Roma, 6 giu. (askanews) – Sarà la sfida tra Messico e Sudafrica, in programma giovedì 11 giugno nello storico stadio Azteca di Città del Messico, ad aprire ufficialmente i Mondiali 2026. Inizia così la ventitreesima edizione della Coppa del Mondo, destinata a segnare una svolta nella storia del calcio internazionale.
Per la prima volta la fase finale coinvolge 48 nazionali invece delle tradizionali 32 e sarà ospitata da tre Paesi diversi: Stati Uniti, Canada e Messico. Il torneo si svilupperà attraverso 104 partite distribuite in poco più di un mese, fino alla finale del 19 luglio nell’area di New York-New Jersey.
L’edizione nordamericana rappresenta un passaggio storico non soltanto dal punto di vista organizzativo. Sarà infatti il Mondiale che accompagnerà il tramonto di una generazione di fuoriclasse che ha dominato il calcio degli ultimi vent’anni e, allo stesso tempo, consacrerà nuovi protagonisti destinati a raccoglierne l’eredità.
L’Argentina campione del mondo in carica si presenta con l’ambizione di difendere il titolo conquistato in Qatar nel 2022 e con Lionel Messi ancora al centro dell’attenzione. Per il fuoriclasse argentino potrebbe essere l’ultima apparizione sul palcoscenico iridato, così come per Cristiano Ronaldo con il Portogallo e per Neymar con il Brasile.
Tra le nazionali più accreditate figura la Spagna campione d’Europa, trascinata dal talento di Lamine Yamal e dalla qualità di una rosa giovane ma già vincente. La Francia si affida invece alla leadership di Kylian Mbappé, uno dei giocatori più decisivi del panorama mondiale, supportato da una generazione ricca di talento. Il Brasile, alla prima grande competizione con Carlo Ancelotti in panchina, punta sull’esperienza di Neymar e sulla freschezza del giovane Endrick. L’Inghilterra continua a inseguire il titolo che manca dal 1966 facendo affidamento soprattutto sui gol di Harry Kane e sul talento offensivo di Jude Bellingham.
Anche Germania, Portogallo e Olanda si presentano con ambizioni importanti. I tedeschi confidano nella fantasia di Jamal Musiala e nell’esperienza di Florian Wirtz, mentre il Portogallo sogna l’ultimo grande trionfo di Cristiano Ronaldo insieme alla qualità di Bruno Fernandes e Rafael Leão. L’Olanda, infine, punta sulla solidità guidata da Virgil van Dijk e sul talento offensivo di Xavi Simons.
Accanto alle grandi potenze tradizionali non mancano le possibili sorprese. La Norvegia torna a disputare un Mondiale trascinata dai talenti di Erling Haaland e Martin Ødegaard, mentre il Marocco punta a confermare i progressi mostrati negli ultimi anni. Cresce inoltre l’attesa per il rendimento di nazionali emergenti provenienti da Asia, Africa e Nord America, favorite dall’allargamento del format.
Il torneo offrirà anche la possibilità di osservare da vicino la nuova generazione di campioni destinata a dominare il calcio internazionale nel prossimo decennio. Riflettori puntati sullo spagnolo Lamine Yamal, già considerato uno dei talenti più straordinari del panorama mondiale, ma anche sul tedesco Jamal Musiala, sul brasiliano Endrick e su altri giovani pronti a imporsi sulla scena globale.
Per oltre un mese il mondo del calcio vivrà così una manifestazione che si annuncia come la più vasta e spettacolare mai organizzata. Tra le ultime sfide dei campioni che hanno segnato un’epoca e l’ascesa delle nuove stelle, il Mondiale 2026 si prepara ad aprire una nuova era del pallone.
