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sabato, Aprile 5, 2025
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Cambia il mondo, ora  serve un salto di qualità nella politica italiana

Come reagire ai dazi di Trump? Di fronte al nuovo scenario geopolitico, si renderebbe sempre più necessaria quella politica di ‘solidarietà nazionale’ che ha segnato un’altra fase drammatica per il nostro paese.

La vicenda dei dazi imposti dalla nuova amministrazione americana assomiglia sempre di più, come ammettono gli stessi osservatori meno faziosi e settari, ad un cambiamento radicale e strutturale degli equilibri geopolitici a livello mondiale. Finisce un’epoca, come riconoscono ormai quasi tutti, tranne per chi vive la politica e la storia all’insegna dei paraocchi ideologici. Come, appunto, stanno facendo ampi settori della sinistra radicale ed estremista ed i populisti di tutte le risme. Ma è proprio in un momento di svolta politica, e storica, che le forze politiche sono chiamate ad esprimersi con chiarezza e responsabilità. Anche e soprattutto a livello nazionale.

E, al riguardo, i comportamenti concreti e conseguenti sono soltanto due. Tertium non datur si potrebbe aggiungere. E cioè, chi affronta un cambiamento così radicale e sconvolgente con le armi della politica, del senso delle istituzioni e, in ultimo, della responsabilità nazionale e chi, al contrario, affronta i nuovi problemi con gli strumenti del populismo, dell’estremismo e della solita logica sessantottina del “tanto peggio tanto meglio”. Non è affatto difficile individuare le forze politiche, i conduttori televisivi, i cosiddetti opinioni leader e gli organi di informazione che si collocano da una parte e chi dall’altra. Nella politica i populisti sono rappresentati in modo eccellente dalla Lega salviniana e dai dei 5 Stelle di Conte dove, non a caso, si registra una straordinaria convergenza politica dopo aver siglato un accordo di governo alcuni anni fa. Nel campo culturale, giornalistico e mediatico si registra una straordinaria soddisfazione – proprio dopo l’annuncio dei dazi imposti da Trump – di tutti coloro che lavorano alacremente per il ‘tanto peggio tanto meglio’. Ampi settori della sinistra estremista e massimalista sono già in prima linea con comportamenti che coltivano l’obiettivo – forse inconsapevole – di far precipitare la credibilità del nostro paese solo e soltanto per ragioni di bottega.

E, di fronte a questo nuovo ed inedito scenario, si renderebbe sempre più necessaria quella politica di ‘solidarietà nazionale’ che ha segnato un’altra fase drammatica per il nostro paese.

Seppur per motivazioni radicalmente diverse ma altrettanto gravi. Certo, adesso il tema nazionale si incrocia con quello, ancor più delicato ed incerto, della collocazione europea ed internazionale del nostro paese. Ma è indubbio che questo tornante storico non si può affrontare con la logica dissacratoria e devastante degli estremismi, dei massimalismi e dei populismi. E la domanda che emerge in modo inequivocabile in questi tempi è quella di sapere dove sono oggi quella Dc e quel Pci. Ovvero, per dirla con altri termini, se esistono oggi le forze politiche – innanzitutto – che si assumono il compito di indicare una strada coerente con la nostra storica collocazione europea ed internazionale, a difesa dei nostri interessi nazionali e capace di costruire un’iniziativa politica che sia in grado di superare i giochi meschini e anche un po’ squallidi dei vari partiti. Sicuramente nel campo della maggioranza ci sono Forza Italia e la Presidente del Consiglio – ma, purtroppo, non di tutto il suo partito – mentre nel campo dell’opposizione oltre ad Azione di Calenda e, forse, dell’area riformista del Pd, si fa francamente fatica ad individuare partiti che non coltivano solo ed esclusivamente l’obiettivo del fatidico “tanto peggio tanto meglio”.

Ecco perché uno dei dibattiti che da oggi deve decollare nella nostra cittadella politica sarà proprio questo. E cioè, sarà praticabile e realisticamente percorribile, individuare una strada politica che si ispiri ad una sorta di “solidarietà nazionale” per affrontare le sfide dettate dai nuovi e drammatici problemi che emergono dallo scenario internazionale?