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Pressing Avs e ‘centristi’ nel derby Conte-Schlein in vista delle primarie

Roma, 11 ago. (askanews) – Avs e centristi in fibrillazione nel campo largo. Più si entra nella lunga campagna elettorale per le politiche, più il ‘derby’ tra la segretaria dem Elly Schlein e il presidente M5S Giuseppe Conte, condito anche da qualche ‘sgambetto’ in vista delle primarie di coalizione, li ha indotti a suonare l’alt sul ‘nodo’ leadership. Le parole di ieri di Nicola Fratoianni (basta con le “ambizioni personali”) hanno dato la misura del livello di insofferenza e oggi è stata la volta del sodale Angelo Bonelli. Nell’affollato centro del centrosinistra, sul tema è intervenuto Alessandro Onorato, fondatore di Progetto civico Italia.

“Noi di Avs – ha detto Bonelli al ‘Corriere della Sera’ – siamo profondamente irritati da questa corsa alla leadership. Non ci permette di concentrarci sulla grande questione che abbiamo davanti a noi: costruire un programma per il Paese. E peraltro questa contesa rende insofferente il nostro elettorato che ci chiede di trovare una sintesi sui temi. Non può guardarci litigare sui nomi”. Solo sulla base del perimetro programmatico sarà possibile individuare il “candidato” premier. E Avs, come puntualizzato da Fratoianni, potrebbe decidere di proporre un proprio nome.

Onorato, che sta costruendo il partito degli amministratori locali, definisce “urgenti” le primarie e precisa che “ci sarà un nostro candidato”. Poi su ‘La Repubblica’ avverte: “non si può pensare di fare le consultazioni a febbraio, magari con le urne ad aprile, e perdere ogni giorno in una discussione interna su chi debba essere il premier”. Dunque se, come ormai annunciato, a settembre ci sarà il tavolo sul programma del centrosinistra, a sedercisi saranno più soggetti dell’affollato e variegato centro del centrosinistra, da Matteo Renzi a +Europa. “Non è obbligatorio che sia soltanto uno”.

Quanto alle primarie, secondo Onorato dovrebbero essere lanciate a ottobre per chiamare ai gazebo “nei primi 15 giorni di novembre”. Propone che vengano fatte “a turno unico”, in linea con quanto auspicherebbero i cinque stelle, contrariamente ai dem che guardano invece al doppio turno. Soprattutto se Matteo Renzi convincesse la sindaca di Genova Silvia Salis a ‘correre’.

Onorato va poi all’attacco di Carlo Calenda che ieri aveva confermato il percorso ‘solitario’ di Azione ed evocato il ‘fantasma’ di un governo “europeista con baricentro centrale” se nessuno dovesse raggiungere il 42% e quindi aggiudicarsi il premio di maggioranza previsto dal ‘Melonellum’. “Ogni voto dato ad Azione – la replica di Onorato – avvantaggia Giorgia Meloni”. Parole su cui scatta in giornata uno scontro tra i due con il leader di Azione che mette il dito nella piaga delle contraddizioni tra le forze del centrosinistra in politica estera, partendo dal conflitto in Ucraina. “Onorato ha risolto i problemi del campo largo. Egli conosce l’arcana formula per costringere #Putin a firmare la pace. Ma la rivelerà solo se prenderà il 3% alle elezioni. Il campo largo sta diventando ogni giorno di più una parodia de ‘l’ora del dilettante'”, scrive sul social Calenda.

Al momento Schlein e Conte evitano di commentare. Le tensioni delle ultime settimane si sono intensificate, anche a causa delle accelerazioni impresse dal leader Cinque Stelle su temi e primarie. La segretaria “testardamente unitaria” prende tempo e qualche giorno fa continuava a ribadire che prioritario è il programma mentre il ‘nodo’ leadership – legato anche all’approvazione o meno della nuova legge elettorale – sarà al centro di un “accordo a chi prende un voto in più” (che il Nazareno confida sia il Pd) oppure scatteranno le “primarie” perché il vincitore dovrà “guidare tutta l’alleanza e non solo il suo partito”. Oggi intanto Schlein torna ad attaccare il governo di Giorgia Meloni che in “questi quattro anni ha tutelato unicamente se stesso” e coglie l’occasione per ribadire che il focus del partito è lavorare “ogni giorno per costruire l’alternativa che merita l’Italia”.