HomeAskanewsBrasile, i leader di destra e sinistra salutano la vittoria di Lula

Brasile, i leader di destra e sinistra salutano la vittoria di Lula

Roma, 26 ott. (askanews) – La rielezione di Luiz Inacio Lula da Silva alla presidenza del Brasile ha suscitato una serie di congratulazioni da parte dei leader internazionali, che hanno sottolineato il valore democratico del voto e l’importanza della cooperazione con la maggiore economia latinoamericana. A salutare la vittoria del presidente di sinistra, che ha sconfitto Flavio Bolsonaro con il 51,79% dei consensi, sono stati non soltanto i suoi tradizionali alleati politici, ma anche diversi capi di Stato conservatori, tra cui i presidenti di Cile, Perù, ed Ecuador. Per il momento, invece, non sono arrivate dichiarazioni ufficiali dal presidente statunitense Donald Trump e dal suo alleato argentino Javier Milei.

Tra le prime a congratularsi è stata la presidente messicana Claudia Sheinbaum, che ha scritto su X: “Viva la democrazia, ha vinto il popolo brasiliano. Congratulazioni, presidente Lula!”. Il presidente cubano Miguel Diaz-Canel ha parlato di una “vittoria storica”, che garantisce la continuità del percorso di pace, sovranità e giustizia sociale intrapreso dal Brasile, ribadendo il sostegno dell’Avana all’integrazione latinoamericana.

Particolarmente significativo il messaggio del presidente cileno Jose Antonio Kast, esponente della destra radicale, che ha telefonato personalmente a Lula per congratularsi. “Il Cile e il Brasile hanno molto futuro in comune”, ha dichiarato Kast, annunciando l’intenzione di rafforzare la cooperazione economica e la lotta alla criminalità organizzata. Anche la presidente peruviana Keiko Fujimori, leader della destra fujimorista, ha salutato il risultato, confermando la volontà di approfondire l’alleanza strategica tra i due Paesi e la collaborazione per lo sviluppo sostenibile dell’Amazzonia.

Dall’Ecuador, il presidente conservatore Daniel Noboa ha osservato che la regione ha “nemici comuni, sfide condivise e molto da guadagnare lavorando insieme”. Il presidente paraguaiano Santiago Pena ha sottolineato invece che Brasile e Paraguay condividono un’agenda di integrazione e sviluppo e continueranno a collaborare per il benessere delle rispettive popolazioni.

Il presidente uruguaiano Yamandu Orsi, politicamente vicino a Lula, ha riferito di averlo chiamato subito dopo la vittoria. “Ho appena parlato con il presidente eletto del Brasile, Luiz Inacio Lula da Silva, un amico”, ha scritto, aggiungendo di essersi congratulato per il risultato e per quella che ha definito una festa democratica. Il presidente boliviano Rodrigo Paz ha richiamato la storia comune e le sfide condivise dai due Paesi, mentre il guatemalteco Bernardo Arevalo ha definito la rielezione di Lula una grande vittoria delle urne che rafforza le istituzioni democratiche brasiliane.

Fuori dall’America latina, il primo ministro canadese Mark Carney ha ricordato il rafforzamento delle relazioni tra Ottawa e Brasilia e auspicato nuove opportunità commerciali, una maggiore cooperazione ambientale e una prosperità condivisa. Anche il primo ministro indiano Narendra Modi ha salutato la rielezione del suo “caro amico” Lula, annunciando l’intenzione di approfondire il partenariato strategico bilaterale e di promuovere insieme le priorità del Sud globale.

Negli Stati uniti, mentre Trump non ha ancora commentato pubblicamente il risultato, il senatore democratico Bernie Sanders si è congratulato con Lula per la sua “straordinaria vittoria elettorale”, ricordando il suo impegno a favore dei lavoratori e della democrazia. Il deputato democratico Ro Khanna ha invece chiesto esplicitamente al presidente americano di rispettare il risultato elettorale brasiliano.

Anche il presidente argentino Javier Milei, stretto alleato di Trump e della famiglia Bolsonaro, non ha rivolto congratulazioni a Lula. Secondo il quotidiano Folha de S. Paulo, Milei ha invece rilanciato sui social pubblicazioni che mettono in dubbio la regolarità del voto. La posizione argentina contrasta con quella degli altri principali governi conservatori della regione, che hanno riconosciuto la vittoria del presidente brasiliano e manifestato la disponibilità a proseguire le relazioni bilaterali.