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Cassina: da Olimpiadi Milano-Cortina già tantissime soddisfazioni

Milano, 10 feb. (askanews) – “Un sogno nel sogno”. Per Igor Cassina, stella di prima grandezza dalla ginnastica artistica e medaglia d’oro alle Olimpiadi di Atene 2004, il gradino più alto del podio è questo. Askanews ha avuto l’onore di chiacchierare con colui che è stato il primo atleta al mondo a presentare un Kovacs teso con avvitamento a 360° sull’asse longitudinale. Ricordiamo che come riconoscimento, la Federazione internazionale ha dato il suo nome all’elemento, che dal 2002 è ufficialmente chiamato “movimento Cassina”.

Lo abbiamo incontrato all’apertura di “Sport Movies & Tv 2026 – Together for the Games”, evento dedicato ai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano Cortina 2026 con il presidente di Federation Internationale Cinema Television Sportifs, riconosciuta dal CIO, Franco Ascani, Membro della Commissione Cultura e Patrimonio Olimpico del CIO.

“Le Olimpiadi di Milano-Cortina stanno già portando tantissime soddisfazioni per i nostri azzurri e le nostre azzurre. Ho avuto anche il piacere di essere un tedoforo e accendere il braciere a Monza, è stata una bellissima soddisfazione anche perché effettivamente lo sport include i valori del rispetto, disciplina, seguire delle regole. Noi giochiamo in casa e anche questo evento è totalmente collegato a quelli che sono i valori e i riconoscimenti degli atleti. Un altro pensiero per tutti gli atleti che stanno gareggiando in questi giorni, divertitevi nel inseguire il vostro sogno”.

Cosa significa, cosa significa vincere una medaglia d’oro così importante a un’Olimpiade? “L’Olimpiade ha un fascino particolare per il semplice fatto che sopra tutti avviene una volta ogni quattro anni ed è chiaro che l’atleta si rende conto di quanta responsabilità ha, ma soprattutto di quello che si gioca. Giocarsi la possibilità di fare un’Olimpiade è già un risultato importante, vincere una medaglia è ancora più importante e naturalmente coronare con la medaglia d’oro è veramente un sogno nel sogno”.

Assalto portavalori, Conte: sfiorata tragedia, servono più agenti

Roma, 10 feb. (askanews) – “Pensare che dall’altra parte del mare, in Albania, abbiamo da quasi 2 anni quasi 1 miliardo e tanti agenti impegnati sui centri vuoti in Albania per un capriccio della Presidente del Consiglio fa rabbia. Da tempo i rappresentanti sindacali delle forze dell’ordine denunciano carenze di organico, assenza di servizi e prevenzione adeguata sul territorio. Sulla Brindisi-Lecce in tanti hanno rischiato grosso, con fucili puntati ed esplosioni mentre erano semplicemente in coda per il traffico”. Lo ha scritto sui sui canali social il presidente del Movimento 5 stelle, Giuseppe Conte, rilanciando la foto della rapina di ieri.

“Si è evitata la tragedia per un soffio e i Carabinieri – svolgendo con prontezza e professionalità il proprio servizio – hanno dovuto affrontare anche un conflitto a fuoco prima di fermare due persone. Il Governo – ha concluso l’ex premier – si preoccupi di aumentare i presidi e i servizi in giro per l’Italia: siamo sguarniti, mancano 23mila poliziotti e carabinieri mentre a Palazzo Chigi si parla del comico Pucci”.

Consob, Tajani: niente di personale su Freni ma no a presidente politico

Roma, 10 feb. (askanews) – In merito alla nomina del nuovo presidente della Consob “io non ho pregiudizi nei confronti di nessuno, non è un fatto personale” nei confronti di Federico Freni “ma il mio è un no a un politico”. Lo afferma il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, conversando con i giornalisti al termine della cerimonia per il Giorno del Ricordo alla Camera. “Che io ceda è molto difficile, sulle cose quando dico di no è no”, aggiunge.

A chi gli fa notare che in passato già era stato invece indicato Vegas, proprio in quota Forza Italia, replica: “Oggi la situazione è diversa” per quello che sta succedendo nel mondo bancario.

Il vice premier ribadisce che l’argomento non era mai stato discusso prima che venisse portato in Cdm un mese fa. “Quando ne parleremo, diremo quello che pensiamo. Non abbiamo parlato, quindi non parlo di cose che non conosco”, osserva.

Media: Netanyahu sapeva del piano di attacco di Hamas fin dal 2018

Roma, 10 feb. (askanews) – Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ricevuto il dettagliato piano di attacco di Hamas, eseguito il 7 ottobre 2023, già nell’aprile 2018, secondo quanto riportato questa mattina dal quotidiano israeliano Yedioth Ahronoth. Questo nonostante Netanyahu abbia negato, fin dallo scoppio della guerra, di essere stato informato sui dettagli del piano, o addirittura sulla sua esistenza.

Una fonte vicina alla vicenda ha riferito al giornale che Netanyahu è stato nuovamente informato del piano, noto come “Muro di Gerico”, più tardi quello stesso anno, quando lo Shin Bet ne ha presentato una revisione al Consiglio di sicurezza nazionale. E’ stato anche riferito che nel 2022, Netanyahu ha ricevuto un briefing del Comando Sud in cui il piano veniva menzionato.

L’Istat compie 100 anni, presentato il programma sulle celebrazioni

Roma, 10 feb. (askanews) – L’Istat si prepara a festeggiare cento anni: il 9 luglio 1926, con la legge n. 1162 e l’istituzione dell’Istituto Centrale di Statistica nasceva la statistica ufficiale italiana. Con una conferenza stampa online, il presidente Francesco Maria Chelli, e il direttore per la comunicazione, Serenella Ravioli, hanno presentato oggi il programma delle iniziative che saranno realizzate nel corso dell’anno per la celebrazione del Centenario.

“Abbiamo progettato questo centenario attorno a tre parole fondamentali, memoria, ascolto e futuro. La prima, la nostra memoria, appunto, è l’inizio delle iniziative e gli eventi che avrete modo di vedere vogliono andare oltre il momento celebrativo, il racconto della produzione statistica, offrire un’occasione di riflessione sulla ricchezza della statistica ufficiale come bene pubblico, strumento chiave e a volte unico per leggere i cambiamenti e i bisogni informativi del Paese”, ha spiegato Chelli.

“La seconda parola chiave è l’ascolto, ma vogliamo farlo con pubblici diversi, con le istituzioni, con la comunità scientifica, con le imprese, con i cittadini e con le scuole, sensibilizzando questi attori sul nostro difficile compito ma anche ascoltando le loro esigenze, quello che gli statisti ci chiamano il loro fabbisogno informativo. E poi il futuro – ha detto il presidente dell’Istat – il nostro ma anche quello del Paese, ragionando sulle sfide, sulle opportunità che attendono la statistica ufficiale nei prossimi decenni in un sistema informativo che, come sapete meglio di me, sta cambiando in modo rapido, anzi rapidissimo, sia dal punto di vista degli strumenti e dell’informazione prodotta, sia nel modo di comunicare le statistiche e in particolare le statistiche ufficiali”.

Le celebrazioni si aprono ufficialmente il 21 maggio con la presentazione del Rapporto annuale 2026 nell’Aula dei Gruppi Parlamentari, alla presenza del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella.

Le “Storie di Dati” raccontano le grandi trasformazioni demografiche, sociali, economiche e ambientali del nostro Paese attraverso un secolo di statistiche: 16 brevi report corredati dell’aggiornamento delle relative serie storiche sul sito seriestoriche.istat.it.

La prima Storia, spiega l’Istat è dedicata all’istruzione degli italiani ed è stata diffusa oggi in occasione dell’incontro con la Stampa. Nel corso del primo semestre 2026 seguiranno tutte le altre “Storie di Dati” su Salute e disabilità; Struttura dei consumi e condizioni di vita; Diffusione tecnologica; Cultura e tempo libero; Lavoro; Trasporti e comunicazioni; Percorsi di vita delle generazioni; Struttura produttiva; Ambiente ed energia; Criminalità e giustizia; Settore agricolo; Dinamica dei prezzi ed inflazione; Struttura della popolazione; Apertura internazionale e ruolo dell’export; Risorse turistiche.

Le date di pubblicazione dei report saranno rese note con l’Agenda settimanale. Entro dicembre 2026, dice ancora l’Istat con un comunicato, saranno aggiornate tutte le altre serie storiche dell’Istituto.

Inoltre, grazie all’accordo siglato con l’Azienda Speciale Palaexpo di Roma Capitale, il 9 ottobre verrà inaugurata a Roma a Palazzo Esposizioni l’Esposizione digitale immersiva, aperta al pubblico dal 10 ottobre al 30 novembre 2026. L’obiettivo è condividere con il più ampio pubblico la storia dell’Istat e il suo percorso di innovazione, anche attraverso azioni mirate di edutainment per i giovani e le scuole.

Un modulo itinerante dell’Esposizione sarà esposto in alcune città sedi degli uffici territoriali dell’Istat e sarà utilizzato anche in altri luoghi e contesti, tra cui Treviso, la città che ha ospitato negli ultimi anni StatisticAll, il Festival della Statistica e della Demografia.

Nel corso dell’Esposizione digitale, sottolinea l’Istat con un comunicato, si terrà anche un Ciclo di seminari sul presente e il futuro della statistica ufficiale, concepito come uno spazio di ascolto e confronto multidisciplinare dedicato ad analisi e riflessioni sull’evoluzione dell’ecosistema dei dati, le sfide tecnologiche e metodologiche, i cambiamenti del fabbisogno informativo, le nuove forme di comunicazione, le prospettive della ricerca pubblica; i seminari coinvolgeranno figure di rilievo ed esponenti di alto profilo delle istituzioni, della società civile, del mondo imprenditoriale, della ricerca, dell’accademia e della comunicazione. I Seminari costituiranno un ideale percorso di avvicinamento alla Conferenza Nazionale di Statistica 2026.

La Conferenza nazionale di statistica, momento di confronto pubblico aperto agli enti del Sistema statistico nazionale, ai cittadini, alle scuole e alle Istituzioni, si terrà nell’ultima settimana di novembre 2026; con essa si concluderanno le celebrazioni del Centenario.

Orsini (Confindustria): "Sul Green Deal l’Europa deve darsi una svegliata"

Roma, 10 feb. (askanews) – “In un momento come questo in cui nessuno al mondo sta pensando al Green Deal, noi ancora stiamo continuando ad avere lacci e lacciuoli. Credo che l’Europa su questo si debba dare una grande svegliata, non lo sta facendo. Credo che almeno debba fare asse tra i mercati come la Germania, la Francia, la Spagna, ma di tutta Europa, per noi sia fondamentale”. Lo ha detto il presidente di Confindustria, Emanuele Orsini, a margine della terza edizione del roadshow Bnl Bnp Paribas.

“Per noi la Germania – ha spiegato – è un partner fondamentale. Ricordo che l’esportazione dell’Italia è per il 52% verso l’Europa, per noi è fondamentale. Ovviamente è venuta a mancare l’auto per miopie delle scelte della precedente Commissione Ue, che quella attuale non sta liberando, io credo che rimandare sia un problema”.

Confindustria rafforza la collaborazione con la Protezione Civile

Roma, 10 feb. (askanews) – È stato firmato oggi il nuovo protocollo d’intesa tra Confindustria e il Dipartimento della Protezione Civile della Presidenza del Consiglio dei Ministri. L’accordo, siglato da Fausto Bianchi, Presidente di Piccola Industria Confindustria, e da Fabio Ciciliano, Capo del Dipartimento della Protezione Civile, consolida una partnership strategica finalizzata a promuovere una diffusa cultura della resilienza sul territorio nazionale e a intervenire in modo coordinato nella gestione delle emergenze.

Il protocollo, riporta un comunicato, sancisce e rafforza una partnership pubblico-privata riconosciuta come best practice a livello internazionale sia dalle Nazioni Unite sia dalla Commissione europea e segna il decimo anniversario di una collaborazione avviata in occasione del Sisma del Centro Italia nel 2016, anno in cui Confindustria e la Protezione Civile hanno iniziato a operare congiuntamente nell’ambito del PGE – Programma Gestione Emergenze di Confindustria coordinato da Piccola Industria Confindustria. In quella circostanza sono state coinvolte oltre 250 aziende e associazioni, che hanno mobilitato risorse per un valore stimato di circa 3 milioni di euro. L’impegno è poi proseguito negli anni successivi per far fronte ad altre emergenze come la pandemia da Covid-19, l’accoglienza dei profughi ucraini e l’alluvione che ha colpito l’Emilia Romagna.

In un Paese in cui l’eccezionalità degli eventi estremi si è ormai trasformata in una drammatica consuetudine, la prevenzione, la preparazione e la capacità di risposta alle emergenze non rappresentano più un’opzione, ma un’esigenza imprescindibile. L’Italia, si legge, territorio strutturalmente fragile, richiede un impegno condiviso: in questo contesto, la collaborazione tra gli attori coinvolti nella costruzione della resilienza assume un valore strategico fondamentale. La nuova intesa prevede un insieme di iniziative congiunte quali strumenti operativi per la business continuity, percorsi formativi su rischi, preparazione, sicurezza e continuità operativa, studi sulla resilienza delle imprese, la definizione di policy, strumenti e proposte anche normative per favorire la messa in sicurezza delle imprese e la continuità economica in caso di emergenze.

