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giovedì, 5 Febbraio, 2026
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Cesare, la scuola e il corto circuito educativo

Un episodio scolastico riaccende il dibattito sulla libertà di coscienza, sul ruolo degli insegnanti e su una scuola che rischia di smarrire il confine tra educazione, ideologia e responsabilità pubblica.

A Giulio Cesare non mancò di certo l’arte della parola e la capacità di sedurre il suo esercito e il suo popolo. Sarebbe interessante conoscere il suo commento a quanto è accaduto in una scuola che ha preso il suo nome. Si tratta di un istituto frequentato soprattutto dai rampolli della Roma bene.

Sarà per questo che si è pensato di scuoterli nel timore fossero bamboccioni privi di pensiero e carattere. Sarà ancora per questo che un docente di filosofia ha ritenuto opportuno dichiarare ai propri studenti di essere ateo, forse per mostrare di essere più libero dai ragionamenti proposti nelle sue lezioni. Essere privi di un Dio non è per questo motivo di censura.

Quando la maieutica si smarrisce

Ciò che stona è stato mettere sotto tiro un allievo di una classe, invitandolo più volte a dare contezza della propria fede religiosa. Almeno, se ben si comprende, è questo quanto riportano i giornali.

Per quanto si legge dalle pagine di cronaca di qualche giorno fa, non sembra che la cosa possa essere intesa come il nobile desiderio di tirar fuori dal giovane un convincimento capace di dar luogo a un fruttuoso dibattito e confronto, un prezioso lavorio di maieutica da apprezzare. Tale metodo richiederebbe infatti una delicatezza che, nell’occasione, è del tutto mancata, configurandosi al contrario “un caso interessante” intuitivamente deprecabile. In Parlamento pende un’interrogazione parlamentare sulla questione.

Il credente come anomalia

Il giovane sembrerebbe essere stato sostanzialmente proposto come esempio di curiosa singolarità, quasi rasentasse uno scandalo: uno da trattare al pari di un residuato bellico potenzialmente pronto alla deflagrazione e da cui stare alla larga.

Per non essere da meno, un’altra docente, se vero, avrebbe contribuito a un’ulteriore doccia fredda sul malcapitato credente, invitando la classe di appartenenza a fare attenzione al ragazzo, qualificato come soggetto pericoloso.

Un precedente che pesa

Al momento, nell’istituto che già si è distinto per aver partorito, per mano di scellerati, un elenco di ragazze meritevoli di attenzioni sessuali, non risulta alcuna azione che induca all’inibizione o al ravvedimento di certe condotte del corpo insegnante, a tutela di un giovane reo di abbracciare un credo religioso.

Potrebbe essere anche solo una questione di approcci da raffinare e di sensibilità aggiuntive da mettere in campo, ed occorre saper comunque provvedere con sollecitudine.

Lipotesi di unispezione

Qualcosa da quelle parti non gira per il verso giusto e forse sarebbe opportuna un’ispezione ministeriale che metta a fuoco eventuali responsabilità, anche solo per comportamenti omissivi del corpo docente.

“Inspicere” sta per guardare dentro, saper osservare, esaminare i fatti in modo obiettivo: potrebbe eventualmente essere una utile lezione da apprendere proprio per gli insegnanti di quella scuola.

Il delirio delle liste

Su un altro fronte si legge come intrepidi di Azione Studentesca abbiano chiesto ai propri coetanei di segnalare, tramite un questionario, i professori di sinistra di cui si è a conoscenza. Siamo con tutta evidenza di fronte a un ossequio a una barbara imbecillità, che suggerisce ai responsabili dell’iniziativa la necessità di applicarsi di più alle pagine dei libri piuttosto che alla redazione di una lista dai sapori antichi.

A corredo del tutto, sul web girano nondimeno notizie di professori che danno del “fascio” agli studenti o di altri che, diversamente, fanno fare saluti fascisti ad altri studenti. Se tutto fosse vero, siamo nel totale marasma educativo.

 

Una scuola che…scola

Rappresentate le cose in questo modo, la scuola appare come un colabrodo che scola robaccia di ogni sorta e che non scolpisce talenti ma disastri. Il Ministro Giuseppe Valditara, pur facendo una tara tra la verità e le fantasie, farà bene ad intervenire per fare in modo che il nostro futuro non sia un passato immediatamente da dimenticare. Può darsi che Santa Scolastica gli dia una mano.