Roma, 20 apr. (askanews) – “Oggi vediamo che molti desideri della gente sono frustrati dai violenti, sfruttati dai prepotenti e ingannati dalla ricchezza. Quando l’ingiustizia corrompe i cuori, il pane di tutti diventa possesso di pochi”. Lo ha detto il Papa nella messa celebrata nella spianata di Saurimo, nel nord dell’Angola.
“Davanti a questi mali – ha aggiunto Leone – Cristo ascolta il grido dei popoli e rinnova la nostra storia: da ogni caduta ci rialza, in ogni sofferenza ci conforta, nella missione ci incoraggia. Come il pane vivo che sempre ci dà, l’Eucaristia – ha ribadito il Papa – così la sua storia non conosce fine, e perciò toglie la fine, cioè la morte, dalla nostra storia, che il Risorto apre con la forza del suo Spirito. Cristo vive! Egli è il nostro Redentore. Questo è il Vangelo che condividiamo, rendendo fratelli tutti i popoli della terra. Questo è l’annuncio che trasforma il peccato in perdono. Questa è la fede che salva la vita!”, ha concluso il Pontefice.
“Noi non siamo venuti al mondo per morire. Noi non siamo nati per diventare schiavi né della corruzione della carne, né di quella dell’anima: ogni forma di oppressione, violenza, sfruttamento e menzogna nega la risurrezione di Cristo, dono supremo della nostra libertà”, ha sottolineato il Papa.
“Questa liberazione dal male e dalla morte, infatti – aggiunge il Pontefice – non accade soltanto alla fine dei giorni, ma nella storia di tutti i giorni”.