Vi è inoltre l’intenzione di rafforzare la cooperazione tra i due Sistemi aumentando a livello territoriale la conoscenza tra Confindustria e Protezione Civile, anche promuovendo la sigla di accordi analoghi a livello regionale con la finalità di innestare nel Paese, tramite le PMI, la resilienza e massimizzare le possibili risposte alle emergenze.

“Con il rinnovo del Protocollo con il Dipartimento Nazionale della Protezione Civile intendiamo proseguire e rafforzare ulteriormente una collaborazione pubblico-privata che negli anni ha dimostrato tutta la sua valenza nel promuovere la cultura della prevenzione e nel mettere a disposizione strumenti concreti per una gestione efficace delle emergenze, come il Programma Gestione Emergenze di Confindustria”, ha dichiarato Fausto Bianchi, Presidente di Piccola Industria Confindustria. Nei prossimi mesi lavoreremo con ancora più decisione per consolidare la conoscenza e la collaborazione tra i nostri due sistemi, punteremo su formazione per le imprese e i loro collaboratori, strumenti operativi a supporto della business continuity e su iniziative condivise, con cui rendere più resiliente il sistema produttivo italiano e l’intero Paese. L’obiettivo è fare in modo che ogni PMI riesca a minimizzare i possibili danni da shock esterni e continuare a operare anche in situazioni critiche con beneficio, visto il loro ruolo di collante sociale, anche delle comunità colpite”.

“Di fronte alla fragilità del nostro territorio e alla crisi climatica che rende sempre più frequenti eventi sempre più estremi, l’impegno congiunto tra pubblico e privato per costruire resilienza è ineludibile”, ha dichiarato Fabio Ciciliano, Capo Dipartimento della Protezione Civile. “Lavorare insieme alla diffusione della cultura della prevenzione, promuovere la conoscenza reciproca e valorizzare conoscenze e competenze delle imprese sul territorio in un’ottica di protezione civile significa investire in comunità più preparate a fronteggiare un’emergenza e supportare la ripartenza del settore produttivo post-emergenza, per favorire il più rapido ritorno alle condizioni di normalità nei territori colpiti”. (fonte immagine: Confindustria)

Olimpiadi, il mondo guarda Milano: turisti commentano l’organizzazione

Milano, 10 feb. (askanews) – Boston, New York, Canada, Francia, Olanda: il centro di Milano è l’altra pista dei giochi olimpici, dove i turisti arrivati da tutto il mondo per le Olimpiadi si godono la città, nei più classici dei modi, dal selfie coi piccioni alla visita alle guglie del Duomo. Questa coppia di New York è qui per seguire sci e pattinaggio e poi andrà a Cortina e Livigno. “Penso che sia stato fatto una gran bel lavoro, è una grande olimpiade”, dicono. “Amiamo Milano, ci piace molto. La gente è favolosa, il cibo incredibile”, aggiunge.

“Tutto piuttosto bene organizzato” dice un tifoso dalla Francia. “Per i trasporti abbiamo una applicazione che ci aiuta e ci sono tanti volontari in tutta la città quindi è piuttosto facile spostarsi”. “È la mia prima volta a Milano, la devo scoprire, è molto bella, soprattutto il centro intorno al Duomo e ora c’è anche bel tempo rispetto ai primi giorni”.

Questi ragazzi dal Canada, sono veterani delle Olimpiadi. “L’organizzazione è molto buona, noi siamo stati anche a Parigi nel 2024. Sicurezza semplice, trasporti che funzionano e comunicazione chiara, ad esempio su quali stazioni sarebbero state chiuse alla cerimonia inaugurale”.

“Finora è stato davvero fantastico per me – afferma una volontaria in un momento di riposo – quindi faccio parte di un team e sono circondata da tantissimo sostegno”. “Fantastico, è bellissimo essere qui”, dicono da Boston.

“L’organizzazione olimpica è molto buona, ma alcune cose sono incompiute e non tutto è bello come dovrebbe”, commenta critico un olandese, mentre altre sue connazionali si esercitano col tifo davanti al Duomo.

La Russa: istituzione Giorno Ricordo spartiacque, coraggio partiti vicini comunismo

Roma, 10 feb. (askanews) – “Poco più di 20 anni fa, il 30 marzo 2004, il Parlamento italiano approvava, quasi all’unanimità,solo 12 i voti contrari la legge (92/2004) che istituiva il Giorno del Ricordo”, “quel 30 marzo 2004 è divenuta una data spartiacque. C’è stato un prima e c’è un dopo”. Lo ha detto il presidente del Senato, Ignazio La Russa, in occasione della celebrazione alla Camera.

“C’è stato un prima, durato molti, troppi decenni, durante il quale – ha sottolineato – la sofferenza di migliaia di nostri connazionali è stata volutamente e sistematicamente occultata. Negata da una parte politica e dalle istituzioni che da quella parte politica erano rappresentate”.

“Nei libri di storia distribuiti nelle scuole, gli studenti studiavano la storia di Roma, la storia del ‘700, dell’800, della prima e seconda guerra mondialeà Ma mancavano le pagine sulla tragedia delle foibe. Sia chiaro: la mia non vuole essere un atto di accusa nei confronti di qualcuno, anzi, è il giusto riconoscimento a quelle forze politiche che, seppur per decenni siano state molto vicine al comunismo, in quella occasione hanno saputo fare un passo coraggioso per far conoscere la verità. Da allora, altri passi in avanti sono stati fatti”, ha aggiunto.

L’Arera: stop di 6 mesi al pagamento delle bollette per le popolazioni colpite dal maltempo

Roma, 10 feb. (askanews) – L’Arera ha approvato un provvedimento d’urgenza che sospende per 6 mesi il pagamento di bollette e avvisi di pagamento di luce, gas, acqua e rifiuti a favore delle popolazioni delle Regioni Calabria, Sardegna e Sicilia, tra cui il Comune di Niscemi, interessate dagli effetti del Ciclone Harry a partire dal 18 gennaio 2026.

La delibera, spiega una nota, “che arriva a seguito della Dichiarazione dello stato di emergenza deliberato dal Consiglio dei ministri il 26 gennaio, riguarda tutte le utenze e forniture di famiglie e attività produttive site nei Comuni danneggiati dagli eccezionali eventi meteorologici, come individuati dall’Ordinanza 1180 del Capo del dipartimento della Protezione civile del 30 gennaio 2026.

Le misure si applicano a tutte le fatture e agli avvisi di pagamento emessi o da emettere con scadenza a partire dal 18 gennaio 2026, compresi eventuali costi per le prestazioni di allacciamento, attivazione, disattivazione, voltura o subentro o gli ulteriori corrispettivi eventualmente previsti dai gestori del settore rifiuti. Allo stesso modo verranno sospese le procedure di distacco per morosità, anche verificatesi prima della stessa data. Come già previsto per i mutui, per accedere alle agevolazioni i titolari delle utenze e forniture interessate dovranno presentare apposita richiesta al proprio fornitore entro il 30 aprile 2026, con il modulo allegato al provvedimento che l’operatore dovrà mettere a disposizione sul proprio sito internet, o altro format purché contenente le stesse informazioni.

Al termine del periodo di sospensione dei termini di pagamento delle fatture e degli avvisi di pagamento emessi o da emettere, gli importi oggetto di sospensione dovranno essere rateizzati su un periodo minimo di 12 mesi, senza discriminazione e senza applicazione di interessi a carico dei clienti e utenti, al fine di agevolare la ripresa dei pagamenti e ridurre l’impatto economico sulle famiglie e sulle imprese colpite.

Con questo intervento, Arera intende garantire la continuità dei servizi essenziali e offrire un primo sostegno concreto alle popolazioni colpite, nelle more dell’adozione di eventuali ulteriori misure straordinarie da parte delle Autorità competenti.

Giorno del Ricordo,Vannacci: uccisi dai comunisti titini con l’appoggio dei partigiani

Roma, 10 feb. (askanews) – “Abbandonati, uccisi, dimenticati. Colpiti non per ciò che avevano fatto ma per ciò che erano: italiani. Nel giorno del ricordo, pensiamo ad una delle pagine più gravi, oscure e vergognose della nostra storia nazionale, prima per la violenza subita e poi per l’abbandono istituzionale che ne è seguito”. Lo scrive sui social Roberto Vannacci.

“Migliaia di connazionali – aggiunge – furono orrendamente assassinati dalla furia omicida dei comunisti partigiani titini che operavano spesso con l’appoggio e la collaborazione di alcune frange della Resistenza italiana. Centinaia di migliaia furono costretti a lasciare la propria terra, i propri averi e le proprie case mentre lo Stato italiano non seppe o non volle difenderli, né allora né negli anni successivi, quando su quella tragedia calò deliberatamente e vergognosamente il silenzio. Ricordare le foibe significa affermare che la vita degli italiani non è negoziabile, che la Patria ha il dovere di proteggere i suoi figli e di onorarne la memoria senza distinguere tra vittime utili e vittime scomode, perchè un paese che dimentica i propri martiri perde forza, dignità, identità e sovranità”.

“Il 10 febbraio serve a ribadire una verità semplice: la storia non si riscrive, non si censura, non si dimentica perchè senza memoria nazionale non esiste una Nazione”, conclude.

Macron rilancia: debito comune Ue per investimenti strategici

Roma, 10 feb. (askanews) – Il presidente francese Emmanuel Macron ha rilanciato l’idea di un’Europa più sovrana alla vigilia del vertice dei leader dell’Unione europea, proponendo la creazione di una capacità comune di indebitamento attraverso nuovi eurobond destinati a finanziare investimenti strategici in difesa, transizione verde, intelligenza artificiale e tecnologie quantistiche. In un’intervista a diversi quotidiani europei, tra i quali il Sole 24 Ore, ha avvertito che le “minacce” commerciali provenienti dagli Stati Uniti non sono “finite” e che i Ventisette “saranno spazzati via” se non introdurranno una “preferenza europea” nei settori chiave di fronte alla concorrenza americana e cinese.

Secondo il capo dell’Eliseo, occorre “lanciare una capacità comune di indebitamento per queste spese future, degli eurobond d’avvenire”, ricorrendo a un nuovo prestito comune per finanziare investimenti strategici e consentire all’Ue di “attaccare l’egemonia del dollaro”. Macron ha indicato tre fronti prioritari, spiegando che “oggi abbiamo tre battaglie da combattere: nella sicurezza e nella difesa, nelle tecnologie della transizione ecologica e nell’intelligenza artificiale e nel quantistico” e che in tutti questi ambiti l’Europa investe meno rispetto a Cina e Stati Uniti. “Se l’Ue non farà nulla nei prossimi tre-cinque anni, sarà spazzata via da questi settori”, ha insistito, invocando “un investimento congiunto”. Il presidente ha stimato in “circa 1.200 miliardi di euro all’anno” il fabbisogno complessivo di investimenti pubblici e privati necessari nell’Unione e ha ribadito che per preservare il mercato interno “non bisogna rinviare tutto alle nazioni”.

Il rilancio del tema degli eurobond riporta al centro un dibattito che attraversa l’Unione da oltre un decennio. L’idea di titoli comuni era emersa già durante la crisi dei debiti sovrani dell’area euro, ma aveva incontrato forti resistenze in diversi Paesi del Nord. Una svolta parziale è arrivata con il programma Next Generation EU varato dopo la pandemia, quando la Commissione ha emesso debito comune per finanziare la ripresa economica, creando un precedente che molti governi considerano oggi un possibile modello anche per altre politiche europee di lungo periodo, in particolare per la sicurezza e l’innovazione tecnologica.

Anche l’ex presidente della Banca centrale europea ed ex premier italiano Mario Draghi è intervenuto più volte sul tema. In analisi e discorsi pubblici ha sostenuto che l’Unione deve dotarsi di una maggiore capacità di finanziamento comune per sostenere progetti strategici e rafforzare la competitività industriale, avvertendo che senza strumenti condivisi il divario con Stati Uniti e Cina rischia di ampliarsi. Draghi ha più volte sottolineato che difesa, energia e innovazione rappresentano settori nei quali un ricorso più strutturale al debito comune potrebbe risultare necessario, pur precisando che esso deve andare di pari passo con riforme del mercato unico e delle politiche economiche per essere sostenibile nel tempo.

Il tema resta tuttavia divisivo tra gli Stati membri dell’Unione europea. Francia, Italia e altri Paesi favorevoli vedono negli eurobond uno strumento per ridurre il costo del capitale e finanziare grandi progetti comuni, mentre governi tradizionalmente più rigoristi sul piano fiscale temono una mutualizzazione permanente dei rischi e chiedono garanzie su disciplina di bilancio e controlli.

La proposta di Macron si inserisce in una più ampia riflessione sull’autonomia strategica dell’Europa e sul modo di dotare il blocco di risorse finanziarie adeguate alle sfide geopolitiche e tecnologiche del prossimo decennio, un confronto destinato a pesare nelle discussioni del vertice di Bruxelles e nelle scelte future dell’Unione.

