HomeAskanewsE’ iniziata "l’operazione antiterrorismo" di Israele in Cisgiordania

E’ iniziata "l’operazione antiterrorismo" di Israele in Cisgiordania

Roma, 24 ott. (askanews) – Le Forze di difesa israeliane (Idf) e lo Shin Bet hanno annunciato “l’avvio un’operazione antiterrorismo nell’area di Hebron”, nel sud della Cisgiordania, in risposta all’attacco lanciato ieri da due palestinesi armati contro un checkpoint, che ha causato la morte di due soldati israeliani. “Le forze hanno avviato perquisizioni mirate, precise e approfondite in tutta la zona, per individuare e smantellare infrastrutture terroristiche e armi, procedendo all’interrogatorio di persone sospette – si afferma in un comunicato – l’operazione è circoscritta all’area in cui hanno operato i terroristi e si prevede che andrà avanti per diversi giorni”. “Per tutta la durata dell’operazione, i residenti della zona interessata potranno allontanarsi attraverso tre punti di uscita designati, dopo essere stati sottoposti a interrogatorio e controlli di sicurezza. Gli individui che dovessero destare sospetti durante i controlli saranno affidati alle forze di sicurezza per ulteriori accertamenti”, hanno precisato Idf e Shin Bet. Nella nota si aggiunge che sono stati anche avviati “interventi per migliorare le condizioni di sicurezza nell’area, demolendo strutture abusive che potrebbero rappresentare una minaccia nel luogo in cui è avvenuto lo scontro”. Idf e Shin Bet hanno poi fatto sapere che sono in corso “operazioni antiterrorismo in decine di località in tutta la Giudea e Samaria (Cisgiordania, ndr)”.

“Hebron è sotto assedio. Le famiglie stanno perdendo le loro case”: è quanto ha scritto su X l’attivista palestinese Issa Amro, fondatore del movimento Friends of Hebron e del gruppo Youth Against Settlements. “Da ieri, almeno 250 famiglie sono state sfollate a Hebron, tra cui mia sorella Hayat e i suoi sette figli. Case e negozi vengono demoliti dall’esercito israeliano – ha raccontato Amro – circa 250.000 persone sono intrappolate in città, mentre 1.000 famiglie nell’area H2 (zona orientale della città sotto controllo militare israeliano, ndr) restano chiuse nelle proprie abitazioni”.

“Stiamo subendo una punizione collettiva per qualcosa che non abbiamo né commesso né sostenuto”, ha aggiunto l’attivista da sempre impegnato in campagne di resistenza non violenta, facendo riferimento all’attacco armato lanciato ieri da due palestinesi di Hebron contro un posto di controllo israeliano. “La nostra sofferenza viene usata a fini politici in vista delle elezioni in Israele, mentre a pagarne il prezzo sono famiglie innocenti”, ha concluso.