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Dossieraggio, inchiesta sulla "squadra Fiore", perquisizioni in tutta Italia. Indagato l’ex vice capo Dis

Roma, 20 apr. (askanews) – Associazione per delinquere finalizzata alla interferenze illecite nella vita privata, accesso abusivo a sistema informatico o telematico, nonché intercettazione, impedimento o interruzione illecita di comunicazioni informatiche o telematiche. Per queste accuse i carabinieri del Ros, su incarico della Procura di Roma e della Dnaa, hanno eseguito nella prima parte della mattinata di oggi, una serie di perquisizioni su tutto il territorio nazionale. I militari del Raggruppamento operativo speciale dell’Arma, in particolare, hanno dato esecuzione ad una serie di decreti di perquisizioni locali, personali e su sistemi informatici ed al conseguente sequestro di dispositivi e corrispondenza informatica.

Oggetto dell’inchiesta è la cosiddetta ‘Squadra Fiore’, un gruppo clandestino – di cui facevano parte ex appartenenti alle forze dell’ordine – che avrebbe compiuto attività di dossieraggio. L’ex numero due del Dis, Giuseppe Del Deo, è indagato per peculato nell’indagine della Procura di Roma, coordinata da Stefano Pesci. Gli inquirenti contestano nello specifico a Del Deo un reato di peculato relativo alla cifra di 5 milioni di euro. Gli accertamenti – si aggiunge – sono frutto anche degli elementi acquisiti dall’autorità giudiziaria romana dal procedimento penale relativo al fascicolo “Equalize” che è stata portata avanti dalla Procura di Milano con il coordinamento della Direzione Nazionale Antimafia e Antiterrorismo (i cui esiti più recenti hanno portato lo scorso 9 aprile alla notifica di 81 avvisi all’indagato della conclusione delle indagini preliminari).

La Procura di Roma si è poi concentrata sull’operatività di una struttura, fiduciariamente denominata “Squadra Fiore”, dedita all’attività di “dossieraggio” su importanti persone fisiche ed imprese italiane attraverso l’accesso abusivo a banche dati istituzionali. Le indagini dirette dalla Procura della Capitale – si spiega in una nota dei carabinieri del Ros – hanno permesso, in primo luogo, di riscontrare l’effettiva operatività della “Squadra Fiore”, attiva dal novembre 2024, i cui componenti (in parte ex appartenenti alle forze di polizia ed all’Agenzia Informazioni e Sicurezza Interna – Aisi). In particolare ed in estrema sintesi, gli interessati avrebbero acquisito e commercializzato in cambio di remunerazione mensile e/o per singoli contratti – anche su commissione di imprenditori, professionisti ed intermediari finanziari – informazioni riservate illecitamente estrapolate dalle banche dati nazionali protette da sistemi di sicurezza, realizzando dossier con la profilazione di persone fisiche e giuridiche.

Gli indagati, inoltre, avrebbero inoltre eseguito, dietro compenso corrisposto per ogni singolo intervento, attività di fraudolenta interruzione di intercettazioni telefoniche/telematiche e di installazione di dispositivi per la captazione fraudolenta di conversazioni private. Della “squadra”, si sarebbe avvalso Del Deo, che dall’aprile dello scorso anno non è più dirigente del Sistema di informazioni per la sicurezza della Repubblica, ma presidente esecutivo di Cerved Group S.p.A.

Secondo chi indaga gli approfondimenti hanno permesso di acquisire nuovi elementi idonei a delineare ulteriori fattispecie delittuose per le quali risultano coinvolti imprenditori ed ex appartenenti all’intelligence nazionale. Nel dettaglio, gli interessati risultano indagati a vario titolo dei reati: di peculato in concorso (sarebbero implicati imprenditori e il già citato Del Deo) poiché, nel 2023, si sarebbero appropriati di fondi dell’Aisi, per alcuni milioni di euro destinati a saldare un contratto di fornitura, di fatto mai eseguito, stipulato tra la citata Agenzia e una società operante nel settore della produzione di sistemi software e hardware.

I magistrati procedono anche per il reato di accesso abusivo ad un sistema informatico e telematico. Poiché Del Deo – si aggiunge – avrebbe utilizzato, per fini non istituzionali, gli schedari informativi istituiti per il trattamento di notizie e informazioni necessarie al perseguimento degli scopi istituzionali del predetto comparto.

Ipotizzato anche la fattispecie di truffa aggravata, poiché – nell’ambito di una operazione di acquisizione di società operanti nel settore della consulenza e progettazione di reti digitali infrastrutturali e soluzioni di intelligence per l’innovazione – l’imprenditore titolare della acquisenda società, al fine di aumentarne il prezzo di vendita attraverso una clausola di earn-out (che lega una componente aggiuntiva del prezzo di vendita al raggiungimento di specifici obiettivi finanziari o commerciali), con artifizi e raggiri, nel conto economico del 2023, avrebbe esposto valori fittizi di fatturato tali da incrementare, falsamente e per oltre 40 milioni di euro, il margine operativo lordo (Ebitda) della società, usato quale parametro per la maturazione della componente di prezzo integrativa.

Tale operazione, avrebbe procurato all’imprenditore un profitto di circa 8 milioni di euro non dovuti, con correlativo danno anche a Cassa depositi e prestiti, di cui è azionista di maggioranza il ministero dell’economia e delle finanze, in quanto, attraverso Cdp Equity S.p.A, deteneva una parte del capitale della società acquirente.

Da ultimo, le indagini hanno permesso di acquisire elementi, da un lato, circa presunti progetti finalizzati a raccogliere nelle mani di una sola holding l’intera galassia delle aziende attive nel campo delle intercettazioni di conversazioni telefoniche, tra presenti e telematiche, e, dall’altro, circa rivelazioni dell’esistenza di specifici atti d’indagine nell’ambito degli accertamenti disposti nel procedimento in corso.