Roma, 5 ott. (askanews) – “Che si facciano un esame di coscienza questi trapper, ma non soltanto loro, soprattutto i loro discografici”: lo ha dichiarato ad askanews il musicista e attore protagonista del pluripremiato “Le città di pianura” Pierpaolo Capovilla, a margine di un incontro con la stampa a Roma assieme a Vinicio Capossela, con il quale ha debuttato nel fine settimana in “E la morte non avrà dominio” al Teatro Olimpico, una produzione IMARTS, Fondazione Teatro Due Parma e La Cupa in anteprima al Romaeuropa Festival 2026.
“Facciamo un esempio: i rapporti di genere, le relazioni uomo-donna, ne parlavo con uno psichiatra romano e intellettuale Piero Cipriano – ha spiegato Capovilla, denunciando – Tu puoi mettere in moto tutti gli sforzi possibili per educare i tuoi figli, i tuoi adolescenti, a una riflessione sui rapporti di genere che porti all’amore e non alla guerra tra un uomo e una donna. Puoi fare tutti gli sforzi che vuoi in famiglia, a scuola naturalmente, poi ci sono gli psicologi e gli psicoterapeuti, tanto poi arriva Tony Effe e i ragazzi ascoltano quella roba lì, e si sentono in qualche modo rappresentati, la ascoltano tutti quanti e la ascolto anche. Che si facciano un esame di coscienza questi trapper, ma non soltanto loro, soprattutto i loro discografici”, ha dichiarato Capovilla, sottolineando che hanno “delle responsabilità nei confronti del Paese e delle nuove generazioni”.
“Ma ve lo ricordate Sfera Ebbasta quando ci fu quella strage in quella discoteca, non è stata colpa sua, per carità di Dio… Lui non ha avuto responsabilità dirette, ma sono morte un sacco di persone, qualche settimana dopo era a fare il giudice a X Factor, ma neanche il lutto conosci? Se succedesse qualcosa del genere a me, io cambierei mestiere, d’accordo?”, ha aggiunto il frontman della rockband “Il teatro degli orrori”, ricordando la strage in un locale di Corinaldo (Ancona) nel 2018, quando 6 persone (5 adolescenti) morirono nella calca provocata da uno spray urticante.
“La trapper non è tutta uguale, c’è anche una trap militante, che però non emerge nel mainstream, impossibile, impossibile”, ha concluso.

