Cultura |  Il magazine della Cisl indaga il confine tra sfera privata e pubblica.

Benjamin Constant e la teoria della libertà negativa. C’è qualcosa che, in nome della libertà, non accetta l’interferenza dello Stato.. Il testo che segue è la presentazione del n. 141 di “Via Po”, edito dalla Cisl.

[] la modernità pone come prioritario rispetto a ogni altra preoccupazione di carattere morale e sociale: il confine invalicabile tra la sfera privata e la sfera pubblica.

Alla definizione di questo confine partecipa tutta la cultura liberale, da John Locke a Voltaire a Stuart Mill, ma nessuno meglio di uno studioso svizzero poco conosciuto (Losanna 1767- Parigi 1830) riesce a descrivere spazi, finalità, bisogni del singolo a fronte dellinterferenza, più o meno pesante, dello Stato. Scrive Isaiah Berlin in Il potere delle idee: Nel mondo moderno emerge unidea nuova, formulata con la massima chiarezza da Benjamin Constant: ossia che c’è una sfera della vita la vita privata nella quale lintromissione dellautorità pubblica è ritenuta indesiderabile, salvo circostanze eccezionali. La domanda centrale posta dal mondo antico è: chi mi governerà?Nel mondo moderno, una domanda non meno importante è la seguente: Quanto governo deve esserci?.

E infatti Constant riflette sulle grandi conquiste delletà moderna a partire da una distinzione teorica che diverrà sacra nella cultura di ispirazione liberale: il discorso sulla libertà di, che chiamiamo positiva, non può essere separato da quello sulla libertà da, che chiamiamo negativa. Esse indicano rispettivamente la libertà di essere quello che si vuole essere e la libertà da un potere che ostacola, in modi più o meno plateali, quello che si vuole essere. Per gli antichi lindividuo era attivo in tutti gli ambiti della politica, decideva più o meno direttamente su una quantità infinita di questioni interne ed esterne, il che implicava, pur con le limitazioni di una democrazia ristretta, che egli partecipasse alla formazione delle leggi.

Tuttavia, non accettando che fossero fatte da altri per lui, doveva poi convenire che quelle leggi potessero entrare nella sua sfera dazione e comandargli come doveva vivere: se obbediva alle leggi, era a sé stesso che, in fondo obbediva. Nel mondo moderno, in virtù del riconoscimento di diritti naturali (la vita, la libertà, la salute, la proprietà), che quindi precedono le leggi positive, la sfera personale si erge davanti allo Stato con tutta la sua potenza ontologica. C’è qualcosa, la natura, appunto, che non accetta linterferenza dello Stato, si tratti di quello democratico o di quello assoluto. Può venire a patti con lo Stato, persino barattare una parte di territorio di influenza, ma non oltre una soglia fisiologica.

(21 luglio 2023)