi sono innamorato di te”, una delle canzoni più intense di Luigi Tenco. Chiude la lunga maratona musicale Leo Gassmann con Aiello: omaggio a Riccardo Cocciante con il brano “Era già tutto previsto”.

Stasera il gran finale con la proclamazione del vincitore della 76esima edizione del Festival. Nino Frassica e Giorgia Cardinaletti accompagneranno in conduzione Carlo Conti e Laura Pausini; super ospite Andrea Bocelli.

(Di Lucilla Andrich)

Trump ordina alle agenzie federali lo stop all’Ia di Anthropic



Roma, 27 feb. (askanews) – Donald Trump ha ordinato “a tutte le agenzie federali del governo degli Stati Uniti di cessare immediatamente qualsiasi utilizzo della tecnologia Anthropic. Non ne abbiamo bisogno, non la vogliamo e non collaboreremo più con loro”, ha scritto il presidente degli Stati Uniti sul suo social network, Truth Social.

Il presidente ha definito il rifiuto della startup californiana di concedere accesso illimitato alla sua tecnologia di intelligenza artificiale all’esercito statunitense un “errore disastroso”. “Il loro egoismo sta mettendo in pericolo vite americane, le nostre truppe e la sicurezza nazionale”, ha accusato.

Il segretario alla Difesa statunitense Pete Hegseth aveva dato ad Anthropic un ultimatum, con scadenza venerdì alle 23,01 (ora italiana), per accettare di aprire il suo modello Claude senza limitazioni, pena l’obbligo di conformarsi a una legislazione specifica risalente alla Guerra fredda.

Tonypitony l’unico headliner italiano agli I-DAYS 2026

Sanremo, 27 feb. (askanews) – È lui, Tonypitony, l’unico artista italiano che si esibirà da headliner durante dell’edizione 2026 degli I-DAYS Milano Coca-Cola. L’appuntamento con il suo “CONCERTONY” è per venerdì 4 settembre all’Ippodromo Snai San Siro e i biglietti per questo appuntamento sono già disponibili su ticketmaster, ticketone e vivaticket.

Tonypitony, che si è appena esibito con ditonellapiaga nella serata delle cover a Sanremo, si aggiunge alla lista dei grandi nomi internazionali protagonisti della concert series più famosa d’Italia. L’artista da record ha registrato 63 milioni di streaming complessivi nell’ultimo anno e 2 milioni di ascoltatori mensili su Spotify. Con il singolo DONNE RICCHE (Acoustic Version) è stabile nella top 5 della Top 50 Italia di Spotify da oltre due mesi, raggiungendo anche la TOP 10 della classifica singoli FIMI/NIQ. L’album fisico TONYPITONY è entrato in Top 10 FIMI nella settimana dal 30 gennaio al 5 febbraio 2026 e il brano CULO ha raggiunto #1 della Top Viral di Spotify a settembre 2025.

Artista siciliano che fonde la sensibilità visionaria degli anni ’60 con la musica elettronica, il linguaggio teatrale e un’estetica irriverente e provocatoria, TonyPitony ha portato la sua performance unica anche sul palco della 76ª edizione del Festival di Sanremo, duettando con Ditonellapiaga nella serata delle cover con il brano The Lady Is a Tramp. Inoltre l’artista ha firmato la sigla ufficiale di Fantasanremo con il brano Scapezzolate, confermando ancora una volta la sua capacità di unire musica, teatro e innovazione visiva. Il successo continua anche dal vivo: il tour TELETONY ha registrato 23 date sold out tra Italia ed Europa, con oltre 20.000 biglietti venduti e il primo Fabrique esaurito in appena 8 ore. A conferma del legame sempre più forte con il suo pubblico, TonyPitony porterà il tour nei principali festival estivi con 30 date, che hanno già superato 130.000 biglietti venduti, a partire dal 29 maggio.

Dopo gli annunci di Florence + The Machine, SYSTEM OF A DOWN, QUEENS OF THE STONE AGE, ACID BATH, FOO FIGHTERS, IDLES e FAT DOG, DAVID GUETTA, MAROON 5 e A$AP ROCKY, l’arrivo di TONYPITONY, arricchisce un cast che ha già superato la definizione di memorabile confermando da una parte il ruolo dominante della concert series milanese all’interno dei circuiti live internazionali e dall’altra la capacità di guardare verso il futuro puntando sempre sulle novità più interessanti del mercato.

Dal 1999 ad oggi gli I-DAYS sono diventati simbolo di un cast artistico di alto livello e sempre attuale che risponde alle esigenze di un pubblico davvero appassionato di musica e ogni giorno più attento e variegato.

Calcio, risultati di A, Parma-Cagliari pari salvezza

Roma, 27 feb. (askanews) – Questi i risultati e la classifica della 27esima giornata dopo Parma-Cagliari 1-1

27^ GIORNATA Parma-Cagliari 1-1, sabato 28 febbraio ore 15 Como-Lecce, ore 18 Verona-Napoli, ore 20.45 Inter-Genoa, domenica 1 marzo ore 12.30 Cremonese-Milan, ore 15 Sassuolo-Atalanta, ore 18 Torino-Lazio, ore 20.45 Roma-Juventus, lunedì 2 marzo ore 18.30 Pisa-Bologna, ore 20.45 Udinese-Fiorentina.

Classifica: Inter 64, Milan 54, Napoli, Roma 50, Juventus 46, Como, Atalanta 45, Bologna 36, Sassuolo 35, Lazio 34, Parma 33, Udinese 32, Cagliari 30, Torino, Genoa 27, Cremonese, Lecce, Fiorentina 24, Pisa e Verona 15.

28^ GIORNATA venerdì 6 marzo 20.45 Napoli-Torino, sabato 7 marzo 15.00 Cagliari Como, 18.00 Atalanta Udinese, 20.45 Juventus Pisa, domenica 8 marzo 12.30 Lecce Cremonese, 15.00 Bologna Verona, 15.00 Fiorentina Parma, 18.00 Genoa Roma, 20.45 Milan Inter, lunedì 9 marzo 20.45 Lazio Sassuolo.