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Lula dopo la vittoria alle presidenziali in Brasile: non saremo il cortile di nessuno

Roma, 26 ott. (askanews) – La difesa della sovranità nazionale, la denuncia delle ingerenze straniere attraverso le piattaforme digitali e la promessa di cambiare il modo di governare, coinvolgendo maggiormente la popolazione nelle decisioni politiche. Sono stati questi i temi principali dei primi due discorsi pronunciati da Luiz Inacio Lula da Silva dopo la rielezione alla presidenza del Brasile, ottenuta ieri con il 51,79% dei voti contro il 48,21% di Flavio Bolsonaro.

Il leader della sinistra brasiliana ha rivendicato la vittoria come una sconfitta del “negazionismo” e della “menzogna”, lanciando messaggi di autonomia nei confronti delle grandi potenze e annunciando un programma di governo incentrato su istruzione, innovazione tecnologica, sanità e sicurezza pubblica.

“Questo Paese non accetta di essere il cortile di nessuno”, ha dichiarato Lula nel primo intervento, pronunciato a San Paolo davanti ai giornalisti e ai dirigenti della sua campagna elettorale. Richiamando le parole del cantautore Chico Buarque, il presidente ha ricordato che i suoi governi non hanno mai “alzato la voce con la Bolivia e abbassato la voce con gli Stati uniti”, ma hanno trattato tutti i Paesi su un piano di parità. Un riferimento alla politica estera americana che assume particolare significato alla luce delle pressioni esercitate dall’amministrazione di Donald Trump sul Brasile e delle iniziative di alcuni funzionari statunitensi per favorire il ritorno al potere della famiglia Bolsonaro.

Lula ha poi accusato le grandi piattaforme digitali di aver interferito nella campagna elettorale. “Sono state elezioni nelle quali abbiamo dovuto sconfiggere le ingerenze arrivate dall’esterno attraverso le piattaforme digitali, che dovremo regolamentare”, ha affermato. “Non possiamo avere aziende gigantesche che guadagnano miliardi, non pagano imposte in questo Paese e cercano di orientare il risultato elettorale”. Il presidente ha sostenuto che i reati commessi online devono essere trattati allo stesso modo di quelli commessi nel mondo reale. Non ha nominato direttamente Meta, il gruppo proprietario di Facebook, Instagram e WhatsApp, contro il quale il Partito dei lavoratori ha presentato denunce per presunte discriminazioni algoritmiche durante la campagna.

Particolarmente duro il giudizio sull’avversario sconfitto. Lula ha definito il risultato “una sconfitta del negazionismo e della menzogna”, accusando Flavio Bolsonaro di avere sistematicamente falsificato la realtà durante i confronti televisivi. Il presidente ha sostenuto di non essersi mai trovato, nella sua lunga carriera politica, davanti a un rappresentante tanto esplicito del mondo delle milizie brasiliane.

Passando alle prospettive del nuovo mandato, Lula ha annunciato un cambiamento nel rapporto tra governo e cittadini. “Queste elezioni mi hanno insegnato molte lezioni. Cambieremo il modo di governare questo Paese”, ha dichiarato, promettendo maggiore partecipazione popolare alle decisioni e un utilizzo più intenso della comunicazione digitale. Il presidente ha annunciato che parlerà direttamente ai brasiliani attraverso i social, senza affidarsi esclusivamente alla mediazione dei giornalisti.

Tra le priorità indicate figurano l’estensione della scuola a tempo pieno fino al completamento dell’istruzione secondaria, il rafforzamento dei programmi di sostegno economico agli studenti e nuovi investimenti nella sanità pubblica. Lula ha inoltre annunciato l’obiettivo di sviluppare un’intelligenza artificiale brasiliana, per ridurre la dipendenza tecnologica dalla Cina e dagli Stati uniti, e di attirare investimenti nei centri di elaborazione dati sfruttando il potenziale nazionale nelle energie rinnovabili.

Il presidente ha assicurato che lavorerà anche con un Congresso dominato dalle forze conservatrici. “Nessuno è obbligato ad apprezzare il presidente eletto, ma è stato eletto per governare tutti”, ha affermato, richiamando il rispetto della Costituzione. Ha quindi promesso di rafforzare il ruolo del governo federale nella sicurezza pubblica, sostenendo che gli Stati brasiliani non sono più in grado di affrontare da soli la criminalità organizzata.

Nel secondo discorso, pronunciato davanti a migliaia di sostenitori sull’Avenida Paulista, Lula ha adottato toni più celebrativi, rivendicando il primato di essere il primo presidente brasiliano eletto democraticamente quattro volte. Ha dedicato la vittoria ai giovani mobilitati in difesa della democrazia, alle donne impegnate contro i femminicidi e ai lavoratori che chiedono la fine della settimana lavorativa di sei giorni su sette. Ha ringraziato in particolare gli elettori del Nordest, una delle principali roccaforti della sinistra brasiliana.

Il richiamo alla sovranità nazionale è tornato anche davanti alla folla, quando Lula ha chiesto di suonare nuovamente l’inno dell’indipendenza “perché sappiano che non siamo il cortile di nessuno”. Il presidente ha concluso l’intervento scandendo con i sostenitori lo slogan “Mai più dittatura”.

Lula, che domani compirà 81 anni, ha infine promesso di dedicare tutte le sue energie al nuovo mandato. “Farò il miglior mandato che un presidente abbia mai realizzato nella storia di questo Paese”, ha affermato.