Percezione della corruzione, l’Italia perde punti ma resta 52esima

Milano, 10 feb. (askanews) – La corruzione sta peggiorando a livello globale, con un aumento dei fenomeni corruttivi anche nelle democrazie consolidate. E il punteggio dell’Italia nell’Indice di Percezione della Corruzione (CPI) 2025 è di 53, con un nuovo calo (-1) rispetto al 2024 (54), quando il punteggio ha subito la prima inversione di tendenza dal 2012. Ossia dall’anno in cui il Paese ha scelto di puntare sulla prevenzione della corruzione, con leggi e strumenti per anticipare i rischi e rafforzare la trasparenza. E’ quanto emerge dall’edizione 2025 dell’Indice di Percezione della Corruzione (CPI), il principale indicatore globale della corruzione nel settore pubblico, redatto da Transparency International. Il CPI 2025 conferma la 52esima posizione dell’Italia nella classifica globale di 182 paesi e territori.

Secondo Transparency International il sistema di prevenzione della corruzione italiano risente delle ripercussioni dell’indebolimento delle misure anticorruzione, tra cui la depenalizzazione dell’abuso di ufficio. Nel 2025 l’Italia, insieme alla Germania, ha contrastato l’inserimento dell’abuso d’ufficio tra i reati perseguiti in tutta l’Unione Europea attraverso la Direttiva anticorruzione, proposta dalla Commissione europea nel 2023 e approvata in via provvisoria a dicembre 2025. Secondo Transparency International Italia, tra le carenze del sistema nazionale di prevenzione della corruzione vi è anche la mancanza di una legge organica sul lobbying. La proposta di legge sul tema, incompleta, è stata approvata alla Camera a gennaio e passerà all’esame del Senato. Non meno importanti: la mancanza di una regolamentazione complessiva sul conflitto di interessi, nonché la sospensione del Registro dei titolari effettivi, che impattano sul quadro dell’integrità pubblica e delle misure antiriciclaggio.

I dati globali del CPI 2025 mostrano che le democrazie, solitamente più forti nella lotta alla corruzione rispetto alle autocrazie o alle democrazie imperfette, stanno registrando un preoccupante calo delle prestazioni. Questa tendenza riguarda paesi come gli Stati Uniti (64), il Canada (75) e la Nuova Zelanda (81), nonché varie parti d’Europa, come il Regno Unito (70), la Francia (66) e la Svezia (80). In molti paesi europei, negli ultimi dieci anni, gli sforzi anticorruzione hanno subito una battuta d’arresto. Dal 2012, 13 paesi dell’Europa occidentale e dell’UE hanno registrato un significativo peggioramento, mentre solo sette hanno ottenuto miglioramenti. Un altro fenomeno preoccupante è l’aumento delle restrizioni da parte di molti Stati alla libertà di espressione, di associazione e di riunione. Dal 2012, 36 dei 50 paesi con un calo significativo dei punteggi CPI hanno anche registrato una riduzione dello spazio civico.

“In un contesto mondiale nel quale i principi dello Stato di diritto ed i rapporti internazionali stanno progressivamente mutando è fondamentale, per ciascuno di noi, riaffermare con decisione che valori quali l’integrità, la trasparenza e la responsabilità sociale sono ineludibili. Per questo dobbiamo impegnarci nella realizzazione di un modello di società e di rapporti umani che trovi più conveniente ed etica l’integrità rispetto alla corruzione, la trasparenza rispetto al clientelismo e la responsabilità rispetto all’omertà sociale”, commenta Michele Calleri, Presidente di Transparency International Italia.

Giorno Ricordo, Meloni: dopo congiura silenzio verità e nessun negazionismo

Roma, 10 feb. (askanews) – “Oggi si celebra il Giorno del Ricordo. Una giornata che chiama l’Italia a fare memoria di una pagina dolorosa della nostra storia, vittima per decenni di un’imperdonabile congiura del silenzio, dell’oblio e dell’indifferenza”. E’ quanto scrive sui social la presidente del Consiglio Giorgia Meloni.

“Ricordiamo i martiri delle foibe e la tragedia dell’esodo giuliano-dalmata. Centinaia di migliaia di italiani che hanno scelto di abbandonare tutto pur di non rinunciare alla propria identità. La Nazione non deve aver paura di guardare in faccia quella verità, ricacciando nell’ignavia ogni squallido tentativo negazionista o riduzionista. Il ricordo non è rancore, ma giustizia. È il fondamento di una memoria condivisa che unisce e rende più forte la comunità nazionale, tracciando la strada a chi verrà dopo di noi”, sottolinea la premier.

“Abbiamo ricevuto un testimone, e non intendiamo farlo cadere. Come dimostra la pluralità di iniziative e celebrazioni che il Governo promuove anche quest’anno, come il “Treno del Ricordo” che da Nord a Sud ripercorrerà idealmente il viaggio di chi ha deciso di essere italiano due volte. Per nascita e per scelta. L’Italia non permetterà mai più che questa storia venga piegata, negata o cancellata. Perché questa storia non è una storia che appartiene a una porzione di confine o a quel che resta del popolo giuliano-dalmata. È una storia che appartiene all’Italia intera. Ad ognuno di noi”, conclude”.

Piogge e clima mite, ma a San Valentino arriva il freddo polare

Milano, 10 feb. (askanews) – L’Anticiclone è il grande assente e non si farà trovare neppure questa settimana. L’Italia resterà terra di conquista delle perturbazioni atlantiche, intrappolata in una configurazione meteorologica estrema che collegherà idealmente i Caraibi alla Lapponia nel giro di pochi giorni.

Lorenzo Tedici, meteorologo responsabile media de iLMeteo.it, conferma che fino a giovedì 12 febbraio saremo investiti da un “flusso super umido” che parte addirittura da Portorico. Questo vero e proprio fiume atmosferico attraverserà l’Atlantico causando prima pesanti alluvioni nella Penisola Iberica (Portogallo e Spagna in primis) per poi scaricare tutta la sua energia sull’Italia.

Gli effetti saranno duplici: la Valle d’Aosta sarà letteralmente sepolta dalla neve, con accumuli eccezionali oltre i 1500 metri nella zona del Bianco, grazie allo sbarramento orografico alle correnti umide. Il versante tirrenico continuerà a ricevere piogge abbondanti, aggravando la saturazione dei terreni già provati dalle settimane precedenti. Si stimano altri 200 millimetri, o 200 litri per ogni metro quadrato (è equivalente), specie tra Campania e Calabria tirrenica.

Ma attenzione al vento: da mercoledì Eolo alzerà la voce con burrasche violente, colpendo in particolare la Sardegna e la Sicilia, dove il mare diventerà grosso e sono previste mareggiate intense lungo le coste esposte.

Poi arriverà il ribaltone di San Valentino: se la prima parte della settimana sarà “caraibica” (umida e mite), il weekend ci riserverà un colpo di scena polare. Proprio per la festa degli innamorati arriverà il “Ciclone di San Valentino”, alimentato questa volta da aria gelida in discesa diretta dalla Lapponia.

Il crollo termico sarà verticale: la pioggia si trasformerà in neve fin da subito al Nord e, nella giornata di domenica 15 (San Faustino), i fiocchi bianchi raggiungeranno anche il Centro-Sud fino a bassa quota, regalando un paesaggio invernale da cartolina ma anche potenziali disagi alla viabilità.

Una settimana, dunque, ricca di colpi di scena con masse d’aria prima dai Caraibi e poi dalla Lapponia.

Giorno del Ricordo, Piantedosi: spazzare via il silenzio è atto di giustizia

Milano, 10 feb. (askanews) – “Oggi l’Italia rinnova il dovere della memoria per onorare tutti coloro che persero la vita nei massacri delle foibe e per ricordare il grande dolore dell’esodo giuliano-dalmata. Celebrare il Giorno del Ricordo significa spazzare via un lungo silenzio, restituendo verità e dignità a migliaia di nostri connazionali che furono vittime di una cieca violenza e di una persecuzione sistematica. Ricordare il loro destino, la lunga scia di uccisioni, torture e saccheggi subìta lungo il confine orientale, è prima di tutto un atto di giustizia. È questo l’impegno che assumiamo, in particolare verso le giovani generazioni, perché la consapevolezza delle tragedie del passato diventi fondamento di verità e di un’autentica cultura della pace”. Lo scrive su X il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi.

Referendum, Marina Berlusconi: voto sì, mercato nomine vergognoso

Roma, 10 feb. (askanews) – “Al referendum del 22-23 marzo prossimi voterò Sì. E non per il mio cognome, né per spirito di parte, ma perché è la cosa giusta”. E’ quanto afferma Marina Berlusconi, presidente di Fininvest, in un’intervista al Corriere della sera.

“A questo dovrebbero servire i referendum – spiega – a votare sui contenuti, non in base alle appartenenze. Non è una resa dei conti politica, né un voto pro o contro il governo. La separazione delle carriere è necessaria per spezzare un giogo che soffoca tutti, a partire dagli stessi magistrati. E per garantire la vera ‘terzietà’ dei giudici. Abbiamo un’occasione irripetibile, non lasciamocela scappare”. “E’ vero mio padre ha subìto un’inaccettabile persecuzione giudiziaria. Ma non ragiono per rivalsa – aggiunge -, e il problema non riguarda una sola stagione, né una sola persona. C’è una minoranza di magistrati ideologizzati che continua a fare danni. La giustizia è condizionata da un vergognoso mercato di nomine”.

“Il problema non sono i magistrati, ma le correnti, che all’interno del Consiglio superiore della magistratura decidono vita e morte di pm e giudici. Certe dinamiche ricordano davvero un gran bazar, dove tante nomine sembrano una cambiale, tante promozioni un ‘pagherò’. Ogni magistrato è libero di avere le sue idee, ci mancherebbe, ma in nessun caso dovrebbe fare carriera con la politica, né fare politica con l’attività giudiziaria”, conclude.

Governo, Marina Berlusconi: bene Meloni, ma rischio di scivolare c’è

Roma, 10 feb. (askanews) – Nella maggioranza “è normale che ci siano punti di vista diversi, ma nel momento delle scelte è sempre rimasta compatta”. Lo afferma Marina Berlusconi, presidente di Fininvest e di Mondadori, in una intervista al Corriere della Sera. Che medaglia per Giorgia Meloni? Oro, argento o bronzo? “Io tifo per l’oro. Perché se vince la Meloni, vince il Paese. Però il rischio di scivolare c’è: la situazione internazionale è grave, a cominciare dai rapporti tra Europa e Stati Uniti. La premier si sta impegnando per tenerli saldi. E fa benissimo”.

Se Roberto Vannacci se ne andasse dal centrodestra “per come la penso io, non sarebbe una gran perdita…anzi, potrebbe essere una opportunità per liberare il centrodestra da pericolosi estremismi. Poi so benissimo che la politica deve anche fare i conti con le percentuali”. Gli eccessi, osserva “fanno male a destra come a sinistra. E comunque questa maggioranza ha sempre mostrato equilibrio e moderazione. Grazie a una gestione responsabile dei conti, ad esempio, l’Italia ha recuperato una solida credibilità. Certo, ora si apre la sfida più difficile: crescere”.

Governo, Marina Berlusconi: bene Meloni, ma rischio di scivolare c’è

Roma, 10 feb. (askanews) – Nella maggioranza “è normale che ci siano punti di vista diversi, ma nel momento delle scelte è sempre rimasta compatta”. Lo afferma Marina Berlusconi, presidente di Fininvest e di Mondadori, in una intervista al Corriere della Sera. Che medaglia per Giorgia Meloni? Oro, argento o bronzo? “Io tifo per l’oro. Perché se vince la Meloni, vince il Paese. Però il rischio di scivolare c’è: la situazione internazionale è grave, a cominciare dai rapporti tra Europa e Stati Uniti. La premier si sta impegnando per tenerli saldi. E fa benissimo”.

Se Roberto Vannacci se ne andasse dal centrodestra “per come la penso io, non sarebbe una gran perdita…anzi, potrebbe essere una opportunità per liberare il centrodestra da pericolosi estremismi. Poi so benissimo che la politica deve anche fare i conti con le percentuali”. Gli eccessi, osserva “fanno male a destra come a sinistra. E comunque questa maggioranza ha sempre mostrato equilibrio e moderazione. Grazie a una gestione responsabile dei conti, ad esempio, l’Italia ha recuperato una solida credibilità. Certo, ora si apre la sfida più difficile: crescere”.

Milano-Cortina, il CIO vieta il casco con commemorazione delle vittime ucraine

Roma, 10 feb. (askanews) – Il Comitato Olimpico Internazionale ha vietato l’uso del casco con le immagini degli atleti morti durante l’invasione russa dell’Ucraina. “Una decisione che mi spezza il cuore”, riferisce sui social il portabandiera ucraino Vladyslav Heraskevych.

“La sensazione è che il CIO stia tradendo quegli atleti che hanno fatto parte del movimento olimpico, impedendo loro di essere onorati nell’arena sportiva dove non potranno mai più mettere piede”, ha scritto l’atleta ucraino.”Nonostante i precedenti, sia recenti sia passati, in cui il CIO aveva consentito omaggi simili, questa volta hanno deciso di stabilire regole speciali solo per l’Ucraina”, ha aggiunto Heraskevych, annunciando che “stiamo preparando una richiesta ufficiale al CIO e lotteremo per il diritto di gareggiare proprio con questo casco”.

