HomeAskanewsCyberattacchi in Europa: nessuna rivendicazione, ma ci sono sospetti

Cyberattacchi in Europa: nessuna rivendicazione, ma ci sono sospetti

Roma, 3 nov. (askanews) – La nuova ondata di cyberattacchi contro i sistemi di refrigerazione dei supermercati europei, che ha interessato diversi Paesi e ha fatto emergere segnalazioni anche in Italia, solleva interrogativi sulla possibile origine delle operazioni. Al momento non esiste un’attribuzione ufficiale e nessuna organizzazione ha rivendicato gli attacchi. Tuttavia, una ricerca pubblicata nelle scorse settimane dalla società americana di cybersicurezza Forescout documenta una serie di precedenti operazioni contro infrastrutture analoghe, rivendicate da gruppi di hacker filorussi.

Secondo lo studio, pubblicato il 22 ottobre dai ricercatori di Vedere Labs, dall’inizio del 2026 sono stati registrati oltre venti attacchi rivendicati contro sistemi di refrigerazione industriale e commerciale. Le organizzazioni maggiormente attive sono Z-Pentest Alliance e NoName057(16), entrambe filorusse, già note per le loro operazioni contro infrastrutture occidentali. Tra gli obiettivi figurano supermercati, magazzini ortofrutticoli, cantine vinicole e stabilimenti agroalimentari in Italia, Spagna e altri Paesi europei. Il 26 aprile scorso, secondo Forescout, Z-Pentest Alliance ha rivendicato dieci attacchi in una sola giornata.

Le modalità operative presentano analogie con quelle osservate nelle ultime settimane in Europa. Gli aggressori riescono ad accedere alle interfacce di controllo dei sistemi frigoriferi collegati a Internet, modificando da remoto le temperature, i cicli di sbrinamento e altri parametri di funzionamento. Operazioni che possono provocare il deterioramento delle merci senza richiedere necessariamente l’impiego di software malevoli sofisticati. Forescout precisa tuttavia che non vi sono elementi per attribuire ai gruppi filorussi gli attacchi più recenti, né è stato dimostrato che gli episodi registrati in diversi Paesi siano riconducibili a un’unica regia.La possibilità di un coinvolgimento di soggetti legati ad apparati statali viene comunque presa in considerazione dagli esperti internazionali. Interpellato dal Guardian, Rafe Pilling, responsabile dell’intelligence sulle minacce informatiche della società Sophos, ha indicato due scenari plausibili: un’operazione sostenuta da uno Stato per dimostrare le proprie capacità offensive oppure l’iniziativa di un hacker isolato. L’assenza di richieste di riscatto e di rivendicazioni pubbliche rappresenta un elemento significativo, ma non sufficiente per determinare l’identità degli autori.

Anche Tom Hegel, ricercatore della società di cybersicurezza SentinelOne, ha osservato, in dichiarazioni raccolte da Computer Weekly, che gli attacchi potrebbero rientrare nelle operazioni di sabotaggio difficilmente attribuibili che negli ultimi anni hanno interessato diversi Paesi europei. Secondo l’esperto, l’accesso abusivo a un pannello di controllo può lasciare tracce estremamente limitate, rendendo difficile distinguere l’azione di un singolo individuo da quella di un servizio d’intelligence.

Un ulteriore elemento di preoccupazione riguarda l’estensione delle vulnerabilità. Forescout ha individuato 12.976 servizi di gestione della refrigerazione accessibili attraverso Internet, distribuiti su 6.017 indirizzi IP pubblici in 99 Paesi e territori. Francia, Italia e Grecia figurano tra i Paesi europei maggiormente esposti. Si tratta di sistemi potenzialmente vulnerabili, non necessariamente già compromessi. Una parte delle apparecchiature utilizza software obsoleti o non più supportati dai produttori, mentre altre possono essere raggiunte attraverso credenziali di accesso deboli o condivise.

L’ondata di attacchi del 2 novembre – che ha interessato tra gli altri Italia, Belgio, Svezia, Lussemburgo, Irlanda ed Estonia – arriva dopo gli episodi del 12 ottobre in Francia, quando centinaia di supermercati subirono la manipolazione dei sistemi di refrigerazione. Le autorità francesi hanno individuato tra i sistemi compromessi dispositivi di supervisione e controllo degli impianti frigoriferi prodotti dalla danese Danfoss e sistemi XWEB del marchio Dixell, appartenente alla statunitense Copeland. Si tratta di apparecchiature che consentono di gestire anche a distanza la temperatura di frigoriferi e congelatori, coordinando il funzionamento di numerose unità attraverso un’unica interfaccia informatica. Un eventuale accesso non autorizzato può quindi permettere di alterare i parametri di conservazione degli alimenti senza intervenire fisicamente sugli impianti.