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Da domani in aula scontro su dl Sicurezza. Cdx punta a modifiche senza fiducia

Roma, 14 apr. (askanews) – La partita del dl sicurezza si sposta, domani, nell’aula del Senato, dove il governo ha affermato di non voler porre la fiducia. Il centrodestra ha la necessità di intervenire con una “trentina” di modifiche, a partire dall’articolo 1 sui ‘coltelli’ che prevede il carcere da sei mesi a tre anni per chi porta fuori dalla propria “abitazione” strumenti da taglio eccedenti gli “otto centimetri” e “senza giustificato motivo” e sulla vendita di questi ai minori (così com’è scritta, la norma rischia di colpire anche chi va a pesca o a raccogliere funghi, per esempio). Le opposizioni hanno annunciato il muro contro muro anche in aula, contestano la scelta del governo di essere intervenuto ancora una volta sulla sicurezza e per decreto legge e metteranno sul tavolo la ‘mole’ di emendamenti già presentati in commissione Affari costituzionali (“il governo è arrogante, prosegue l’ostruzionismo a oltranza”).

Dopo giorni di esame al ralenti in commissione, oggi la seduta è stata sconvocata e il presidente della commissione nonché relatore del provvedimento Alberto Balboni (Fdi) ha ‘registrato’ l’impossibilità di concludere l’esame che è arrivato all’articolo 4 sui 33 complessivi. Il decreto deve essere convertito in legge entro il 25 aprile e il calendario ora si impone. Al posto della seduta c’è stata una riunione di maggioranza proprio per prepararsi alla ‘battaglia’, emendamento su emendamento, in aula.

“Siamo convinti della necessità e dell’urgenza dell’approvazione” del decreto e quindi “staremo qua tutto il tempo necessario per superare questo incredibile ostruzionismo del centrosinistra che parla di sicurezza ma poi in realtà fa esattamente l’opposto”, è stato il commento del ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani, il quale ha aggiunto: “andremo avanti tutto il tempo che serve, mercoledì, giovedì, se serve anche venerdì. Di sicuro non arretriamo su questa battaglia”.

Ciriani ha ribadito l’intenzione di presentare una “trentina” di emendamenti “significativi, come maggioranza e come governo”, senza sbilanciarsi sui contenuti tranne che sui coltelli. Ma tra le proposte dovrebbe spuntare una proroga di sei mesi per il comandante della Guardia di finanza, Andrea De Gennaro. Ciriani ha attaccato: “E’ importante sottolineare che nonostante la nostra buona volontà e disponibilità al dialogo, il partito democratico e le opposizioni parlano di sicurezza soltanto nei talk show televisivi”.

Accusa rimbalzata al mittente dal M5S: “Questo decreto non nasce da un’analisi dei problemi, nasce da una attività legislativa improvvisata dopo alcune rassegne stampa e seguendo i talk show televisivi. Si insegue ciò che fa audience e si rende il Codice Penale un frullatore impazzito”. “Dopo un mese e mezzo di discussione in commissione, arriva in aula un decreto che dovrà essere modificato dalla stessa maggioranza perché non riescono a trovare un accordo tra di loro”, ha osservato il capogruppo dem Francesco Boccia: “hanno proposto di arrivare nell’esame a venerdì. Per noi possono arrivare a domenica o lunedì, non abbiamo limiti di tempo. Siamo qui. Questo è l’ennesimo atto di arroganza istituzionale”.

Peppe de Cristofaro di Avs ha definito l’ostruzionismo “una sorta di legittima difesa dinanzi ad un governo che procede a colpi di maggioranza con norme puramente propagandistiche per quello che riguarda la sicurezza e profondamente lesive dei diritti fondamentali quando si parla della libertà di manifestare”. E ha messo in guardia: “non pensi la maggioranza di poter utilizzare come minaccia, seppure in maniera ancora velata, i classici strumenti: i canguri piuttosto che la riduzione dei tempi parlamentari. Si discuta seriamente in aula, visto che in commissione non si è potuto fare. Quando si finirà si finirà, senza scadenze e accordi di nessun genere”.