Milano-Cortina, il programma di domani, mercoledì 11 febbraio

Roma, 11 feb. (askanews) – Questo il programma delle Olimpiadi di Milano-Cortina di oggi, mercoledì 11 febbraio

10:00 – Trampolino piccolo, Val di Fiemme Combinata nordica – Trampolino piccolo uomini – Gare da medaglie

11:30 – Val di Fiemme, Trentino Sci alpino – Super-G uomini – Gare da medaglie

14:15 – Antholz-Anterselva, Alto Adige Biathlon – Individuale donne – Gare da medaglie

18:30 – Torino Oval, Torino Pattinaggio di velocità – 1000 m uomini – Gare da medaglie

18:48 – Cortina Sliding Centre, Cortina Slittino – Doppio donne – Gare da medaglie

19:37 – Cortina Sliding Centre, Cortina Slittino – Doppio uomini – Gare da medaglie

23:05 – Milano Palavela, Milano (ipotetico) Pattinaggio artistico – Danza su ghiaccio mix – Gare da medaglie

Milano-Cortina, gli azzurri in gara oggi

Roma, 10 feb. (askanews) – Questi gli azzurri in gara oggi a Milano-Cortina:

09:15 – 09:45 – Tesero Cross-Country Skiing Stadium Sci di fondo – Sprint TC qualificazioni donne Federica Cassol, Iris De Martin Pinter, Caterina Ganz, Nicole Monsorno

09:55 – 10:45 – Tesero Cross-Country Skiing Stadium Sci di fondo – Sprint TC qualificazioni uomini Elia Barp, Simone Daprà, Simone Mocellini, Federico Pellegrino

10:30 – 11:00 – Milano Ice Skating Arena Short track – 500 m donne qualificazioni Chiara Betti, Arianna Fontana, Arianna Sighel

10:30 – 13:00 – Tofane Alpine Skiing Centre Sci alpino – Combinata a squadre donne discesa Nicol Delago, Nadia Delago, Sofia Goggia, Laura Pirovano

11:10 – 11:45 – Milano Ice Skating Arena Short track – 1000 m uomini qualificazioni Thomas Nadalini, Pietro Sighel, Luca Spechenhauser

11:45 – 12:10 – Tesero Cross-Country Skiing Stadium Sci di fondo – Sprint TC quarti di finale donne

11:59 – 12:30 – Milano Ice Skating Arena Short track – Staffetta mista quarti di finale Chiara Betti, Elisa Confortola, Arianna Fontana, Thomas Nadalini, Pietro Sighel, Luca Spechenhauser

12:15 – 12:40 – Tesero Cross-Country Skiing Stadium Sci di fondo – Sprint TC quarti di finale uomini

12:34 – 13:00 – Milano Ice Skating Arena Short track – Staffetta mista semifinali

12:45 – 12:55 – Tesero Cross-Country Skiing Stadium Sci di fondo – Sprint TC semifinali donne

12:57 – 13:07 – Tesero Cross-Country Skiing Stadium Sci di fondo – Sprint TC semifinali uomini

13:03 – 13:35 – Milano Ice Skating Arena Short track – Staffetta mista finali

13:13 – 13:20 – Tesero Cross-Country Skiing Stadium Sci di fondo – Sprint TC finale donne

13:27 – 13:35 – Tesero Cross-Country Skiing Stadium Sci di fondo – Sprint TC finale uomini

13:30 – 15:25 – Anterselva Biathlon Arena Biathlon – Individuale uomini Patrick Braunhofer, Tommaso Giacomel, Lukas Hofer, Elia Zeni

14:00 – 15:15 – Tofane Alpine Skiing Centre Sci alpino – Combinata a squadre donne slalom Giada D’Antonio, Lara Della Mea, Martina Peterlini, Anna Trocker

14:05 – 16:05 – Cortina Curling Olympic Stadium Curling – Finale 3°/4° posto doppio misto: Italia-Gran Bretagna Stefania Costantini, Amos Mosaner

14:15 – 15:10 – Livigno Aerials & Moguls Park Freestyle – Gobbe donne qualificazioni Manuela Passaretta

16:40 – 19:10 – Milano Ice Park Hockey su ghiaccio – Girone B: Italia-Germania Aurora Enrica Abatangelo, Eleonora Bonafini, Anna Caumo, Kristin Della Rovere, Gabriella Frances Durante, Matilde Fantin, Martina Fedel, Laura Michele Fortino, Kristen Guerriero, Manuela Heidenberger, Sara Kaneppele, Laura Lobis, Nadia Mattivi, Marta Mazzocchi, Greta Nicolai, Margherita Ostoni, Jacqueline Malca Pierri, Justine Reyes, Rebecca Roccella, Carola Saletta, Franziska Stocker, Kayla Tutino, Amie Fielding Varano

17:00 – 18:00 – Cortina Sliding Centre Slittino – Singolo donne Heat 3 Verena Hofer, Sandra Robatscher

18:30 – 22:45 – Milano Ice Skating Arena Pattinaggio di figura – Corto singolo uomini Daniel Grassl, Matteo Rizzo

18:34 – 19:30 – Cortina Sliding Centre Slittino – Singolo donne Heat 4 Verena Hofer, Sandra Robatscher

18:45 – 21:00 – Predazzo Ski Jumping Stadium Salto con gli sci – Squadra mista Giovanni Bresadola, Alex Insam, Annika Sieff, Martina Zanitzer

Milano-Cortina, le medaglie di domani

Roma, 10 feb. (askanews) – Queste le medaglie che saranno assegnate oggi alle Olimpiadi di MIlano-Cortina:

0:00 – Trampolino piccolo, Val di Fiemme COMBINATA NORDICA – TRAMPOLINO PICCOLO UOMINI – GARE DA MEDAGLIE

11:30 – Val di Fiemme, Trentino SCI ALPINO – SUPER-G UOMINI – GARE DA MEDAGLIE

14:15 – Antholz-Anterselva, Alto Adige BIATHLON – INDIVIDUALE DONNE – GARE DA MEDAGLIE

18:30 – Torino Oval, Torino PATTINAGGIO DI VELOCITÀ – 1000 M UOMINI – GARE DA MEDAGLIE

18:48 – Cortina Sliding Centre, Cortina SLITTINO – DOPPIO DONNE – GARE DA MEDAGLIE

19:37 – Cortina Sliding Centre, Cortina SLITTINO – DOPPIO UOMINI – GARE DA MEDAGLIE

23:05 – Milano Palavela, Milano (ipotetico) PATTINAGGIO ARTISTICO – DANZA SU GHIACCIO MIX – GARE DA MEDAGLIE

Milano-Cortina, il medagliere

Roma, 10 feb. (askanews) – Questo il medagliere delle Olimpiadi di Milano-Cortina aggiornato alle ore 18 di martedì 9 febbraio

1 Norvegia oro 3 argento 1 bronzo 2 totale 6 2 Svizzera oro 3 argento 1 bronzo 1 totale 5 3 Giappone oro 2 argento 2 bronzo 3 totale 7 4 Germania oro 2 argento 1 bronzo 1 totale 4 5 Stati Uniti oro 2 argento 0 bronzo 0 totale 2 6 Austria oro 1 argento 3 bronzo 0 totale 4 7 Italia oro 1 argento 2 bronzo 6 totale 9 8 Francia oro 1 argento 1 bronzo 0 totale 2 9 Paesi Bassi oro 1 argento 1 bronzo 0 totale 2 9 Repubblica Ceca oro 1 argento 1 bronzo 0 totale 2 9 Svezia oro 1 argento 1 bronzo 0 totale 2 12 Cina oro 0 argento 1 bronzo 1 totale 2 12 Corea del Sud oro 0 argento 1 bronzo 1 totale 2 14 Nuova Zelanda oro 0 argento 1 bronzo 0 totale 1 14 Polonia oro 0 argento 1 bronzo 0 totale 1 14 Slovenia oro 0 argento 1 bronzo 0 totale 1 17 Canada oro 0 argento 0 bronzo 2 totale 2 18 Bulgaria oro 0 argento 0 bronzo 1 totale 1

Milano-Cortina, le medaglie di oggi

Roma, 10 feb. (askanews) – Queste le medaglie che saranno assegnate oggi alle Olimpiadi di MIlano-Cortina:

10:30 – Stelvio Ski Centre SCI ALPINO – COMBINATA A SQUADRE DONNE

12:30 – Livigno Snow Park, Livigno SCI ACROBATICO – FREESKI SLOPESTYLE UOMINI

12:56 – Torino Oval, Torino (ipotetico, sede Short Track) SHORT TRACK – STAFFETTA A SQUADRE MIX

13:13 – Val di Fiemme, Trentino SCI DI FONDO – SPRINT DONNE

13:25 – Val di Fiemme, Trentino SCI DI FONDO – SPRINT UOMINI

13:30 – Antholz-Anterselva, Alto Adige BIATHLON – INDIVIDUALE UOMINI

14:05 – Cortina Curling Olympic Stadium, Cortina CURLING – MIX 3° POSTO

18:05 – Cortina Curling Olympic Stadium, Cortina CURLING – MIX FINALE

18:41 – Cortina Sliding Centre, Cortina SLITTINO – SINGOLO DONNE

18:45 – Predazzo Ski Jumping Stadium, Predazzo SALTO CON GLI SCI – SALTO A SQUADRE MIX

Milano-Cortina, il programma di oggi, martedì 10 febbraio

Roma, 9 feb. (askanews) – Questo il programma delle Olimpiadi di Milano-Cortina di oggi, martedì 10 febbraio

09:15 Sci di fondo, Sprint (D) – qualificazioni 09:55 Sci di fondo, Sprint (U) – qualificazioni

10:30 Sci alpino, Combinata a squadre (D) – GARE DA MEDAGLIE 10:30 Short track, 500 m (D) – 1° preliminare 10:32 Short track, 500 m (D) – 2° preliminare 10:34 Short track, 500 m (D) – 3° preliminare 10:36 Short track, 500 m (D) – 4° preliminare 10:38 Short track, 500 m (D) – 5° preliminare 10:40 Short track, 500 m (D) – 6° preliminare 10:42 Short track, 500 m (D) – 7° preliminare 10:44 Short track, 500 m (D) – 8° preliminare

11:08 Short track, 1000 m (U) – 1° preliminare 11:12 Short track, 1000 m (U) – 2° preliminare 11:14 Short track, 1000 m (U) – 3° preliminare 11:15 Sci freestyle, Gobbe (U) – 1ª qualificazione 11:16 Short track, 1000 m (U) – 4° preliminare 11:18 Short track, 1000 m (U) – 5° preliminare 11:20 Short track, 1000 m (U) – 6° preliminare 11:22 Short track, 1000 m (U) – 7° preliminare 11:24 Short track, 1000 m (U) – 8° preliminare

11:45 Sci di fondo, Sprint (D) – 1° quarto di finale 11:50 Sci di fondo, Sprint (D) – 2° quarto di finale 11:53 Short track, Staffetta a squadre (X) – 1° quarto di finale 11:55 Sci di fondo, Sprint (D) – 3° quarto di finale 11:59 Short track, Staffetta a squadre (X) – 2° quarto di finale 12:00 Sci di fondo, Sprint (D) – 4° quarto di finale 12:05 Sci di fondo, Sprint (D) – 5° quarto di finale 12:05 Short track, Staffetta a squadre (X) – 3° quarto di finale

12:10 Hockey su ghiaccio Donne, Gruppo B: Giappone-Svezia

12:15 Sci di fondo, Sprint (U) – 1° quarto di finale 12:20 Sci di fondo, Sprint (U) – 2° quarto di finale 12:23 Short track, Staffetta a squadre (X) – 1ª semifinale 12:25 Sci di fondo, Sprint (U) – 3° quarto di finale 12:29 Short track, Staffetta a squadre (X) – 2ª semifinale 12:30 Sci freestyle, Slopestyle (U) – finale 12:30 Sci di fondo, Sprint (U) – 4° quarto di finale 12:35 Sci di fondo, Sprint (U) – 5° quarto di finale

12:45 Sci di fondo, Sprint (D) – 1ª semifinale 12:48 Short track, Staffetta a squadre (X) – finale B 12:50 Sci di fondo, Sprint (D) – 2ª semifinale 12:56 Short track, Staffetta a squadre (X) – finale 12:57 Sci di fondo, Sprint (U) – 1ª semifinale 13:02 Sci di fondo, Sprint (U) – 2ª semifinale

13:13 Sci di fondo, Sprint (D) – FINALE 13:25 Sci di fondo, Sprint (U) – FINALE

13:30 Biathlon, Individuale (U) – GARE DA MEDAGLIE

14:05 Curling Misto – FINALE 3° posto 14:15 Sci freestyle, Gobbe (D) – 1ª qualificazione

16:40 Hockey su ghiaccio Donne, Gruppo B: Italia-Germania

17:00 Slittino, Singolo (D) – 3ª manche

18:05 Curling Misto – FINALE 18:30 Pattinaggio artistico, Individuale (U) – programma corto 18:41 Slittino, Singolo (D) – GARE DA MEDAGLIE 18:45 Salto con gli sci, Salto a squadre (X) – GARE DA MEDAGLIE

20:10 Hockey su ghiaccio Donne, Gruppo A: Canada-Stati Uniti 21:10 Hockey su ghiaccio Donne, Gruppo A: Finlandia-Svizzera

Macron: di fronte alle minacce Usa, l’Europa sia più sovrana

Roma, 10 feb. (askanews) – Il presidente francese Emmanuel Macron ha rilanciato oggi l’idea di un’Europa più sovrana, a due giorni da una riunione dei capi di Stato e di governo dell’Unione europea prevista giovedì a Bruxelles. In un’intervista concessa a diversi giornali europei, tra cui Le Monde, The Economist e Sueddeutsche Zeitung, Macron ha affermato che le “minacce” commerciali e le “intimidazioni” provenienti dagli Stati Uniti non sono “finite” e che i Ventisette “saranno spazzati via” se non introdurranno una “preferenza europea” nei settori strategici di fronte alla concorrenza americana e cinese.

