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Cisl contro Report, una sentenza che pesa più di una polemica

Ranucci esce vincitore. Il Tribunale di Roma chiude una lunga stagione di polemiche e riapre il tema della responsabilità nel sindacato, tra comunicazione, trasparenza e fedeltà ai valori fondativi.

Una doccia fredda dopo anni di scontri

C’è qualcosa di profondamente educativo nelle sentenze che arrivano dopo anni di polemiche, accuse e comunicati stampa infuocati: insegnano che, ogni tanto, la realtà presenta il conto. E stavolta il conto — con tanto di spese legali — ancora una volta è arrivato sul tavolo della Cisl.

La vicenda, che ha visto da una parte il sindacato di via Po  e dall’altra la trasmissione Report, si è conclusa con una decisione che ha il sapore di una doccia fredda servita senza preavviso: non solo le ragioni della trasmissione sono state riconosciute, ma la Cisl dovrà anche mettere mano al portafoglio.

 

La decisione del Tribunale

In un post sui social, infatti, Sigfrido Ranucci ha annunciato che il Tribunale di Roma ha bocciato il ricorso della Confederazione nei confronti di un servizio di Report sulla gestione degli ex segretari generali, Furlan e Sbarra (attuale Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio), condannando la CISL al pagamento delle spese pari a 25 mila euro.

Una gestione da ripensare

Considerando anche precedenti situazioni analoghe, che hanno visto la Cisl sempre soccombere, forse sarebbe stato meglio affrontare la vicenda sul piano comunicativo e del confronto, iniziando con umiltà un cammino di rinnovamento e di cambiamento di metodi e comportamenti sbagliati di certi dirigenti.

La Segretaria Generale attuale, anche se pure lei fosse parte integrante di quel vertice confederale, avrebbe potuto cogliere l’attimo fuggente e distinguersi dal passato, ritirando la causa ed evitando alla CISL l’ennesima brutta figura in un’aula di tribunale.

Comunicazione, politica e responsabilità

Ma era troppo impegnata a far capire che avrebbe votato Sì al referendum o in interviste nelle quali ripete sempre le stesse cose, e soprattutto perché l’umiltà non è un valore molto apprezzato in via Po; dispiace, citando Ranucci (di cui non siamo fan sfegatati), che i 25 mila euro di spese dovranno essere sostenuti con le quote dei lavoratori e dei pensionati iscritti.

“Tutto vanità, solo Vanità”, cantava Branduardi citando San Filippo Neri e poi continuava “Lodate il Signore con umiltà”. In questo tempo di Pasqua auguriamo agli amici della Cisl di riprendere con umiltà il lavoro iniziato 76 anni fa (il 30 aprile prossimo sarà proprio quel compleanno per la CISL) da Giulio Pastore, riscoprendo propri valori fondativi dell’organizzazione.