Home GiornaleCdu, non basta sopravvivere. O torna «popolare» o scompare

Cdu, non basta sopravvivere. O torna «popolare» o scompare

Il tracollo nel Meclemburgo-Pomerania pone una questione che va ben oltre Merz: può la CDU restare una Volkspartei, un partito di popolo? Hagel avverte che è in gioco la sopravvivenza stessa della democrazia cristiana tedesca.

La domanda che viene dal 4,9%

Friedrich Merz può resistere. Può cambiare comunicazione, governo, persino qualche pezzo della sua agenda. Ma il 4,9% della CDU nel Meclemburgo-Pomerania pone una domanda assai più seria: che cosa resta della “Volkspartei” cristiano democratica?

I numeri sono brutali. Rispetto al 2021 la CDU precipita dal 13,3 al 4,9%. Dei suoi vecchi elettori, circa 32 mila sono passati all’AfD e 25 mila alla SPD. La fuga avviene dunque in entrambe le direzioni. E tra i giovanissimi il partito raccoglie appena il 2%.

Non è soltanto una sconfitta. È la rottura di quel meccanismo di integrazione che per decenni ha fatto della CDU una grande forza popolare.

Non inseguire l’AfD

Qui diventa interessante Manuel Hagel, 38 anni, presidente della CDU del Baden-Württemberg. Non è un ribelle anti-Merz. Proprio per questo le sue parole pesano: bisogna combattere, ha detto ieri, «per la sopravvivenza della CDU» e capire perché gli elettori non la votano più, anziché spiegare loro perché hanno votato male.

Il problema non si risolve semplicemente rincorrendo l’AfD sull’immigrazione o sulla sicurezza. Un partito che perde pezzi in direzioni opposte incrocia una difficoltà macroscopica: se rincorre un pezzo del suo antico elettorato rischia di perdere l’altro.

La “Volkspartei” era una sintesi

La “Volkspartei” non era il partito che stava prudentemente nel mezzo. Era quello capace di mettere insieme ciò che nella società tendeva a dividersi: lavoratori e imprenditori, campagna e città, conservatori e cristiano-sociali, mercato e solidarietà.

Questa è stata la forza della CDU di Adenauer e, in forme diverse, delle successive stagioni cristiano democratiche: non cancellare i conflitti, ma rappresentarli dentro una casa comune.

Hagel chiede oggi «empatia», giustizia sociale e insieme riforme profonde e riconoscibili. Dietro queste parole si intravede il problema vero: ricostruire un centro politico che sia anche un centro a vocazione sociale.

La partita dopo Merz

Per questo concentrarsi soltanto sul destino di Merz sarebbe un errore. Cambiare il capo senza ricostruire la funzione vitale della CDU significherebbe cambiare il macchinista mentre il treno continua a perdere vagoni.

Il Meclemburgo ha lanciato un avvertimento persino più duro del 4,9%: un partito popolare smette di esserlo quando ciascuna parte del suo popolo comincia a cercare altrove la propria rappresentanza.

È questa, ormai, la partita della CDU. Non semplicemente tornare sopra il 5%. ma impegbarsi con coraggio e intelligenza ad avere una ragione e un titolo per stare al centro.