Convinto della necessità di rafforzare la potenza europea, il capo dell’Eliseo ha sostenuto la proposta di “lanciare una capacità comune di indebitamento per queste spese future, degli eurobond d’avvenire”, difendendo il ricorso a un nuovo prestito comune dei Ventisette per finanziare investimenti strategici e consentire all’Ue di “attaccare l’egemonia del dollaro”.

“Oggi abbiamo tre battaglie da combattere: nella sicurezza e nella difesa, nelle tecnologie della transizione ecologica e nell’intelligenza artificiale e nel quantistico. In tutti questi ambiti investiamo molto meno di Cina e Stati Uniti. Se l’Ue non farà nulla nei prossimi tre-cinque anni, sarà spazzata via da questi settori”, ha spiegato Macron, che ha invocato “un investimento congiunto”. Secondo il presidente, per preservare il mercato interno e non frammentarlo ulteriormente “non bisogna rinviare tutto alle nazioni”. Macron ha stimato i bisogni di investimenti pubblici e privati nell’Ue in “circa 1.200 miliardi di euro all’anno”, sommando le necessità nelle “tecnologie verdi e digitali” e nella “difesa e sicurezza”.

Interpellato sul tema di un maggiore protezionismo europeo, Macron ha risposto che “bisogna proteggere la nostra industria”. “I cinesi lo fanno, anche gli americani. L’Europa oggi è il mercato più aperto al mondo. Non si tratta di essere protezionisti, ma di essere coerenti, cioè di non imporre ai nostri produttori regole che non imponiamo agli importatori non europei”, ha aggiunto, richiamando la sua opposizione all’accordo commerciale tra Ue e Mercosur, definito “un cattivo accordo”. Ha poi ricordato che alcuni settori iniziano già a essere protetti, “imponendo tasse sui veicoli elettrici cinesi sovvenzionati” o “introducendo clausole di salvaguardia sull’acciaio”, e ha citato infine il piano per l’automobile presentato di recente dalla Commissione europea, che “mostra anch’esso una preferenza europea”.

Epstein Files, verso le dimissioni il segretario di gabinetto britannico

Roma, 10 feb. (askanews) – Il segretario di gabinetto britannico e capo della funzione pubblica Chris Wormald potrebbe dimettersi nei prossimi giorni nel quadro dello scandalo legato ai rapporti tra l’ex ambasciatore del Regno unito negli Stati uniti Peter Mandelson e il finanziere Jeffrey Epstein. Lo riporta il Guardian citando proprie fonti.

Secondo il quotidiano, Wormald starebbe negoziando le condizioni della sua uscita da Downing Street e l’annuncio potrebbe arrivare a breve, mentre il primo ministro Keir Starmer cerca di rafforzare il controllo sul partito laburista e sull’esecutivo alla luce delle polemiche.

La vicenda è riesplosa dopo la pubblicazione di una nuova tranche di documenti sul caso Epstein da parte del Dipartimento di giustizia statunitense.

I media britannici hanno riferito che Mandelson, quando nel 2009 ricopriva l’incarico di ministro per le imprese nel governo guidato da Gordon Brown, avrebbe inoltrato a Epstein un documento interno del governo. La polizia britannica ha avviato un’indagine penale sul suo conto per la trasmissione del materiale.

In Giappone forti nevicate: 46 morti e oltre 600 feriti

Roma, 10 feb. (askanews) – Le forti nevicate che hanno colpito il nord e il nord-ovest del Giappone hanno causato 46 morti e 604 feriti, secondo un’analisi dei dati delle agenzie di protezione civile nipponiche.

Circa un terzo dei feriti, pari a 193 persone, avrebbe riportato lesioni gravi. Il numero più alto di vittime si registra nella prefettura di Niigata, con 17 decessi.

L’ultima ondata di maltempo, che interessa il paese dal 20 gennaio, ha raggiunto anche Tokyo l’8 febbraio.

Nella capitale è caduta neve per la prima volta dopo diversi anni, con un accumulo di circa cinque centimetri.

Lavrov: i negoziati per la soluzione del conflitto in Ucraiana continuano, ma strada è lunga

Roma, 10 feb. (askanews) – Il ministro degli esteri russo Sergey Lavrov ha affermato che i negoziati per una soluzione del conflitto in Ucraina proseguono e che il percorso resta lungo.

In un’intervista all’emittente NTV, Lavrov ha dichiarato che “abbiamo già detto più volte che non dobbiamo lasciarci andare a una percezione entusiastica di ciò che sta accadendo, cioè che il presidente degli Stati uniti Donald Trump abbia ‘messo in riga’ gli europei e Volodymyr Zelensky pretendendo che obbediscano”.

Il capo della diplomazia russa ha aggiunto che “è positivo se vogliamo arrivare alla pace in Ucraina, ma non ci siamo ancora. I negoziati continuano, il secondo round si è tenuto ad Abu Dhabi e c’è ancora molta strada da fare”.

Il Principe Andrea voleva aprire una società con Epstein in Cina

Roma, 10 feb. (askanews) – Il principe Andrew Mountbatten-Windsor, fratello del re britannico Carlo III, avrebbe pianificato segretamente con il finanziere statunitense Jeffrey Epstein l’apertura di un’attività commerciale in Cina diversi anni dopo la condanna di quest’ultimo per reati sessuali su minori. Lo riporta il quotidiano The Telegraph, citando email contenute nei documenti sul caso Epstein recentemente resi pubblici.

Secondo la ricostruzione del giornale, Andrew avrebbe discusso con Epstein la creazione di una società di consulenza a Pechino e i contatti d’affari tra i due sarebbero proseguiti per oltre cinque anni dopo la scarcerazione del finanziere. La circostanza, aggiunge il quotidiano, smentirebbe le affermazioni del principe secondo cui avrebbe interrotto ogni rapporto con Epstein nel 2010.

Il Telegraph riferisce inoltre che Andrew avrebbe sostenuto l’iniziativa anche durante viaggi in Cina compiuti nel ruolo di rappresentante commerciale del Regno unito, incontrando potenziali interlocutori d’affari.

Il principe è da anni al centro di polemiche per i suoi legami con Epstein e nel 2025 il sovrano gli ha revocato tutti i titoli.

Franco Casavola, l’eredità civile e spirituale di un assertore della politica “educata”

Una figura a tutto campo

Franco Casavola è stato una delle figure più belle e più alte di questi nostri anni, un punto di riferimento fondamentale per la vita civile e per la vita ecclesiale nel nostro Paese. Una figura a tutto campo. Professore di diritto romano a Bari e a Napoli dove fu anche preside della Facoltà di Giurisprudenza, giudice e poi presidente della Corte costituzionale, Garante per l’editoria e per la radiodiffusione, presidente dell’Istituto dell’Enciclopedia italiana, presidente del Comitato nazionale per la bioetica, per ricordare solo alcuni degli incarichi più salienti, fu anche impegnato molto significativamente nell’associazionismo cattolico, da giovane nella Fuci, luogo importantissimo della sua formazione, poi presidente nazionale del movimento ecclesiale di impegno culturale.

Cultura umanistica e centralità della persona

Uomo delle istituzioni, fu contemporaneamente capace di esplorare in profondità i più diversi ambiti del sapere e del vivere. Autore di una poderosa mole di volumi, saggi e articoli, nei suoi testi, come nei suoi interventi, sempre lasciava trasparire il valore di una profondissima cultura umanistica, mai d’occasione, mai astratta, sempre alimentata dall’imprescindibile riferimento alla persona umana e alla sua dignità da rispettare e valorizzare.

Fede, storia e apertura al futuro

Ci ha insegnato cosa significa vivere il tempo e avere pienamente il senso dell’eternità, ha ricordato ai credenti e non solo, in modo tangibile, cosa significa provare a far incontrare fede e storia, infinito e finito. Ci ha insegnato che l’ascolto reale della storia implica sempre l’apertura al futuro.“La vita – così scriveva – vale la pena di essere vissuta, se lascia memoria, se il futuro si fa intellegibile come storia, se il quotidiano si illumina di speranza nella implorazione dell’Adveniat (Regnum tuum). Perciò l’appello del futuro è una chiamata a ricordare non meno che immaginare” (L’appello del futuro, Roma, Studium, 1994, pp. 9-10).

Politica educata e coscienza civile

Nasce, in questi decisivi incroci di vita e pensiero, l’insistenza di Casavola sulla necessità di una nuova coscienza civile. L’appello del futuro schiude infatti prospettive di incontro e di impegno. Non bastano le leggi né la forza imparziale del potere per garantire la convivenza. “Quando gli uomini non sentono più il legame vitale con tutta intera la comunità, non ricordano i doveri inderogabili di solidarietà sociale, non riescono a discernere il bene comune” si determina una crisi radicale nel nesso tra l’esperienza del mondo personale e privato e quella del mondo politico. Ma è questo “il momento in cui dall’esterno si muove un appello all’uomo interiore, alla sua coscienza” (ivi, p. 20).

No alla politica maleducata

Ci è chiesto di “imparare a dire no alla politica maleducata e diseducante della propaganda demagogica, della lotta faziosa per il potere, delle egemonie autoritarie e intolleranti, se vogliamo realizzare la politica ‘educata’ del buon governo rappresentativo, che agevola, correggendosi e non reprimendo, l’autogoverno sociale”. Si tratta di “rifiutare l’antipolitica di gruppi e privati, che rivendicano la cattiva libertà dei propri egoismi localistici, corporativi, individuali” per “perseguire invece quella politica che si fa senso comune del bene comune, tavola di valori di solidarietà e di eguaglianza, comportamento giusto e sa costruire dal basso, dall’interno di ciascuna casa e famiglia, la società e lo Stato, non in antagonismo, ma in alleanza”.

Per Casavola la politica è stata e resta anche in tempi di vertiginoso cambiamento, “aristotelicamente, l’arte stessa di vivere la vita buona, nella comunità degli uomini” (introduzione in La politica educata. Per la formazione della coscienza civile in Italia, Casavola Salvatori (ed.), Roma, Ave, 1989, p. XXXVI).

Una lezione da non dimenticare, una speranza da coltivare in tempi di disperazione.

Prof. Francesco Miano

Presidente dell’Istituto Internazionale Jacques Maritain

De Rita: “Lo sviluppo nasce dal basso, nella vitalità della società”. Intervista

Caro Presidente Giuseppe De Rita, vorrei inizialmente riprendere il tema dellautopropulsione sociale e del suo personale, tenace continuismonellesplorarla. Rileggendo il suo saggio su Sviluppo e diveniresi comprende come curiosità e meraviglia sono stati due fantastici sentimenti di una sorta di innamoramentoche ha accompagnato e assecondato la naturale propensione ad utilizzare lo sviluppo come chiave di lettura dappertutto e rasoterra”, entrando nei meandri più reconditi della dimensione economica, culturale, istituzionale del Paese. La spinta autopropulsiva conserva dunque una forza che spinge verso la conservazione e il progresso, nonostante emergano tendenze negative sottotraccia?

 

Da quando, esattamente 70 anni fa, ho cominciato a lavorare sui temi dello sviluppo, io mi sento emotivamente legato al divenire, spesso spontaneo, delle società. Allora mi occupavo di programmare lo sviluppo, di pianificare i conseguenti interventi, di esaltare lo Stato come “soggetto generale dello sviluppo”; ed è stato, lo confesso, un periodo bellissimo.

Mi son reso però conto anno dopo anno, che lo sviluppo non è il frutto di processi e soggetti esterni alla società ma nasce dal basso, dall’intima vitalità di ogni società. Non a caso l’unico libro che ho scritto sullo sviluppo italiano ha come titolo “Dappertutto e rasoterra”.

Non è stato facile far passare nella cultura collettiva questo primato della società che cresce su sé stessa. Ricordo una dura polemica negli anni ’70 con Emanuele Severino che sosteneva che lo sviluppo non viene dall’interno della società, ma dalla spinta congiunta di tre sottosistemi (quello della ricerca scientifica, quello della dinamica finanziaria, quello delle armi) che con la loro potenza di autogenerazione trainano tutto il resto, più inerte, della società. Io andavo per altre strade, studiavo allora l’economia sommersa, l’occupazione occulta, la piccola impresa, il localismo industriale e mi convincevo ogni giorno che è tutta la società che si sviluppa e si muove in avanti. Mi sono cioè sempre più convinto che aveva ragione il mio Padre Lebret nel dire che lo sviluppo è “montée humaine”, cioè fenomeno di massa.

Molti mi accusano che sono troppo ottimista e che sottovaluto le “tendenze negative che emergono sottotraccia”. Conosco questa critica, ma rispondo che professionalmente ho riscontrato in tanti anni che lo sviluppo porta continuato squilibrio, e che questa semplice verità dobbiamo accettarla. Solo società statiche non prevedono squilibri. Tale mia convinzione professionale si lega ad una fede religiosa profonda, visto che riconosco la verità intima di una frase di Teillard de Chardine “Dio non è ancora stanco di creare”, una frase che apre sempre al futuro.

