Roma, 23 mag. (askanews) – Domani e lunedì le elezioni comunali porteranno al voto oltre 6 milioni di elettori rinnovando 700 sindaci. I seggi saranno aperti domani dalle ore 7 alle 23 e lunedì dalle 7 alle 15, con l’immediato avvio degli scrutini alla chiusura. Sono 626 i Comuni delle regioni a statuto ordinario (ma si vota anche in Sicilia in varie città, tra cui Agrigento, Enna e Messina) che vanno al voto, tra questi un capoluogo di Regione, Venezia, e quindici capoluoghi di provincia (Reggio Calabria, Lecco, Mantova, Arezzo, Pistoia, Prato, Fermo, Macerata, Chieti, Avellino, Andria, Trani, Crotone, Salerno).
L’eventuale turno di ballottaggio, per i comuni con più di 15mila abitanti, è previsto per il 7 e l’8 giugno, data nella quale si voterà anche in Sardegna in 149 comuni interessati (con eventuale turno di ballottaggio il 21 e 22 giugno). Per quanto si tratti di un voto amministrativo rappresenta il primo test elettorale dopo il referendum sulla giustizia che ha bocciato la riforma del centrodestra e in vista, tra un anno, delle elezioni Politiche.
Le sfide più delicate, quelle che faranno da ago della bilancia per capire chi, tra centrodestra e centrosinistra, potrà dirsi vincitore si giocano a Venezia e a Reggio Calabria ma anche a Salerno, a Prato, ad Arezzo, a Pistoia. Nei 118 comuni al voto al di sopra dei 15mila abitanti, 47 sono amministrati dal centrosinistra, 41 dal centrodestra, 15 da sindaci civici, 5 da esponenti M5s e dieci da amministratori non collocabili nei poli tradizionali.
A Venezia, dopo dieci anni di governo del centrodestra con Luigi Brugnaro, il senatore del Pd Andrea Martella, che è anche coordinatore veneto dei Dem, punta a ‘riconquistare’ la città forte di un campo larghissimo che comprende anche Iv, Psi, +Eu, Prc e Radicali. Il centrodestra schiera l’assessore della giunta Brugnaro Simone Venturini, che avrà anche il sostegno di Azione che a Venezia ha scelto, appunto, di stare con il centrodestra.
Situazione opposta in Calabria dove a mirare al ribaltone è il centrodestra, dopo due mandati del Dem Giuseppe Falcomatà, poi eletto in consiglio regionale. Il centrosinistra punta su Domenico Battaglia del Pd, vincitore delle primarie il 15 marzo scorso, il centrodestra sul coordinatore regionale di Forza Italia e responsabile nazionale per il Sud del partito azzurro, Francesco Cannizzaro, deputato alla Camera, sostenuto non solo da Fi, Fdi, Lega, Noi Moderati ma anche da Democrazia Cristiana-Libertas-Unione di Centro, Alternativa Popolare e, di nuovo, da Azione di Carlo Calenda.
A Salerno in campo c’è Vincenzo De Luca, ex sindaco della città ed ex governatore della Campania, che è sostenuto da sei liste senza però il simbolo del Pd. De Luca ha ripresentato lo stesso schema civico che lo aveva già portato a vincere in passato. Il campo largo si presenta diviso con M5S e Avs che sostengono la candidatura dell’avvocato Franco Massimo Lanocita. Il principale sfidante per l’ex sindaco è Gherardo Maria Marenghi, avvocato sostenuto dal centrodestra. Azione corre all’interno di un’area centrista con Noi popolari riformisti-Udc e Salerno di tutti sostenendo la candidatura di Armando Zambrano.
A Lecco e Mantova, città già guidate dal centrosinistra, i progressisti cercano il bis. A Lecco il sindaco uscente Mauro Gattinoni punta a conquistare un secondo mandato (il centrodestra schiera Filippo Boscagli di Fdi). A Mantova, dopo i due mandati del dem Mattia Palazzi, scende in campo l’assessore uscente all’Ambiente Andrea Murari mentre il centrodestra schiera il moderato Raffaele Zancuoghi. Anche qui il campo progressista è diviso: il Movimento 5 Stelle sostiene, infatti, la candidatura di Mirko Gragnato.
In Toscana la partita è molto significativa per il centrosinistra desideroso di rivincita in città come Arezzo e Pistoia, attualmente guidate dal centrodestra. Ad Arezzo, dopo due mandati di Alessandro Ghinelli, il centrodestra sostiene con cinque liste Marcello Comanducci, imprenditore nel settore del turismo che è stato assessore nella giunta del sindaco uscente. Per il centrosinistra si presenta Vincenzo Ceccarelli del Pd, già presidente della Provincia di Arezzo, consigliere regionale e assessore. A Pistoia, dopo i due mandati di Alessandro Tomasi, di Fratelli d’Italia, divenuto consigliere regionale dopo aver sfidato alle Regionali dell’ottobre scorso l’attuale governatore toscano Eugenio Giani, il centrodestra schiera la ex vicesindaca Annamaria Celesti mentre il centrosinistra si presenta con Giovanni Capecchi, vincitore delle primarie dello scorso aprile, sostenuto da Avs e dall’area progressista della coalizione. A Prato, dopo le dimissioni della sindaca Dem Ilaria Bugetti e il commissariamento del Comune, si torna a votare prima della scadenza del mandato. Di nuovo in pista per il ruolo di primo cittadino, sostenuto dal campo progressista al completo, l’ex sindaco per due mandati, Matteo Biffoni, che nonostante il record di preferenze alle Regioni non ha avuto ruoli in giunta né in consiglio regionale. Per il centrodestra c’è Gianluca Banchelli, dirigente di Fratelli d’Italia e consulente strategico per le aziende.
Nelle Marche, a Fermo e a Macerata, dovrà essere invece il centrodestra a cercare di ottenere un secondo mandato. A Fermo la sfida è tra l’assessore uscente Alberto Maria Scarfini e Angelica Malvatani, appoggiata Pd, Avs, Italia Viva, M5S, Rifondazione e civiche. A Macerata il candidato sindaco del centrosinistra, Gianluca Tittarelli, sostenuto da Pd, Avs, M5Stelle, Casa Riformista e le liste civiche, cercherà di spodestare il sindaco uscende, Sandro Parcaroli.
