Roma, 5 mag. (askanews) – Un vertice di governo, a due giorni dagli incontri di venerdì 8 con il segretario di Stato degli Stati Uniti Marco Rubio, per fissare la posizione da tenere nei confronti dell’amministrazione americana nella nuova fase in cui anche l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni è finito nel mirino delle critiche del presidente Usa Donald Trump. Domani la presidente del Consiglio vedrà i suoi vice Antonio Tajani e Matteo Salvini a Palazzo Chigi intorno a mezzogiorno, prima di recarsi a Gemona del Friuli, in provincia di Udine, per celebrare il cinquantesimo anniversario del terremoto.
Di fronte all’ultima minaccia del tycoon di ritirare i militari statunitensi dal territorio italiano, la replica di Meloni è stata ferma: “Alcune cose che sono state dette nei nostri confronti non le considero corrette” anche perché “l’Italia ha sempre mantenuto tutti gli impegni”, ha detto ieri a Yerevan dopo aver preso parte all’ottavo Vertice della Comunità Politica Europea. “A livello di Patto Atlantico – ha puntualizzato la premier – nessuno si è presentato in una sede formale a chiedere un sostegno degli alleati sulle scelte che stava facendo”. Una linea ribadita oggi anche dalla Lega con il capogruppo alla Camera, Riccardo Molinari: “Un eventuale ritiro punitivo delle truppe americane dall’Italia non avrebbe senso, abbiamo sempre rispettato gli impegni dell’Alleanza, pagando anche un prezzo nelle missioni internazionali”. Per il presidente dei deputati del partito di via Bellerio “si può essere alleati leali degli Stati Uniti e della Nato e continuare a credere che l’Alleanza atlantica non debba essere rotta, senza rinunciare a difendere il proprio interesse nazionale”.
Lontana tutto il giorno da Palazzo Chigi, dopo l’intensa giornata di ieri tra Armenia e Azerbaigian, oggi Meloni sceglie la linea del silenzio sull’alleato Usa. Non commenta l’ennesimo attacco di Trump a Papa Leone XIV (“Mette in pericolo i cattolici”, l’affondo del presidente americano). Anche Fdi tace. Tocca a Tajani ribadire su X il sostegno al Santo Padre definendo “non condivisibili” e “non utili alla pace” gli attacchi nei suoi confronti e sottolineando che “la sua visione è condivisa dal governo impegnato attraverso la diplomazia a garantire stabilità e pace in tutte le aree dove ci sono conflitti”. Ne parla anche Salvini da Torre Annunziata dove ha presenziato all’avvio dei lavori di demolizione di Palazzo Fienga: “Sicuramente attaccare il Santo Padre non serve a nulla e non risolve nessun problema”, afferma il leader della Lega tuttavia “convinto che siamo e rimarremo amici, alleati degli Stati Uniti d’America a prescindere da questo o quel malinteso, da questo o quel presidente. La nostra alleanza coi paesi liberi democratici e occidentali non è in discussione”.
Sul conflitto nel Golfo la premier interviene per esprimere “vicinanza agli Emirati Arabi Uniti per gli ingiustificabili attacchi subiti che devono immediatamente cessare” rinnovando l’impegno dell’Italia “per favorire il dialogo e scongiurare il propagarsi della crisi a livello regionale”. Per Meloni “la libertà di navigazione attraverso lo stretto di Hormuz è un principio fondamentale del diritto internazionale ed essenziale per l’economia globale”.
Non è escluso che la riunione di domani a Palazzo Chigi sarà l’occasione per trovare l’accordo sui presidenti della Consob e dell’Agcm. “Sono ottimista: la prossima settimana avremo entrambi”, aveva detto sette giorni fa la premier. Ma un consiglio dei ministri per procedere al rinnovo tuttavia non è (ancora) in programma per questa settimana. Il vertice della Consob è vacante dall’8 marzo scorso e la candidatura leghista dell’attuale sosttosegretario al Mef Federico Freni non ha superato la contrarietà di Forza Italia. A lui Tajani preferirebbe la soluzione interna di Federico Cornelli, attuale commissario dell’Authority. Per quanto riguarda l’Agcm, scade domani il mandato del presidente Rustichelli. La nomina del successore spetta ai presidenti delle Camere ma vista la concomitanza delle scadenze la posizione del governo è che avvenga “contestualmente” a quella della Consob.