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Schlein, Meloni e l’arte del battibecco

Un PD a corto di idee

A novembre dello scorso anno, nel mese dei morti, in un suo articolo Luigi Bisignani ha commentato la crisi del PD sotto regime della Schlein. Se ben si è compreso, ne ha sottolineato spietatamente la mancanza di proposte concrete, l’assenza di posizioni sui temi della difesa europea, sulla Alleanza Atlantica, sulla NATO, Ucraina e Mediterraneo. Insomma un PD che vive di slogans da campus e che si è trasfigurato in un movimento di idee senza idee.

Siamo prossimi al referendum sulla separazione delle carriere in magistratura e lo scontro tra la Schlein e la Meloni è prevedibile alzerà i toni con il costrutto che ne seguirà. C’è il rischio che il referendum consenta di buttare in caciara non solo i problemi della giustizia ma anche tutti gli altri di cui si dovrebbe occupare la politica in campo nazionale ed internazionale.

 

Il ricorso alla rissa

Si dovrebbe comunque essere attenti a non precipitare nel burrone confusionario di attacchi e risposte, da una parte dall’altra. La confusione non giova alla gravità delle questioni spinose da affrontare oggi e nel futuro.

Robert Musil ricordava che “Se avete intenzione di affogare i vostri problemi nell’alcol, tenete presente che alcuni problemi sanno nuotare benissimo”. Non è nello sparare all’impazzata contro l’avversario politico, confondendo le acque, la soluzione dei problemi. Il prossimo Festival di Sanremo è già servito tristemente a darsi remate da orbi tra governo ed opposizione.

La rinuncia del comico Pucci, criticato per le sue battute sulla Schlein, è servita al Pd che ha colto l’occasione per scatenare una bagarre accusandola Meloni di preoccuparsi di Sanremo piuttosto che puntare l’attenzione sugli sfollati di Niscemie sulle altre angosce del mondo. Le due vicende andrebbero distinte e non connesse ad uso strumentale tanto per inveire contro un nemico.

Se ogni poeta è un politico dimenticato è vero anche per l’inverso che ogni politico non deve essere dotato di poesia ma dovrebbe essere sostenuto comunque dalla sapienza o almeno dalla misura.

 

Schlein contro Giorgia

La Schlein, per criticare la Giorgia nazionale, potrebbe dunque ricorrere alle parole di una villanella napoletana di un anonimo del ‘600 che recita così Tu sai che la cornacchia ha chest’ausanza: ca quando canta sempre dice crai (domani).Crai crai crai crai crai crai, tu perzì (anche) accusì me fai, tu perzì accusì me fai donna, donna scortese, che dai belli parole e tristi attese…Auciello(uccello) ca prumitt’a la speranza e le promesse sue nun tene mai…

Resta il fatto che quell’animale, la cornacchia, piaccia o no, suscita assai scarsa simpatia. Neppure se ne vanta la bellezza ma è noto che abbia intelligenza da vendere.

 

Giorgia contro Schlein

Tra una rintuzzata e un batti e ribatti la Meloni, di rimando, potrebbe commentare che Eddy è stata “la svolta della mia via” considerando la percentuale di consensi che ancora può esibire, malgrado abbia l’onere del governo del paese,che più facilmente produce disaffezione piuttosto che gradimenti.

Ne è tanto più compiaciuta quando Eddy dichiara che il referendum “permetterà al PD per ritornare a parlare con le persone, nelle piazze…“. C’è chi potrebbe porle la domanda perché attendere il confronto referendario e non essersi attivati anche precedentemente con azioni più incisive a difesa di un programma politico che appare ancora troppo sfumato.

 

Che ciascuno si assolva

La Schlein del resto, tutta giustificandosi, potrebbe difendersi, a chi giudica negativa la sua gestione del partito, con le lapidarie parole del grande allenatore Liedholm “Io schiero la mia squadra in modo perfetto. Il problema è che quando l’arbitro fischia, i miei giocatori si muovono”.

A loro volta, detrattori di sponda avversaria potrebbero sostenere che la squadra di Giorgia si è distinta per manifesta incapacità. Senza di lei a reggere la maggioranza sulle spalle sarebbe il diluvio. Chi ne è parte potrebbe consolarla dicendole, guardando a Primo Levi, “Abbi pazienza, mia donna affaticata. Abbi pazienza per le cose del mondo, Per i tuoi compagni di viaggio, me compreso, Dal momento che ti sono toccato in sorte” e così via.

C’è da augurarsi che le forze politiche in campo non siano alla ribalta solo per l’arte di cantarsele addosso a squarciagola e di santa ragione, correndo il rischio di ulteriori steccate fuori arpeggio. Almeno per la circostanza, la politica dovrebbe applicarsi allo studio del contrappunto invece dell’esibizione del battibecco. Tutti cantano Sanremo ma più spesso è opportuno un po’ di silenzio.

Giappone, la svolta conservatrice che interroga l’Asia e l’Occidente

Una vittoria che ridisegna il quadro politico

Nelle ultime ore il Giappone ha consegnato una vittoria schiacciante nelle elezioni anticipate alla premier Sanae Takaichi. Quello che sarà quasi certamente il nuovo volto della politica giapponese lascia l’opposizione in frantumi, con risultati record, e divide profondamente l’opinione dei Paesi esteri.

Ma come è riuscita Takaichi, con il suo programma, a neutralizzare qualsiasi avversario? In Occidente la sua figura può apparire nuova, quasi inattesa; in realtà la sua carriera politica è stata lunga e di alto profilo, fino a renderla una delle personalità più influenti della destra conservatrice giapponese.

Il partito di cui Takaichi fa parte, l’LDP (Partito Liberal Democratico), di cui ha assunto la guida dopo gli scandali dei “fondi neri” e la morte di Shinzo Abe – sua guida politica e punto di riferimento – governa il Paese quasi ininterrottamente dal 1955. Un dato che rende il controllo del partito sul sistema politico giapponese solido e difficilmente scalfibile.

 

Lideologia ultraconservatrice come fattore di consenso

Il successo di Takaichi non può tuttavia essere ridotto a una combinazione di fortuna e reti di potere. Il futuro primo ministro giapponese rivendica apertamente l’ideologismo della destra ultraconservatrice: revisionismo storico, conservatorismo sociale, linea dura su immigrazione e lavoro, rafforzamento militare del Paese, con un progressivo allontanamento dai principi pacifisti del dopoguerra.

In una società strutturalmente conservatrice come quella giapponese, questa impostazione trova un consenso non marginale. A pesare sono anche il bassissimo tasso di natalità, il diffuso disinteresse politico delle giovani generazioni e una propaganda dell’LDP che, per decenni, ha attribuito le responsabilità delle crisi strutturali del Paese non alla rigidità del sistema politico e sociale, ma alla presenza – peraltro limitata – di stranieri o alle politiche progressiste sui diritti civili sostenute dalla sinistra.

 

Politica estera, tra stabilità e nuove fratture

Sul piano internazionale, l’approccio ultraconservatore di Takaichi ha reso più stabili i rapporti con Paesi politicamente affini, come l’Italia e gli Stati Uniti. Al tempo stesso, ha aggravato relazioni già tese con la Cina, sfociate ormai in un conflitto politico aperto, e ha riacceso dissapori con la Corea del Sud, soprattutto a causa della sua posizione sui crimini di guerra commessi dal Giappone nell’Asia orientale.

Nonostante la vittoria elettorale, Takaichi resta una figura divisiva anche all’interno del Giappone. Emblematico è il caso di Okinawa, dove una parte significativa della popolazione, stanca della presenza delle basi militari statunitensi installate dal dopoguerra, la percepisce come subalterna agli interessi strategici ed economici americani, poco attenta alle esigenze reali dei residenti.

Crisi interna e polarizzazione globale

Quello che per decenni è stato osservato dall’esterno come il laboratorio del futuro asiatico rivela oggi problemi sociali profondi, rimossi a lungo sotto il tappeto. Il Giappone sembra entrare in una fase politica che guarda con inquietante favore a idee e linguaggi riconducibili tanto ai movimenti neofascisti giapponesi quanto a quelli stranieri.

Alla luce dei risultati elettorali, solo il tempo dirà se Sanae Takaichi riuscirà davvero a risollevare il Paese dalla crisi, come promette, o se, ignorando nodi strutturali come il crollo demografico e l’impoverimento dello yen, verrà ricordata come il punto di non ritorno della storia giapponese recente.

Una cosa, tuttavia, appare già evidente: il mondo politico si sta nuovamente dividendo lungo una linea netta, tra sinistre socialiste e destre ultraconservatrici, spesso indulgenti verso pulsioni neofasciste. Una polarizzazione che restituisce alla politica globale una logica binaria che credevamo superata.

Calcio, risultati di serie A: Roma quarta

Roma, 9 feb. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Roma-Cagliari 2-0

Ventiquattresima giornata: Verona-Pisa 0-0, Genoa-Napoli 2-3, Fiorentina-Torino 2-2, Bologna-Parma 0-1, Lecce-Udinese 2-1, Sassuolo-Inter 0-5, Juventus-Lazio 2-2, Atalanta-Cremonese 2-1, Roma-Cagliari 2-0. 18 febbraio ore 20.45 Milan-Como.

Classifica: Inter 58, Milan 50, Napoli 49, Juventus, Roma 46, Como 41, Atalanta 39, Lazio 33, Udinese 32, Bologna 30, Sassuolo 29, Cagliari 28, Torino 27, Parma 26, Cremonese e Genoa 23, Lecce 21, Fiorentina 18, Pisa e Verona 15.

Venticinquesima giornata (13-16 febbraio): Venerdì 13 febbraio ore 20.45 Piza-Milan, sabato 14 febbraio ore 15 Como-Fiorentina, ore 18 Lazio-Atalanta, ore 20.45 Inter-Juventus, domenica 15 febbraio ore 12.30 Udinese-Sassuolo, ore 15 Cremonese-Genoa, Parma-Verona,ore 18 Torino-Bologna, ore 20.45 Napoli-Roma, lunedì 16 febbraio ore 20.45 Cagliari-Lecce.

Calcio, risultati di serie A: Atalanta settima

Roma, 9 feb. (askanews) – Questi i risultati e la classifica di serie A dopo Atalanta-Cremonese 2-1

Ventiquattresima giornata: Verona-Pisa 0-0, Genoa-Napoli 2-3, Fiorentina-Torino 2-2, Bologna-Parma 0-1, Lecce-Udinese 2-1, Sassuolo-Inter 0-5, Juventus-Lazio 2-2, Atalanta-Cremonese 2-1, ore 20.45 Roma-Cagliari. 18 febbraio ore 20.45 Milan-Como.

Classifica: Inter 58, Milan 50, Napoli 49, Juventus 46, Roma 43, Como 41, Atalanta 39, Lazio 33, Udinese 32, Bologna 30, Sassuolo 29, Cagliari 28, Torino 27, Parma 26, Cremonese e Genoa 23, Lecce 21, Fiorentina 18, Pisa e Verona 15.

Venticinquesima giornata (13-16 febbraio): Venerdì 13 febbraio ore 20.45 Piza-Milan, sabato 14 febbraio ore 15 Como-Fiorentina, ore 18 Lazio-Atalanta, ore 20.45 Inter-Juventus, domenica 15 febbraio ore 12.30 Udinese-Sassuolo, ore 15 Cremonese-Genoa, Parma-Verona,ore 18 Torino-Bologna, ore 20.45 Napoli-Roma, lunedì 16 febbraio ore 20.45 Cagliari-Lecce.

Crazy for Football riparte da Roma, e guarda a Mondiale in Marocco

Roma, 9 feb. (askanews) – Dal 9 al 13 febbraio Roma ospiterà il primo raduno ufficiale dell’anno della Nazionale italiana Crazy for Football, che segna l’avvio del percorso di preparazione verso il prossimo Campionato del Mondo, in programma in Marocco e organizzato in collaborazione con la Fifa. La Nazionale di calcio a 5 per persone con problemi di salute mentale arriva all’appuntamento forte dei risultati ottenuti sul campo: Campione d’Europa 2025 e Campione del Mondo della Dream World Cup 2018.

Il raduno assume un valore particolarmente significativo perché si inserisce nell’anno che celebra i dieci anni di attività di Crazy for Football, interamente dedicata alla promozione dello sport come strumento di salute mentale e alla lotta allo stigma. Il programma prevede allenamenti, partite, incontri e momenti di networking, rappresentando una tappa fondamentale nella costruzione del gruppo che affronterà il Mondiale.

Le attività si concluderanno venerdì 13 febbraio alle ore 12 con una partita amichevole presso il Pala To Live di Roma, in cui Crazy for Football affronterà la Nazionale giornaliste e giornalisti.

