Il dibattito sul riarmo continua a infiammare il dibattito interno al Partito Democratico, mentre il delicato accordo raggiunto nel Parlamento italiano potrebbe essere messo nuovamente in discussione in Europa. Oggi, infatti, si procederà al voto sulla “Relazione annuale 2024”, un documento che discute l’attuazione della politica di sicurezza e di difesa comune dell’Unione Europea nell’anno passato. Tra i punti controversi vi è un emendamento che esprime supporto per il piano di riarmo proposto da Ursula von der Leyen. La segretaria del Pd, Elly Schlein, ha già fatto sapere che questa strategia deve essere modificata in modo “radicale”, come ribadito nella mozione approvata dai democratici sia alla Camera che al Senato.
Secondo quanto riportato da Askanews, una riunione degli europarlamentari del Pd si è tenuta ieri a Bruxelles, ma non è stata trovata una posizione unitaria. L’ala sinistra del partito, rappresentata da figure come Marco Tarquinio e Cecilia Strada, ha già deciso di votare contro l’emendamento, sostenuta anche da europarlamentari come Annalisa Corrado e Sandro Ruotolo, che chiedono coerenza con le posizioni ufficiali del partito. Al contrario, Pina Picierno e Giorgio Gori, insieme a una parte dell’ala riformista, trovano difficile esprimere un netto diniego al piano von der Leyen.
Per cercare di armonizzare le divergenze, il capodelegazione Nicola Zingaretti ha suggerito una mediazione: bocciare l’emendamento ma approvare la relazione nel suo insieme, consapevoli che l’emendamento sarà comunque approvato. Una proposta che sembra andare incontro alle esigenze della Schlein, che prima della manifestazione di sabato non intende che il Pd assuma una posizione favorevole al riarmo.
L’obiettivo della Schlein è mantenere la compattezza del gruppo europeo del Pd contro il riarmo, pur riconoscendo che Picierno e Gori potrebbero comunque votare a favore. Si cerca di evitare una ripetizione della divisione di un mese fa, quando il partito si era spaccato sul tema, mettendo a rischio la leadership della segretaria. Tuttavia, la situazione attuale sembra meno drammatica, con Bonaccini e altri leader del partito al lavoro per trovare una soluzione condivisa.
Il gruppo del Pd si riunirà nuovamente stamattina per definire la strategia in vista del voto, previsto per l’ora di pranzo. Sebbene non sarà possibile conteggiare i voti sul singolo emendamento, l’obiettivo rimane quello di ridurre al minimo le dissidenze e di rispettare la posizione ufficiale del partito sul riarmo. Alla fine, la Schlein potrebbe decidere all’ultimo momento se partecipare alla manifestazione di sabato, pur confermando la presenza di almeno una delegazione.