Home GiornaleCapitalismo, algoritmi e politica negli Usa: verso l'autocrazia con il potere digitale?

Capitalismo, algoritmi e politica negli Usa: verso l’autocrazia con il potere digitale?

Peter Thiel, l'uomo dietro PayPal, Palantir e J.D. Vance, sta ridisegnando le regole del potere americano con dati, capitale e reti di influenza invisibili.

di Silvio Minnetti

Si sta cercando di riscrivere il potere negli Stati Uniti. Una questione che riguarda noi tutti. Chi c’è dietro PayPal, Facebook, Palantir… J.D. Vance, Trump? Ci appare Peter Thiel, definito L’anima nera della Silicon Valley (Fuori Scena, RCS 2026), da Luca Ciarrocca, già corrispondente da New York per il Giornale di Indro Montanelli.

Peter Thiel getta le basi di un potere nuovo, fondato su reti, capitale strategico, influenza culturale più che presenza in pubblico. La sua formazione giuridica e filosofica gli consente di cofondare PayPal e di comprendere l’enorme potenziale tentacolare di Facebook e di Airbnb. La sua grande intuizione è Palantir: trasformare i dati nell’infrastruttura strategica del nostro tempo nel campo sanitario, della sicurezza e sorveglianza fino alla predizione dei crimini, fino ai teatri di guerra come Gaza.

Questo uomo ha un preciso disegno politico. Sostiene tra i primi nel 2016 Donald Trump, rompe il fronte progressista della Silicon Valley, fa crescere J.D. Vance fino alla vicepresidenza degli Stati Uniti. È il suo capolavoro con uno sconosciuto di provincia. Con la politica prova a cambiare regole ed élite da abile giocatore di scacchi, da conservatore anticonformista. È ossessionato dal rapporto tra libertà e potere, dall’idea di superare i limiti della vita umana con il post-umano.

Thiel mette insieme una ristretta cerchia di imprenditori, finanziatori, esponenti importanti dell’establishment americano che, dietro le quinte, decide il futuro del capitalismo tecnologico e della nuova destra. Sta già ridisegnando la mappa del potere con Vance per il dopo Trump.

Dalle startup alla sorveglianza globale

Nato in Germania nel 1967, emigrato con il padre ingegnere minerario negli Stati Uniti e in Africa, si rivela subito un abile giocatore di scacchi. Da studente scopre il giornalismo come arma. Legge, finanza e filosofia diventano presto il suo apprendistato. Profeta dell’anticonformismo, inizia a scuotere l’ortodossia accademica a favore del merito. Incaricato di tenere un corso a Stanford sulle startup, stupisce con la sua tesi principale: la concorrenza è alla fine dannosa per tutti. I monopoli sono invece positivi se fondati sulla innovazione continua.

Con la fondazione di PayPal e il sostegno a SpaceX, passaggi in Facebook e Airbnb, inizia un salto di qualità, fino a fondare Palantir, frutto dell’intuizione della «pietra veggente». È l’ingresso nel settore fatto di sorveglianza e controllo. È un omaggio a Tolkien: i palantiri sono pietre veggenti che consentono di vedere oggetti lontani ma che possono essere manipolati dagli avversari fino a mostrare una realtà distorta.

Minority Report diventa così il primo software di polizia predittiva a Los Angeles, incrociando molti dati fino a mostrare volti e nomi di persone da fermare e arrestare. È la macchina del precrimine. Un sistema nervoso digitale che raccoglie flussi disordinati da registri, video, metadati, sensori e li trasforma in mappe, priorità, azioni. Nel maggio 2025 un piccolo gruppo di ingegneri e manager denuncia pubblicamente la deriva etica di Palantir, la complicità della Silicon Valley con il potere di Washington. Si teme che questi potentissimi strumenti tecnologici possano finire nelle mani di pochissime persone — come nell’uso di dati biometrici sui figli dei migranti al confine per i rastrellamenti di ICE. Si intravvede un sistema autoritario mascherato da innovazione.

 

Il potere come progetto: la Thiel Foundation e Dialog

A questo punto Thiel passa dalla accumulazione del capitale alla sua utilizzazione per modificare gli assetti del potere, per cambiare le regole del gioco. Nasce nel 2006 la Thiel Foundation. Non è filantropia. Vuole realizzare progetti radicali. Crea una delle prime criptovalute, Ether. Invita i giovani di talento a lasciare i campus universitari per misurarsi con progetti innovativi, finanziati dalla fondazione, inclusi quelli contro la morte, la sperimentazione di nazioni offshore per libertarians e miliardari, ai confini della fantascienza.

La fondazione di Dialog, una sorta di sala di comando con capitalisti tech, politici, avvocati d’assalto e strateghi dei media, rappresenta il salto finale dentro il mondo della politica a Washington. L’omosessuale conservatore fa outing forzato ed entra nella scena politica fino a diventare la figura ispiratrice del trumpismo con una sorta di documento programmatico del 10 gennaio 2025. A settembre dello stesso anno lancia, con conferenze, la retorica sull’Anticristo, rappresentato da movimenti ambientalisti e progressisti che frenano le innovazioni con le regolamentazioni: è la demonizzazione dell’avversario.

 

Verso una tirannia intelligente? Il disegno post-democratico

Thiel costruisce, lancia e sostiene J.D. Vance come vicepresidente Usa. È la scalata alla Casa Bianca nel 2028. Nel frattempo sposa l’asse Israele–Arabia Saudita, in stretto contatto, tramite Palantir, con il Pentagono e l’intelligence americana. Con Riyad parla il linguaggio dei fondi sovrani e dei contratti a lungo raggio.

Sorge una domanda: stiamo andando verso l’autarchia del potere digitale? L’America è cambiata. Il ritorno di Trump ha scosso l’ordine costituito, trasformato il Partito Repubblicano, portato il potere esecutivo più in là di quanto fosse mai arrivato negli ultimi due secoli. Il monopolio dei media tradizionali si è dissolto. Qui prende forma il disegno di Peter Thiel. Egli si colloca all’incrocio tra Big tech, finanza, sorveglianza, industria della Difesa, potere politico, AI e media. Una sorta di oligarca orwelliano dell’era digitale?

Nel frattempo Trump viaggia verso una inedita autocrazia nonostante i pesi e contrappesi posti dai padri fondatori statunitensi. In questo contesto di potere concentrato prospera Thiel. Si realizza una forma di «tirannia intelligente», post-democratica, teorizzata da Yarvin e Thiel dal 2007. La democrazia liberale è vista, in questa rivoluzione di destra, come un ostacolo al progresso e alla libertà.

Collaboratori di Thiel parlano di Repubblica tecnologica, di una alleanza con la Silicon Valley per plasmare il futuro dell’Occidente dopo la democrazia. Si tratta di una alleanza tra tecnologia avanzata, capitale e integrazione del software con il potere esecutivo. Palantir è lo strumento per rendere praticabile il programma. È un parallelismo con Pechino, vero avversario sistemico per la supremazia. Anche il Partito Comunista cinese promette una «comunità del destino condiviso» guidata dall’innovazione. Capitalismo americano e socialismo di Stato cinese finiscono per assomigliarsi.