Nel corso del raduno verrà inoltre presentata e avviata la campagna “Io prescrivo sport”, un’iniziativa rivolta ai medici psichiatri che punta a riconoscere l’attività fisica come parte integrante dei percorsi di cura e riabilitazione in ambito psichiatrico. I professionisti che aderiranno alla campagna si impegneranno a inserire nelle prescrizioni farmacologiche una raccomandazione esplicita all’esercizio fisico, attraverso la dicitura: “Si suggerisce esercizio fisico da intenso a moderato per 45 minuti almeno tre volte a settimana.” “La campagna – spiega Santo Rullo, psichiatra e Presidente del Comitato Scientifico di ECOS – promuove un approccio scientifico e integrato alla salute mentale, in cui lo sport non si pone come alternativa alle terapie farmacologiche o psicologiche, ma come strumento complementare capace di rafforzare il benessere mentale, favorire la socializzazione e migliorare la qualità della vita”. “Io prescrivo sport” è sostenuta a livello europeo da EASMH – European Alliance for Sport and Mental Health, la prima alleanza europea dedicata alla promozione del dialogo tra sport e salute mentale. Promossa da ECOS, la rete conta attualmente 28 organizzazioni aderenti in 19 Paesi europei.

“Nell’anno del Mondiale e del decennale di Crazy for Football – prosegue Rullo – il progetto si fa portavoce in Italia e in Europa di questa iniziativa, con l’obiettivo di estenderla progressivamente anche a livello internazionale, anche grazie alla visibilità e alla collaborazione con la FIFA in occasione del Campionato del Mondo”.

Sul sito ufficiale di Crazy for Football e sul sito di ECOS è disponibile una manifestazione di interesse per i medici psichiatri che desiderano aderire alla campagna. Nel mese di giugno è inoltre previsto un evento nazionale dedicato ai professionisti partecipanti, finalizzato a consolidare la rete e a sviluppare ulteriormente il progetto.

Calcio, Atalanta-Cremonese 2-1: a segno Krstovic e Zappacosta

Roma, 9 feb. (askanews) – L’Atalanta torna alla vittoria anche in campionato, batte la Cremonese per 2-1 e si avvicina alla zona Europa. Il tutto senza De Ketelaere e Scamacca, entrambi fermati da problemi fisici poco prima della partita.

Notte fonda invece per la squadra di Davide Nicola che dopo un ottimo inizio di stagione ora non vince da dal 7 dicembre e si ritrova con soli cinque punti di vantaggio sulla Fiorentina terzultima.

Gli uomini di Palladino dominano la partita dall’inizio e la sbloccano quasi subito con un goal da vero bomber di Krstovic, poco dopo Zappacosta trova l’angolo giusto sul secondo palo. In mezzo anche una traversa di Samardzic. Nella ripresa l’Atalanta abbassa il ritmo e si limita a gestire il risultato rischiando solo nel finale, quando Carnesecchi dice di no a Djuric ed in pieno recupero Thorsby trova la rete.

Prende forma il partito di Vannacci, l’idea di quattro sedi nazionali

Roma, 9 feb. (askanews) – A una settimana dall’addio di Roberto Vannacci alla Lega, “Futuro Nazionale” piano piano prende forma. Sabato a Querceta, in provincia di Lucca, è stato firmato l’atto costitutivo del nuovo partito. I fondatori sono quattro: lo stesso Vannacci; Massimiliano Simoni, unico consigliere regionale eletto dalla Lega in Toscana, fedelissimo dell’ex generale, che lo ha seguito nell’addio al partito di Salvini; Roberto Sasso e Edoardo Ziello, deputati ex leghisti passati al gruppo misto.

Da presidente del partito, Vannacci ha anche individuato le figure chiave dell’organigramma: a Simoni l’incarico di coordinatore nazionale, a Ziello quello di responsabile dell’organizzazione e di tesoriere, Sasso sarà referente per il Sud. Responsabile del tesseramento sarà una donna, Annamaria Frigo: ex Fdi, candidata alle Regionali in Toscana con la Lega, passata con Vannacci è consigliere comunale a Bagni di Lucca. “Chiunque è diffidato dall’utilizzare il nome o il simbolo del Partito” di Futuro Nazionale, “senza preventiva autorizzazione”, ha avvertito oggi Simoni aggiungendo che “nessuno è autorizzato a parlare o comunicare in nome o per conto di Futuro Nazionale senza formale mandato del sottoscritto”. Una nota diffusa perché la mossa del generale, riferiscono i suoi, sta suscitando entusiasmo da Nord a Sud, dalla Calabria alla Valle d’Aosta: “C’è una provincia che ha voglia di dire la sua”. Ma appunto le richieste vanno vagliate dai vertici.

Con lo stesso spirito si svolgerà lunedì 16 la riunione di Mondo al contrario, l’associazione nata per sostenere le idee di Vannacci, ormai arrivata a 6mila iscritti che dovranno scegliere: “Se hai la tessera di un altro partito Mdc non è più casa tua”, viene spiegato.

Risolte le questioni burocratiche (apertura del conto corrente, codice fiscale ecc.) si potrà anche concretamente individuare una sede nazionale. L’idea dei vannacciani in realtà è di averne quattro: Milano, Firenze, Roma, Napoli. Quanto alla raccolta firme per presentare la lista alle politiche viene ostentata tranquillità: “C’è tempo e comunque il problema delle firma non esiste. Siamo riconoscibili, una struttura ce l’abbiamo. Servono 38mila firme alla Camera e 18500 al Senato”.

Bambina di due anni trovata morta in casa a Bordighera: arrestata la madre

Genova, 9 feb. (askanews) – La madre di una bimba di 2 anni trovata morta questa mattina nella sua abitazione di Bordighera, in provincia di Imperia, è stata arrestata dai carabinieri con l’accusa di omicidio preterintenzionale.

La donna, sottoposta nel pomeriggio ad un lungo interrogatorio, avrebbe negato ogni responsabilità, spiegando che la piccola sarebbe caduta nei giorni scorsi ma stava bene e che solo questa mattina avrebbe chiamato l’ambulanza perché le sue condizioni sarebbero peggiorate.

A smentire la sua ricostruzione, secondo la Procura di Imperia, sarebbe la relazione del medico legale che avrebbe rinvenuto sul corpicino della bimba diversi traumi volontari, alcuni dei quali causati da oggetti contundenti, ma anche le analisi delle immagini riprese da alcune telecamere sui suoi spostamenti.

Dl Ucraina, governo verso fiducia dopo mossa vannacciani con emendamento

Roma, 9 feb. (askanews) – Si va verso il voto di fiducia sul dl Ucraina, domani nell’aula della Camera, per sterilizzare la ‘mossa’ dei tre vannacciani, Emanuele Pozzolo, Rossano Rosso ed Edoardo Ziello che con un emendamento soppressivo del provvedimento che invia armi a Kiev, puntano a far emergere i mal di pancia nella Lega.

Il decreto legge è in prima lettura e gli emendamenti depositati sono solo una manciata (quattordici delle opposizioni oltre a quello di Pozzolo-Rosso-Ziello). Tra l’altro, i tempi non sono stretti: la conversione del decreto deve avvenire entro i primi giorni di marzo e il Senato avrebbe circa un mese intero per esaminare un testo di soli tre articoli. La contromossa della maggioranza mira però a stringere i ranghi, di fronte all’esordio parlamentare di Futuro nazionale con l’atto di nascita di una destra alla destra della coalizione di centrodestra. Salvo che Vannacci non decida, all’ultimo, di dare l’indicazione ai ‘suoi’ di votare contro il provvedimento ma a favore della fiducia al governo. Riflessioni, secondo quanto si apprende, sono in corso.

Intanto, i tre vannacciani mettono il dito nella piaga: “vediamo quanti patrioti nel centrodestra voteranno a favore degli italiani e soprattutto quanti assenti ci saranno tra le file della Lega che da mesi dice di non voler più inviare aiuti a Zelensky ma poi, nei fatti, si smentisce clamorosamente e vota sempre a favore”. Non appena circolano le indiscrezioni sulla fiducia, Ziello sottolinea: è la “prima vittoria di Futuro Nazionale con Vannacci” e Salvini scappa per “paura del voto”. Poi ricorda che restano comunque sul tavolo “i nostri tre ordini del giorno che contengono lo stesso impegno e il voto finale del decreto stesso”.

Nella Lega, in occasione del voto sulla risoluzione a sostegno del decreto, si erano contati sette parlamentari che non avevano partecipato al voto (tra cui il Domenico Furgiuele che aveva ospitato la conferenza stampa sulla remigrazione, poi annullata) e proprio sui ‘malpancisti’ spera Futuro nazionale. Sembra difficile tuttavia che dopo la rottura conclamata tra Salvini e Vannacci, qualche deputato nella Lega possa sottrarsi agli ordini di scuderia. Ma questo si vedrà alla prova del voto. Proprio oggi, da Trieste, il leader leghista ha ribadito che quello con l’ex generale è un “capitolo chiuso, non può essere un alleato della coalizione”.

Sull’ipotesi fiducia vanno a testa bassa contro il governo Meloni le opposizioni. La maggioranza è “divisa”, “sempre più commissariata dalla Lega, che a sua volta appare sotto lo scacco di Vannacci”, afferma il dem Peppe Provenzano, il quale aggiunge: “la verità è che in politica estera, su questioni delicate, la maggioranza non c’è più e il governo appare paralizzato dalle proprie contraddizioni”. Per il leader Avs Angelo Bonelli si tratta della “ennesima fiducia usata dal governo come una forzatura per impedire il confronto parlamentare e per coprire” una “profonda spaccatura”. Fonti del M5S invitano a non confondere i piani e tengono a marcare le differenze con i vannacciani e si smarcano da eventuali “strumentalizzazioni” di chi mira ad un “restyling della propria immagine su Kiev e pacifismo dopo 4 anni di legislatura passati a votare la linea Meloni”. Riccardo Magi definisce “soldatino di Putin” l’ex generale e la fiducia il “segnale che la maggioranza non è compatta sul sostegno a Kiev e che le sirene vannacciane sono più forti di quelle meloniane”. Poi guarda nel campo largo: “Spiace che oltre all’emendamento filo-russo dei vannacciani ci siano anche quelli di forze di opposizione”. Come Carlo Calenda, che ironizza: “Avs, M5s e Vannacci votano contro gli aiuti all’Ucraina. Continuerete a fingervi morti Pd, Italia Viva e altri associati del Campo largo? Il 21 io parto per l’Ucraina per onorare chi combatte da quattro anni per la libertà. Se non avete judo o pilates cari amici Matteo Renzi Elly Schlein e co, potreste aggiungervi”.

Milano-Cortina, Cecchini: per atleti italiani emozione speciale

Milano, 9 feb. (askanews) – “Sicuramente è una grande gioia, anche perché abbiamo seguito da vicino tutti i lavori dietro le quinte per queste Olimpiadi e avendo partecipato a due Olimpiadi so cosa vuol dire partecipare a questo tipo di evento per uno sportivo, è la massima espressione. Soprattutto penso che per i ragazzi avere delle Olimpiadi in casa, per i nostri ragazzi italiani, sia un’emozione speciale, quindi siamo qua per supportarli e tifare per loro e sperare che sia un grandissimo evento riconosciuto a livello mondiale. Penso che l’atmosfera significhi molto per i nostri atleti e sicuramente si spingono anche da lontano. Sono Olimpiadi diffuse ma credo che lo spirito italiano, lo spirito olimpico, sia più forte che mai”. Lo ha detto la ciclista su strada Elena Cecchini, che ha partecipato ai Giochi di Rio 2016 e Parigi 2024, durante una visita a Casa Italia in occasione dei Giochi invernali di Milano Cortina.

Dl sicurezza alla Ragioneria. Governo lavora a ddl migranti

Roma, 9 feb. (askanews) – In attesa della firma del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sul decreto sicurezza (attualmente in esame alla Ragioneria e non ancora arrivato al Quirinale), il governo lavora al ddl sull’immigrazione che dovrebbe arrivare mercoledì prossimo in Consiglio dei ministri.

Nella conferenza stampa al termine del Cdm la settimana scorsa, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi aveva spiegato che quello allo studio è un “ampio e complessivo pacchetto di norme che riguardano l’immigrazione, ispirato a dare supporto all’entrata in vigore entro giugno delle nuove norme europee. In questo ambito ci sarà anche la misura che prevede in casi ben precisi l’interdizione delle acque territoriali, che nella semplificazione giornalistica è chiamata ‘blocco navale'” garantendo – secondo l’esecutivo – che sia legittimo “dove ci sono accordi con Paesi terzi sicuri, trasferire le persone in luoghi diversi dal territorio nazionale per far effettuare lì le procedure di richieste di asilo”. In pratica, secondo il governo, questo – tra le altre cose – dovrebbe far finalmente decollare i centri in Albania.

Il nuovo Patto dell’Ue sulla migrazione e l’asilo, adottato dal Consiglio europeo il 14 maggio 2024, prevede procedure più rapide e stringenti per l’esame e la valutazione delle domande di richiesta di asilo. Nell’ambito del nuovo sistema, il 18 dicembre 2025 il Consiglio e i negoziatori del Parlamento europeo hanno raggiunto un accordo sulla normativa Ue che rivede il concetto di paese terzo sicuro e amplia le circostanze in cui una domanda di asilo può essere respinta in quanto inammissibile. Consiglio e Parlamento hanno inoltre concordato il primo elenco Ue di paesi di origine sicuri. Grazie a tale elenco, gli Stati membri saranno in grado di trattare le domande di protezione internazionale più rapidamente. Nell’elenco sono quindi inseriti Bangladesh, Colombia, Egitto, India, Kosovo, Marocco e Tunisia. Inoltre sono designati paesi di origine sicuri a livello dell’Unione anche i paesi candidati all’adesione (quindi anche l’Albania) a meno che nel paese candidato si riscontri una situazione di conflitto armato internazionale o interno; l’UE abbia adottato misure restrittive nei confronti del paese candidato per questioni relative ai diritti e alle libertà fondamentali o la proporzione di decisioni positive adottate dalle autorità degli Stati membri in risposta a domande di protezione internazionale presentate da cittadini provenienti dal paese candidato in questione superi il 20%. Proprio il concetto di Paese terzo sicuro ha, sin qui, bloccato l’operatività dei centri in Albania: infatti, diversi giudici italiani avevano annullato il “trattenimento” di migranti nelle strutture per la loro provenienza da Bangladesh ed Egitto. Adesso con le nuove norme e con il “blocco navale” che – se sarà approvato il ddl – sarà introdotto, secondo il governo, non ci dovrebbero essere più ostacoli alla piena operatività.

