Contratto della scuola, Bombardieri (Uil Rua): “Perché abbiamo detto no”.

Definita ed accolta l’ipotesi di contratto collettivo della scuola, dell’università, della ricerca e dell’alta formazione artistica e musicale (afam). Le ragioni del No nelle parole del Segretario generale della UIL di settore.

Antonio Derinaldis

In questi giorni il mondo sindacale della scuola e delluniversità, dopo una serie di incontri con lAran, ha sottoscritto lipotesi di contratto collettivo. Non tutti i sindacati hanno manifestato soddisfazione. Il settore scuola e università, ricerca e afam della UIL ha evidenziato il suo dissenso non sottoscrivendolo. Ne parliamo direttamente con uno dei protagonisti, Attilio Bombardieri, Segretario Generale della UIL Rua.

Segretario quali sono le motivazioni che vi hanno indotto a non firmare?

Abbiamo riscontrato pochi benefici e una serie innumerevole di svantaggi per il sistema Scuola, Università, Ricerca e Afam. Non c’è mai stata una contrattazione reale, troppo spesso la discussione era un prendere o lasciare.

Oltre un milione di dipendenti attendevano questo contratto.  Che cosa non vi ha convinto fino in fondo? 

La UIL ha fatto una scelta chiara e trasparente. Quella di non firmare. Lo abbiamo definito un contratto farsa(scaduto già da 18 mesi) dove tutte le problematiche che coinvolgevano il personale e gli enti sono state – come già sostenuto in altre occasioni –  a sequenza contrattuale. Le poche cose normate non fanno altro che mortificare il personale.

Abbiamo sostenuto con vigore, a seguito delle risorse erogate a novembre, di proseguire la trattativa con continuità (anche ad agosto) in maniera tale da poter raggiungere gli obbiettivi di un buon contratto, che valorizzasse il personale di tutti i settori coinvolti.  Come già sostenuto sui media, dottorandi e assegnisti risultano mortificati per il rinvio del tanto atteso contratto di ricerca. E ricercatori, tecnologi e personale T/A non avranno un nuovo ordinamento, benché da troppo tempo atteso, con laggravante di veder sfumare le risorse destinate per la modifica ordinamentale.

Un passaggio delicato per il prossimo futuro, in particolare per un sindacato riformista come la UIL. Pronti alla sfida?

La UIL rappresenta le persone e tutela le lavoratrici e i lavoratori. È un sindacato riformista e plurale che intende impegnarsi per superare le disuguaglianze e valorizzare la persona. Come già detto, per questi motivi non si può sottoscrivere il contratto. Restiamo aperti a ogni tipologia di confronto con lAran e con la politica al fine di raggiungere obiettivi che mettano sempre al centro le lavoratrici e i lavoratori, salvaguardando la loro dignità. Ma se ciò non dovesse accadere siamo pronti alla mobilitazione.