HomeAskanewsDaniele Novara su aumento carceri minorili: repressione non è risposta

Daniele Novara su aumento carceri minorili: repressione non è risposta

Roma, 22 ott. (askanews) – “Apprendo da alcuni quotidiani dell’idea del ministro Nordio di aumentare la capienza delle carceri minorili in previsione di un incremento degli arresti. Si stratta di una scelta profondamente sbagliata. Un Governo dovrebbe agire per la crescita delle nuove generazioni, non per il loro ingresso in carcere”: lo ha affermato Daniele Novara, noto pedagogista, autore di best seller e direttore del CPP, Centro psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti di Piacenza.

“Sembra quasi si voglia chiudere i conti con una generazione che ha vissuto l’esperienza del Covid e il tragico confinamento domestico. Di fronte alle loro difficoltà, la risposta non può essere quella di aumentare i posti nelle carceri”, ha aggiunto Novara.

“Invece che 500 soldati servono 500 progetti educativi. I ragazzi hanno bisogno di essere accompagnati nella crescita, soprattutto quando le famiglie sono fragili e la scuola fatica a svolgere pienamente il proprio ruolo educativo. Sempre più spesso gli adulti rinunciano alla propria funzione e si mettono sullo stesso piano dei figli, instaurando rapporti confidenziali e amicali che non li aiutano ad assumersi responsabilità e a compiere scelte adeguate alla loro età – ha proseguito Novara – perché mandare in carcere ragazzi che hanno conosciuto carenze educative e sono cresciuti senza figure adulte capaci di svolgere fino in fondo il proprio compito? L’educazione è un diritto e una responsabilità che la società e le istituzioni non possono ignorare”.

“Mi rivolgo quindi alla magistratura e ai giudici affinché, quando possibile, scelgano percorsi alternativi alla detenzione come la ‘messa alla prova’. È attraverso progetti educativi concreti che si può aiutare un ragazzo a comprendere le conseguenze delle sue azioni, a responsabilizzarsi e a cambiare strada”, ha sottolineato il pedagogista. “Il carcere minorile rischia invece di trasformarsi in una scuola di criminalità. Il costo sociale di questa scelta sarebbe altissimo, sintomo di uno Stato che non è più in grado di garantire adeguate opportunità educative o percorsi reali di recupero”, ha messo in guardia.

“Anche davanti a fatti gravi come quelli avvenuti recentemente a Milano, non possiamo limitarci alla repressione. Dobbiamo chiederci che cosa non ha funzionato e quali interventi siano necessari per evitare che altri ragazzi arrivino allo stesso punto”, ha concluso Daniele Novara, secondo il quale “la risposta non può essere costruire più carceri per i minorenni. Deve essere investire nell’educazione, nella prevenzione e in progetti capaci di restituire ai ragazzi la possibilità di crescere e immaginare un futuro positivo. La sicurezza è necessaria. Ma non c’è sicurezza duratura senza educazione, senza adulti capaci di esercitare la propria responsabilità e senza una comunità che investa concretamente nella crescita delle nuove generazioni. È da qui che dobbiamo ripartire”.