Intanto nel giorno di un nuovo naufragio nel Mediterraneo in cui ci sarebbero almeno 53 vittime secondo le Ong, oggi Piantedosi era in Libia, dove ha incontrato il suo omologo Imad Trabelsi per un confronto sui principali dossier di comune interesse, con particolare riferimento al contrasto dell’immigrazione illegale e al potenziamento della cooperazione bilaterale in materia di sicurezza. “Il dialogo costante e la cooperazione con le autorità libiche rappresentano un elemento fondamentale per affrontare in modo efficace e responsabile le sfide comuni legate innanzitutto alla gestione dei flussi migratori – ha dichiarato il titolare del Viminale -. L’Italia continuerà a sostenere, in raccordo con l’UE e gli altri partner internazionali, iniziative orientate al consolidamento della cooperazione con particolare riferimento ai programmi di rimpatri volontari assistiti e alle iniziative per il controllo delle frontiere terrestri e marittime”.

Milano-Cortina, gli azzurri in gara domani

Roma, 9 feb. (askanews) – Questi gli azzurri in gara domani, martedì 10 febbraio alle Olimpiadi di Milano-Cortina:

09:15 – 09:45 Sci di fondo – Sprint TC Qualificazioni DONNE (Tesero) Federica Cassol, Iris De Martin Pinter, Caterina Ganz, Nicole Monsorno

09:55 – 10:45 Sci di fondo – Sprint TC Qualificazioni UOMINI (Tesero) Elia Barp, Simone Daprà, Simone Mocellini, Federico Pellegrino

10:30 – 11:00 Short track – 500 m DONNE Qualificazioni (Milano) Chiara Betti, Arianna Fontana, Arianna Sighel

10:30 – 13:00 Sci alpino – Combinata a squadre DONNE Discesa (Tofane) Nicol Delago, Nadia Delago, Sofia Goggia, Laura Pirovano

11:10 – 11:45 Short track – 1000 m UOMINI Qualificazioni (Milano) Thomas Nadalini, Pietro Sighel, Luca Spechenhauser

11:45 – 12:10 Sci di fondo – Sprint TC Quarti di finale DONNE (Tesero)

11:59 – 12:30 Short track – Staffetta mista Quarti di finale (Milano) Betti, Confortola, Fontana, Nadalini, Sighel, Spechenhauser

12:15 – 12:40 Sci di fondo – Sprint TC Quarti di finale UOMINI (Tesero)

12:34 – 13:00 Short track – Staffetta mista Semifinali (Milano)

12:45 – 12:55 Sci di fondo – Sprint TC Semifinali DONNE (Tesero)

12:57 – 13:07 Sci di fondo – Sprint TC Semifinali UOMINI (Tesero)

13:03 – 13:35 Short track – Staffetta mista FINALI (Milano)

13:13 – 13:20 Sci di fondo – Sprint TC FINALE DONNE (Tesero)

13:27 – 13:35 Sci di fondo – Sprint TC FINALE UOMINI (Tesero)

13:30 – 15:25 Biathlon – Individuale UOMINI (Anterselva) Braunhofer, Giacomel, Hofer, Zeni

14:00 – 15:15 Sci alpino – Combinata a squadre DONNE Slalom (Tofane) D’Antonio, Della Mea, Peterlini, Trocker

14:05 – 16:05 Curling – Finale 3°/4° posto doppio misto Italia-Gran Bretagna (Cortina) Constantini, Mosaner

14:15 – 15:10 Freestyle – Gobbe DONNE Qualificazioni (Livigno) Manuela Passaretta

16:40 – 19:10 Hockey su ghiaccio DONNE – Girone B: Italia-Germania (Milano)

17:00 – 18:00 Slittino – Singolo DONNE Heat 3 (Cortina) Verena Hofer, Sandra Robatscher

18:30 – 22:45 Pattinaggio di figura – Programma corto UOMINI (Milano) Daniel Grassl, Matteo Rizzo

18:34 – 19:30 Slittino – Singolo DONNE Heat 4 (Cortina) Verena Hofer, Sandra Robatscher

18:45 – 21:00 Salto con gli sci – Squadra mista (Predazzo) Annika Sieff, Martina Zanitzer

Referendum, Pd accelera: "Governo politicizza, dobbiamo giocarcela"

Roma, 9 feb. (askanews) – Mercoledì scorso a Pescara, ieri ai banchetti del quartiere Testaccio – di mattina – e poi di pomeriggio a Padova, giovedì sarà la volta di Palermo. Elly Schlein cambia passo sul referendum, la leader sta organizzando un tour che la porterà in tutta Italia da qui al voto sulla riforma Nordio ed è una mobilitazione che va oltre il sostegno che era stato pensato fino a qualche settimana fa. “Noi vogliamo raggiungere e superare il 50% degli aventi diritto”, ha spiegato ieri in Veneto. Perché se fino a Natale il ‘sì’ sembrava in netto vantaggio, gli ultimi sondaggi raccontano una rimonta del ‘no’ e con uno scarto ridotto il referendum lo vincerà chi riuscirà a motivare e mobilitare di più il proprio ‘zoccolo duro’.

Per riuscire a motivare gli elettori di centrosinistra la leader Pd, in autunno, durante un’assemblea con deputati e senatori, aveva illustrato una linea diversa, cioè evitare di cadere nella trappola di Giorgia Meloni che, a suo giudizio, vuole usare il referendum per evitare di parlare di altri temi, a cominciare da quelli economici. Proprio i temi che ‘scaldano’ di più l’elettorato di sinistra.

Anche per questo la campagna referendaria del Pd è stata affiancata da un percorso “di ascolto” nel Paese per insistere su salari, liste di attesa, pensioni, politiche industriali. Per la Schlein l’obiettivo della premier è quello di usare la giustizia come “arma di distrazione di massa”, per distogliere l’opinione pubblica dagli scarsi risultati ottenuti dal governo sui temi che riguardano la vita di tutti i giorni.

Ma la Schlein aveva anche invitato i parlamentari dem ad evitare una “politicizzazione” del referendum, perché – era stato il ragionamento – questo approccio rischierebbe di mobilitare anche i sostenitori della Meloni a ‘difesa’ della premier. Meglio, era stato il ragionamento, puntare sulla difesa della Costituzione, altro argomento molto sentito dall’elettore di sinistra e che, invece, lascia abbastanza indifferente i militanti di destra. “La politicizzazione cercherà di farla Meloni”, aveva avvertito la leader Pd.

Da qualche settimana, però, la linea è stata aggiornata. Come previsto la politicizzazione è nei fatti, con il governo che ha scelto di attribuire ai magistrati la colpa di qualsiasi cosa accada – dallo stop al Ponte di Messina all’assalto al furgone portavalori di questa mattina – e a questo punto il modo migliore per motivare l’elettorato di centrosinistra è proprio alzare i toni sul referendum, denunciando la volontà di mettere le briglie ai magistrati.

“Noi stiamo spiegando le ragioni di merito – ha detto la Schlein oggi in una intervista ai giornali del gruppo Nem – ma ci sta pensando per prima Giorgia Meloni a politicizzare questo voto”. E Debora Serracchiani ha aggiunto: “Ormai non si nascondono più”, “durante la conferenza stampa dopo il consiglio dei ministri, Nordio lo ha detto senza giri di parole: questa riforma serve a controllare la magistratura”.

La “campagna di ascolto” resta, per la leader Pd è di fatto una prova generale della mobilitazione per le politiche, ma lo scontro sulla giustizia diventa centrale. “E’ inevitabile che il referendum diventi un voto politico”, dice un parlamentare dem. “E se questo è il gioco, devi giocare…”.

Milano-Cortina, Santanchè: successo pazzesco, figura meravigliosa

Milano, 9 feb. (askanews) – “Le Olimpiadi sono un successo pazzesco, l’Italia e gli italiani stanno facendo una figura meravigliosa in tutto il mondo, abbiamo l’Italia al centro del mondo, quindi siamo assolutamente soddisfatti e speriamo di continuare così nei prossimi giorni, che il medagliere si possa arricchire. Ieri abbiamo avuto la Goggia medaglia di bronzo e tante altre medaglie quindi direi tutto bene”. Lo ha detto il ministro del Turismo, Daniela Santanchè, a margine di una visita a Casa Italia a Milano. “Nel momento in cui abbiamo l’Italia al centro del mondo chi è che non sta indossando la casacca della nazionale? Quelli che trovano qualsiasi spunto per poter criticare, combattere, denigrare non il Governo, l’Italia, perché le Olimpiadi non sono del Governo, ma sono dell’Italia e degli italiani, quindi ce l’hanno contro il Governo? Ma non sono mica nostre le Olimpiadi” ha aggiunto a proposito delle manifestazioni di protesta contro i Giochi.

Salvini: staneremo i sabotatori, contrasteremo chi li difende. Evviva le Olimpiadi

Roma, 9 feb. (askanews) – “Faremo di tutto per chiudere i covi di questi criminali, per inseguire e stanare questi delinquenti ovunque si nascondano, per mettere in carcere loro e contrastare chi li difende. Evviva le Olimpiadi, simbolo di un’Italia che costruisce, che emoziona, che non si arrende”. Lo ha scritto sui suoi canali social il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini, rilanciando la notizia della rivendicazione del sabotaggio all’infrastruttura ferroviaria da parte di presunti anarchici.

Parlando, inoltre, con i giornalisti a Trieste, Salvini ha sottolineato che “quello che abbiamo visto anche in strada a Torino era un’operazione di terrorismo organizzata e pianificata a tavolino, perché quando studi come accerchiare le forze dell’ordine con mazze, bombe carta, martelli e pietre, quello non è qualche disobbediente o qualche infiltrato, è un’azione terroristica premeditata”.

E la manomissione dei cavi della pista da bob a Cortina? “Io con tanti altri stiamo lavorando giorno e notte perché l’Italia faccia bella figura nel mondo. La cerimonia di apertura è stata vista da miliardi di persone, è stata apprezzata dagli atleti. Questa mattina ero al villaggio olimpico di Cortina, ho parlato con gli atleti, anche lì i signori del No non lo volevano: è bellissimo, è sostenibile, la pista di Bob è fantastica. E quindi mentre l’Italia si presenta al mondo con il suo bello, il suo saper fare, la sua abilità e qualcuno invece rema contro, è grave”, è “un brutto clima”.

Treni, Salvini: staneremo sabotatori, contrasteremo chi li difende

Roma, 9 feb. (askanews) – “Faremo di tutto per chiudere i covi di questi criminali, per inseguire e stanare questi delinquenti ovunque si nascondano, per mettere in carcere loro e contrastare chi li difende. Evviva le Olimpiadi, simbolo di un’Italia che costruisce, che emoziona, che non si arrende”. Lo ha scritto sui suoi canali social il vicepremier e ministro dei Trasporti Matteo Salvini, rilanciando la notizia della rivendicazione del sabotaggio all’infrastruttura ferroviaria da parte di presunti anarchici.

L’Italia acquista l’Ecce Homo di Antonello da Messina. Giuli: operazione di altissimo livello culturale

Milano, 9 feb. (askanews) – “Il Ministero della Cultura conferma l’acquisizione del quadro ‘Ecce Homo’ di Antonello da Messina, trapelata da indiscrezioni giornalistiche e confermata dalla casa d’aste Sotheby’s. È un’operazione di altissimo livello culturale: abbiamo atteso qualche giorno nel comunicarla per rispetto nei confronti delle autorità deputate a registrare il contratto di acquisto. L’opera rappresenta un unicum nel panorama artistico del Quattrocento italiano, punto fondamentale nella strategia di ampliamento e valorizzazione del nostro patrimonio culturale, da mettere a disposizione dei cittadini italiani e dei visitatori provenienti da tutto mondo”. Lo dichiara il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, confermando l’acquisizione, tramite la Direzione generale Musei, per 14,9 milioni di dollari da Sotheby’s – storica casa d’aste internazionale attiva nel mercato dell’arte – di un eccezionale dipinto a tempera su tavola di Antonello da Messina.

L’opera, di rarità e qualità uniche, è un piccolo pannello dipinto su entrambi i lati: da un lato è raffigurato un intenso “Ecce Homo”, con Cristo coronato di spine, dall’altro un San Girolamo penitente in un aspro paesaggio roccioso. Le dimensioni ridotte e la doppia raffigurazione suggeriscono una funzione devozionale privata, confermata anche dalle tracce d’uso legate alla sua lunga storia come oggetto di culto.