HomeAskanewsCalcio, Conte: "In Premier il bazooka, altrove le pistole"

Calcio, Conte: "In Premier il bazooka, altrove le pistole"

Roma, 5 ott. (askanews) – Antonio Conte non chiude la porta a un ritorno in panchina durante la stagione e, parlando con The Athletic, lancia messaggi che sembrano rivolti ai grandi club oggi lontani dai vertici. L’ex allenatore del Napoli racconta la propria idea di calcio, il rapporto con la vittoria e indica anche il tipo di progetto che potrebbe convincerlo a tornare al lavoro.

“Vincente seriale”, lo definisce l’intervistatore James Horncastle. Conte ricorda però anche le sconfitte che hanno segnato la sua carriera, dalle due finali perse con la Nazionale, Usa ’94 ed Euro 2000, alle tre finali di Champions League perse con la Juventus. “Ho vinto molto, ma ho anche perso molto. Tanto. Se perdi una finale di Coppa del Mondo o di Champions League e poi vai in vacanza, potresti pensare che ci sarà un’altra occasione. Ma non sempre c’è un’altra occasione. È quella l’occasione”, spiega.

Un principio che, secondo Conte, ha pesato anche sull’esperienza al Tottenham, conclusa nel 2023 senza trofei. Il tecnico racconta un messaggio ricevuto dall’allora presidente Daniel Levy dopo una partita: “Non preoccuparti, vinceremo la prossima”. Una risposta che non aveva convinto Conte, contrario all’idea di accettare la sconfitta come qualcosa di normale. “La cosa che mi faceva impazzire era sentire chi mi stava intorno dire: ‘Il Tottenham non vincerà mai nulla’. Che sono dei perdenti”, ricorda.

Conte cita anche il titolo conquistato con il Chelsea nel 2016-17, l’ultimo vinto dai Blues, per ribadire la sua filosofia: “Vincere non è facile, richiede fatica. C’è chi pensa che il successo piova dal cielo e ti cada in grembo. Ma devi andartelo a prendere”.

Sul calcio di oggi il tecnico mette a confronto le risorse economiche della Premier League con quelle degli altri campionati: “In Inghilterra oggi usano i bazooka, mentre altrove si usano ancora le pistole. Ma bisogna anche fare attenzione a come vengono spesi i soldi”. Una differenza che, secondo Conte, incide inevitabilmente sulla possibilità di costruire squadre competitive.

L’ultima parte dell’intervista è dedicata al futuro. Conte definisce “fantastica” la sua esperienza di due anni al Napoli, sottolineando però le energie spese nel percorso. Poi traccia il profilo della società nella quale potrebbe avere ancora stimoli: “Se arrivi in un club la cui storia parla da sé – una storia fatta di trofei, scudetti e vittorie – puoi onorarla in un solo modo: avendo l’ambizione di riportare quel club a lottare per quegli obiettivi, qualora non ci riesca già oggi”.

Quindi il messaggio più esplicito: “Ci sono molti club che hanno un po’ perso di vista la propria storia. Mi piacerebbe andare in una di queste società per rispolverare quel passato e farlo tornare a splendere. Club dove si respira pressione, dove sai perfettamente di non andarci solo per partecipare, ma per competere”.

Un identikit che, osserva The Athletic, può riportare alla mente società come Juventus, Milan, Chelsea e Manchester United. Conte, intanto, lascia aperta anche la possibilità di tornare al lavoro a stagione in corso, ma a una condizione: che il progetto e la situazione siano tali da “valerne la pena”.