Roma, 17 apr. (askanews) – Vigilia delicata per la Roma, attesa dalla sfida contro l’Atalanta, incrocio chiave nella corsa europea e carico anche di significati personali per Gian Piero Gasperini. L’allenatore giallorosso, ex simbolo della crescita bergamasca, chiede concentrazione assoluta: “Zero alibi, è una partita importantissima”.
Gasperini torna anche sul clima degli ultimi giorni, segnati dalle dichiarazioni di Claudio Ranieri che hanno acceso una polemica inattesa. “È stata una sorpresa incredibile, non me lo aspettavo. Non c’è mai stato un tono diverso tra me e Ranieri”, spiega il tecnico, sottolineando di aver scelto la linea del silenzio per non creare danni alla squadra: “Mi sono preoccupato di non rispondere e di non creare difficoltà alla Roma e ai tifosi”.
Il confronto con l’Atalanta riporta inevitabilmente alla lunga esperienza in nerazzurro: “A Bergamo ho potuto far bene perché il contesto era compatto e la società straordinaria”. Un modello che Gasperini vede possibile anche nella Capitale: “A Roma c’è tutto per far bene”, ribadisce, indicando nella coesione tra club, squadra e ambiente la chiave per crescere.
Sulla partita, il tecnico prevede equilibrio tra due squadre simili per caratteristiche: pressing alto, costruzione dal basso e conoscenza reciproca. “Sono squadre che si conoscono bene, ma qui c’è un gruppo con grande spirito. Dobbiamo pensare solo al campo”, insiste.
La scelta di Roma, aggiunge, nasce proprio dalla volontà di misurarsi in una piazza ad alta pressione: “Se riesci a far bene qui hai una gratificazione immensa”. Un percorso che passa anche dalla corsa alla Champions, obiettivo ancora possibile: “Con poco possiamo stare lì e abbiamo ancora delle chance”.
Infine, capitolo formazione e gestione degli infortuni: Gasperini conferma l’assenza di Pellegrini e il recupero di Pisilli, mentre su altri elementi decisiva sarà la valutazione medica. “Se il medico dice di no, io mi attengo”, spiega, ammettendo come il confronto interno su questi temi sia fisiologico.
In un finale di stagione definito come “rush decisivo”, il tecnico chiede compattezza e concentrazione totale: il passato resta sullo sfondo, il presente è una sfida che può indirizzare il futuro europeo della Roma.
