Roma, 15 mag. (askanews) – Arriva la grande montagna e arriva anche Jonas Vingegaard. Il capitano della Visma firma il primo vero capolavoro del Giro d’Italia 2026 conquistando in solitaria la settima tappa con arrivo sul Blockhaus, primo arrivo in salita di questa edizione della corsa rosa. Il danese, grande favorito per la vittoria finale, rompe gli indugi a 5,5 chilometri dal traguardo e con una serie di accelerazioni mette in fila tutti gli avversari.
L’unico a provare inizialmente a resistere è Giulio Pellizzari, applaudito protagonista di giornata. L’azzurro della Red Bull Bora Hansgrohe risponde ai primi scatti del danese lungo i tornanti del Blockhaus, ma alla lunga deve arrendersi al ritmo devastante del due volte vincitore del Tour de France. Alle spalle di Vingegaard emerge allora Felix Gall, autore di una scalata regolare e potente che gli consente di chiudere al secondo posto a soli 13 secondi dal vincitore.
Più indietro arrivano Jai Hindley, Pellizzari e Ben O’Connor, tutti oltre il minuto di ritardo. Buona prova anche per Giulio Ciccone, settimo al traguardo, mentre cedono terreno diversi uomini di classifica già sulle prime rampe della salita abruzzese.
La maglia rosa Afonso Eulalio va in difficoltà nel finale ma limita i danni grazie anche all’aiuto del compagno di squadra Damiano Caruso. Il portoghese conclude con oltre tre minuti di ritardo da Vingegaard ma conserva comunque il simbolo del primato, forte del vantaggio accumulato nelle tappe precedenti.
La Visma aveva preparato il terreno già ai piedi del Blockhaus facendo lavorare duramente uomini come Sepp Kuss e Piganzoli per selezionare il gruppo dei migliori. La salita finale, lunga 13,6 chilometri con pendenza media dell’8,4% e punte del 14%, ha poi fatto il resto, consacrando la superiorità del danese nel primo vero test d’alta quota di questo Giro.
